Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


lunedì 2 settembre 2013

Su Elena Angeloni, Carlo Giuliani, stragi di Stato e depistaggi

Navigando su Internet mi accorgo che oggi è l'anniversario della morte di Elena Angeloni. Conosco questa storia ma a volte è difficile ricordare alcune date. Infoaut (che ha il merito di avere una sezione, denominata Storia di classe,  dedicata alla memoria) ha pubblicato un articolo per ricordare il fallito attentato (dimenticando di dire che nelle intenzioni di chi lo aveva preparato doveva essere solo dimostrativo ma poi qualcosa è andato storto causando la morte dei due compagni, Angeloni e il giovane militante greco Giorgio Tsekouris) all'ambasciata Usa di Atene il 2 settembre 1970. Qui potete leggere l'articolo di Infoaut: http://www.infoaut.org/index.php/blog/storia-di-classe/item/2481-2-settembre-1970-fallito-attentato-del-superclan-allambasciata-usa-di-atene
Purtroppo sul web non si trovano informazioni soddisfacenti sulla storia di Elena Angeloni un pò perchè fu a lungo dimenticata o taciuta un pò perchè fu tirata in ballo solo qualche anno fa in un articolo del quotidiano Il giornale. L'articolo in questione arriva ad accennare alla storia di Angeloni partendo dall'analisi di alcune foto del giovane Carlo Giuliani durante le manifestazioni del g8 del 2001. Il giornalista, Gian Marco Chiocci, mette in relazione due eventi completamente diversi così come lontani nel tempo (la donna è morta otto anni prima che nascesse Carlo), perchè Angeloni era la zia di Giuliani. Così facendo l'autore tenta di dar credito alle sue analisi delle foto di Carlo, descritto come un black block, come se le vicende passate della zia (peraltro poco conosciute come lo stesso giornalista ammette), potessero fornire la prova mancante del profilo criminale del giovane Carlo Giuliani, qualora non bastassero il passamontagna e le barricate. Qui l’articolo: http://www.ilgiornale.it/news/ecco-foto-inedite-black-bloc-giuliani.html
Su questo articolo e su uno più recente sempre dello stesso autore sulle stragi di Bologna e di Piazza della Loggia (dove Gian Marco Chiocci parla di depistaggi e tenta di rispolverare l’ipotesi - da tempo dimostrata essere falsa - delle piste rosse, questa, sì, vero depistaggio: qui l’articolo di Chiocci sulle stragi: http://www.ilgiornale.it/news/interni/stragi-e-br-quei-depistaggi-bologna-e-brescia-854592.html), ha scritto qualche mese fa, sul suo blog, Francesco “baro” Barilli. Barilli è autore, tra l’altro, del bellissimo libro Carlo Giuliani, il ribelle di Genova , edito da BeccoGiallo, con disegni di Manuel De Carli, in cui si racconta , anche attraverso il dialogo con i familiari del ragazzo, la vera storia di Carlo. 
 CARLO GIULIANI, IL RIBELLE DI GENOVA
Francesco Barilli vanta una vasta pubblicazione sui temi del g8 di Genova, sulle stragi di Stato e su diversi fatti di cronaca. Vale la pena dunque leggere la sua amara riflessione su un certo modo di fare giornalismo dove dà anche un accenno del contesto storico della vicenda in cui perse la vita Elena Angeloni. Per la vera storia di Angeloni, Barilli rimanda ad un testo molto interessante scritto da Paola Staccioli e Haidi Gaggio Giuliani e pubblicato nello scorso anno da DeriveApprodi: il libro s’intitola Non per odio ma per amore. Storie di donne internazionaliste, nel quale si narrano, attraverso dei racconti, le storie di sei donne, tra cui Elena Angeloni, che hanno dedicato le loro vite a sostegno delle lotte di liberazione di altri popoli. 
 
Concludo dicendo che il mio voleva essere un post per ricordare Elena Angeloni ma vi sono storie che si intrecciano con altre e la memoria è fatta anche di questo, di rimandi, di collegamenti perché non si spezzi il filo della storia e perché si cerchi di fare della verità il fine dell’informazione.


Donatella Quattrone


7 commenti:

  1. ce ne sono altri rivoluzionari di quella famiglia? No perché finché sono così coglioni come questi due, zia e nipote, possiamo stare tranquilli ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  2. Assurdo tentativo di far passare Giuliani per un oppresso, quando invece ha premeditato gli scontri portandosi il passamontagna da casa.
    Ma è tanto difficile per la sinistra radicale contraria alle guerre, ammettere di avere frange armate che compiono attacchi ed attentati?
    L'esercito italiano onora i suoi caduti nelle guerre come eroi, la religione cristiana onora i suoi santi uccisi come martiri, i terroristi dell'ISIS onora i suoi terroristi suicidi come martiri, gli anarco insurrezionalisti di ANTIFA, TIKB e SWP che hanno messo a ferro e fuoco Genova distruggendola e costringendo la polizia ad uscire dalle barricate della Zona Rossa vogliono spacciare Carlo Giuliani per un pacifico oppresso protettore in passamontagna degli estintori dispersi per strada. Questo loro modo di fare è ridicolo.

    RispondiElimina
  3. Dovrebbero impiccarvi a testa in giu' e darvi fuoco

    RispondiElimina