Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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giovedì 26 dicembre 2013

TURCHIA, IL "RIMPASTO" NON BASTA: LA PIAZZA VUOLE LA CADUTA DEL GOVERNO ERDOGAN

Giovedì 26 Dicembre 2013 12:06 


istanbul
Sconvolgimenti nei piani alti e nuove esplosioni di rabbia sociale dal basso caratterizzano la Turchia in questi giorni. Lo scandalo - corruzione, bollato come "Tangentopoli" turca dal mainstream nostrano, tiene banco nelle ultime settimane sia nelle agende di un sempre più schizofrenico Erdogan che in quelle dei movimenti di opposizione. Nella tarda serata di ieri l'annuncio del Governo ha confermato la scelta del premier di sostituire in blocco dieci ministri, dopo che già i ministri dell'Economia, della Giustizia e dei rapporti con l'Unione Europea si erano dimessi, travolti dall'inchiesta che sta facendo venire a galla pubblicamente parte di quella rete di favoritismi, clientelismi e privilegi che di certo non rappresentavano una novità per la piazza anti-governativa.
Di fatto, sono ore concitatissime queste nei palazzi del potere di Ankara, accentuate dalle dichiarazioni esplosive di uno dei ministri "rimossi",il ministro dell'ambiente Bayraktar, che ha caldeggiato pubblicamente le dimissioni dello stesso Erdogan.
Alla maxi-retata che ha portato allo sconvolgimento interno all'AKP, e che a breve potrebbe portare ad ulteriori eclatanti risvolti giudiziari, si accompagna il congedamento di diverse centinia tra ufficiali ed agenti di Polizia.
Questo ulteriore giro di vite nella crisi governativa rischia di avere uno strascico indesiderato anche nei mercati finanziari, tant'è che la banca centrale ha già predisposto misure di protezione per la debole lira turca.
In questo scenario di forte incertezza, il movimento sta esercitando la sua pressione scendendo in piazza praticamente ogni giorno in diverse città del paese. Il rimpasto voluto da Erdogan, corollato dalle dichiarazioni di quest'ultimo riguardo ad un complotto ordito dall'estero, non ha placato la tensione nelle piazze che pretendono la caduta del premier protagonista degli ultimi 11 anni di ristrutturazione in chiave neoliberista del Paese.
 Ieri migliaia di persone sono scese in piazza, dopo le proteste di domenica, scandendo slogan come “Tre ministri non sono abbastanza, dimettetevi tutti!”, “La corruzione è dappertutto, la resistenza è dappertutto!”. Le mete della maggior parte dei cortei di ieri erano le sedi del partito AKP. A Istanbul, non appena i manifestanti hanno tentato di avvicinarsi alla sede del partito, la polizia ha iniziato a sparare gas lacrimogeni, pallottole di gomma e ha azionato gli idranti. I manifestanti hanno eretto barricate e risposto con fuochi d’artificio; i fronteggiamenti sono durati fino a tarda notte, almeno 4 persone sono state arrestate.
In attesa degli sviluppi di queste ore, un grosso concentramento che si prefigge di convergere verso Taksim sta rimbalzando nelle reti di movimento per domani alle 7 di sera ore locali: un ulteriore spartiacque nella storia conflittuale degli ultimi anni?





Fonte:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/10116-il-rimpasto-non-basta-la-piazza-vuole-la-caduta-del-governo-erdogan 

domenica 8 settembre 2013

MANIFESTAZIONI E SCONTRI AD ANKARA E ISTANBUL


Sabato 07 Settembre 2013 18:58 

altLa polizia ha attaccato diverse migliaia di manifestanti che questo pomeriggio stavano marciando in direzione della Middle East Technical University (ODTÜ nella sigla turca), ad Ankara. I manifestanti, che si oppongono alla costruzione dell' autostrada ad 8 corsie che significherebbe la distruzione di migliaia di alberi nel campus e nel quartiere limitrofo,sono stati inizialmente respinti dalla polizia con uso di proiettili di gomma, lanci di lacrimogeni e getti d'acqua. Attualmente stanno avvenendo scontri in tutto il quartiere nei pressi del Campus Universitario, dopo che già ieri notte gli studenti avevano fatto pressione intorno alla zona dove sono partiti i lavori, con sassaiole e mortaretti a fronte dell'ingente uso di gas lacrimogeni da parte della polizia.

Il Rettore della METU, intanto, si è espresso stamattina invocando una soluzione democratica che ponga fine al conflitto e metta d'acccordo gli schieramenti politici in campo. In solidarietà con il movimento ad Ankara, anche a Istanbul molte persone stanno scendendo in strada. In Via Istiklal la polizia ha creato uno sbarramento artificiale per impedire l'accesso ai manifestanti, diretti manco a dirlo verso Piazza Taksim.

La nottata tra oggi e domani si preannuncia all'insegna del conflitto sociale anche in altre città della Turchia.



Fonte:


 http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/8900-manifestazioni-e-scontri-ad-ankara-e-istanbul



martedì 23 luglio 2013

TURCHIA: "DISTRUGGETE GEZI PARK". PURGHE NEI MEDIA E ARRESTI

Turchia: “distruggete Gezi Park”. Purghe nei media e arresti

Un tribunale amministrativo dà ragione a Erdogan, le ruspe potrebbero tornare a distruggere il parco dove la polizia ha attaccato un migliaio di manifestanti che assistevano a… un matrimonio. Decine i giornalisti licenziati o costretti alle dimissioni per le loro critiche al governo.
Qualche settimana fa i media di tutto il mondo avevano dato grande risalto a una decisione di alcuni tribunali turchi che bocciava il piano del governo Erdogan e del sindaco di Istanbul diretti a trasformare il parco Gezi, nel centro della metropoli sul Bosforo, in una spianata di cemento. Ma la ‘festa’ è durata poco perché poche ore fa un tribunale amministrativo regionale ha annullato in appello la decisione adottata il 31 maggio dalla sesta Corte amministrativa della città che aveva accolto un ricorso di un'associazione decidendo la sospensione dei lavori di abbattimento degli alberi nel fazzoletto verde. Dopo la decisione presa alla fine di maggio le autorità dell’Akp avevano presentato ricorso ma a inizio luglio la Corte amministrativa di Istanbul l'aveva respinto, negando l’accoglimento della richiesta di revoca della sospensiva, mentre la sentenza di merito sul progetto è attesa entro due mesi. Il braccio di ferro continua ma è evidente che i liberal-islamisti hanno forti agganci all’interno della magistratura e che quindi il progetto speculativo nel centro di Istanbul – un centro commerciale, una casera ‘ottomana’ e una moschea al posto del boschetto - è ancora in ballo. Secondo il quotidiano Hurriyet, inoltre, l’ultima sentenza di fatto dà il via libera ai lavori perché é operativa immediatamente, senza dover aspettare il pronunciamento del Consiglio di Stato.
E, al di là dell’esito della disputa giudiziaria, a ricordare i metodi del governo Erdogan ci ha pensato durante il finesettimana la polizia che, in assetto antisommossa è intervenuta contro un migliaio di persone che si erano radunate proprio intorno al parco in occasione delle nozze tra due attivisti. I reparti antisommossa hanno attaccato i convenuti con manganelli, cannoni ad acqua e lacrimogeni. I due giovani sposi, conosciutisi durante le proteste di fine maggio, avevano deciso di sposarsi proprio al margine di Piazza Taksim, ma il divieto di manifestare evidentemente vale per tutti, ma proprio tutti. Mentre gli arresti di oppositori continuano, come è avvenuto ad Antakya (Antiochia), sulla costa turca a pochi chilometri dalla frontiera con la Siria, dove 28 attivisti sono stati arrestati all’alba di ieri durante una delle ennesime retate compiute dalla polizia contro chi ha partecipato alle manifestazioni antigovernative degli ultimi mesi. Così come continuano le purghe contro i giornalisti che si sono permessi di violare la ferrea censura – ed autocensura - che da sempre caratterizza il sistema mediatico turco.

Secondo i dati forniti dal Sindacato dei Giornalisti Turchi (Tgs) almeno 22 cronisti sono stati licenziati per la loro copertura delle proteste antigovernative ed altri 37 costretti alle dimissioni. ''Questi licenziamenti e queste dimissioni sono per lo più collegati con le politiche di censura seguite da diversi media sulla protesta di Gezi Park'' ha affermato il presidente del Tgs di Istanbul Gokhan Dumus che ha aggiunto: ''I nostri colleghi hanno lavorato duramente per garantire il diritto all'informazione del pubblico, e lo hanno pagato con il loro posto di lavoro. Alcuni sono stati censurati, altri hanno visto i loro programmi tv chiusi''. ''Alcuni giornalisti sono stati licenziati per dei tweets che avevano mandato. Uno per avere inviato il messaggio 'Ciao' a un manifestante di Gezi''. Tra i reporter presi di mira i più noti sono Tugce Tatari, editorialista del quotidiano Aksam, e Hasan Comert, giornalista esperto di cultura. Da parte sua il Comitato internazionale per la protezione dei giornalisti (Cpj) denuncia che il governo di Tayyip Erdogan ''é impegnato in un'ampia offensiva per ridurre al silenzio i giornalisti critici attraverso detenzione, procedure legali e intimidazione ufficiale'' in ''una delle più vaste campagne di repressione della libertà della stampa nella storia recente''. 

Ultima modifica il Martedì, 23 Luglio 2013 12:40 

Fonte:


domenica 23 giugno 2013

PIAZZA TAKSIM, GIORNATA DEL GAROFANO

Da Taksim Gezi Parki Italy: 
 
23.06.2013 02.25

Giornata del garofano.

Migliaia di persone si sono ritrovate oggi in piazza Taksim ad Istanbul per ricordare insieme le vittime di queste 3 settimane di scontri con la polizia. Garofani alle mani, chi arrivato da altre città della Turchia, tutti si sono uniti nello stesso ricordo. Hanno preso a marciare in tardo pomeriggio e si sono recati a Taksim.
Tempo di slogan e di manifestazione quando un toma in İstiklal street inizia ad attaccare i manifestanti. La gente tenta di disperdersi. Chi corre. Chi cerca riparo. Un nuovo scontro comincia dopo una pausa di quasi 1 settimana nella metropoli turca. 100 mila persone i numeri di questa serata, che rimarrà nel segno del fiore rosso. Il garofano.
In questo momento, dopo una lunga serata di nuovi scontri, la polizia cerca ancora di disperdere e convincere tramite annunci la gente ad andare a casa. Mentre in piazza Taksim, lo vedete dalla foto, lo scenario sembra surreale. Migliaia di fiori giacciono a terra, ricoprendo di rosso le mattonelle e l'asfalto di una piazza che ha subito davvero troppo in queste 3 settimane di duri scontri...

Che la quiete possa tornare al più presto, anche su Piazza Taksim...

Andrea Mazzone
 
 
 
 

mercoledì 19 giugno 2013

NUOVO ATTACCO DELLA POLIZIA STANOTTE SUI MANIFESTANTI TURCHI

 
19.06.2013 3.39

LIVE #ESKISEHIR

POCHI MINUTI FA.

GUARDATE ATTENTAMENTE QUESTA FOTO. DELLE PERSONE SI AVVICINANO CON BASTONI IN MANO.

LA SECONDA MOSTRA PERSONE COMUNI CHE ASPETTANO IN VIA... COSA CI FANNO ALLE 3 E MEZZA DI NOTTE SVEGLI IN GIRO???

DICONO SI TRATTI DI POLIZIOTTI IN BORGHESE CHE ARRESTANO.

Andrea Mazzone
 
 
 
19.06.2013 03.31

LIVE #ESKISEHIR

E' da 10 minuti che i TOMA lanciano getti e la #polizia continua con i lacrimogeni. Le case sono ricoperte dai gas...

10 dk da bir TOMA gaz ve su sıkıyor! Burada sıkıstılar. Evler gaz doldu...

Andrea Mazzone
 
 
 
 
19.06.2013 03.09

LIVE #ESKISEHIR

POLIZIA LANCIA LACRIMOGENI E IL TOMA COME SEMPRE LANCIA FORTI GETTI D'ACQUA? SULLA FOLLA...

Gaz bombasi ve Toma su atiyor protestoculara su anda...

Andrea Mazzone

 
 
19.06.2013 2.53 **** ****

POCO FA IN #ESKISEHIR

LA POLIZIA HA APPENA COMINCIATO UN NUOVO ATTACCO. LE PERSONE SCAPPANO E CHIEDONO TRAMITE I SOCIAL DI LASCIARE APERTI I PORTONI DI CASA.

VIDEO DI QUALCHE MINUTO FA:

Andrea Mazzone

venerdì 14 giugno 2013

ISTANBUL: LA TRAPPOLA DI ERDOGAN

Venerdì 14 Giugno 2013 09:56 


Erdogan alterna minacce ai manifestanti con presunte aperture: incontrando alcuni rappresentanti della 'Piattaforma Taksim' promette che rispetterà la decisione dei tribunali su Gezi Park. Le manifestazioni continuano.

“Il governo di Ankara rispetterà la decisione del Tribunale” che prevede la sospensione dei lavori per la demolizione del Gezi Park a Istanbul per la costruzione di un centro commerciale. Lo ha reso noto il portavoce del partito al governo Akp, Huseyin Celik, dopo il vertice di quattro ore avvenuto durante la notte tra il primo ministro Recep Tayyip Erdogan e una delegazione di 16 rappresentati dei manifestanti tra cui alcuni membri della 'Piattaforma Taksim' e otto artisti che hanno espresso il loro sostegno alla protesta. Facendo riferimento a una sentenza del Tribunale sulla sospensione del progetto che il governo aveva previsto per il Gezi Park, Celik ha detto che se non verrà accolto l'appello presentato dal governo – che vuole rimuovere il parco per costruirvi una moschea, un centro commerciale e una ‘ricostruzione’ di antiche caserme ottomane - l'area sarà mantenuta a parco. Nel caso in cui il progetto venisse invece approvato in appello, il governo terrà un referendum sul destino di Gezi Park. ''La Turchia é uno stato di diritto. E' impossibile che il ramo esecutivo compia un atto illecito. C'é una decisione della Corte e il governo si deve adeguare'', ha detto Celik, precisando che il parco non sarà toccato fino all'ulteriore pronunciamento del Tribunale. Durante il vertice si é anche discusso dell'uso sproporzionato della forza da parte della polizia turca contro i manifestanti. ''Hanno chiesto sensibilità su questo argomento. Se verrà provato (che un ufficiale, ndr) ha commesso un reato, sarà punito come prevede la legge'', ha dichiarato Celik. Durante un incontro con la stampa, il portavoce dell'Akp ha anche ribadito l'appello ai manifestanti ad abbandonare la protesta a Gezi Park. ''Mi rivolgo ai giovani che fanno parte del movimento ambientalista. Tornate nei vostri caldi letti a casa'', ha detto.

Per quanto riguarda la decisione di abbandonare la protesta di piazza, i manifestanti lasceranno che ognuno decida come crede. ''Tutto é iniziato per la sensibilità rispetto al parco. Le persone sensibili decideranno in proprio, così come da sole hanno deciso di intervenire dopo le violenze'' della polizia sui manifestanti, ha detto Eyup Muhcu della Piattaforma Taksim. Tra gli otto artisti che hanno incontrato Erdogan anche Halit Ergenc, primo attore della serie televisiva 'Suleyman il Magnifico', secondo cui il primo ministro ha ascoltato attentamente i loro timori e le soluzioni proposte. ''Ci hanno garantito che non compieranno alcuna azione che sia incompatibile con la decisione della Corte'', ha detto.

Ma l'ipotesi ventilata dal governo di tenere un referendum a Istanbul sulla sorte di Gezi Park sembra più che altro una boutade. Tra l'altro inammissibile dal punto di vista legislativo, ha detto ieri il presidente del Consiglio di Stato turco, Huseyin Karakullukcu, ricordando come ci sia già una sentenza che boccia il progetto del governo per il parco, emessa dal Tribunale Amministrativo di Istanbul il 31 maggio. "Non lo definirei referendum - ha detto Karakullukcu, citato dal sito del quotidiano Hurriyet - sarebbe una sorta di sondaggio sulle opinioni dei cittadini, perché non si può tenere un referendum contro la decisione di un giudice. Nello stato di diritto, la decisione di un giudice é vincolante".

Insomma il governo utilizza toni concilianti, dice alcune bugie e continua ad alternare il bastone della repressione alla carota del 'dialogo'. Poco dopo l'inizio dell'incontro tra il premier turco e i “delegati del movimento” di protesta di Istanbul, la polizia antisommossa ha di nuovo attaccato con gas lacrimogeni e idranti alcune centinaia di manifestanti che protestavano nel centro di Ankara, a pochi metri dalla residenza del premier dove si sta svolgendo l’incontro. Cinque i dimostranti fermati dalla polizia.

Intanto per oggi pomeriggio i rappresentanti della 'Piattaforma Taksim' hanno annunciato una cerimonia di commemorazione delle vittime della protesta, quattro finora quelle confermate dalle autorità ma in numero superiore se ci considerano alcuni dimostranti che si trovano ormai in stato di coma irreversibile a causa dell’impatto in zone vitali di pallottole di gomma o spolette di lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo dai reparti antisommossa.

Ieri il premier aveva ribadito che la sua pazienza era terminata e che entro ieri sera tutti i dimostranti avrebbero dovuto abbandonare il Gezi Park. Qualche ora prima aveva chiesto ai ‘veri ecologisti’ di abbandonare il parco e di lasciare da soli ‘i terroristi’ che si erano ‘infiltrati nella protesta’. Nell’ennesima dichiarazione paternalistica e minacciosa Erdogan aveva anche rivolto un invito alle ‘madri’ affinché riportassero a casa i loro figli impegnati nella protesta. Per tutta risposta ieri in serata molte mamme sono scese a manifestare in piazza Taksim e nel corso di una catena umana hanno simbolicamente chiesto alle mamme dei poliziotti di riportare a casa loro i loro figli.
Poco prima in molti quartieri di Istanbul é andata di nuovo in scena la protesta delle luci - a migliaia hanno acceso e spento le luci nei loro appartamenti - mentre nelle strade manifestanti sbattevano pentole una contro l'altra o suonavano i clacson delle loro auto in segno di opposizione al governo e alla repressione e in solidarietà con i manifestanti. 

Ultima modifica Venerdì 14 Giugno 2013 10:27




mercoledì 12 giugno 2013

TURCHIA: "LA NOSTRA RIVOLUZIONE RESTA PACIFICA, ORA TOCCA ALLA COMUNITA' INTERNAZIONALE"

Ankara, 12 giugno. A parlare è una manifestante che non ha mai abbandonato la strada, "perché quello che sta accadendo è semplicemente straordinario".




di Marcello Canepa



Ad Ankara stiamo vivendo qualcosa di straordinario. Nei miei primi 10 giorni trascorsi in strada, ho assistito ad alcune scene che mai potrò dimenticare. Al solo pensiero della violenza usata dalla polizia, le labbra cominciano a bruciare e gli occhi a lacrimare. Vedere una signora anziana aprire la porta di casa per far entrare perfetti sconosciuti per salvarli dalla polizia, è qualcosa di singolare che non saprei come spiegare ad un estraneo. Episodi come questi sono ormai all'ordine del giorno ma nonostante gli appelli, e in barba alla nostra richiesta di libertà, la risposta è sempre negativa.

"What is happening here, is not democracy anymore".



Quali i punti strategici della rivoluzione?


Oggi la partita si gioca tra piazza Kizilay e Kugulu Park. Il primo si trova nel centro della città, mentre il secondo è immerso nel quartiere delle ambasciate. Questi i punti focali delle prime due settimane di risveglio civile.


Kizilay raccoglie fino a 10.000 persone, ma è un arma a doppio taglio perché, se è vero che da una parte la sua posizione permette a noi di essere al centro dell'attenzione, è anche vero che le quattro strade che confluiscono nella piazza la rendono facile bersaglio per gli attacchi della polizia.


A Kugulu Park, così come a Gezi Park a Istanbul, i ragazzi hanno provato a creare una "città nella città", ma la polizia è rapidamente intervenuta con lacrimogeni, cannoni ad acqua e manganelli.




Chi si cela dietro le maschere antigas?


In questi giorni abbiamo sentito parlare della presenza di Black Bloc, di infiltrazione di reparti speciali della polizia tra i manifestanti.


Quello di cui sono sicura è che, a parte possibili casi sporadici, ad indossare le protezioni contro il gas sono persone comuni stanche della politica dittatoriale messa in atto dal governo.


Dietro alle maschere si celano persone normali, stanche delle continue privazioni, stanche di non veder riconosciuti i propri diritti, stanche di assistere alla svendita del paese. Ho avuto modo di sedere vicino ad avvocati, di dividere un panino con uno studente di ingegneria, di aiutare una signora colpita da un getto d'acqua e di prestare aiuto ad alcuni dottori oberati di lavoro.


La cosa brutta è che i media nazionali, salvo sporadici casi, sono ancora impegnati a supportare le tesi di Erdoğan ed è toccato ai social network rivelare il vero volto della rivolta. Non più tardi di due giorni fa il premier ha duramente attaccato Twitter definendolo 'una cancrena nelle mani dei manifestanti'.



Un poliziotto ha sparato ad un manifestante. Quale è stata la reazione della piazza?


Personalmente ho avuto paura. É successo tutto così velocemente che ho avuto bisogno di alcuni secondi per capire cosa fosse successo. Nella confusione totale qualcuno inveiva contro la polizia, altri cercavano di chiamare un ambulanza ed altri ancora hanno chiesto ai poliziotti stessi di lasciare le armi e aiutare il ragazzo.


In pochissimi attimi si è creato un gruppo di persone che lo ha portato al sicuro dai tafferugli, in attesa dei medici. Anche la polizia ha fatto un passo indietro... probabilmente stordita e impaurita per l'accaduto.


Nonostante l'episodio, la nostra linea rimane quella della protesta pacifica e non cederemo alla rabbia la costruzione del nostro futuro.



Domenica Erdoğan è rientrato in Turchia. 


Innanzitutto vorrei sottolineare quanto il viaggio di Erdoğan in Africa fosse inutile e fuori luogo. La tensione era già alle stelle e ad Istanbul si erano già verificati i primi tafferugli.


La notizia della sua partenza è stata presa come l'ennesima riprova del suo 'assenteismo' democratico nel confronto con i suoi cittadini ed elettori.


Non si è mai esposto fisicamente e le uniche 'uscite' pubbliche sono state a mezzo stampa dal Marocco, dalla Tunisia e dall'aeroporto di Ankara gremito di supporter a pagamento.


Da tre giorni inoltre sta cercando di aumentare la tensione, spingendo i suoi sostenitori allo scontro. Poco fa ho visto alcuni suoi supporter muniti di coltelli e bastoni schierarsi al fianco della polizia contro il popolo della rivoluzione.



Ieri lo smantellamento di Gezi Park. E ora?


Ad essere sincera non so come questo possa cambiare qualcosa qui ad Ankara o altrove in Turchia. Quello che sta succedendo è un evento inaspettato e insperato.


Gezi Park ha avuto la forza di unire persone con differenti visioni politiche, religioni o credenze, compattandole verso un obiettivo comune.


Come dicevo, credo che quanto successo ieri ad Istanbul non abbia il potere di cambiare le carte in tavola perché oggi le persone hanno aperto gli occhi e non sono più disposte a credere alle bugie di Erdoğan.


Sicuramente adesso ci aspettano le ore più difficili e il rischio che gli scontri si inaspriscano è molto alto. Dall'altra parte la risposta armata del premier sta creando dei malcontenti a livello internazionale e spero che questo possa essere l'elemento risolutivo degli scontri.



Fino a quando sei disposta a rimanere in strada?


Alla fine di maggio ho deciso di cavalcare l'onda e ho intenzione di arrivare fino alla fine. Da parte mia credo che le sorti di questo paese, oggi più che mai, siano nelle mani di un premier ignorante, classista e devoto solo ai soldi.


Sono fermamente convinta sia arrivato il momento di esprimere tutto il nostro sdegno e il nostro malcontento, costi quel che costi.




12 giugno 2013

Fonte:

ASSALTO A TAKSIM


Leggi:  


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Ultima modifica Martedì 11 Giugno 2013 19:49


Fonte:

http://www.contropiano.org/archivio-news/archivio-news/in-breve/esteri/item/17256-assalto-a-taksim-le-foto 

domenica 9 giugno 2013

VIDEOMESSAGGIO E RICHIESTA DI AIUTO DALLA TURCHIA + INFO SU SCONTRI DI QUESTA NOTTE AD ANKARA





LIVE ANKARA (11)

09.06.2013. Ore 2.50 locali

UN GRUPPO DI MANIFESTANTI STA CERCANDO DI CONVINCERE LA POLIZIA A SMETTERE LE VIOLENZE. "SE ANCHE VOI INDIETREGGIATE, LO FACCIAMO ANCHE NOI".

IL "TOMA" ORA STA INDIETREGGIANDO. TUTTI APPLAUDONO.

E' FORSE UN NUOVO INIZIO?
LIVE ANKARA (10)

09.06.2013. Ore 2.40 locali

I MANIFESTANTI FANNO BARRICATE IN MEZZO ALLA STRADA CON PIETRE, ASTE DI FERRO E RIFIUTI IN MEZZO ALLA STRADA.

NELLA FOTO: UN RAGAZZO CERCA DI PARLARE CON LE FORZE DI POLIZIA IN ASSETTO ANTI SOMMOSSA (LIVE DA ANKARA).

AM
 
LIVE ANKARA (9)

09.06.2013. Ore 2.28 locali.

LA POLIZIA STA CERCANDO DI DISPERDERE I MANIFESTANTI IN PICCOLI GRUPPI.
CONTINUANO I LANCI DI LACRIMOGENI E ATTACCHI CON IDRANTI.

FISCHI CONTINUI CONTRO LA POLIZIA, I CORI NON SI FERMANO.

LA POLIZIA AVANZA, LA GENTE SCAPPA PERCHE' E' IMPOSSIBILE RESPIRARE...

E CHI SI FERMA, COME SEMPRE, VIENE ARRESTATO.

LA MUSICA E' SEMPRE LA STESSA. CONTINUANO A DIRE CHE NON USANO PIU' LA VIOLENZA, MA DOPO QUESTA SERA NESSUNO GLI CREDERA' PIU'!

Andrea Mazzone
LIVE ANKARA (8)

09.06.2013. Ore 2.04 locali

ECCO UNA FOTO DEI TAXI CHE STANNO CERCANDO DI BLOCCARE IL "TOMA" IN VIA KENNEDY!!!!

Andrea Mazzone



LIVE ANKARA (7)

09.06.2013. Ore 1.40 locali

NUMEROSI CONDUCENTI DI TAXI TENTANO DI BLOCCARE IN FILA IL PASSAGGIO DEL "TOMA" DELLA POLIZIA VERSO I MANIFESTANTI!!!
 
LIVE ANKARA (6)

09.06.2013. Ore 1.35 locali

Le persone da Tunali Street vanno verso Kennedy Street, il cuore degli scontri. Si parla di 4000 persone in totale ora sulle strade della capitale.

Le cariche della polizia non si fermano. Cannoni ad acqua sui manifestanti, bombe a gas e arresti in corso.

Andrea Mazzone
 

LIVE ANKARA (5)

09.06.2013. Ore 1.20 locali

I "TOMA" SU KENNEDY STREET PROSEGUONO L'ATTACCO CONTRO I MANIFESTANTI.

ECCO LE ULTIME FOTO. CANNONI D'ACQUA SULLA GENTE.
DUE PERSONE CHIEDONO LA FINE DELL'ATTACCO. NON NE POSSONO PIU'!!
LIVE ANKARA (4)

09.06.2013. Ore 1.11 locali

LA POLIZIA CONTINUA AD ATTACCARE I MANIFESTANTI SENZA RAGIONE!

IN KENNEDY STREET LE AUTO FANNO FATICA A PASSARE. I "TOMA" DELLA POLIZIA OSTACOLANO IL TRAFFICO E SPARANO ACQUA CONTRO AUTO E PASSANTI!!!

LA PRESSIONE DELL'ACQUA E' DAVVERO ENORME!

LE PERSONE SCAPPANO. RICHIESTO L'INTERVENTO DELL'AMBULANZA E DI DOTTORI IN ZONA. I FERITI PURTROPPO STANNO AUMENTANDO

Andrea Mazzone
 
LIVE ANKARA (3)

09.06.2013. Ore 0.55 locali

IL NOSTRO AMICO "ONUR" E' USCITO DAL PUB. ANCHE TUTTE LE PERSONE SONO USCITE POCO FA.
RACCONTA DI "BLINDATI DELLA POLIZIA" CHE HANNO ATTACCATO LE PERSONE CHE STAVANO TRANQUILLAMENTE PER STRADA. POI HANNO LANCIATO BOMBE DA TUTTE LE PARTI ANCHE DI FRONTE AI PUB.

Andrea Mazzone
 
09.06.2013. ORE 1.00
 
ALTRE  FOTO LIVE DALLA SITUAZIONE IN ANKARA:

MOLTISSIMA GENTE PER LE STRADE, NON SI ARRENDE.

CI ARRIVANO SEGNALAZIONI DI MOLTI FERITI PURTROPPO. STANNO GIRANDO I NUMERI DEI MEDICI IN ZONA PER AIUTI SUL MOMENTO.

Andrea Mazzone
 
08.06.2013. Ore 23:45. 

QUESTE SONO LE IMMAGINI IN DIRETTA DA ANKARA. LA POLIZIA ATTACCA I MANIFESTANTI CON VIOLENZA. IDRANTI E GAS LACRIMOGENI SULLA FOLLA!
GIUNGONO VOCI CHE LA GENTE APRA I PORTONI DI CASA PER FAR PROTEGGERE I MANIFESTANTI!!

STAY UPDATE! SARA' UNA LUNGA NOTTE DI SCONTRI...

Anche a Taksim intanto, le voci si alzano sempre di più.



Fonte:

https://www.facebook.com/groups/Taksimgeziparkitaly 



VIDEOMESSAGGIO E RICHIESTA DI AIUTO DALLA TURCHIA DA PARTE DI FABIO PERRONE, RAGAZZO ITALIANO CHE VIVE A SMIRNE:


mercoledì 5 giugno 2013

AGGIORNAMENTI SULLA RIVOLTA IN TURCHIA

Martedì 04 Giugno 2013 20:50 


Il terzo morto ufficiale, ieri, ad Antiochia: un giovane ucciso da un colpo d’arma da fuoco. Ancora manifestazioni e scontri in tutto il paese. Oggi comincia lo sciopero di ‘avvertimento’ del sindacato Kesk nel settore pubblico.

Gli aggiornamenti

20.50 - 
Cala la sera su Piazza Taksim. E' stata la terza giornata senza incidenti con la polizia, che il governo ha ritirato sabato pomeriggio dalla spianata. Manifestanti e agenti anti-sommossa fino alla notte scorsa si sono scontrati duramente, ma in altri quartieri della megalopoli e in altre città. Sulle parecchie migliaia di giovani, e meno giovani, che questa sera presidiano la grande spianata, dopo le esplosioni delle granate assordanti e le nuvole bianche dei lacrimogeni dei giorni scorsi calano ora le note rassicuranti della musica classica. L'orchestra filarmonica Borusan ha deciso di esibirsi per i manifestanti. ''Anche i capulcu amano la cultura'' ironizza un giovane. Capulcu in turco vuol dire i vandali. Un termine che spopola su twitter da quando Erdogan tre giorni fa l'ha usato per minimizzare la protesta dei giovani, una rivolta, aveva detto, di ''3 o 5 capulcu''. Tutto su Taksim è diventato 'capulcu'. Nel pomeriggio i ragazzi hanno organizzato sedute di yoga 'per capulcu'. Poi, con qualche mattone (invece di usarli contro la polizia, come nei giorni scorsi) hanno costruito una biblioteca dei capulcu, con libri a disposizione dei manifestanti, accanto a un 'muro della solidarietà. Altri mattoni, sui quali anonimi posano pacchetti di biscotti, succhi di frutta, fazzoletti di carta, mele, bottigliette d'acqua. Su Taksim, spiega un ragazzo, ''fra le cariche della polizia é nata una grande famiglia''.

20.00 - Migliaia di manifestanti hanno di nuovo invaso piazza Taksim di Istanbul, nel quinto giorno di proteste anti-governative, estesesi a diverse città del Paese. I manifestanti scandiscono slogan contro il premier turco Recep Tayyp Erdogan e ne chiedono le dimissioni.

18.20 - 
E' stata per ora una giornata calma in Turchia, dopo gli scontri violenti della notte scorsa a Istanbul, Ankara, Smirne e Antiochia. Migliaia di manifestanti si sono concentrati nella centrale piazza di Kizilay, nel centro della capitale, chiusa su un lato da un fitto cordone di agenti in tenuta antisommossa. Dei manifestanti hanno offerto fiori ai poliziotti che chiudono la strada che porta agli uffici del premier Recep Tayyip Erdogan.

16.50 -
 Le violente proteste antigovernative in corso in numerose città della Turchia si sono estese anche nella parte settentrionale dell'isola di Cipro sotto occupazione militare turca dal 1974, nella cosiddetta Repubblica Turca di Cipro del Nord (Rtcn), lo stato fantoccio proclamato unilateralmente nel 1983 e riconosciuto solo da Ankara ma non dalla comunità internazionale. Da sabato scorso, come mostrano le immagini delle tv turco-cipriote, centinaia di manifestanti, per lo più studenti, stanno inscenando dimostrazioni in diversi punti della capitale Lefkosa (come e' chiamata la parte Nord di Nicosia occupata) ma anche nelle città costiere di Famagosta, Kerynia e Morphou. Un gruppo di studenti si é radunato davanti alla sede dell'ambasciata di Turchia a Lefkosa scandendo slogan contro il premier turco Recep Tayyip Erdogan e, all'indirizzo dei manifestanti turchi, gridando frasi come ''auguri dall'isola di Cipro: Nicosia e piazza Taksim fianco a fianco contro il fascismo''. La polizia turco-cipriota ha cordonato la zona intorno alla sede diplomatica e vi sono stati brevi tafferugli fra dimostranti e agenti ma senza feriti.

16.30 - 
Si allarga l'adesione allo sciopero generale indetto in Turchia per oggi e domani dal sindacato Kesk (Confederazion dei sindacati del settore pubblico), contro la violenta repressione delle proteste di piazza degli ultimi giorni. Un altro dei sindacati più rappresentativi della Turchia, il Disk (Confederazione dei sindacati progressisti) ha annunciato la sua adesione alla giornata di sciopero di domani. Oggi, intanto, gli iscritti al Kesk si sono presentati al lavoro vestiti di nero e con un nastro nero al braccio, in segno di lutto per la morte di tre manifestanti, prima di smettere di lavorare alle 12, ora dell'inizio dello sciopero. L'astensione dal lavoro era stata indetta inizialmente contro una riforma nel settore del lavoro pubblico, ma é poi diventata un'espressione di solidarietà con i manifestanti.

16.10 - 
Sulle reti sociali diversi manifestanti turchi accusano la polizia di avere usato gas lacrimogeni scaduti contro la protesta antigovernativa dilagata negli ultimi giorni in tutto il paese. Alcuni di loro hanno ipotizzato che questa potrebbe essere la spiegazione degli effetti particolarmente forti sull'organismo dei manifestanti dei lacrimogeni. Su twitter @Fulyacondas ha pubblicato la fotografia di un candelotto esploso raccolto per terra a piazza Taksim a Istanbul sul quale c'é in turco la scritta ''Fabbricato nel 2006'' - ''Usare entro il 2011''. Molti manifestanti hanno denunciato il forte effetto tossico dei gas usati massicciamente dalla polizia a Istanbul, Ankara, Smirne, Antalya e in altre città.
15.40 - Il manifestante morto nella notte negli scontri a Hatay (Antiochia, sud della Turchia) non sarebbe deceduto per un colpo d'arma da fuoco sparato dalla polizia. Lo riferisce la procura citando il primo rapporto dell'autopsia. I medici legali non avrebbero trovato ''nessun foro di entrata o di uscita di un proiettile'', ma hanno constatato una frattura nella scatola cranica di 3 centimetri per 2,5. Era stato il governatore di Hatay a riferire che Abdullah Comert, 22 anni, era morto per ''gli spari da parte di una persona non identificata''. Secondo il leader del Chp di Antiochia Servet Muallaoglu, il ragazzo é morto dopo essere stato colpito alla testa da un candelotto lacrimogeno. Molti manifestanti hanno affermato negli ultimi giorni che in diversi casi gli agenti hanno sparato i candelotti lacrimogeni ad altezza d'uomo mirando proprio alla testa i dimostranti.

15.15 - Un interessante servizio della Tv di Mosca Russia Today - http://www.youtube.com/watch?v=o3_jyLp5FK0

15.00 - Un video sugli scontri di ieri ad Ankara: http://www.youtube.com/watch?v=uHc3t9yKlRo

14.25 -
Da Izmir dallo stesso Quartier generale della Polizia hanno fatto sapere che gli elementi in borghese che negli ultimi giorni hanno aggredito con mazze e bastoni gruppi di manifestanti...erano poliziotti in borghese. Nessun accenno però a eventuali punizioni o indagini.

14.15 -
Protesta degli avvocati contro la repressione e la limitazione alla loro agibilità all'interno del tribunale di Caglayan, ad Istanbul.
avvocati

14.00 - Video, una settimana di resistenza da Gezi Park a tutta la Turchia: http://www.youtube.com/watch?v=59XPBtofVGA



13.30 - Un interessante video con immagini, interviste e ricostruzioni della rivolta turca e sulle sue ragioni: http://www.youtube.com/watch?v=TJp6yCodAZE




13.00 -  
"La Turchia deve condurre un'indagine approfondita e indipendente sul comportamento delle forze di sicurezza nei confronti dei manifestanti scesi in piazza in tutta la Turchia". Lo chiede l'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani. "Siamo preoccupati per le notizie di eccessivo uso della forza dal parte delle forze dell'ordine contro i manifestanti in Turchia" ha detto la portavoce Cecile Pouilly. "Accogliamo con favore l'ammissione delle autorità che può esserci stato un uso sproporzionato della forza e il loro appello a un'indagine sui funzionari di polizia che avrebbero infranto la legge e violato gli standard internazionali sui diritti umani" ha detto Pouilly ai giornalisti. "Queste indagini vanno condotte in modo tempestivo, completo, indipendente e imparziale, e i colpevoli vanno consegnati alla giustizia" ha aggiunto. Insomma dovrebbero essere le autorità governative turche a indagare sul loro stesso operato...

12.30 - 
La polizia turca ha sparato, nei giorni scorsi, gas lacrimogeni persino all'ingresso del pronto soccorso di piazza Taksim, dove venivano portati i dimostranti feriti negli scontri di Istanbul. Lo denuncia Amnesty International in un appello al premier turco Recep Tayyp Erdogan a porre fine alle violenze sui manifestanti.

12.20 - 
Dal 29 maggio, oltre 2000 persone sono rimaste ferite in diverse città della Turchia, quando la polizia ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni contro i manifestanti. E' il bilancio fornito da Amnesty International in base a quanto riportato dall'Associazione medica turca. In particolare 1500 persone sono rimaste ferite a Istanbul, 414 ad Ankara, e 420 a Smirne. L'Associazione medica turca ha dichiarato che la maggior parte delle lesioni sono state causate dall'uso di idranti e lacrimogeni. Il conteggio non tiene conto dei feriti nelle altre città turche dove le manifestazioni, a volte imponenti, sono state attaccate brutalmente dalla polizia.

12.00 - 
La polizia turca ''ha fatto il suo lavoro'' negli ultimi giorni, ma ha subito ''provocazioni da parte di organizzazioni illegali''. Lo ha affermato oggi il vicepremier turco Bulent Arinc, che dirige il governo in assenza del premier Recep Tayyip Erdogan, in visita nel Maghreb. In una conferenza stampa Arinc ha anche accusato, come Erdogan due giorni fa, il Chp, il principale partito di opposizione, di essere dietro alle manifestazioni.

11.00 - 


10.35 - Al bilancio dei morti, informano fonti turche, va aggiunta una manifestante in coma dopo essere stata colpita da un lacrimogeno ad Istanbul. Secondo il governo, la rivolta ha fatto finora 160 feriti tra i poliziotti e 60 tra i civili. Cifre ridicole: per l'Associazione dei medici turchi i feriti sono 2.500 soltanto tra Istanbul e Ankara. E altrettanti gli arrestati.

10.20 - Il sindaco di Antalya, città sulla costa mediterranea della Turchia, si é rifiutato di fornire acqua per i veicoli dotati di cannoni ad acqua impiegati dalla polizia per disperdere le manifestazioni di questi giorni. Lo riporta l'agenzia Dogan, ricordando come il sindaco Mustafa Akaydin faccia parte del principale partito di opposizione a livello nazionale, il kemalista Partito repubblicano popolare (Chp). Akaydin ha respinto la richiesta della polizia di attingere ai tank pieni di acqua impiegati in genere dai vigili del fuoco, giustificando la sua decisione con i problemi che potrebbero esserci in caso di incendi. Il 'no' del sindaco é stato però aggirato dalla polizia, che ha ottenuto dal presidente del municipio Kerpez della città - che appartiene al Partito Giustizia e Sviluppo (Akp) del premier Recep Tayyip Erdogan - l'ok a utilizzare le scorte d'acqua destinate all'irrigazione di aiuole e parchi. Dall'ufficio di Turan Eren, governatore di Antalya - carica non elettiva, ma di nomina governativa - é arrivato un monito al sindaco Akaydin ad assecondare le richieste della polizia.

Il bilancio della giornata di ieri
Continuano manifestazioni e scontri, soprattutto ad Ankara e in alcuni quartieri di Istanbul, e purtroppo continua a crescere anche il numero dei manifestanti uccisi dalla dura repressione delle forze di sicurezza. Il conteggio ufficiale dei morti è arrivato ieri sera a tre, con il decesso di un ragazzo di 22 anni, Abdullah Comert, ucciso da un colpo d’arma da fuoco durante una manifestazione ad Antakya (Antiochia, provincia di Hatay), città al confine con la Siria. Secondo alcune fonti Comert era un attivista del Partito repubblicano popolare (Chp), il principale partito di opposizione turco, socialdemocratico e nazionalista. Altre due persone hanno perso la vita nei giorni scorsi negli scontri che hanno infiammato il Paese. Un altro giovane manifestante di sinistra, Mehmet Ayvalitas, è morto a Istanbul dopo essere stato travolto da un'auto che si è lanciata contro un gruppo di dimostranti antigovernativi. A perdere la vita è stato anche un altro giovane, Ethem-Sarisuluk, alla quale un poliziotto ha sparato alla testa a bruciapelo sabato, durante una manifestazione nel centro di Ankara. Questo il bilancio ufficiale: in realtà il conteggio fornito dai coordinamenti dell’opposizione è ancora più alto, e parla di cinque vittime, includendo altri due attivisti uccisi a Istanbul durante i duri scontri di venerdì scorso. Moltissimi sono i manifestanti ricoverati negli ospedali del paese in gravi condizioni, colpiti alla testa dai candelotti lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo o da pallottole di gomma. Molti coloro che hanno perso un occhio o del tutto la vista a causa anche dell'effetto dei gas Cs usati in quantità industriale dalle forze di sicurezza.

Scontri duri si sono verificati ieri in molte città della Turchia. Mentre a Taksim decine di migliaia di persone manifestavano contro il governo, scontri sporadici si sono verificati ai margini della grande spianata e poi si sono spostati nel quartiere di Besiktas, dove i manifestanti da giorni assediano gli uffici del primo ministro Erdogan, attaccati e dati alle fiamme. Anche ad Ankara per tutto il giorno ieri e poi in serata i reparti antisommossa hanno tentato di sgomberare Piazza Kizilay con idranti e gas lacrimogeni sparati di nuovo dagli elicotteri, mentre i manifestanti hanno risposto lanciando pietre e bottiglie. Manifestazioni - spesso attaccate dalla Polizia - si sono tenute nella giornata di ieri anche a Bursa (dove a migliaia hanno bloccato l'autostrada), ad Adana, ad Antalya, a Izmir, a Mersin, Samsun, Trebisonda.

Questa mattina alle 11 intanto comincia uno sciopero di ‘avvertimento’ contro il governo che sta guadagnando numerose adesioni. A proclamarlo ieri, per 48 ore, è stato il Kesk, la Confederazione dei sindacati dei lavoratori pubblici. "Il terrore di Stato messo in atto contro proteste assolutamente pacifiche sta continuando in modo tale da minacciare la sicurezza della vite dei civili" scrive la confederazione, che conta circa 240 mila iscritti nel settore pubblico e che ha chiesto ad alre sigle sindacali e ai lavoratori non organizzati di mobilitarsi subito contro la repressione e contro il giro di vite antipopolare che il governo ha impresso alle politiche economiche negli ultimi anni. In queste ore la mobilitazione sembra crescere vista la chiusura di scuole e facoltà universitarie in particolare ad Istanbul e ad Ankara.

Ultima modifica Martedì 04 Giugno 2013 21:01 


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