Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


giovedì 26 dicembre 2013

TURCHIA, IL "RIMPASTO" NON BASTA: LA PIAZZA VUOLE LA CADUTA DEL GOVERNO ERDOGAN

Giovedì 26 Dicembre 2013 12:06 


istanbul
Sconvolgimenti nei piani alti e nuove esplosioni di rabbia sociale dal basso caratterizzano la Turchia in questi giorni. Lo scandalo - corruzione, bollato come "Tangentopoli" turca dal mainstream nostrano, tiene banco nelle ultime settimane sia nelle agende di un sempre più schizofrenico Erdogan che in quelle dei movimenti di opposizione. Nella tarda serata di ieri l'annuncio del Governo ha confermato la scelta del premier di sostituire in blocco dieci ministri, dopo che già i ministri dell'Economia, della Giustizia e dei rapporti con l'Unione Europea si erano dimessi, travolti dall'inchiesta che sta facendo venire a galla pubblicamente parte di quella rete di favoritismi, clientelismi e privilegi che di certo non rappresentavano una novità per la piazza anti-governativa.
Di fatto, sono ore concitatissime queste nei palazzi del potere di Ankara, accentuate dalle dichiarazioni esplosive di uno dei ministri "rimossi",il ministro dell'ambiente Bayraktar, che ha caldeggiato pubblicamente le dimissioni dello stesso Erdogan.
Alla maxi-retata che ha portato allo sconvolgimento interno all'AKP, e che a breve potrebbe portare ad ulteriori eclatanti risvolti giudiziari, si accompagna il congedamento di diverse centinia tra ufficiali ed agenti di Polizia.
Questo ulteriore giro di vite nella crisi governativa rischia di avere uno strascico indesiderato anche nei mercati finanziari, tant'è che la banca centrale ha già predisposto misure di protezione per la debole lira turca.
In questo scenario di forte incertezza, il movimento sta esercitando la sua pressione scendendo in piazza praticamente ogni giorno in diverse città del paese. Il rimpasto voluto da Erdogan, corollato dalle dichiarazioni di quest'ultimo riguardo ad un complotto ordito dall'estero, non ha placato la tensione nelle piazze che pretendono la caduta del premier protagonista degli ultimi 11 anni di ristrutturazione in chiave neoliberista del Paese.
 Ieri migliaia di persone sono scese in piazza, dopo le proteste di domenica, scandendo slogan come “Tre ministri non sono abbastanza, dimettetevi tutti!”, “La corruzione è dappertutto, la resistenza è dappertutto!”. Le mete della maggior parte dei cortei di ieri erano le sedi del partito AKP. A Istanbul, non appena i manifestanti hanno tentato di avvicinarsi alla sede del partito, la polizia ha iniziato a sparare gas lacrimogeni, pallottole di gomma e ha azionato gli idranti. I manifestanti hanno eretto barricate e risposto con fuochi d’artificio; i fronteggiamenti sono durati fino a tarda notte, almeno 4 persone sono state arrestate.
In attesa degli sviluppi di queste ore, un grosso concentramento che si prefigge di convergere verso Taksim sta rimbalzando nelle reti di movimento per domani alle 7 di sera ore locali: un ulteriore spartiacque nella storia conflittuale degli ultimi anni?





Fonte:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/10116-il-rimpasto-non-basta-la-piazza-vuole-la-caduta-del-governo-erdogan 

mercoledì 25 dicembre 2013

Perde il lavoro e si dà fuoco: è morto

25/12/2013        15:39



 Perde il lavoro e si dà fuoco: è morto








È morto nella notte dopo quattro giorni di agonia all'ospedale Cardarelli di Napoli Fausto Genovese, il disoccupato di 28 anni, di Potenza, che si era dato fuoco nei giorni scorsi a Vaglio di Basilicata (Potenza) per la disperazione dopo aver perso il posto di lavoro. L'uomo aveva riportato ustioni sull'85% del corpo e le sue condizioni sin dal primo momento erano apparse critiche ai medici dell'ospedale partenopeo dove era stato ricoverato. 




Fonte:

Cose che non bruciano

Mercoledì, 25 Dicembre 2013 12:14        


Di 


Zerocalcare



Cose che non bruciano


http://www.contropiano.org/vignette/item/21132-cose-che-non-bruciano



http://www.contropiano.org/in-breve/italia/item/21111-incendio-al-centro-sociale-la-strada



Un posto che frequentavo nel periodo in cui sono stata a Roma. Ai compagni del Csoa La Strada va tutta la mia solidarietà.


D. Q.

martedì 24 dicembre 2013

GAZA: VIGILIA DI NATALE INSANGUINATA. UCCISO ISRAELIANO E DUE PALESTINESI TRA CUI UNA BAMBINA DI 4 ANNI.

L'uomo, un beduino, stava lavorando alla riparazione delle recinzioni tra Israele e Gaza. E' una bimba di 4 anni una delle due vittime palestinesi dei raid aerei israeliani.

martedì 24 dicembre 2013 14:20




AGGIORNAMENTO

E' Hala Abu Sbeikha, una bimba di 4 anni, una delle due vittime palestinesi dei raid aerei israeliani. E' stata uccisa nel campo profughi di Maghazi. Secondo fonti di Gaza, l'aviazione di Israele ha condotto sei attacchi dopo l'uccisione di un israeliano da parte di un cecchino palestinese.

 
(ANSA) - TEL AVIV, 24 DIC - Un beduino israeliano, impiegato come manovale per il ministero della difesa, e' morto dopo essere stato colpito stamane da un cecchino palestinese mentre lavorava in prossimita' della linea di demarcazione con Gaza.

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha definito questo episodio ''molto grave'' e ha avvertito che Israele rispondera' con forza a questa uccisione. L'artiglieria israeliana ha aperto il fuoco su Beit Lahiya e si ha notizia di un palestinese ferito.

Poco fa e' entrata in azione l'aviazione israeliana che ha colpito due presunte basi di addestramento della polizia di Hamas. Gli aerei hanno sganciato tre missili a Est di Khan Yunis e uno verso Tel al Sultan (Rafah). Al momento non si ha notizia di vittime. Nena News




Fonte: 



 

Natale 2013

NATALE IN PALESTINA:





NATALE IN SIRIA:

 notti di Natale Moustafa Jacoub 





NATALE NELLE CARCERI:


 






























NATALE PER I SENZATETTO E PER I POVERI:


barboni-povero-freddo-natale




NATALE NEI CIE:


madonna-labra-cucite-antonello-da-messina-2




NATALE PER GLI SFRUTTATI SUL LAVORO:






elfo-diritti-lavoro-natale



http://maurobiani.it/

lunedì 23 dicembre 2013

LIBERATO SAMER ISSAWI

Portato in trionfo a Gerusalemme dalla famiglia, dagli amici e da centinaia di sostenitori. I suoi 266 giorni di sciopero della fame fecero notizia in tutto il mondo.


lunedì 23 dicembre 2013 20:01






della redazione

Gerusalemme, 23 dicembre 2013, Nena News - La tanto attesa scarcerazione, avvenuta oggi, di Samer Issawi non è un regalo natalizio delle autorità israeliane ma la realizzazione dell'accordo, raggiunto otto mesi fa, che mise fine ai 266 giorni di sciopero della fame attuato dal detenuto palestinese fino al punto di rischiare la vita.

Centinaia di persone oggi hanno atteso Issawi al suo ritorno da uomo libero a Gerusalemme. La festa di familiari ed amici andra' avanti per tutta la notte.

Militante del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, arrestato nel 2002 e condannato a 26 anni di prigione per presunte "attività terroristiche", Samer Issawi era stato rilasciato nel 2011 come parte dello scambio tra mille detenuti politici palestinesi e il soldato israeliano Gilad Shalit, prigioniero a Gaza per più di cinque anni.

Issawi era stato nuovamente arrestato nel luglio 2012, con l'accusa di aver violato i termini della sua scarcerazione.

Secondo Israele avrebbe lasciato Gerusalemme per incontrare in Cisgiordania militanti della sua organizzazione e creare "cellule terroristiche. Issawi invece ha sempre sostenuto di aver lasciato Gerusalemme solo per riparare la sua auto in Cisgiordania, dove i costi sono più bassi.

La sua protesta portata al limite estremo aveva attirato l'attenzione internazionale e l'appoggio di attivisti di molti Paesi. Israele detiene quasi 5.000 prigionieri politici palestinesi, di cui circa 150 in detenzione amministrativa (senza accuse precise né processo) e circa 150 minori. Nena News 




 Fonte:

BOCCHE CUCITE AL CIE DI PONTE GALERIA

Domenica, 22 Dicembre 2013 12:40

Di

Redazione Contropiano


Bocche cucite al Cie di Ponte Galeria











Continua nel centro di detenzione per stranieri di Ponte Galeria a Roma l’eclatante protesta dei migranti che da ieri gradualmente hanno deciso di cucirsi letteralmente la bocca contro le tremende condizioni alle quali sono sottoposti. Da ieri alle 12 i protagonisti della protesta - arrivati mentre scriviamo a dieci - hanno cominciato a realizzare uno sciopero della fame e a non ritirare i pasti.
A partire da ieri sono sempre più numerosi i cittadini stranieri rinchiusi nella struttura alla periferia di Roma che con un ago di fortuna e il filo ottenuto da una coperta si sono cuciti la parte laterale della bocca per denunciare la propria prolungata detenzione nel Cie. Un atto disperato che almeno è servito a riportare l’attenzione dei media e di alcune forze politiche sulla sorte di migliaia di migranti stipati in centri di detenzione diffusi in tutto il territorio nazionale dopo la diffusione del filmato che ritraeva alcuni migranti rinchiusi nel centro di Lampedusa mentre venivano spogliati e disinfestati davanti a tutti.
Il primo a iniziare la protesta ieri in tarda mattinata sarebbe stato un giovane imam tunisino di 32 anni, seguito poi da altri 8 colleghi di sventura, tra i quali 4 marocchini e da altri 3 connazionali. 
 Nel Cie di Ponte Galeria sono attualmente rinchiuse 90 persone, 61 uomini e 29 donne, alcuni dei quali provenienti dalle carceri e poi trasferiti nella struttura alle porte di Roma in attesa di una identificazione che tarda mesi ad arrivare.
A quanto hanno appurato i collaboratori del Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni - che settimanalmente accedono alla struttura - «i dimostranti sono in buone condizioni, anche se continuano a rifiutare di incontrare gli operatori che gestiscono il Cie». 

Ultima modifica il Domenica, 22 Dicembre 2013 17:22 
Fonte: