Giovedì 24 Gennaio 2013 18:56
Dopo la retata contro gli avvocati della scorsa
settimana e la richiesta di 21 anni di carcere per un'Erasmus francese,
la magistratura turca processa per la quarta volta una sociologa
accusata di collaborare con il PKK. E la condanna all'ergastolo. Ma
secondo le perizie l'attentato di cui è accusata fu un'esplosione
accidentale.
Sono quasi cento gli osservatori internazionali che
hanno assistendo oggi a Istanbul al quarto processo - sempre per gli
stessi fatti - contro la nota sociologa di sinistra Pinar Selek, che ora
vive in esilio in Francia, a Strasburgo. La donna è stata accusata
dalla magistratura turca di complicità in un'esplosione che causò sette
morti nel 1988 al Bazar delle Spezie della città sul Bosforo.
Selek
era già stata assolta tre volte - nel 2006, nel 2008 e nel 2011 - e la
matrice terroristica dell'esplosione, a suo tempo attribuita al Pkk, è
stata di fatto smentita. Già nel 2000 una perizia ne aveva attribuito
l'origine a una fuga di gas accidentale.
E nel pomeriggio, a dimostrazione del carattere pilotato del
procedimento penale, la donna è stata condannata all'ergastolo. La
sentenza ha provocato reazioni di sgomento e di indignazione fra i suoi
numerosi sostenitori presenti nell'aula del processo. Ci sono state
grida ''fascisti! fascisti!'' da parte di alcune attiviste straniere
rivolte ai giudici.
La decisione di sottoporla a un nuovo processo e di annullare i tre
procedimenti precedenti presa alla fine dell'anno scorso dalla Corte di
Cassazione turca aveva già provocato forti polemiche sia in Turchia sia
nel resto del mondo.
Numerosi artisti e intellettuali laici e di sinistra si sono
mobilitati nel paese in difesa della nota sociologa. L'attrice Deniz
Turkali ha ad esempio denunciato pubblicamente quello che ha definito un
'processo farsa'.
Anche il sindaco
di Strasburgo, il socialista Roland Ries, si é schierato a fianco della
sociologa turca, denunciando ''l'accanimento giudiziario di alcuni
magistrati, per motivi politici''. Numerosi comitati di solidarietà con
l’intellettuale turca si sono costituiti negli ultimi anni in tutta
Europa.
Pinar Selek, allora giovane sociologa nota per le
ricerche sulle minoranze, in particolare sui curdi, fu arrestata nel
1998 per collaborazione con il Pkk, dopo aver pubblicato alcune
interviste agli esponenti della formazione curda. Nonostante le torture
subite ed il carcere duro non confessò i nomi dei dirigenti della
guerriglia che aveva incontrato e dopo un mese fu accusata di avere
aiutato il Pkk ad organizzare il presunto attentato. Nel 2000, dopo la
pubblicazione della perizia che definiva di origine accidentale
l'esplosione, era stata scarcerata.
La Selek giudicando iniquo e pilotato il processo nei suoi
confronti ed avendo già scontato ingiustamente ben due anni e mezzo di
carcere nel 2009 è espatriata in Francia ed ha deciso di non tornare in
Turchia per assistere al procedimento.
La
sentenza di condanna all'ergastolo arriva oggi dopo l’ondata di arresti
che la scorsa settimana ha portato all’arresto di parecchie decine di
avvocati aderenti a un’associazione di legali progressisti, di artisti
della band Grup Yorum, di giornalisti, insegnanti e studenti
universitari. Nei giorni scorsi un altro tribunale turco aveva chiesto
21 anni di carcere per una giovanissima studentessa francese di origini
turche, accusata di collaborare con una organizzazione di estrema
sinistra fuorilegge.
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Fonte:
Da Radio Onda Rossa: