Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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venerdì 5 luglio 2013

Le voragini di San Berillo

Le voragini di San Berillo
 
Carlo Lo Giudice
Italy 10'
Sinossi Nel centro di Catania, tra banche e negozi, ci sono tre enormi voragini profonde trenta metri e larghe più di cento. E' ciò che rimane dello sventramento dello storico quartiere di S. Berillo, un tempo il cuore pulsante della città, raso al suolo a partire dal 1956 e ricostruito solo in parte. Una delle operazioni immobiliari più grosse della storia europea del dopoguerra e che da mezzo secolo è al centro di interessi politico-affaristici, sotto gli occhi dei cittadini ormai assuefatti allo scempio. Le voragini hanno ospitato negli ultimi anni una comunità di Bulgari. Il minidoc segue la storia di due di loro, Boian e Sansa, marito e moglie, che dopo nove anni di vita in baracca sono stati sgomberati nel mese di aprile. #italianslum
Scheda Tecnica Italia 2013

durata 10'
Regia Carlo Lo Giudice
Montaggio Chiara Russo
produzione ZaLab
con il sostegno di Open Society Foundation




Fonte:

http://www.zalab.org/progetti-it/52/#.UdXz0W1Ggm0 

giovedì 15 novembre 2012

Caponero capobianco


 

 
(doc, 6’, Italia, 2012)
di Rossella Anitori e Antonio Laforgia
Fotografia – Rossella Anitori, Antonio Laforgia, Raffaele Petralla
Montaggio – Rossella Anitori, Antonio Laforgia, Chiara Russo

Si svegliano quando è ancora buio; ammassati nei furgoni percorrono un labirinto di strade sterrate fino ai campi dove lavorano a testa bassa per oltre dieci ore. Sono i braccianti della grande piana del pomodoro italiano. Migliaia di migranti africani condannati dalla mancanza di alternative a nutrire il grande serbatoio di lavoro nero che sostiene i profitti dell’industria agroalimentare. Non conoscono buste paga, contratti né diritti. Vengono reclutati dai loro stessi connazionali, i “capineri”, dietro a cui si nasconde il “padrone bianco”. Due facce della stessa medaglia, quella di un sistema che dal 2011 la legge riconosce come reato, ma che nelle campagne italiane è ancora la regola.

Fonte:



martedì 16 ottobre 2012

In nome del popolo italiano

15 October 2012


Fotogramma del documentario tratto da Vimeo

di Gabriele Del Grande e Stefano Liberti
fotografia Enrico Parenti montaggio Chiara Russo
 
Padri di famiglia, lavoratrici, ragazzi e ragazze nati in Italia. Al centro di identificazione e espulsione (CIE) di Roma ne arrivano ogni giorno. Non hanno commesso alcun reato, eppure rischiano di passare 18 mesi dietro le sbarre in attesa di essere espulsi. La loro detenzione è convalidata da un giudice di pace. In nome del popolo italiano. Basta un permesso di soggiorno scaduto. Lo dice la legge e questo basta a tranquillizzare l'opinione pubblica e a rimuovere il problema. Noi però abbiamo deciso di andare a vedere. Ne è nato un mini-doc, un viaggio per immagini e storie nel CIE di Roma. Perché siamo convinti che mostrare quei luoghi e ascoltare quelle voci significa rompere una definizione. E ribadire che nessun essere umano è illegale. Nemmeno quando lo dice una legge.

"In nome del popolo italiano" è il primo di una serie di documentari brevi prodotti da Zalab con il contributo di Open Society.

Fonte:

http://fortresseurope.blogspot.it/2012/10/in-nome-del-popolo-italiano.html