Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


giovedì 6 dicembre 2012

Bruno Valli

Mercoledì 05 Dicembre 2012 01:37
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5 dicembre 1974, pochi minuti prima di mezzogiorno. Qualche solerte cittadino ha avvertito la stazione dei carabinieri di Castel d'Argile che un "furgone sospetto" staziona nei pressi della località Argelato. Il brigadiere Andrea Lombardini si precipita sul posto, nonostante sia il suo giorno di riposo. Si avvicina al fiat 238 e chiede i documenti ai tre giovani seduti all'interno. La risposta risuona chiara nella bassa bolognese: una breve raffica parte dallo sten di uno dei ragazzi e uccide il carabiniere.
Il commilitone di Lombradini sceso dall'auto comincia anch'egli a sparare, ma dopo aver forato una gomma al furgone in sosta, viene disarmato dai compagni. La giornata doveva concludersi con una rapina al portavalori dello zuccherificio Siiz. I compagni costretti dagli eventi devono scappare per i campi.
Passano meno di 24 ore che gli inquirenti riescono ad arrestare Bruno Valli, Stefano Bonora e Claudio Vicinelli, infangati e infreddoliti che vagano per la bassa.
Subito dopo l'arresto giornali e tv si scavalcano a vicenda in una guerra a chi la ricostruisce più grossa. Il brigadiere, amato e compianto dalla popolazione; il suo giovane commilitone, un eroe di vent'anni che, sprezzante del pericolo, disarma i malviventi, salvo venire colpito al petto con il calcio di un mitra per essersi distratto all'ultimo respiro del collega; i tre rapinatori, gente di poco conto, che dall'ingresso in questura smettono i panni dei militanti tutti d'un pezzo, per gettarsi infamie l'uno sull'altro.
Queste ricostruzioni dei fatti a noi interessano solo per poterle mettere da parte, e poter ricordare il compagno Bruno Valli, figlio di una famiglia proletaria di Rodero, operaio, militante comunista, che si impiccò nel carcere di Modena il 9 dicembre 1974.
Chi lo ha potuto conoscere lo ricorda come un militante lucido e pronto ad ogni sacrificio; e in quella cella dove poi si uccise, dicono che scrisse con il suo sangue due parole supra un muro: "Libertà o morte".

Fonte:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/storia-di-classe/item/3397-5-dicembre-1974-il-compagno-bruno-valli-la-rapina-di-argelato

mercoledì 5 dicembre 2012

Alexandros Grigoropolous

ANDREAS GRIGOROPOLOUS, 16 ANNI. AMMAZZATO DALLA POLIZIA 
 ALEXANDROS GRIGOROPOLOUS, 16 ANNI. AMMAZZATO DALLA POLIZIA
Fonte: http://baruda.files.wordpress.com/2008/12/n1013059323_230481_7504.jpg?w=595



Dal blog di http://baruda.net/ di Valentina Perniciaro:

7 dicembre 2008

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Un campo di battaglia… così appare Atene dalle immagini che circolano in rete e dalle descrizioni della stampa internazionale. Ma non è la sola città greca ad aver vissuto una notte di guerriglia urbana: ci sono anche Salonicco, Patrasso, Creta e cittadine del nord del paese.
Un campo di battaglia composto da muri di fiamma, da negozi distrutti, macchine ribaltate e bruciate, banche (17 in pochi minuti) con vetri infranti.
Per tutta la notte sono andati avanti gli scontri nella capitale greca dopo la morte, ieri sera, di una ragazzo di 16 anni, Alexandros Grigoropolous, ammazzato con tre colpi di pistola allo stomaco, esplosi dall’arma di un poliziotto da una pattuglia.
Una rabbia inarrestabile dopo un omicidio avvenuto a freddo, nei confronti di un giovanissimo militante dei movimenti anarchici ellenici.
Una rabbia giusta, che non è riuscita a contenersi ed è esplosa ovunque, contro tutte le forze dell’ordine pubblico presenti nelle strade.


Fonte:

http://baruda.net/2008/12/07/atene-in-fiamme/

lunedì 26 novembre 2012

SIRIA, BOMBE A GRAPPOLO CONTRO STRUTTURE CIVILI: E' STRAGE DI BAMBINI


Cadaveri di bambini e madri disperate. Quello che prima era un brulicante spiazzo adibito a parco giochi è diventato uno scenario raccapricciante. Sono almeno dieci le persone morte a seguito del bombardamento (con le cluster bombs) di strutture civili in un sobborgo di Damasco, Dayr al-Asafir. Tra loro ci sono nove bambini.Nei media ufficiali siriani non c’è traccia dell’accaduto. Degli attivisti hanno diffuso un filmato in cui si mostrano alcune cluster bomb inesplose nei campi agricoli vicino alle case; su qualche bomba sono perfettamente visibili scritte in cirillico. Accusando l’alleato di Assad, un anziano signore afferma: “Ecco quello che la Russia ci manda”.

Transfobia: negano passaggio a una transessuale e poi la picchiano. Due denunciati a Roma.

25/11/2012 20:39

 Fiaccolata A NapoliUn'immagine di una fiaccolata contro la violenza sulle transessuali


Aveva chiesto un passaggio in auto a due uomini per fare ritorno a casa, ma di fronte alle sue insistenze i due l'hanno aggredita selvaggiamente, lasciandola sanguinante a terra per poi essere ricoverata in prognosi riservata. E' successo a una transessuale di origini brasiliane a Roma. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, con la collaborazione dei Carabinieri della Stazione Roma Tor Sapienza, hanno denunciato a piede libero due romani di 30 e 32 anni per aver aggredito selvaggiamente la transessuale. L'episodio è accaduto all'alba in Via Emilio Longoni, tra Via Prenestina e Via Collatina.
La trans, che era ubriaca, ha chiesto ai due ragazzi un passaggio in Via Appia Nuova, per fare ritorno a casa, ma questo le è stato negato. All'ennesima richiesta insistente fatta dalla trans, che ha anche colpito il veicolo con calci e pugni, i due sono scesi dall'auto e l'hanno aggredita ripetutamente sino a lasciarla sfinita a terra. Un passante ha notato la vittima con il volto insanguinato e ha chiamato soccorsi.
L'ambulanza ha accompagnato la transessuale in ospedale mentre, le immediate ricerche effettuate dai Carabinieri nella zona hanno permesso di rintracciare gli autori, poco distanti dal luogo del fatto, che erano rimasti con l'auto in panne. Le condizioni della vittima, che inizialmente è stata ricoverata in prognosi riservata per varie fratture al volto e vari ematomi alla testa, sono migliorate ma dovrà essere sottoposta ad un intervento maxillo-facciale.

EGITTO: ATTACCO SEDE FRATELLI MUSULMANI, UN MORTO. AVEVA 15 ANNI.


Foto ANSA
25 novembre, 22:40

 A Damanhour in delta Nilo. Vittima aveva 15 anni

 (ANSA) - IL CAIRO, 25 NOV - Un ragazzo è stato ucciso e 60 persone sono rimaste ferite nel corso di un assalto alla sede dei Fratelli Musulmani a Damanhour, nel delta del Nilo. Secondo fonti della sicurezza la vittima, 15 anni, è stata uccisa con una bastonata, mentre 25 persone, tra oppositori e sostenitori del presidente Mohamed Morsi, sono rimaste ferite da colpi d'arma da fuoco. Da giorni in Egitto si susseguono manifestazioni contro Morsi, accusato di 'svolta autoritaria' per aver rafforzato i propri poteri.

sabato 24 novembre 2012

EGITTO: DATI ALLE FIAMME GLI UFFICI DEI FRATELLI MUSULMANI

Il presidente egiziano ha emesso un decreto che intacca gravemente il potere giudiziario. Le opposizioni si sollevano: manifestazioni anti-Morsi in tutto il Paese.

Piazza Tahrir al Cairo, il cuore della rivoluzione egiziana
Piazza Tahrir al Cairo, il cuore della rivoluzione egiziana

AGGIORNAMENTO ORE 18.15
Il presidente egiziano Morsi ha parlato alla folla pro-islamista riunitasi sotto il palazzo presidenziale al Cairo, dicendo che l'Egitto è nel sentiero della democrazia e della libertà: "La stabilità politica, sociale ed economica è quello che voglio e quello a cui sto lavorando. Sono qui e starò qui per volere del popolo, con chiara legittimazione".

AGGIORNAMENTO ore 14.00:

Durante le manifestazioni in Egitto contro il presidente Morsi, i manifestanti hanno dato fuoco agli uffici dei Fratelli Musulmani in tre diverse città: a Suez, a Ismailiya e a Port Said. Raid nella sede del partito ad Alessandria, dove sono esplosi scontri tra gli oppositori e i sostenitori di Morsi. Duri scontri anche al Cairo, dove sono scesi in piazza centinaia di manifestanti guidati dalle opposizioni. Sarebbero 15 i feriti.

di Emma Mancini


Roma, 23 novembre 2012, Nena News
- Dopo aver ricevuto plausi da tutto il mondo per il raggiungimento della tregua tra Hamas e Israele, il presidente egiziano Morsi è costretto a tornare ai problemi di casa. Previste per oggi manifestazioni a Tahrir Square e nel resto del Paese contro Morsi e la sua decisione di modificare la costituzione a favore della poltrona che occupa.

Ieri il presidente egiziano ha emesso un decreto costituzionale con cui si auto-attribuisce i poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo. Alla magistratura viene tolto il potere di sciogliere l'Assemblea Costituente e il Consiglio della Shura, il diritto di veto e quello di annullamento di leggi e decreti presidenziali. Fino all'entrata in vigore della nuova Costituzione, nessun potere dello Stato può revocare le decisioni del presidente.

Il decreto di Morsi - che lui stesso ha definito una forma di protezione della rivoluzione egiziana e lo strumento per "distruggere le infrastrutture istituzionali del vecchio regime" - ha messo fine ad una settimana di protagonismo delle opposizioni in Assemblea Costituente: numerose le bozze proposte in questi giorni dalle fazioni laiche.

Le forze di opposizione si sono immediatamente sollevate
, facendo appello alla popolazione egiziana perché scenda in piazza oggi contro quello che considerano "un colpo di Stato senza legittimazione". La chiamata alla piazza è giunta ieri notte durante un meeting nel quartier generale del Partito Wafd, a cui hanno preso parte numerose figure di spicco dell'opposizione al governo dei Fratelli Musulmani: Mohamed El Baradei, Ayman Nour, Amr Moussa, George Ishaq e Hamdeen Sabbahy.

Durante la conferenza, le opposizioni hanno chiesto l'immediata revoca del decreto, pena il crollo sia della legittimità del presidente sia del consenso popolare: Morsi è accusato di "monopolizzare i tre poteri dello Stato e di annullare l'indipendenza della magistratura". Ma non solo: secondo gli oppositori, è necessario lo scioglimento dell'Assemblea Costituente e la creazione di un nuovo corpo a cui affidare il compito di redigere la legge fondamentale dello Stato egiziano.

El Baradei, Nobel per la Pace e leader nei primi giorni della rivoluzione contro il regime di Hosni Mubarak nel 2011, ha scritto nel suo account Twitter: "Il presidente si è autoproclamato nuovo faraone. Un grave attacco alla rivoluzione che potrebbe avere pericolose conseguenze".

Dure critiche anche da parte della magistratura egiziana, che vede nell'intervento a gamba tesa di Morsi "un assalto allo Stato di diritto e all'indipendenza giudiziaria, un atto che respinge l'Egitto indietro all'era preistorica". A puntare il dito contro il presidente è il capo del Judges Club, Ahmed Al-Zend, secondo il quale la dichiarazione di Morsi è volta a permettere al presidente, al ministro della Difesa e a quello degli Interni di tenere in scacco la magistratura.

Non solo: nel decreto, Morsi ha previsto il ritorno di fronte ai tribunali di coloro che repressero le rivolte di piazza. Una decisione che potrebbe riaprire anche il processo all'ex presidente Mubarak, condannato all'ergastolo. Nena News

venerdì 23 novembre 2012

ISRAELE INFRANGE LA TREGUA: UCCISO PALESTINESE

venerdì 23 novembre 2012 16:39

 L'esercito israeliano ha sparato alla frontiera sud tra la Striscia di Gaza e lo Stato ebraico. Un morto e otto feriti palestinesi. La prima vittima dal cessate il fuoco.


 
Un palestinese è stato ucciso e altri sette sono rimasti feriti dal fuoco dell'esercito israeliano nei pressi della frontiera tra la Striscia di Gaza e lo Stato ebraico: lo hanno reso noto fonti ospedaliere palestinesi. Si tratta della prima vittima dopo l'entrata in vigore della tregua, mercoledì scorso.

Secondo quanto denunciato da Ashar al-Qedra, portavoce del ministero della Sanità di Hamas, un contadino palestinese è rimasto ucciso e altri otto feriti dagli spari dei soldati israeliani di guardia su una torretta di vigilanza lungo la frontiera. I nove, originari dei villaggi di al-Garara e Abassan, stavano coltivando i propri campi, che si estendono a est di Khan Younis, in prossimità della recinzione di confine, quando sono stati raggiunti dai proiettili. Alcuni dei feriti versano in gravi condizioni.

La notizia non è stata confermata dall'esercito israeliano, che però ha dichiarato che si erano verificati alcuni ''disordini'' sul lato palestinese del confine di Gaza stamattina, che hanno indotto i soldati israeliani a sparare. Ma Hamas ha fatto sapere che si rivolgerà ai "mediatori egiziani" dopo quella che considera la prima violazione della tregua nella Striscia di Gaza. A riferirlo è stato il capo portavoce del movimento islamico.



Fonte:

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=36331&typeb=0