Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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venerdì 25 gennaio 2013

Napoli: "Casapound? sono fascisti, ma lo sapevamo già!"

Venerdì 25 Gennaio 2013 11:43 

 


"Non corriamo dietro la "verità" delle inchieste giudiziarie, ci basta quella dei fatti. A Napoli migliaia di persone sanno che Casapound è un'organizzazione nazifascista, come gli oltre 5000 che manifestarono contro la sua apertura già nel 2009!"
Una lunga sequenza di aggressioni fasciste, agguati come quello che portò all'accoltellamento degli studenti universitari fuori la facoltà di Lettere, attentati incendiari come quelli al laboratorio Insurgencia, l'incitazione all'odio razziale o i discorsi sullo stupro di una ragazza perchè "ebrea"... 
Conosciamo molti degli avvenimenti citati nelle cronache di oggi, abbiamo fatto a lungo informazione pubblica, mobilitazione e sensibilizzazione politica su questo. Non abbiamo elementi per valutare le accuse sul piano giudiziario e neanche ci interessa. E per coerenza non prendiamo certo per oro colato i teoremi che si rifanno a quell'armamentario dei reati "associativi" partorito dalle leggi emergenziali e che tante volte vengono usati invece contro i movimenti sociali come quelli per la difesa ambientale o contro la precarietà e l'austerity, insieme alle centinaia di denunce e processi cui assistiamo in questo paese contro studenti, disoccupati, lavoratori, militanti, ambientalisti, antirazzisti, antifascisti. Gli stessi magistrati che oggi tengono quest'operazione hanno già tempestato di denunce e processi i movimenti sociali napoletani. Magari per rifugiarsi nella comoda lettura degli "opposti estremismi", come se fossero la stessa cosa una lotta anche dura alla precarietà, al neofascismo o al razzismo e dall'altra parte il pestaggio di un migrante o un pogrom contro i rom (come è successo recentemente a Giugliano)...

Colpisce invece l'ipocrisia diffusa sui media e nella politica. Qualcuno aveva forse bisogno di questa inchiesta per prendere atto della natura squadrista delle formazioni neofasciste come Casapound e della lunghissima sequenza di atti che ne sono conseguiti a Napoli come in tutta Italia, qualcuno aveva davvero dubbi sulla "pedagogia" razzista e xenofoba che queste formazioni portano avanti (ben incoraggiate in un paese dove è stata al governo persino la Lega Nord...), sulla loro cultura sessista, sul loro ispirarsi apertamente al nazifascismo (il leader nazionale Iannone in pubblica intervista defini Hitler "un rivoluzionario")...?

Qualcuno pensava forse che Gianluca Casseri, "scrittore d'area" cancellato in fretta e furia dal sito di Casapound dopo che aveva assassinato a freddo dei lavoratori immigrati, fosse un "pazzo isolato" e non già un neofascista cresciuto in questo ambiente?

Di certo noi lo sapevamo già! E lo sapevamo in tantissimi, a partire dalle oltre 5000 persone, studenti, donne, migranti, che contestarono duramente in piazza l'apertura di un centro di Casapound nel quartiere Materdei già nel 2009 e che hanno continuato a farlo fino a impedirlo.
Basta osservare i fatti, gli infiniti episodi di razzismo e di squadrismo che quotidianamente si riproducono in Italia da parte di questi gruppi, basta avere memoria delle trame nere che con la regia dei servizi segreti hanno insanguinato il paese in una storia non certo lontana.
E chissà cosa hanno da dire su questi temi quei personaggi di potere che allevano e proteggono queste formazioni e la loro ideologia, che li sostengono economicamente e politicamente. Per stare in Campania il parlamentare del PDL ed ex missino Laboccetta, l'ex presidente del consiglio provinciale Rispoli e tanti altri. 

Abbiamo sempre respinto al mittente, e continueremo a farlo, la costruzione secondo la quale Casa Pound sia un'organizzazione formata da “bravi ragazzi” impegnati nel sociale, così come quella che legge le loro pratiche paragonandole ai movimenti realmente antagonisti, come uno scontro tra "opposti estremismi". Li abbiamo sempre considerati pedine di un potere più grande e nemico di donne, immigrati, studenti, lavoratori e disoccupati sui cui vengono puntualmente scaricati i costi della crisi e che ogni giorno si mobilitano per cambiare le condizioni di tutti quelli che come loro sono sfruttati e oppressi. 
Restiamo convinti che contro il diffondersi di pratiche squadriste e neofasciste, contro le pulsioni xenofobe e sessiste, rimane fondamentale il piano della mobilitazione sociale diretta, del presidio territoriale, l'informazione politica e l'autorganizzazione dal basso prodotte dalle lotte sociali e dai movimenti. Ed è su questi punti che la rete e tutte le realtà che si oppongono al neofascismo, all'autoritarismo, al sessismo e al razzismo devono sentirsi costantemente impegnati e responsabilizzati.


* Rete napoletana contro il razzismo, il neofascismo e il sessismo
Ultima modifica Venerdì 25 Gennaio 2013 13:19

venerdì 26 ottobre 2012

Al presidente del Cassero e alla comunità Lgbt di Bologna la solidarietà dell'Arci

26 ottobre 2012 | 

Al presidente del Cassero e alla comunità Lgbt di Bologna la solidarietà dell'Arci

Un atto vergognoso che ricorda, nelle modalità e nelle parole usate nel comunicato di rivendicazione, il peggiore  squadrismo fascista.

Uno striscione appeso di notte davanti all’ingresso del Cassero
, storico punto di riferimento della comunità Lgbt bolognese, conosciuto in tutta Italia per le battaglie in favore dei diritti, del rispetto reciproco, del valore delle diversità.

Autore del gesto è Forza Nuova, una formazione che rivendica le proprie radici nazifasciste e che pretende di partecipare alle competizione elettorali con la dignità degli altri partiti. Ma, con  la viltà che ha caratterizzato quella storia, non ha il coraggio di assumersi a viso aperto le responsabilità delle offese razziste che preferisce affidare a uno striscione attaccato col favore delle tenebre.


Bologna, città medaglia d’oro della Resistenza, ha reagito prontamente con le sue istituzioni a questo sfregio, che deve indignarci tutti e farci riflettere sulla necessità di quanto ci sia ancora da fare per estirpare definitivamente quella cultura omofoba che rappresenta una ferita per la nostra democrazia.


Serve l’impegno di tutti coloro che quotidianamente lavorano per l’affermazione dei diritti, ma serve anche che  finalmente il Parlamento approvi quella legge contro l’omofobia che da troppo tempo aspettiamo
. Si compia quest’atto di civiltà di cui, come dimostrano i fatti di stanotte, c’è grande bisogno.

Fonte:

http://www.arcibologna.it/al_presidente_del_cassero_e_alla_comunita_lgbt_di_bologna_la_solidarieta_dellarci.html