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Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.
Donatella Quattrone
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domenica 19 gennaio 2014
martedì 24 dicembre 2013
Natale 2013
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mercoledì 9 gennaio 2013
14 NOVEMBRE: AGGIORNAMENTI
08 gennaio 2013
#14N Brescia: Dopo le cariche, la repressione. Denunciati 17 compagne e compagni
A Brescia il 14
novembre scorso, giorno dello sciopero sociale europeo, era stato
caratterizzato dalla violente cariche poliziesche fuori dalla stazione
ferroviaria: studentesse/i e attiviste/i, a mani nude, erano stati
aggrediti a colpi di manganello dalla polizia, che colpì ripetutamente
alla testa compagne e compagni, molti giovanissimi, mandando diverse
persone in ospedale.
Nonostante
questo il corteo respinse l'aggressione senza disperdersi, restando
compatto e determinato e riuscendo ad occupare per diversi minuti i
binari prima di tornare in città e andare ad occupare l'hotel Sirio di
via Capriolo 24, oggi ancora liberato e reso vivo da compagne e compagni
impegnati a dare risposte dal basso all'emergenza abitativa, visto il
continuo lassismo istituzionale, che continua tutt'ora.
A due mesi di
distanza, la Questura bresciana dimostra di non aver dimenticato le
parole del ministro dell'Istruzione Profumo, impegnato pochi mesi fa a
dispensare "carota e bastone" ai movimenti antiausterity che proprio
nelle scuole hanno avuto uno dei punti di forza. Sono infatti in arrivo
da oggi numerosi avvisi di chiusura delle indagini preliminari ai danni
di altrettante/i attiviste/i in relazione alla giornata di mobilitazione
europea, dal basso, contro la crisi del capitalismo e chi l'ha
provocata.
A Brescia
fioccano quindi le denunce, che per ora riguardano 17 fra compagne e
compagni: sono in maggioranza studenti medi e universitari di Ksl e Cua,
ma non mancano attiviste/i del Comitato provinciale contro gli sfratti,
compagne/i del centro sociale Magazzino 47 e più in generale esponenti
del movimento antagonista bresciano. Si tratta di maggiorenni, a cui
potrebbe presto aggiungersi altri studenti, ancora minorenni.
Guarda qui sotto i video di Ctv girati il 14 novembre fuori dalla stazione ferroviaria di Brescia:
Il primo video – clicca qui
Il secondo video – clicca qui
La trasmissione dedicata a questa notizia con il commento dell'avvocato Sergio Pezzucchi. Ascolta
Fonte:
07 gennaio 2013
#14N: Retata a Padova contro i centri sociali

All’alba di oggi è scattata una operazione di polizia, a Padova, nei confronti di alcuni attivisti che hanno partecipato allo sciopero e alle manifestazioni dello scorso 14 novembre, che si erano concluse nel capoluogo veneto con cariche della polizia nel piazzale della stazione.
Le accuse riguardano i fatti del 14 novembre 2012 (ovvero la giornata di mobilitazione europea) e sono quelle di interruzione di pubblico servizio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesioni in concorso. L'operazione è firmata dal PM Matteo Stuccilli.
I provvedimenti giudiziari riguardano 4 persone: per due di queste sono stati disposti gli arresti domiciliari, per gli altri due invece ci sarà l'obbligo di firma. Dovranno rispondere di lesioni in concorso (per gli agenti feriti negli scontri), di uso di armi improprie (gli scudi e i caschi utilizzati) e di resistenza a pubblico ufficiale.
Sotto accusa altre dieci persone, alcune delle quali sottoposte a perquisizione. Secondo la Questura di Padova verranno denunciate per interruzione di pubblico servizio per aver interrotto tram e autobus su corso del Popolo.
Il 14n come in tutta Europa anche a Padova in migliaia studenti, precari, lavoratori erano scesi in piazza e dopo un lungo corteo per la libertà di movimento, la polizia aveva caricato i manifestanti nel piazzale della stazione.
Padova 7 gennaio ore 10.30 - E' confermato che sono state effettuate 4
perquisizione e sono stati notificati 2 arresti domiciliari e 2 obblighi
di firma oltre a risultare denunciate altre 5 persone.
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lunedì 19 novembre 2012
Resoconto di una giornata particolare di un operaio della Carbosulcis
sabato 17 novembre 2012
Martedi 12 novembre ore 21.35 prendo il mezzo aziendale per recarmi a
lavoro devo fare il turno notturno . Lavoro dalle 23.00 fino alle 07.00.
Mercoledi 13 alle 07.10 riprendo il mezzo aziendale e mi faccio
lasciare davanti alla vecchia miniera di Serbariu a Carbonia . Mi faccio
un giro all’interno e noto tanti cellulari della polizia e molti uomini
della Digos. Arrivo nella zona dove si doveva svolgere l’incontro con i
ministri Passera e Barca . Mi rendo subito conto che la zona è
recintata da transenne ed è stat formata una sorta di zona rossa. Penso
in mezzo a tutto c'e' l'incontro con i ministri, un incontro "blindato" a
cui solo pochi eletti potevano partecipare. Alle ore 08 00 mi incateno
ad una transenna , intanto iniziano ad arrivare operai, pensionati ,
commercianti e tanti volti conosciuti in anni di lotte. Inoltre
iniziano ad essere presenti parecchi mass-media , che iniziano a fare
interviste ed a filmare . Il motivo per cui mi sono incatenato è molto
semplice : è un protesta contro i rappresentanti del governo Monti e i
suoi sudditi politici sardi . Governo e politica che manda in malora la
scuola, la sanità e gli altri servizi pubblici, aggravano la
devastazione del territorio e l’inquinamento, accrescono la disperazione
e la miseria? Effetti collaterali, come le stragi di civili dei
“missili intelligenti” a stelle e strisce! Colonizzano la mia Nazione
sardigna che negli ultimi mesi vi è stata un ulteriore drammatica
accelerazione della crisi economica. Esiste un malessere diffuso in atto
in Sardegna e nel Sulcis, visibile da una grande ripresa del flusso
migratorio. In Sardegna coi processi di deindustrializzazione in atto si
sono persi e si stanno perdendo migliaia di posto di lavoro. Il
paradosso del tutto è che molte di queste fabbriche in crisi hanno fatto
danni gravissimi per quanto riguarda la salute dei cittadini. Pensate
quanti lavoratori e cittadini sono stati esposti ad agenti
cancerogeni, chimici, radiazioni.Poi le fabbriche chiudono e restano
immensi danni al territorio. Molte volte per il puro profitto delle
aziende si è ribaltata l’utilità ( posti di lavoro ) in devastazione
ambientale depredando il territorio senza risarcimento. Intanto in
Sardegna vi sono:- 13 carceri;- 66% delle servitù militari presenti in
Italia;- Poligono di Quirra ecc. Questi sono stati i motivi della mia
protesta, intorno alle 10.30 arrivano gli studenti, subito dopo gli
operai dell’Alcoa la situazione inizia a farsi calda. Io allora mi
sgancio la catena dalla transenna. Intorno alle 11.00 vengono
rovesciate le transenne ed iniziano i primi scontri con tanto di
manganellate e lanci di lacrimogeni. Le forze dell’ordine allora
mettono due cellulari di traverso per impedire ai manifestanti di andare
avanti. Dopo questi primi scontri e i primi lanci di lacrimogeni parlo
con la mia collega Tiziana presente al sit-in di fronte alla miniera di
Serbariu. Lei mi dice “quando ho visto i vari tafferugli, la mia parte
incazzata e animale si trovava d'accordo e pensava che fuoco, fiamme e
distruzione fossero la giusta risposta per la nascita di un mondo nuovo;
tuttavia, la parte razionale chiede sempre se tutto cio' giova e a chi “. Ragiono e penso che a costoro che gestiscono il potere restano solo i
manganelli e i lacrimogeni. Che possono frenare i movimenti per un
attimo, ma alla lunga rischiano di “incattivirli”. Nel contempo i
ministri non sono ancora arrivati , giungono a destinazione qualche ora
dopo . Io penso tra di me “ prima di sapere l’esito della riunione “ e
sono convinto che il governo in carica mente come e peggio di quelli
precedenti. “Come”, perché racconta frottole di comodo, studiate alla
bisogna, valide per un giorno e smentite il successivo. “Peggio”, perché
si ripara dietro una presunta “serietà e onestà”, sbugiardata ad ogni
passo concreto ma ribadita mediaticamente da un coro inqualificabile di
leccapiedi. Durante la sera finisce la tanto attesa riunione con tanto
di proclami !!!!!!! I lavoratori avevano capito che non avevano portato
niente di utile al tavolo e si sono leggermente incazzati e hanno
bloccato giustamente le uscite della miniera. A quel punto sono arrivati
gli elicotteri per portare via quei pagliacci di ministri. Per i
lavoratori la manifestazione era finita lì, perché avevano dato il
messaggio che non è più il caso di venire a prendere per il culo la
gente! Stavano già decidendo di andare via quando a qualcuno è venuta la
brillante idea di dare l'ordine di sparare i lacrimogeni (ad altezza
d'uomo) e da li sono nati i grossi scontri , che avete visto in tutti i
mezzi di comunicazione. Quindi condivido senza se e senza ma , l’azione
e la lotta prodotta dal popolo sardo sulcitano, che mercoledi 13 è
stato provocato dalle forze dell’ordine ed ha giustamente reagito.
Siamo un periodo di repressione disoccupati,operai delle
fabbriche che chiudono e minatori sardi caricati mentre il ministro
Passera fugge in elicottero dalle proteste. Studenti che manifestano
chiedendo ai sindacati uno sciopero vero contro tagli e austerity che
vengono presi a manganellate e arrestati. Mezzi di informazione servi
del padrone ( tranne qualche eccezione ), vertici sindacali confederali e
PD-UDC-PDL (i partiti di sostegno al governo della BCE) uniti nel
propagandare la favoletta dei manifestanti violenti, nel voler separare i
presunti "buoni" dai "cattivi", i lavoratori dagli studenti. In questi
giorni non ci sono stati manifestanti violenti, presunti infiltrati o
extraterrestri nei cortei ma solo decine di migliaia di studenti e
lavoratori incazzati contro le politiche di austerity, la precarietà e
la disoccupazione di massa. Ognuno ha manifestato con le proprie
modalità ma tutti avevamo lo stesso obiettivo: levare un muro di
resistenza all'arroganza di chi ci vuole cancellare il futuro per
salvare i profitti di banche e imprese.
ANTONELLO TIDDIA
OPERAIO CARBOSULCIS
Fonte:
http://ilminatorerosso.blogspot.it/2012/11/resocondo-di-una-giornata-particolare.html
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http://ilminatorerosso.blogspot.it/2012/11/resocondo-di-una-giornata-particolare.html
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lunedì 5 novembre 2012
Alcune domande scabrose per un appuntamento inquietante
Di Salvatore Ricciardi:
novembre 5, 2012
novembre 5, 2012
A Firenze il prossimo fine settimana, dall’8 all’11 novembre, alla Fortezza da Basso si terrà:
«“Firenze 10+10/Unire le forze per un’altra Europa”
non vuole essere una commemorazione, ma un appuntamento che ha 2
obiettivi: rispondere con un fronte comune di forze sociali a livello
europeo alla crisi e alle politiche imposte dalle istituzioni dell’Ue e
della Bce; creare alleanze per una strategia a lungo termine capace di
costruire un’Europa sociale e dei cittadini. La presenza di tante realtà
quali reti, movimenti, sindacati, associazioni, ONG, di varia
provenienza e composizione va intesa come una ricerca di convergenze e
di lavoro comune verso una forte e diffusa mobilitazione antiliberista
che si ponga in alternativa all’Europa dei banchieri, alla supremazia
del mercato, alle speculazioni finanziarie, al fiscal compact».
(dal sito http://www.firenze1010.eu/it/)
Non una parola, sui massacri del luglio 2001 a Genova che precedettero la kermesse
di Firenze nel 2002. Non una parola sui manifestanti buttati in carcere e sui poliziotti massacratori promossi.
«Dieci anni fa Firenze ospitò il
primo European Social Forum. L’appuntamento costituì un momento
straordinario nella costruzione di un demos di ampiezza continentale,
che presentò analisi, proposte e soluzioni che avrebbero evitato
all’Europa lo scontro con la terribile crisi economica, sociale e
democratica in cui è ora impantanata». (dal sito http://www.euroalter.com/IT/network/eventi/552/)
A questo punto è obbligatorio porci qualche sgradevole domanda:
- a Firenze nel 2002, in quella kermesse definita “demos di ampiezza continentale”,
con centinaia di migliaia di partecipanti, coccolati dal comune, dalla
provincia, dalla regione, dalla stampa e tollerati dalle forze
dell’ordine, cosa avvenne realmente?
- ci domandiamo: non avvenne per caso che un’area del movimento volle candidarsi
a “nuovo ceto politico”, presunto rappresentante delle diffuse figure
della precarietà? E per questa candidatura, quel “ceto politico”, forse
patteggiò (si o no?) il silenzio e l’acquiescenza sullo scempio
perpetrato dalle forze dell’ordine l’anno prima alla Diaz, a Bolzaneto e
nelle piazze del
G8, e l’oblio per quei dieci che oggi vengono sbattuti in galera con 100 anni complessivi di condanna?
Se poi quelle e quei candidati a “ceto politico” non
sono riusciti a occupare posti granché importanti, può darsi sia dipeso
dal fatto che posti liberi ne erano rimasti pochi o forse per effetto
della meritocrazia.
Quando
solidarizziamo con i compagni e le compagne incarcerate per le proteste
contro il G8 a Genova 2001, e dobbiamo continuare a farlo con sempre
maggior energia, non dimentichiamo il passaggio di Firenze-fortezza-da-Basso-2002, non dimentichiamo le responsabilità di una parte del movimento!
Questa è solo una faccia della medaglia. L’altra riguarda gli obiettivi di “Firenze 10+10”
«1) Costruire il consenso su un
insieme di richieste per la radicale democratizzazione dello spazio
europeo. Queste richieste e proposte saranno il soggetto di uno
strutturato dibattito online prima dell’Assemblea.
2) Contribuire all’innovazione delle
pratiche politiche dei movimenti, partiti e sindacati in Europa, con la
convinzione che la democrazia non dipende solo dalle istituzioni, ma
anche dalla capacità della cittadinanza attiva di sviluppare nuove
pratiche politiche transnazionali. Il processo partecipativo che
vogliamo stabilire per la costruzione dell’assemblea mira anche a
mostrare che un differente modello di pratiche democratiche
transnazionali è concepibile e implementabile». (http://www.euroalter.com/IT/network/eventi/552/%29/)
Che vuol dire: “radicale democratizzazione dello spazio europeo…”?
Che vuol dire: “innovazione delle pratiche politiche dei movimenti, partiti e sindacati”?
Non una parola sulla disoccupazione e sull’intensificazione dello
sfruttamento e della precarietà, sull’aumento della diseguaglianza
sociale e della povertà, sulle politiche dei sacrifici dei governi, sui
patti scellerati tra sindacati e governi contro chi lavora e chi cerca
lavoro. Non una parola sulle politiche razziste europee contro
l’immigrazione, sulla “fortezza europea”, sull’enorme aumento della
popolazione incarcerata e di quella sottoposta a controllo psichiatrico,
sulle politiche imperialiste dei governi italiani, e tanto, tanto altro
ancora”. Fonte:
http://contromaelstrom.com/2012/11/05/alcune-domande-scabrose-per-un-appuntamento-inquietante/
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domenica 12 febbraio 2012
"Il posto fisso è noioso, abituatevi a non averlo", un giovane risponde alla sparata di Monti
- Il testo:
"Io non sono un tipo che si abitua, Mario.
Sarà che sono fatto male, che ho dei problemi... ma non mi abituo.
Sarà che son strano e il calcio non m'interessa. Non mi interessa il gossip e sono refrattario allo stile di vita che pubblicità e talk show cercano velatamente di iniettarmi nelle vene.
Certo, ho altri interessi... molto strani e socialmente poco rilevanti come la musica, la scrittura, la poesia... e l'attivismo. Sì, lo ammetto, sono colpevole: mi informo e faccio informare gli altri. Su che cosa? Su tutto quello che i media tacciono e che distorcono. E devo essere sincero: c'è tanto materiale!
Tornando a noi, Mario... non ti dispiacerà se ti chiamo Mario... E non "presidente" o magari "onorevole". Il fatto è che io non ti ho votato e quindi non sei il mio presidente. Lo sarai di chi ti ha votato, ma non mio... ah, scusa, nessuno ti ha votato, dimenticavo. E per quanto riguarda l'onorevole: io non uso quella parola. Ma, se la dovessi usare, la userei per qualcuno che ha dimostrato onore. E tu non rientri nella lista. Tornando a noi, dicevo, io non sono un tipo che si abitua, ma sono un tipo che nota le cose. Vedi, ci sono degli animali che per attaccare la preda si avvicinano molto lentamente per non essere notati e poi la azzannano. Lo fanno per sopravvivere, per necessità. Gli uomini, alcuni uomini, pur non agendo per necessità, riescono a fare "di meglio" perché sanno parlare e sanno fingere. Quindi ci sono uomini potenti che per ottenere quello che vogliono hanno imparato che non si può piegare un popolo usando la forza. Altrimenti questo, a lungo andare forma delle resistenze. Allora si ricorre a mezzi un po' più subdoli: li si fa abituare. Passo dopo passo: una carezza oggi, un buffetto domani, uno schiaffetto più in là... magari ci si inventa qualcosa che li convinca che è per il loro bene, che è necessario... una guerra, un attentato terroristico, una crisi economica... e magia! Ti ritrovi a spezzargli la schiena senza che loro battano ciglio... anzi magari ti ringraziano pure.
Come ti dicevo io non mi abituo. Non mi abituerò a uno Stato governato da una persona che nessuno ha votato. Non mi abituerò ad accettare come Presidente del Consiglio una persona che lavora per delle oligarchie occulte come il gruppo Bilderberg. Non mi abituerò mai ad accontentarmi con un sorriso a denti stretti della miseria che ci fate piovere dall'alto perché so che la ricchezza e la miseria di cui parlate non esistono: sono le persone a dare valore alle cose, non il contrario. So che ci sono abbastanza risorse per tutti, in Italia e nel mondo, ma che la finanza e l'economia che vi siete inventati ci giocano su perché tutto finisca nelle mani di pochi, mentre tutti gli altri rimangono ad azzannarsi nell'arena sanguinaria ma politicamente corretta chiamata mercato. Non mi abituerò a un'Italia fatta a pezzi con la scusa delle "Privatizzazioni necessarie" perché so che in realtà è una svendita, un ricatto per ripagare il debito colossale e inestinguibile che voi avete contratto con dei banchieri privati. Loro sono furbi non vogliono soldi, vogliono le nostre istituzioni, il controllo totale. Non mi abituerò ad avere paura dei mostri di carta che avete inventato, come il terrorismo di Al Qaeda, tanto da piagnucolare protezione e arrivare a chiedere uno stato di polizia o addirittura farmi impiantare un chip sottopelle per essere sempre rintracciato. E che dire dell'essere controllato ai limiti della follia con la scusa della lotta all'evasione fiscale: so benissimo che è solo una questione di controllo e non economica perché i veri evasori non li toccate mai!
Perciò mi dispiace caro Mario, ma io, e molte altre persone come me, non ci abitueremo mai. Non mi abituerò ad essere precario, a vivere di stenti, ammazzarmi di debiti, neanche se a dirmelo sei tu con la tua faccia tosta da senatore a vita (cazzo dev'essere noioso!) il tuo stipendio da 5 zeri e le compagnie segrete che frequenti e a cui stai svendendo l'Italia. Dovresti tu abituarti ad essere precario... goditela finché puoi, vai ai talk show, sentiti con i tuoi amici al Bohemian Grove, salutami Moloch... non durerà ancora a lungo".
Fonte:
http://www.nocensura.com/2012/02/il-posto-fisso-e-noioso-abituatevi-non.html
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