Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


giovedì 15 novembre 2012

Caponero capobianco


 

 
(doc, 6’, Italia, 2012)
di Rossella Anitori e Antonio Laforgia
Fotografia – Rossella Anitori, Antonio Laforgia, Raffaele Petralla
Montaggio – Rossella Anitori, Antonio Laforgia, Chiara Russo

Si svegliano quando è ancora buio; ammassati nei furgoni percorrono un labirinto di strade sterrate fino ai campi dove lavorano a testa bassa per oltre dieci ore. Sono i braccianti della grande piana del pomodoro italiano. Migliaia di migranti africani condannati dalla mancanza di alternative a nutrire il grande serbatoio di lavoro nero che sostiene i profitti dell’industria agroalimentare. Non conoscono buste paga, contratti né diritti. Vengono reclutati dai loro stessi connazionali, i “capineri”, dietro a cui si nasconde il “padrone bianco”. Due facce della stessa medaglia, quella di un sistema che dal 2011 la legge riconosce come reato, ma che nelle campagne italiane è ancora la regola.

Fonte:



GAZA SOTTO ATTACCO

giovedì 15 novembre 2012 08:27

 Almeno 15 i morti palestinesi, molti bambini. Tre vittime israeliane. Riunione d'emergenza all'Onu. Manifestazioni di protesta in Israele e nel mondo.

 

dalla redazione

Gaza, 15 novembre 2012, Nena News - Continuano i bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza. Il nostro inviato a Gaza riporta di numerose esplosioni. L'Operazione Pillar of Clouds annunciata da Israele sta provocando un'escalation di violenza contro la Striscia. Almeno 15 le vittime palestinesi, tra cui numerosi bambini. Tre quelle israeliane.


ORE 15.30 : Anonymous torna a occuparsi di Israele. Pubblicato oggi un comunicato stampa in cui il gruppo accusa Israele di trattamento barbaro e brutale del popolo palestinese. "Come molti altri nel mondo, ci sentiamo impotenti di fronte a questo demonio implacabile. E il disumano attacco di oggi e la minacciata invasione di Gaza è più del solito. Ma quando il governo di Israele pubblicamente ha minacciato di chiudere tutte le comunicazioni e la rete internet dentro e fuori Gaza, ha passato il limite. Noi siamo Anonymous e nessuno chiuderà internet sotto i nostri occhi. All'IDF e al governo israeliano diamo un solo avvertimento. Al popolo di Gaza e dei 'Territori Occupati' diciamo: siamo al vostro fianco nella lotta".

ORE 15.11 : Ma'an News riporta del ferimento di un ragazzo palestinese nel villaggio di Al Khader, a Ovest di Betlemme durante degli scontri con l'esercito israeliano.
Intanto Israele e Hamas si dichiarano reciprocamente guerra: il partito islamico parla di "vero conflitto" contro Israele, mentre il premier Netanyahu ripete che il suo Paese è pronto a prendere tutte le misure necessarie a difendersi. Ma dal Sud di Israele giunge una voce fuori dal coro. Una madre israeliana fa appello al suo governo: "Non difendetemi, non così".

ORE 14.50 : Il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha chiesto ad Hamas di fermare il lancio di razzi verso Israele, al fine di interrompere l'escalation di violenze nella Striscia.

ORE 14.45 : Secondo il sito di informazione Ynet News, ieri notte l'esercito egiziano ha inviato truppe nella penisola del Sinai, al confine con Israele. Anche militari israeliani sono stati schierati al confine.

ORE 14.41 : Fonti israeliane hanno riferito che il consiglio militare israeliano ha emesso l'ordinanza numero 9, che ordina il reclutamento immediato delle riserve militari in seguito escalation al confine con la Striscia di Gaza.

ORE 14.00 : Il presidente dell'ANP, Mahmoud Abbas, ha dato istruzioni al suo goveno perchè invii a Gaza venti camion di medicine e materiale ospedaliero.

ORE 13.54 : Secondo quanto riportato da Ma'an News, due giovani palestinesi sono stati arrestati dalle forze israeliane al checkpoint di Huwwara in Cisgiordania durante una manifestazione contro l'attacco a Gaza.

ORE 13.48 : Il segretario agli Esteri britannico, William Hague, accusa Hamas di essere la sola responsabile dell'escalation di violenza contro la Striscia di Gaza. Hague condanna il lancio di missili da Gaza verso Israele e chiede a Tel Aviv di fare il possibile per far calare la tensione: "Hamas è il principale responsabile dell'attuale crisi. Crea un'intollerabile situazione per i civili israeliani, che hanno il diritto di vivere senza la paura di essere attaccati".

ORE 13.40 : Fonti sul campo affermano che l'UNRWA ha chiuso tutte le sue istituzioni nella Striscia di Gaza a causa dell'escalation militare israeliana.

ORE 13.15 : Nella tarda serata di ieri, nella città di Ramallah, centinaia di palestinesi hanno indetto una manifestazione di protesta contro l'operazione israeliana a Gaza. Dopo poche ore, le forze di sicurezza palestinesi sono intervenute per disperdere i manifestanti che si stavano avvicinando ai posti di blocco israeliani. Fonti sul campo hanno riferito che alcuni manifestanti sono stati feriti negli scontri con la polizia palestinese. La folla si era riunita a Piazza Manara di Ramallah: i partecipanti hanno scandito slogan pieni di rabbia chiedendo vendetta e rappresaglia e la fine della cooperazione tra la sicurezza palestinese e l'occupante.

ORE 13.06 : La bambina di 9 mesi, Hanin Tafish, rimasta gravemente ferita nel bombardamento del campo profughi di Jabaliya, è morta. Deceduto anche un altro bambino, Walid Al Abadle, a Nord di Khan Younis. Intanto il ministro degli Esteri israeliano Lieberman ha detto che il 30% dei bambini israeliani residenti a Sud del Paese soffrono di stress e attacchi di panico per il lancio di missili da Gaza.
Colpita un'ambulanza palestinese a Nord della Striscia . La prigione di Gaza è stata evacuata, i prigionieri sono stati spostati in altri edifici o rimandati a casa.

ORE 12.37 : dal nostro inviato - Appena arrivati all'ospedale di Shifa a Gaza City due feriti gravi, un uomo e una bambina di 9 mesi, colpiti nell'attacco contro il campo profughi di Jabaliya, nel quale sono morti due militanti delle Brigate Al Qassam. Le loro condizioni sono gravissime.
Continui sbalzi di elettricità e black out : impossibile collegarsi ad internet dalla Striscia, problemi negli ospedali che stanno accogliendo i feriti.

ORE 12.29 : In un comunicato le Brigate Ali Abu Mustafa, ala militare del PFLP, rivendicano 12 operazioni di lancio di missili contro il territorio israeliano in risposta all'offensiva militare israeliana iniziata ieri sera.
La prima operazione è stata sferrata ieri sera alle ore 20.24 con il lancio di 2 missili Grad verso Be'er Sheva. Nel corso della notte fino a poche ore fa sono stati lanciati altri 25 missili Grad e missili 107 in diverse zone israeliane, tra cui Ashkelon, Sderot e Askalan.

ORE 12.21 : Il presidente egiziano Morsi terrà insieme al ministro della Difesa una riunione d'emergenza con il governo per discutere dell'attacco israeliano. L'Egitto ha richiamato il suo ambasciatore in Israele.
Intanto il presidente israeliano Shimon Peres aggiorna costantemente Obama dell'operazione in corso e lancia un blitz diplomatico per "spiegare" l'offensiva contro Gaza, confermando l'intenzione di Tel Avivi di procedere nei prossimi giorni con attacchi mirati a militanti di Hamas e della Jihad islamica.

ORE 12.15 : Nel quartiere palestinese di Issawiya, Gerusalemme Est, sciopero in solidarietà con l'aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza e la costante repressione in Cisgiordania.

ORE 12.06 : Sale il bilancio delle vittime: ucciso un palestinese nel campo profughi di Jabaliya.
Intanto navi da guerra israeliane si stanno posizionando vicino la costa Nord di Gaza. A terra, pronti al confine veicoli militari israeliani. Secondo l'IDF, da ieri pomeriggio militant palestinesi hanno lanciato verso Israele 198 missili. Il sistema di intercettamento Iron Dome ne ha fermati 48.

ORE 12.03 : I Fratelli Musulmani organizzano quattro manifestazioni di protesta nel pomeriggio contro l'aggressione militare israeliana a Gaza.
Hanan Ashrawi, membro dell'OLP, condanna l'azione israeliana e chiede al Quartetto e alla UE di intervenire con misure severe al fine di fermare l'uccisione di innocenti e gli omicidi mirati israeliani.

ORE 11.51 : dal nostro inviato - Tra il valico di Erez e Gaza City non si vede anima nelle strade. C'è un po' di gente in giro solo nei quartieri di Gaza City, vicini al mare. Folle di palestinesi invece sostano davanti agli ospedali dove sono ricoverati i feriti (alcuni dei quali in condizioni gravissime). Molti altri stanno partecipando ai funerali delle vittime di ieri e di questa mattina.
Tutti gli uffici pubblici sono chiusi così come le sedi dei servizi di sicurezza di Hamas , perchè obiettivo dei raid aerei. Regna un clima di paura. Questa notte si teme l'inizio di una offensiva di terra.

ORE 11.49 : Le Brigate Al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno annunciato il lancio dell'operazione "Shale Stones", in risposta all'azione militare israeliana "Pillar of Clouds". In mattinata lanciati verso la Linea Verde 12 mortai, 48 missili Grad e 67 razzi. La risposta dell'IDF: 31 attacchi aerei in tutta la Striscia.
Il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha affermato che l'IDF continuerà ad intervenire per disarmare Hamas e le altre fazioni con il fine di ripristinare la calma. Barak ha riferito che i sistemi di lanci di razzi appartenenti al gruppo Fajr-3 sono stati disattivati.

ORE 11.40 : Su richiesta dell'Egitto, il meeting d'urgenza del Consiglio di Sicurezza Onu sull'attacco contro Gaza è appena cominciato. Ieri un precedente incontro non aveva portato ad alcuna decisione in merito.
In una telefonata con il Segretario di Stato, Hillary Clinton, il ministro degli Esteri egiziano, Mohammed Kamel Amr, che chiede agli Stati Uniti di "intervenire subito per fermare l'aggressione israeliana contro Gaza".

ORE 11.31 : Manifestanti palestinesi alla moschea principale di Gaza City per il funerale del leader di Hamas, Ahmed Jaabari, ucciso ieri dall'aviazione israeliana. Intanto proseguono i bombardamenti: centrata Al-Shuja'ia, cinque feriti di cui quattro bambini.

ORE 11.26 : Proteste in tutto il mondo contro l'aggressione israeliana a Gaza. Sono state indette azioni a livello globale in risposta all'attacco israeliano contro la Striscia. La lista delle azioni.

ORE 11.10 : RaiNews24 rende noti i nomi delle vittime palestinesi di queste ore. Tra loro una bimba di 4 anni, Rinat Arafat, e un neonato di 11 mesi, Ahmed Mashrawi. Uccisa anche una 19enne incinta, Hiba al-Mashrawi. Identificati i corpi di altri tre civili: Hani al-Kasih (19 anni), Mahmud Sawawein (65) e Habes Mesmeh (30). Tre miliziani uccisi: Issam Abul-Mizah, Wael al-Ghalban e Hisham al-Ghalban.

ORE 10.55 : Il sito israeliano Ynet News riferisce che la Siria ha aperto il fuoco nei pressi di una postazione israeliana sulle Alture del Golan. Sembra si sia trattato di un errore accidentale. Nessun ferito.

ORE 10.45 : Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha chiamato ieri notte il premier israeliano Netanyahu e il presidente egiziano Morsi perché fermino le violenze nella Striscia.
Parlando con Morsi, Obama ha reiterato il diritto israeliano di difendersi dagli attacchi e ha condannato il lancio di missili da Gaza. Nella dichiarazione ufficiale della Casa Bianca si legge: "Il Presidente ha ricordato al premier Netanyahu il sostegno degli Stati Uniti e il diritto di autodifesa dello Stato di Israele. Il Presidente ha chiesto al primo ministro Netanyahu di compiere ogni sforzo possibile per evitare vittime civili. I due si sono trovati concordi nel dire che Hamas deve interrompere gli attacchi contro Israele per permettere il calo delle violenze".

ORE 10.20 : Funzionari palestinesi annunciano che il presidente dell'ANP, Mahmoud Abbas, ha cancellato la visita in Europa per seguire gli sviluppi : dell'attacco israeliano contro Gaza. Saeb Erekat, capo negoziatore palestinese, ha fatto sapere che Abbas ha cancellato i meeting previsti per oggi in Svizzera ed è rientrato a Ramallah.

ORE 9.45 : Israele questa mattina ha impedito ai giornalisti internazionali di entrare nella Striscia, ma ha ora aperto il valico.
Il nostro inviato racconta di strade deserte, pochissimi i palestinesi per la strada . Le forze di sicurezza di Hamas sono scomparse, il posto di blocco all'ingresso della Striscia è stato rimosso e spostato all'interno di un edificio.

ORE 9 :L'esercito israeliano ha fatto sapere di aver colpito 100 siti durante la notte: "Abbiamo seriamente danneggiato i siti di lancio missili e i magazzini di armi di Hamas e di altre organizzazioni terroristiche", si legge nel comunicato.

Le esplosioni sono risuonate sopra il cielo di Gaza per tutta la notte: fonti mediche parlano di almeno undici morti, tra cui tre bambini e tre militanti palestinesi. Ieri lo Stato di Israele ha annunciato il lancio di una nuova Operazione, Pillar of Clouds, ricevendo il plauso e l'appoggio degli Stati Uniti.

Il Consiglio di Sicurezza Onu si è riunito in un meeting d'emergenza ieri notte per discutere dei nuovi raid israeliani contro la Striscia, ma nessuna decisione è stata presa. Sabato incontro della Lega Araba al Cairo.

Come riporta il nostro inviato a Erez, pare ci siano anche tre vittime israeliane: una casa a Sud di Israele sarebbe stata centrata da un missile. A riferirlo la tv israeliana: decine i razzi lanciati da Hamas verso il Sud di Israele; uno avrebbe centrato una casa nella città di Kiryat Malachi, a 25 chilometri dal confine con Gaza.

Il Palestinian Telegraph Newspaper riporta di volantini lanciati su Gaza dall'aviazione israeliana nel quale l'esercito avverte la popolazione: "Per la vostra sicurezza, evitate di essere presenti nelle vicinanze delle strutture e i membri di Hamas e altre organizzazioni terroristiche che comportano un rischio per la vostra sicurezza. Hamas è di nuovo il responsabile di violenza e bagni di sangue nella regione L'IDF è determinato a difendere i cittadini dello Stato di Israele".

Ieri notte, intanto, un centinaio di attivisti israeliani si sono ritrovati di fronte alla casa del ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, a Tel Aviv, per protestare contro il nuovo attacco contro la Striscia di Gaza. I manifestanti, membri delle associazioni Meretz, Hadash e Pirates Party, hanno intonato slogan: "Israele, Palestina, due Stati per due popoli", "Soldi per l'welfare e non per la guerra", "Ministro, quanti bambini hai ucciso oggi?".

Altre manifestazioni sono previste per oggi a Gerusalemme, Haifa e Tel Aviv. Nena News

Fonte:

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41118&typeb=0&DIRETTA-Gaza-sotto-attacco

OPERAZIONE "PILASTRO DELLA DIFESA", QUESTO E' IL NOME CHE ISRAELE HA DATO ALL'ENNESIMO MASSACRO INIZIATO NELLE SCORSE ORE A GAZA

14/11/2012




Cari tutti, vi chiediamo tutto il supporto possibile per la popolazione assediata della Striscia di Gaza.

Qui a Gaza oltre 10 persone sono state uccise fino a questo momento nell’operazione israeliana chiamata “Pilastro della Difesa”, nelle ultime 7 ore; tra loro molti bambini tra cui Raneen Arafat, 7 anni, e un bambino di 11 mesi. Abbiamo visto corpi carbonizzati di bambini morti e feriti riversarsi all’ospedale Al-Shifa di Gaza city e negli altri ospedali dislocati nella Striscia. 50 attacchi aerei su tutta la Striscia fino ad ora.

Esplosioni assordanti ci hanno scosso completamente, come le bombe atterrate vicino a noi nelle strade intorno alle università. Forti esplosioni si stanno verificando ovunque attorno a Gaza City mentre scrivo. Intere famiglie sono state ferite. Possiamo sentire anche gli spari dalle navi da guerra israeliane. Si dice che sia possibile che molto presto ci sia l’invasione di terra.

Più di 330 bambini sono stati uccisi nell’ultima sanguinaria operazione come questa, Piombo Fuso, che ha ucciso più di 1400 persone in totale, per lo più civili. Stiamo testimoniando da ospedali, strade e aree bombardate. Quanti, terrorizzati nelle loro case, perderanno la vita entro domani, o dopo i giorni degli attacchi aerei, via terra e via mare che Israele ha annunciato.
VOI POTETE FARE LA DIFFERENZA. MUOVETEVI. AGITE ADESSO PER FERMARE UN ALTRO BAGNO DI SANGUE A GAZA. L’IMMOBILISMO DEL MONDO CI HA PORTATI A QUESTO PUNTO.

 
Adie Nisterlrooy ISM


Fonte:

http://guerrillaradio.iobloggo.com/2130/operazione-pilastro-della-difesa-questo-e-nome-che-israele-ha-dato-all-ennesimo-massacro-iniziato-oggi-su-gaza

martedì 13 novembre 2012

Maurizio Biscaro

Dal blog http://baruda.net/ di Valentina Perniciaro
27 ottobre 2011

Nasce a Milano il 4 maggio 1957
-Frequenta il liceo classico a Milano
-Si diploma all’Istituto linguistico internazionale come traduttore-interpreste nel 1981
-Lavora come precario
-Collabora con la rivista Controinformazione ed è attivo nel consiglio di zona 13 per D.P.
-milita nel movimento dell’autonomia
-milita nelle Brigate Rosse-Walter Alasia
- muore cadendo dal sesto piano, a Cinisello Balsamo, il 13 novembre 1982, quando i carabinieri vanno nella casa in cui vive per arrestarlo.

Avrebbe dovuto essere ucciso e tirato fuori dal mio grembo a pezzi, perché all’ultimo momento il ginecologo si è reso conto che ho l’osso iliaco storto e il bambino non riusciva a venire fuori. Mi hanno tagliata, mi hanno messo metà forcipe da sveglia perché dovevano lasciarmi le forze per le spinte, visto che non si poteva più procedere al taglio cesareo.
E’ nato, e solo la Madonna sa come. Era il 4 maggio 1957 […]
Il ’68 lui lo vive da ragazzo romantico, ammirava i ragazzi del Movimento Studentesco e spesso li seguiva nelle manifestazioni. Per lui erano degli eroi, ma in mezzo alla calca un giorno si piglia una manganellata da un poliziotto. Non doveva essere stato un gran colpo, non m’ha chiesto di fargli impacchi e in più si sentiva importante: aveva partecipato alla guerriglia. […]
Siamo nei primi anni ’70. Il liceo classico Berchet era uno dei più quotati di Milano e nella classe del mio Maurizio c’erano i rampolli delle migliori famiglie della città.
Ogni tanto marinava la scuola perché voleva stare con i facchini, accanto agli uomini di fatica che lavoravano all’ortomercato o trasportava cassette insieme a loro.
Un giorno, dopo tanta fatica il capoccia gli mette in mano la metà della cifra pattuita. Maurizio si ribella ed incita gli altri alla ribellione dicendo che quello era sfruttamento dei padroni verso i lavoratori. Una coltellata gli ha fatto un sette sulla camicia, fortunatamente senza ferirlo. Da quel momento non c’è più stata pace […]
Un pomeriggio, era il periodo della morte di Allende, mio figlio mette le scarpe da tennis e se ne va in fretta prima che gli possa chiedere dove va. Ricordo che il tempo era brutto, pioveva e mi seccava che si andasse a prendere un malanno. Torna per la cena e mi dice che deve uscire di nuovo, di non aspettarlo perché rientrerà tardi. A notte fonda rientra, bagnato come un pulcino.
- Dove sei stato? Che hai fatto?
- Mamma io non ho fatto nulla, però ho assistito ad una cosa grossa, domani lo saprai dalla tv.
In quella notte era avvenuto l’incendio della Face Standard, per protesta contro gli americani che avevano favorito la fine di Allende. Maurizio si rese conto che i compagni non andavano bene, parlavano di rapine per finanziare il movimento e il mio ragazzo non voleva passare da ladro.
Insomma il comportamento degli autonomi lo aveva deluso. […] Io mi ricordo che ogni giorno aumentavano le simpatie e il proselitismo a causa della pubblicità che alcuni giornali davano alle azioni terroristiche.[…]
Durante l’anno faceva il muratore e metteva da parte i soldi per girare l’Europa durante le vacanze.
E’ stato in Portogallo, quando c’è stata la rivoluzione dei garofani, per rendersi conto che nulla era cambiato, la musica era sempre la stessa. La rivoluzione -diceva- non si può farla con i fiori.
Anche in Spagna era stato ospite di ragazze basche, le sue vacanze erano politiche. […]
Intanto è arrivata la cartolina: lo Stato lo chiamava a fare il suo dovere. Mi aspettavo l’obiezione di coscienza, sarebbe stata in carattere con il personaggio, invece fa domanda per entrare nei paracadutisti. Questo suo desiderio di imparare a paracadutarsi e ad usare le armi nasceva da una ormai radicata speranza nella rivoluzione. Mi dispiaceva che fosse così lontano a fare il soldato e che soffrisse per tante cose che non andavano ma per me è stato un periodo di calma. Potevo dormire senza l’angoscia della perquisizione, senza il timore che mio figlio finisse morto ammazzato.
Si vede che io di pace non dovevo averne perché alla fine del servizio militare, quando Maurizio torna, mio marito si ammala e in breve muore.[…]
Maurizio inizia un lavoro politico con i compagni del quartiere. Lavora insieme a Democrazia Proletaria. Scrive articoli, prepara relazioni, alcune sere va alle assemblee e si va avanti così. Per me la scuola e per lui lo studio di giorno e la politica, che non rende niente, la sera.
Gli domando se ha intenzione di farsi mantenere dalla madre per tutta la vita, in attesa di una rivoluzione che non verrà mai.[…] Io con mio figlio ho parlato, ho ricevuto le sue confidenze e ho tentato di convincerlo a considerare pericolose illusioni i suoi ideali ma, alla fine, è riuscito lui a farmi condividere in parte i suoi ideali di giustizia, di uguaglianza, di fraternità.
Comunque io potevo comprendere questo desiderio di pulizia, questa voglia di una società più giusta, questa delusione per il comportamento dei partiti politici, ma le azioni violente no, quelle non le ho mai comprese, non le ho mai giustificate.
[…]Mi stupisce in quel periodo la sua prudenza. Non si faceva vedere in giro, non fa mai una fotografia e si fa crescere i baffi spioventi alla mongola. E’ un comportamento di persona che non vuol lasciare nulla dietro di sé, non vuole essere identificata. […] Maurizio mi sta cercando. E infatti lo vedo. Sono molto brusca, incattivita dal suo comportamento e gli chiedo chi vuol prendere in giro!
- Dove sei e con chi, si può sapere?
- Sono con le Brigate Rosse.
Queste parole mi arrivano come uno schiaffo d’acqua gelida.
- Verrò a riconoscerti all’obitorio- è la mia raggelante profezia.
Ora che Maurizio si è confessato viene spesso a casa, di nascosto dai compagni. Cerca di non incontrare gente, e quando torno da scuola, se non trovo lui in casa, trovo un suo scritto. Le lettere che ci scrivevamo purtroppo le ho distrutte perché temevo da un momento all’altro la perquisizione, ed ora vorrei averle perché erano belle, erano interessanti, anche se per indicare l’organizzazione, scriveva “L’azienda”. In una sua lettera mi dava notizia del suo innamoramento per una compagna di latitanza! Fra tante ragazze che ha conosciuto di bell’aspetto, di buona famiglia, va ad innamorarsi di una brigatista! Così ragionavo sul momento.
Poi, pensandoci bene, dicevo a me stessa che tramite quella ragazza la sua vita di disperato forse diventava più sopportabile, forse riusciva a godere ancora qualche gioia dell’amore e finivo per simpatizzare con questa sua innamorata.
[…]
Prende un libro di poesie di Prévert dalla biblioteca e si confida:
- Mamma ho bisogno di nutire l’anima e l’intelletto.
Sono le sue ultime parole.
Lo accompagno all’ascensore. Mi abbraccia. Ci scambiamo un bacio e io gli dico:
- Tesoro attento a venerdì, c’è l’allineamento degli astri: porta disgrazia.
Sorride della mia superstizione e, scuotendo la testa, se ne va. […]
Intanto arriva venerdì notte 13 novembre 1982. Verso le sei e mezza suona il campanello. So già chi può essere: c’è una perquisizione in vista, quella è l’ora canonica. Domando: Chi è?
- Carabinieri, aprite!
Prendo fiato, poi apro la porta. Come bolidi si infilano in casa col mitra spianato molti carabinieri in borghese. Girano per tutta la casa, guardano in tutti gli angoli, poi il comandante mi fa sedere e mi interroga.
- Ha una foto di suo figlio?
- No. Ho solo questa che gli è stata fatta da militare, mentre cavalca.
La guarda, e poi mi chiede di telefonare. Sono spaventatissima, hanno individuato Maurizio e lo stanno cercando.
- Dov’è suo figlio?
- In Inghilterra per lavoro, ma per l’amor di Dio che cosa è successo?
- Nulla, signora, solo che suo figlio non è in Inghilterra. Chiami il suo avvocato perché dobbiamo fare una perquisizione.
- No, non ho l’avvocato e non ne ho bisogno, in casa non c’è nulla di compromettente.
Entrano nella camera del mio Maurizio e con un’occhiata il comandante fa capire ai suoi uomini che devono comportarsi educatamente. […]
Lunedì mattina, molto presto, corro a comperare i giornali.
Al ritorno in cortile incontro un vicino di casa che sconsideratamente mi grida:
- E’ suo figlio quello che è caduto dal sesto piano di Cinisello!
Arrivano intanto alcune mie colleghe […] e anche l’alto ufficiale dei Carabinieri che aveva comandato il blitz di Cinisello e che era venuto a far la perquisizione. Gli dico:
- Perché non mi ha detto che mio figlio era morto? Avrei autorizzato il prelievo dei suoi organi, perché lui, che era generoso, ne sarebbe stato contento.
Chissà, forse non sarebbe stato possibile, perché credo che il corpo del mio Maurizio sia rimasto a terra tutta la notte e cioè fino a quando non è arrivato il magistrato per constatarne il decesso. […]
Ho cominciato ad attendere una chiamata per il riconoscimento del cadavere che era stato portato all’obitorio di Monza. Passano i giorni, rotolano via lenti e dolorosi. Nessuno mi chiama. Non so chi mi riferisce che qualcuno a Radio Popolare dice che quel povero cadavere è stato abbandonato, nessuno si presenta per il riconoscimento. ma cosa posso fare io, a chi mi presento? Mentre sono disperata a pensare al da farsi un caro amico mi propone di portarmi a Monza dal mio Maurizio. Abbiamo perduto tutto il pomeriggio, però sono riuscita a fare questo riconoscimento.
I giorni passano e non si riesce a fare il funerale. L’impresa di pompe funebri mi dice:
- Signora, se fosse morto un cane avrebbero più riguardo. Attendiamo l’ordine non so da chi. […]
Trascorrono altri giorni, poi finalmente mi avvertono che il funerale avrà luogo il lunedì mattina. […]
Arrivati a Lambrate, trovo la cassa mortuaria sotto una volta del cimitero, sola, abbandonata.
Con il mio arrivo si avvicinano molte persone, tutte con un garofano rosso in mano. Gli operai che avevano diviso le fatiche con mio figlio, quando faceva il muratore, erano tutti lì, con il pianto negli occhi. Erano stati loro a trovare i fiori e lo sa Iddio dove, perché al lunedì il cimitero è chiuso, per cui non arrivano i mezzi pubblici e non ci sono banchetti di fioristi. Ma loro li avevano trovati e distribuiti alle persone presenti.
Ed erano tante, malgrado le previsioni ed il desiderio delle autorità che avrebbero voluto fare le cose alla chetichella. Ad un certo punto, dopo il lancio dei garofani nella fossa i compagni si sono riuniti, col pugno alzato, a cantare sommessamente l’Internazionale. Allora, in quel preciso istante, molte persone, di idee anche opposte, si sono avvicinate al gruppo e si sono unite con le loro voci al coro.
[…]Spesso pensavo a quella Daniela di cui mio figlio si dichiarava innamorato, avrei tanto voluto conoscerla, parlarle, ma come fare? Fra tutte le brigaste arrestate quale poteva essere? Cercavo di immaginarmela.
Un mattino, precisamente il 22 febbraio 1983, mi arriva una lettera dal carcere di Voghera.
“Gentile signora, se avessi seguito l’istinto avrei scritto questa lettera qualche mese fa ma un sacco di preoccupazioni che mi rimbalzavano nella mente di volta in volta, mi hanno impedito di farlo. La paura più grande è quella di riaprire ferite comunque non rimarginabili, di far riemergere sentimenti e sensazioni incancellabili, le stesse che con grande sforzo si tenta quotidianamente di razionalizzare e nascondere e soffocare nei meandri più reconditi del pensiero e della memoria. Ho amato Maurizio profondamente e questo filo che mi accomuna a lei contiene in sé il motivo che mi ha spinta a scriverle.
La mia intenzione è quella di renderla partecipe dell’amore genuino nato tra me e Maurizio e sviluppatosi nel tempo, nella maniera più felice possibile. Ci siamo conosciuti, amati, plasmati giorno per giorno a vicenda, ci siamo dati e abbiamo dato insieme il massimo di noi stessi e ciò che mi fa felice anche oggi è l’essere stata il soggetto di quell’amore, così come lo è stata diversamente lei. Vorrei trovare altre parole e suoni in grado di comunicare tutta la bellezza di quell’amore ma non le conosco e forse non esistono. Sono sicura, però, che lei saprà cogliere da questa mia il dolore che si sa esiste senza bisogno di dirglielo, ma almeno un po’ della gioia vissuta. Un abbraccio con tanto affetto.”
Dopo questa missiva ci siamo scritte per tutto il tempo in cui è rimasta prigioniera. Non solo, ma ho ottenuto il permesso di andarla a trovare. Non saprei raccontare la prima volta, davanti a quell’immenso carcere bianco, in mezzo ai campi, con un carro armato che faceva il giro dell’isolato e tante guardie carcerarie con grossi cani lupo. Come sono entrata nel cortile, ho sentito un coro di voci:
- Vittoria, Vittoria, ciao!
Le voci venivano da lontano, io non vedevo le ragazze, ma forse loro vedevano me. Mi sono sentita commuovere fino alle lacrime. Erano in sei o sette dietro ai vetri. Le ho guardate tutte: belle, carine, spavalde. […] Per cinque anni sono andata regolarmente a trovare Daniela, prima a Voghera e poi a San Vittore. Mi sono legata a lei come se fosse mia figlia. […]
_Vittoria Dilda Biscaro, “L’ultimo caduto della Walter Alasia”, Milano 1992. Frammenti di un dattiloscritto dell’Archivio Progetto Memoria
Quando entrò in clandestinità non lo vidi più. Lessi della sua morte sul giornale, andai al funerale.
C’erano i garofani rossi e cantammo l’Internazionale. Ma erano gli anni ottanta, tempo di tradimenti.
Il cielo era livido come il cuore di tutti noi.
Là presenti a testimoniare che quel ragazzo che era morto era stato capace di sognare.
Non aveva difetti? Ne aveva. Ma è morto giovane, non ho fatto in tempo a riconoscerli.”
_Rossella Simone, testimonianza al Progetto Memoria_
entrambi i testi sono tratti da “Sguardi ritrovati” , vol. 2 del Progetto Memoria _Ed. Sensibili alle Foglie 1995_

Fonte:

http://baruda.net/2011/10/27/la-storia-di-maurizio-biscaro-morto-per-scappare-allarresto-nell83-e-di-sua-madre/

Gerardino Diglio

12 novembre 2012


 Di Valentina Perniciaro


Oggi ricorre un anniversario silenzioso.
Silenzioso come gli altri 625. Sono 625 persone uccise alle spalle,
crivellate dal piombo dei proiettili di una pistola di ordinanza.
Sempre e solo colpiti alla schiena.
Perché non si sono fermati ad un posto di blocco, o perché viaggiavano in una macchina che non si è fermata ad un ALT di un poliziotto, o di un Carabiniere ( o spesso di un agente in borghese).
625 nomi.
Oggi ricorre l’anniversario di Gerardino Diglio,
che con i suoi 13 anni di vita doveva essere veramente un pericolo per questo Stato.
Un pericolo così ingestibile da essere risolto con 3 colpi di pistola conficcati nella sua schiena.
Era a bordo di una macchina con altri 3 amici: l’auto era rubata, all’alt sono andati dritti.
Raffica di mitra e un bambino di 13 anni muore.
In nome dello Stato Italiano.
In nome dell’ articolo 53  del codice penale e Legge 22 Maggio 1975, n. 152, conosciuto come Legge Reale.


Fonte:


http://baruda.net/2012/11/12/a-gerardino-diglio-crivellato-dallo-stato/

lunedì 12 novembre 2012

Lividi e sangue… gli ultimi tre giorni di Cristian De Cupis

13 dicembre 2011


I buchi nella ricostruzione sulla fine del 36enne, “morto nel sonno” a Viterbo. Cosa è accaduto dopo la stesura del verbale? Perché quel “giro” di ospedali? I vestiti restituiti in parte alla famiglia: mancano quelli a contatto con le ferite.
La sciarpa della Roma stretta al collo, sopra le ecchimosi e i lividi che scendono dalla nuca alle spalle, gli occhi chiusi per sempre, quello sinistro piuttosto gonfio e tumefatto, come un pò tutta quella parte del viso che è violacea. Altre ecchimosi sul fianco sinistro e vasti ematomi sulle mani, letteralmente devastate. Almeno quattro ferite di forma circolare e di una certa profondità nella parte frontale del cranio, una lesione su quella parietale sinistra e un’altra più profonda dietro, sulla nuca, da cui deve essere uscito molto sangue, visto che sul giubbino - lavato o comunque smacchiato da qualcuno - restano degli aloni rossi. L’ultima immagine di Cristian De Cupis, un destino nel cognome, assomiglia un pò ai suoi ultimi tre giorni, sghemba, poco nitida, violenta. Ma è proprio quell’alone opaco che rende così dura la fine piuttosto strana di un uomo che pure era abituato a remare controcorrente e senza paracadute.
Ha perso la madre che era ancora un bambino, non ha mai avuto un vero padre, e all’età in cui si prende la patente si era già infilato sulla sua cattiva strada, già molto scivolosa. Dentro e fuori da caserme, celle e comunità: detenuto a Regina Coeli, Rebibbia, poi Terni, Viterbo, Velletri, Secondigliano, alternando periodi di cura ad Amelia da Pierino Gelmini, a Bologna, Ravenna, Milano, ma anche a San Patrignano, l’ultima volta, nel luglio scorso, due mesi e poi fuori, perché Cristian non ce la faceva più a passare da una prigione a un centro di recupero.
Denunce, verbali, carabinieri, polizia. Piccoli furti per racimolare qualche soldo per la dose, e dopo la dose daccapo coi furti, e via così per settimane, mesi, anni. Non ne faranno un santino, ma certo non meritava di diventare un fascicolo per omicidio colposo sul tavolo di un magistrato. Tocca a Stefano D’Arma, pm di Viterbo, e forse tra poco a un suo collega di Roma dove potrebbe essere trasferita l’inchiesta, cercare di capire come e perché è morto Cristian De Cupis.
A cominciare da quella mattina di un mese fa, il 9 novembre, all’incontro tra Cristian e gli agenti della Polfer al binario 10. Sono le 7.45, Termini brulica di pendolari e studenti. “Esco per lasciare un po’ di curriculum”, aveva detto uscendo di casa alla Garbatella, dove viveva da sempre con la zia e la nonna. Sperava in un lavoro nuovo e in una vita nuova, dopo aver pagato l’ultimo conto con la legge. Quello che è successo da lì in poi, però, al momento è tutto scritto in un verbale della Polfer.
E in quelle poche pagine, più dubbi che certezze. I tre poliziotti che lo hanno arrestato raccontano che stavano assistendo una persona colta da malore, quando De Cupis ha preso ad apostrofare uno di loro, minacciando lui e i suoi colleghi. Lo avrebbe colpito con un pugno e poi strattonato per il cinturone, prima di essere immobilizzato e caricato di peso sul veicolo elettrico. La scena non dura molto, dieci minuti o poco più, e passa inosservata, tra la gente che arriva, tolto l’avvocato che è l’unico testimone oculare. Fatto sta che alle otto Cristian è già negli uffici della Polfer.
Ci rimarrà sei ore, fino alle 14: un tempo notevole, anche per un arresto a seguito di “resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento aggravato”. Soprattutto, un tempo vuoto, perché nessuno sa cosa sia successo là dentro e perché Cristian ci sia rimasto ben oltre la stesura del verbale, fatta alle 11. Su quei fogli, gli agenti annotano anche atti di autolesionismo da parte di De Cupis che tra l’altro, scrivono, “danneggia le manette sbattendole al muro”.
Verso le 14 lo portano via con l’ambulanza, equipaggio 803, una volante al seguito, con direzione policlinico Umberto I. Dove, però, non lo prendono, nonostante passi oltre un’ora prima che entri al Santo Spirito: perché non resta al Policlinico? E che fa prima di essere condotto altrove? Forse c’entra la sua sieropositività? Gli ospedali che hanno reparti per infettivi, a Roma, sono appunto l’Umberto I, il Gemelli, lo Spallanzani, poi come carceri c’è Rebibbia, che ha un reparto ad hoc, e Regina Coeli, attrezzata alla meglio.
Cristian aveva fatto un check-up due giorni prima allo Spallanzani, dove era sotto controllo medico, ed era tutto a posto. Pesava 86 chili e voleva mettersi a dieta: più che florido, per uno con quei problemi. Inoltre, per la legge 135/90, “l’accertata infezione da Hiv non può costituire motivo di discriminazione”. Significa che De Cupis, per le sue condizioni cliniche, aveva diritto ad essere accolto e ricoverato ovunque, a Roma: invece è finito addirittura a Viterbo. Fatto sta che entra al pronto soccorso del Santo Spirito alle 15.15 (ed esce alle 18.52), con lesioni alla spalla e all’emitorace sinistro, oltre che al bacino e al cuoio capelluto.
Racconta di essere stato percosso e i medici descrivono almeno tre episodi di “amnesia post traumatica” connessi a perdita di memoria. Gli fanno Tac, ecografia e raggi X, ma è tutto negativo: certo, per un codice verde è un bel po’ di roba, un trattamento di lusso vien quasi da dire.
Negative anche le risposte a cocaina, cannabis e anfetamine. Cristian è positivo alle benzodiazemine e gli viene prescritto il Rivotril in gocce. Sul referto viene scritto che è in trattamento con metadone, ma la famiglia smentisce e nemmeno al Sert, a quanto pare, risulta. Lo ricoverano in medicina generale, dove rimarrà per un giorno, prima di essere trasferito al Belcolle, nella struttura di medicina protetta.
Chi ha deciso quel trasloco e perché? E che succede a Cristian in quelle 24 ore? Il suo avvocato di fiducia, Davide Verri, viene avvisato alle 17, ossia 9 ore dopo il fermo sul binario: non è stata certo una comunicazione tempestiva. L’udienza di convalida viene fatta venerdì 11, ma quando il giudice entra in aula Cristian non c’è. Da Viterbo dicono che “non è trasportabile”, eppure la sera prima lo avevano portato via dal Santo Spirito. Chi ha disposto quel trasferimento?
E perché? Eppure, perfino per i medici del Belcolle è tutto ok, anche se poi fanno una parziale retromarcia: De Cupis era inquieto e nervoso, altro che uno che fischietta sotto alla doccia prima di mettersi a letto, contento per la prospettiva dei domiciliari. E ai familiari, i medici avrebbero confermato che le percosse ci sono state, e che verosimilmente sono state il motivo del ricovero. Cristian - dicono - muore alle 5 e mezza di sabato 12 novembre, “morto nel sonno” dicono, ma quando la zia Maria e il fratello Claudio vedono il cadavere, cominciano ad avere qualche dubbio. I tempi dilatati diventano frenetici. Già il lunedì, pur con un fascicolo aperto in Procura, si fa l’esame autoptico. Ci sono i familiari ma non c’è il loro consulente: un’assenza che potrebbe avere un peso.
Secondo le prime conclusioni dell’autopsia eseguita da Maria Rosa Aromatario, medico della Sapienza, sul cadavere non c’erano lesioni di organi interni. Però non c’è neppure il motivo per cui Cristian è steso su quel tavolo della morgue, perché “l’arresto cardiaco” è - diciamo - l’effetto meccanico, e non la causa, di ogni decesso. Di certo, le foto scattate con un telefonino non depongono a favore di una morte improvvisa e naturale. E di certo non vengono restituiti la gran parte degli indumenti che Cristian indossava: non c’è traccia della maglietta, della felpa, degli slip e dei calzini. Tornano alla famiglia solo il giubbino, i pantaloni e le scarpe, ossia gli abiti non a contatto con le parti interessate dalle ferite. E restano le domande, molte. La più grande di tutte: cosa è successo a Cristian, 36 anni, tre giorni dopo essere uscito di casa per cercare lavoro?

7 PALESTINESI UCCISI E 52 FERITI DA RAID ISRAELIANI


domenica 11 novembre 2012 09:02


I feriti sono stati 52 tra i quali donne e bambini. I raid sono andati avanti per tutto il giorno. I palestinesi hanno risposto sparando razzi. 



Gaza, 11 novembre 2012, Nena News - E' salito a 7 il bilancio di palestinesi uccisi dalle forze armate israeliane nelle ultime ore. I feriti sono almeno 52, tra i quali donne e bambini. Alle cannonate di ieri sparate da carri armati israeliani che hanno fatto quattro morti, si sono aggiunti raid aerei a nord e a est di Gaza city hanno ucciso altri tre palestinesi.
Si tratta del bagno di sangue più alto in un solo giorno registrato da diversi mesi a questa parte.

Gli attacchi sono avvenuti in particolare a Shujaia (a est di Gaza city) e nella zona orientale del distretto di Khan Yunis. I morti sono Ahmed al Derdsawi, Mohammed Abu Hrara, Osama Abu Hrara (fratello di Mohammed), Ahmed Khaled Abu Kas, Mohammed Abed e Mohammed Shwikani.

«Le forze di occupazione non la passeranno liscia per aver preso di mira obiettivi civili», ha avvertito Taher Nuni, portavoce del movimento islamico Hamas che governa Gaza. I palestinesi accusano Israele di aver aperto il fuoco intenzionalmente su diverse abitazioni e sottolineano che quattro dei morti di ieri erano civili.

I combattenti palestinesi hanno risposto al fuoco israeliano sparando 36 razzi verso il sud dello Stato ebraico dove le autorità locali hanno proclamato lo stato d'emergenza e invitato la popolazione civile a tenere aperti i rifugi. Secondo fonti di stampa, due civili israeliani sarebbero rimasti leggermente feriti nelle ultime ore.

Da parte israeliana si riferisce che il pesante cannoneggiamento è scattato dopo che un veicolo militare era stato colpito da un razzo anticarro sparato dai palestinesi lungo le linee di confine (quattro soldati feriti). L'attacco alla pattuglia è stato successivamente rivendicato dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp).

Il cannoneggiamento di ieri e della scorsa notte segue il mitragliamento israeliano che tre giorni fa aveva ucciso un ragazzino di 13 anni nei pressi di Khan Yunis. Nena News


Fonte:

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=40645&typeb=0&Salito-a-7-bilancio-palestinesi-uccisi-da-attacchi-Israele