Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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sabato 10 agosto 2013

USA: ammazzato con il taser a 18 anni, per un graffito

USA: ammazzato con il taser a 18 anni, per un graffito
Morire per un graffito, a soli 18 anni: è accaduto a Israel Hernandez-Llach, teenager di origini colombiane, trasferitosi da qualche anno in Florida, e nonostante la sua giovane età già diventato un noto muralista. Conosciuto come Reefa, martedì all’alba il giovane stava facendo dei graffiti sul muro di un Mc Donald’s abbandonato a Miami Beach. Quando é stato intercettato da una pattuglia dalla polizia, intorno alle cinque del mattino, ha cercato di scappare, ma i solerti agenti lo hanno inseguito. E per bloccarlo, forse stanchi di correre, i poliziotti lo hanno colpito al torace con il taser, la pistola elettrica definita ‘arma non letale’ e da tempo in dotazione alle forze di polizia degli Stati Uniti e di altri paesi. Reefa é caduto a terra ed é morto poco dopo in ospedale, al Mount Sinai Hospital, forse per un arresto cardiaco dicono i medici. 
''Gli agenti sono stati costretti a usare il taser per evitare uno scontro fisico'' si è giustificato il locale capo della polizia Ray Martinez al quotidiano Miami Herald. Ma secondo due degli amici di Reefa, testimoni di quanto accaduto, i poliziotti si sono congratulati uno con l'altro dopo averlo colpito con il taser. ''Era per terra e loro si divertivano'' afferma uno dei ragazzi, Thiago Souza. L'altro, Felix Hernandez, riferisce di aver visto cinque poliziottti inseguire Reefa. La sorella del ragazzo, Offir Hernandez, ha spiegato che il fratello ''voleva cambiare il mondo attraverso l'arte''. ''Vogliamo delle risposte, voliamo sapere cosa è successo'' denuncia ora. Reefa era uno scultore, pittore e fotografo, oltre a dilettarsi nell'eseguire graffiti sui muri degli edifici abbandonati, una passione che gli è stata fatale. L'avvocato della famiglia, Todd McPharlin, ha ricordato ai media locali che chiederà l'apertura di un'indagine indipendente sulla vicenda. "La polizia lo aveva già avvertito che se lo avesse trovato ancora una volta lo avrebbe riempito di botte", ha detto al Miami Herald Tracy West, una parente del ragazzo.
Secondo un rapporto di Amnesty International tra il 2008 e il 2011 negli Stati Uniti - dove i taser sono molto usati dalla polizia - sono morte 334 persone, dopo essere state colpite dalla micidiale arma. Le vittime salgono a 500 negli Stati Uniti dal momento della sua introduzione nelle dotazioni delle pattuglie, nel 2001. E nel 90% dei casi letali coloro che sono stati colpiti da un "uso eccessivo della forza" erano disarmati.
L'Onu nel 2007 aveva sostenuto che l'uso di queste armi "causa dolori acuti, costituendo una forma di tortura". 



Fonte:



domenica 2 giugno 2013

LA RIVOLTA DI TAKSIM CONQUISTA LA TURCHIA

Domenica 02 Giugno 2013 16:45 


1000 feriti, 1000 arresti e due morti. La protesta di Taksim si è trasformata in rivolta e si è estesa a tutto il paese, manifestazioni e scontri in 90 città, milioni in piazza. Erdogan ha accusato il colpo. Oggi nuove manifestazioni e nuovi scontri.
E’ stata una giornata campale, quella di ieri, ad Istanbul ed in tutta la Turchia. Basta vedere i dati – per quanto sommari e incompleti – forniti da media e istituzioni per rendersi conto del fatto che quella che era nata come una protesta localizzata per la difesa di un parco nel centro di Istanbul sia presto diventata una ribellione generalizzata e trasversale contro vari aspetti della politica del governo islamico-liberista dell’Akp e del premier Erdogan in particolare. Ieri il ‘sultano’, con un durissimo e minaccioso comunicato, aveva ribadito la linea dura, avvertendo i manifestando che il centro commerciale e la moschea nel fazzoletto verde ai margini di Piazza Taksim si sarebbe fatto ad ogni costo e che l’ordine sarebbe stato riportato. Ma già alle 15 era evidente che a mobilitarsi non erano più solo le associazioni ecologiste, i movimenti antagonisti e i partiti di estrema sinistra. In piazza, a Istanbul e non solo, erano nel frattempo scesi vasti settori sociali trasversali, tutti uniti dal ripudio della brutalità della polizia e dall’autoritarismo del governo. Dai militanti dei partiti di centrosinistra a quelli dei sindacati a un popolo variegato che ha covato per anni la rabbia nei confronti delle manie di grandezza e i progetti faraonici attraverso i quali l’ex sindaco di Istanbul ha cercato in questi anni di rafforzare il suo potere e i legami con l’oligarchia turca.
Quando Istiklalm il lungo viale dello shopping e della movida, era ormai invaso da decine di migliaia di manifestanti e ai margini di piazza Taksim erano già iniziati duri scontri con i reparti antisommossa della polizia, una telefonata del presidente della Repubblica Gul ha ‘consigliato’ a Erdogan un passo indietro. E così poco prima delle 16 alle migliaia di celerini che occupavano Piazza Taksim è arrivato l’ordine di ritirarsi, lasciando campo libero ad una marea umana che si è gonfiata man mano che altri cortei giungevano dalla sponda asiatica e da quella europea. Una marea umana che ha gridato all’unisono “libertà, giustizia, dimissioni”, “fermiamo il fascismo”, esplicitando che quella scoppiata poche ore prima era una rivolta di massa e con precisi obiettivi politici. Mentre alle finestre delle case e degli uffici attorno a Taksim comparivano ritratti del fondatore della Turchia laica – e autoritaria – Ataturk, la piazza festeggiava la vittoria sul regime, mentre i camerieri dei ristoranti o i lavoratori degli hotel offrivano acqua e limoni ai manifestanti ancora in lacrime per l’effetto degli spray urticanti e dei lacrimogeni.

Che i media turchi, e anche italiani, giustifichino i moti di ieri come conseguenza della rabbia giovanile contro le limitazioni alla vendita dell’alcool nelle ore notturne appare assai riduttivo, se non offensivo.

I numeri, dicevamo. Secondo le autorità turche solo ieri la polizia ha arrestato in tutta il paese ben 939 persone, che si sommano ad altre centinaia detenute tra giovedì e venerdì soprattutto a Istanbul. I feriti, secondo le autorità, sarebbero ‘solo’ un centinaio, ma fonti mediche parlano almeno di 1000 feriti, alcuni dei quali gravi. Alcuni hanno perso o perderanno completamente la vista, colpiti in pieno volto dalle spolette dei lacrimogeni Cs sparate ad altezza d’uomo. Altre asfissiate da nubi di gas tossici - gettati sulla folla addirittura dagli elicotteri - vietati dalla convenzioni internazionali, compreso un ‘nuovo’ gas arancione il cui scopo dovrebbe essere quello di marcare, macchiare chi ne viene investito per poterlo riconoscere in seguito e arrestare. Altre ancora con arti fratturati o teste spaccate.

Un video sul gas arancione:


La parola 'morti' continua ad essere tabù, nessuno osa pronunciarla ufficialmente. Ma dopo le associazioni mediche turche anche Amnesty International conferma oggi che almeno due persone hanno perso la vita durante gli scontri delle ultime 48 ore. Sulla rete girano immagini terribili di gente accasciata incosciente a terra in mezzo a pozze di sangue, di giovani travolti dai bulldozer e dai blindati della Polizia. I reparti antisommossa hanno usato in molti casi pallottole di gomma e non sono mancati i casi in cui i poliziotti hanno sparato sulla folla. Ad esempio ad Ankara, dove un poliziotto a sparato alla testa di un manifestante a breve distanza (http://s7.directupload.net/images/130602/oyxpcyd9.swf). In realtà il bilancio delle vittime della repressione potrebbe essere assai più consistente.
I media parlano di ‘decine di migliaia di manifestanti’ ma le immagini di una enorme piazza Taksim gremita di gente parlano chiaro: solo a Istanbul in piazza c’erano molte centinaia di migliaia di manifestanti, ed altrettanti nelle circa 90 città dove ieri si è protestato contro Erdogan. A milioni sono scesi in piazza, per lo più in modo pacifico. Ma scontri durissimi, barricate, fionde e lanci di razzi e di molotov si sono visti in almeno una decina di città.

E il dato più significativo di ieri è stata l’estensione della protesta di massa ad una città, Ankara, che è assai più conservatrice e conformista della cosmopolita e tollerante Istanbul. Nella capitale sono scese in piazza molte migliaia di persone, e gli scontri sono durati ore nonostante la brutalità della polizia che ha addirittura fatto ricorso ai taser e ai bastoni elettrificati contro i manifestanti. Ma dopo gli scontri, in serata, anche il popolo laico di Ankara ha voluto festeggiare la presa di Taksim, a lungo vietata alle organizzazioni progressiste e ai sindacati a suon di botte, arresti e denunce. Quando è calato il buio migliaia di auto si sono riversate nei viali della capitale, addobbate con le bandiere turche e i ritratti di Ataturk e con i clacson strombazzanti. Nel frattempo altre migliaia di persone hanno invaso la centrale arteria commerciale di Tunali, cantando ''Tayyp vattene''. Molti i giovani che ostentavano bottiglie di birra, in polemica con la campagna di ‘moralizzazione’ che vede impegnate le autorità dell’Akp. “Moralizzazione” contestata anche da diverse coppie che si baciavano sulla bocca.
Ma la pausa negli scontri ad Ankara è durata poco. Oggi pomeriggio la polizia ha di nuovo attaccato con lacrimogeni e idranti alcune centinaia di attivisti dell'opposizione che tentavano di avvicinarsi agli uffici del premier Erdogan, di cui i contestatori chiedono le dimissioni. Oggi pomeriggio si segnalano di nuovo scontri anche a Izmir.

Invece ad Istanbul questa mattina gruppi di attivisti hanno cominciato a dedicarsi alla pulizia di Piazza Taksim; armati di scope, palette e sacchi dell'immondizia hanno raccolto pezzi di vetro, bossoli di proiettili di gomma, candelotti lacrimogeni esplosi, insieme a montagne di rifiuti e sassi ereditati dalle quasi 30 ore di battaglia conclusesi con l'occupazione della piazza. Poi nel pomeriggio di oggi prima a centinaia, poi di nuovo a decine di migliaia, attivisti di organizzazioni di sinistra e dei sindacati e delle organizzazioni giovanili hanno cominciato di nuovo ad affluire nella spianata in un clima almeno per ora più disteso rispetto ai giorni scorsi. Alcuni provocatori hanno tentato di aggredire un gruppo di attivisti curdi, difesi però da cordoni di manifestanti al grido di "uniti contro il fascismo" mentre sulla spianata cominciava un concerto del Grup Yorum. Band i cui componenti sono stati nei mesi scorsi arrestati ed in alcuni casi torturati dalla polizia. Ma a quel tempo nessun media italiano se ne occupò...

Guarda: 

 

Ultima modifica Domenica 02 Giugno 2013 17:13 


Fonte:

mercoledì 24 ottobre 2012

ULTIMI AGGIORNAMENTI DAL SITO DELLA FREEDOM FLOTILLA

Comunicato Ship to Gaza, 24 ottobre 2012

Gli ultimi attivisti svedesi sono arrivati all’aeroporto di Arlanda a Stoccolma alle 15 di questo pomeriggio dove alcuni di loro hanno tenuto una conferenza stampa.
Comunicato stampa Ship to Gaza, 24/10/2012, sintesi :
Ship to Gaza chiede ad Israele la restituzione anche di Estelle e del suo carico e si aspetta che i Governi del mondo reagiscano con determinazione al violento attacco, avvenuto in acque internazionali. E’ una questione e una responsabilità che riguarda i cittadini, la società civile e i Governi del mondo.La violenza che Estelle e gli attivisti a bordo hanno incontrato è, comunque, solo un riflesso della violenza insita nelle politiche dell’assedio. In realtà, non è comparabile alla situazione di intrappolamento in cui vive la società palestinese. Ribadiscono la ferma convinzione di  che ciò di cui Gaza ha bisogno non sia maggiori “aiuti” ma la possibilità di funzionare, come società e come economia. Questo include la Libertà di movimento e di scambi commerciali, accesso al resto della Palestina, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
L’ultima considerazione, la più importante: chiediamo la fine dell’assedio di Gaza.

Comunicato stampa di Ship to Gaza,  testo integrale con lista passeggeri su Estelle  Continue reading →

M. Ramazzotti, sequestrato su Estelle, deposita oggi denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma

Oggi, 24 Ottobre 2012, Marco Ramazzotti Stockel, con l’assistenza legale del Legal Team Italia (in particolare dell’Avvocato Gilberto Pagani e dell’Avvocato Simonetta Crisci) ha depositato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma un Atto di Denuncia per:                                
a) sequestro di persona
b) violenza privata
c) rapina
d) impossessamento di nave (reato p.e p. dall’art. 3 L. n. 422/1989)
chiedendo che vengano disposte indagini al fine di pervenire all’identificazione dei colpevoli, tra cui ufficiali e marinai delle unità che hanno condotto l’operazione, indicando comunque le seguenti persone, nella loro qualità di massimi responsabili dello stato di Israele, che hanno ordinato l’azione e la commissione dei reati di cui al presente esposto: Shimon PERES (presidente dello Stato di Israele), Benjamin NETANYAHU (primo Ministro), Ehud BARAK (ministro della Difesa), Avigdor LİEBERMAN(ministro degli Esteri),
Benny GANTZ (Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate), Ram ROTHBERG (comandante della Marina).
 
Qui di seguito il testo integrale della denuncia:  Continue reading →
 

ROMA, 26 OTTOBRE: INCONTRO CON MARCO RAMAZZOTTI STOCKEL


Venerdì 26 ottobre, dalle 18.30 in poi, a Roma, in Via Baldassarre Orero n. 61, incontro-dibattito con Marco Ramazzotti Stockel e aperitivo robusto per sottoscrivere per la Freedom Flotilla Italia.

Menu dell’aperitivo:
Green Isaac’Special di Ernest Hemingway ( Isole nella Corrente)
Vino rosso rinvigorente all’ippocrasso di Piero Lorenzoni (Gli eroscopi)
Libum Catone (De Agri Cultura)
Sedano al formaggio molle di capra di Isabel Allende (Afrodita)
Caponatina del commissario Montalbano di Andrea Camilleri
Pane e pomodoro di M.V.Montalban (Ricette immorali)
Epityrum di Catone (De Agri Cultura)

 

Aggiornamento su attivisti Estelle


Shipt to Gaza Svezia riporta ieri sera 23 ottobre:
“TUTTI GLI ATTIVISTI SARANNO DEPORTATI STANOTTE
 Secondo gli avvocati Israeliani di Ship to Gaza, tutti gli attivisti saranno deportati domani mattina alle 4.30 AM. Gli attivisti Svedesi arriveranno all’aeroporto di Arlanda alle 15.”

Riporteremo conferma quando i 12 attivisti saranno effettivamente arrivati negli aeroporti dei paesi d’orgine e dicharazione e racconti che faranno.
Stay tuned

 

A ROMA “BELLA CIAO” PER ESTELLE

La manifestazione romana per Estelle davanti a Monte Citorio si è conclusa con il canto di Bella Ciao dedicato ad Estelle, ai compagni ancora nelle mani dei sionisti ed alla Palestina.
 


L’AVVICINAMENTO DEI BANDITI ISRAELIANI AD ESTELLE

Queste immagini sono state girate a bordo di Estelle e documentano la prima fase dell’aggressione israeliana.
 

Immagini di pirateria nel Mediterraneo

 


Maria-Pia Boëthius, 65 anni, a casa dopo giorni di orrore. “Hanno usato pistole stordenti contro di me”

22 ottobre 2012
 

Non ha dormito in questi giorni, con tutti i suoi beni sequestrati e è rimasta seduta durante le 10 ore di interrogatorio.
La scrittrice Maria-Pia Boëthius, 65 anni, è sbarcata in Svezia, dopo il periodo di orrore che ha subito per mano delle Forze di Sicurezza di Israele.
Hanno usato pistole stordenti contro di me, dice a Aftonbladet.
Le contusioni sono visibili sulle braccia nude, quando Maria-Pia Boëthius incontra la stampa alla sala arrivi dell’aeroporto.
L’aereo da Francoforte è atterrato alle 18:30. Quando si è svegliata, questa mattina, era in un carcere israeliano.
- Siamo stati trattati come merda. Siamo rimasti seduti, durante l’interrogatorio, per 10 ore di fila e umiliati in carcere. Poi sono stata portata davanti le Autorità dell’Immigrazione e, anche lì, sono stata umiliata.
La sua voce trema, quando parla.
In aeroporto, ha incontrato, tra gli altri, Victoria Beach di Ship to Gaza Svezia, che ha portato un mazzo di fiori.
Tutto è stato confiscato. Continue reading →

 

Elik Elhanan : “Eccessivo uso di forza contro di noi, senza ragione: taser e odio vendicativo

Gli attivisti israeliani a bordo di Estelle sono stati rilasciati.
 

Elik Elhanan: “Uso eccessivo di forza contro di noi, senza alcuna ragione. Scosse elettriche con taser con odio vendicativo. Un parlamentare Greco è stato picchiato dagli addetti all’interrogatorio del Servizio di Sicurezza Shabak.”
“Adesso sto tornando a casa, ma continuo a pensare ai miei compagni di viaggio, ai miei compagni attivisti di altri Paesi che sono ancora detenuti in condizioni durissime e sottoposti ad interrogatori condotti dal Servizio di Sicurezza Shabak, tra di loro ci sono Parlamentari di diversi Paesi” ha detto Elik Elhanan, uno degli attivisti israeliani che era a bordo di Estelle, barca svedese diretta a Gaza. Oggi, il tribunale ha ordinate il suo rilascio e quello di altri due detenuti israeliani, Yonatan Shapira and Reut Mor. “All’inizio hanno tentato di accusarci di ogni tipo di reati molto gravi, come “aiutare il nemico”. La Corte ha respinto. Oggi hanno provato a far applicare un articolo di legge che si chiama “Tentata infiltrazione in una parte della Terra di Israele che non è parte dello Stato di Israele” (sic). Ma la Corte ha respinto anche questa accusa.” Gli attivisti detenuti erano rappresentati dal Procuratore Gaby Lasky e dal suo team, che sono parecchio esperti in casi riguardanti i diritti umani. Continue reading →

domenica 21 ottobre 2012

USATE PISTOLE TASER CONTRO GLI ATTIVISTI DELLA ESTELLE

Marco è tornato a casa, ma Gaza è ancora sotto assedio e la Palestina sotto occupazione. ORA TOCCA A NOI

 

ELENCO PRESIDI E MOBILITAZIONI IN TUTTA ITALIA
nel profilo facebook di un gruppo attivo di sostenitori della causa palestinese


“WE ARE ALL ON THE FREEDOM FLOTILLA2″

 

Marco Ramazzotti Stockel racconta il sequestro e perchè era su Estelle

 

Fiumicino 21 ottobre ore 10.00, Marco Ramazzotti Stockel rilasciato dai sequestratori israeliani racconta cosa è successo nelle ore di scomparsa da ieri mattina alle 10.00, quando è stato prelevato dal veliero Estelle, da navi da guerra israeliane. 
Ribadisce le ragioni della sua scelta di partecipare ad una missione di pace di questo tipo, diretta a sbloccare il drammatico assedio di Gaza.



 

ANCHE FIRENZE IN PIAZZA MARTEDI’

 

MARTEDI’ 23 OTTOBRE  DALLE 17,00

PRESIDIO  IN P.ZA DELLA REPUBBLICA

NAVI DA GUERRA ISRAELIANE HANNO ABBORDATO IL VELIERO ESTELLE E ARRESTATO L’EQUIPAGGIO

Alle 10:20 del 20 Ottobre 2012, IN ACQUE INTERNAZIONALI navi da guerra israeliane hanno abbordato il veliero Estelle, diretto a Gaza in missione di pace.

Estelle era una nave disarmata, con cargo ispezionato più volte, equipaggio con dichiarate intenzioni non violente, in rotta da acque internazionali direttamente in acque territoriali di Gaza. Non poteva in alcun modo costituire una minaccia né per la sicurezza di Israele né per altri. Oltre agli attivisti di vari paesi Estelle trasportava 41 tonnellate di cemento, sedie a rotelle, 300 palloni da calcio, strumenti musicali, libri e giocattoli per bambini,……

Il governo israeliano poteva scegliere e doveva farla passare. Il governo israeliano non può addurre ragioni di sicurezza plausibili o avanzare competenze giuridiche territoriali sulla rotta di Estelle.

La missione umanitaria di Estelle consiste in un messaggio ben preciso e doveroso:  solidarietà con il popolo palestinese e basta con l’assedio di Gaza subito e per sempre.

La missione di Estelle (la 3° della Freedom Flotilla) consisteva nel chiedere giustizia per il popolo Palestinese, in linea con le risoluzioni ONU e le dichiarazioni di tutte le associazioni umanitarie internazionali che denunciano da anni la gravità della situazione in cui è costretta a vivere la popolazione civile di Gaza sotto assedio.

A nome delle migliaia di persone che, nei porti di tutta Europa, hanno manifestato il proprio sostegno ad Estelle vogliamo:

• l’immediata liberazione di tutti gli attivisti prelevati con la forza da Estelle ed arrestati

• la fine degli atti di pirateria con cui la marina militare israeliana impedisce qualsiasi possibilità di accesso a Gaza

• la fine dell’assedio illegale della Striscia di Gaza

• denunciare le complicità di molti governi (tra cui quello italiano) con le violenze e l’occupazione sionista

Firenze per Gaza vi invita a partecipare

 

COMUNICATO DELLA FREEDOM FLOTILLA ITALIA. MARCO RAMAZZOTTI ESPULSO, IN VOLO VERSO L’ITALIA. TESTIMONIANZA: USATE PISTOLE TASER CONTRO I PACIFISTI

 

Questa mattina alle 6 l’unità di crisi della Farnesina ha contattato la moglie di Marco Ramazzotti Stockel , sequestrato ieri mattina dalla Marina Israeliana in acque internazionali mentre navigava a bordo di Estelle diretto a Gaza. Ore di angoscia ieri dovute a nessuna notizia su Marco e gli altri passeggeri di Estelle dal momento del sequestro fino a questa mattina in cui è stato comunicato l’arrivo imminente di Marco a Fiumicino. Denunciamo che Israele, dopo aver “rapito” Marco non ha mai comunicato notizie dirette al console italiano, ai familiari o alla nostra organizzazione per rassicurare sullo suo stato di salute. L’unità di crisi della Farnesina in contatto con la moglie di Marco non ha saputo dare informazioni precise su di lui fino a questa mattina. Israele ha solo emesso agenzie stampa in cui parlava di abbordaggio pacifico, come se rapire una persona in mezzo al mare, su nave civile, obbligarlo a cambiare la rotta e portarlo in Israele può essere considerato un atto pacifico o non violento, solo perchè non sono state usate armi da guerra, come fatto in tutti gli abbordaggi precedenti.


Coordinamento Freedom Flotilla Italia
Paola Mandato – 335 5712859

 

AGENZIE E GIORNALI ISRAELIANI RIPORTANO LA TESTIMONIANZA DI YONATAN SHAPIRA, CHE DENUNCIA COME, NELL’ABBORDAGGIO DI ESTELLE, I COMMANDOS ISRAELIANI ABBIANO USATO PISTOLE TASER CONTRO I PACIFISTI: http://www.timesofisrael.com/israeli-arrested-on-gaza-bound-ship-claims-soldiers-used-tasers-on-activists/ E http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4294718,00.html. AMNESTY INTERNATIONAL ED ALTRE AGENZIE UMANITARIE DENUNCIANO DA ANNI LA PERICOLOSITA’ DELLE PISTOLE TASER: http://blog.amnestyusa.org/us/shockwave-tasers-latest-in-taming-dissent/. IL COORDINAMENTO FREEDOM FLOTILLA ITALIA DA APPUNTAMENTO A ROMA MARTEDI’ 23, ALLE 17, DAVANTI A PALAZZO CHIGI E INVITA A MANIFESTARE OVUNQUE CONTRO LA PIRATERIA ISRAELIANA.

Fonte:

http://www.freedomflotilla.it/