Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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martedì 10 dicembre 2013

BLOCCATE LE RUSPE DI #EXPO2015

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E’ successo questa mattina poco dopo le 7. Nel freddo e tra la bruma del nord-ovest milanese una cinquantina di abitanti del Gallaratese, del comitato No Canal e della rete No Expo sono entrati nel cantiere della Via d’Acqua nel parco di Trenno e hanno bloccato i lavori. La ruspa aveva iniziato a scavare ieri pomeriggio proprio mentre cittadini e comitati stavano protestando sotto al palazzo del Comune di Milano. Una beffa.
Lavori iniziati senza alcuna comunicazione ufficiale su tipo e quantità di inquinanti contenuti nei terreni dentro cui scorreranno i 30/40cm d’acqua dei 20km di canale che collegherà la Darsena con il sito di Expo. E con tanto di veleni declassati dal Commissario unico Giuseppe Sala, lo abbiamo raccontato qui.
Alla fine del presidio di ieri davanti a Palazzo Marino il sindaco Giuliano Pisapia è sceso a parlare con alcuni rappresentanti del comitato No Canal. Pisapia, dicono dal comitato, ha sostanzialmente ammesso di aver sottovalutato un progetto molto costoso (90 milioni di euro) e che impatterà negativamente su quattro parchi cittadini, ma che ora non può fare niente perchè l’opera è gestita direttamente dal Commissario di Expo spa Sala con i poteri di “speciali” di deroga dati dal governo Letta.
La rabbia tra i cittadini di zona è alta e questa mattina si è materializzata nel blocco della ruspa. Il presidio nel corso della mattinata è cresciuto di numero, la promessa: portare la protesta sotto alla sede di chi decide, Expo spa.

Le foto dal cantiere di Trenno bloccato questa mattina, via @ufo_inthesky e @LMonocrom


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Fonte:

http://www.milanox.eu/bloccate-le-ruspe-di-expo2015/ 

martedì 3 dicembre 2013

ITALIA-ISRAELE: NESSUN VERTICE SULLE NOSTRE TESTE

3 dicembre, 2013 - 00:00

2 DICEMBRE 2013 - NESSUN VERTICE SULLE NOSTRE TESTE!

Oggi si tiene a Roma un vertice tra il "nostro" capo di governo Letta e Nethanyau, primo ministro israeliano.

L'Italia è il quarto partner commerciale nel mondo di Israele, il secondo in Europa, col quale ha stretto numerosi accordi di cooperazione, commercio e ricerca in vari campi tra cui esportazioni di gas israeliano, produzione di energie rinnovabili, comparto aereospaziale, sicurezza informatica, Expo 2015 di Milano, agricoltura innovativa, ricerca biomedica e compravendita di sistemi di sorveglianza di produzione israeliana (usati nella costruzione del muro dell'Apartheid e destinati ad essere installati sulle coste delle grandi isole e del meridione italiano contro i migranti).

A trarre maggiore profitto dalla situazione palestinese sono le industrie che speculano sulla morte delle persone, prima su tutte il "fiore all'occhiello" dell'industria italiana Finmeccanica (primo produttore di armi in Italia) di cui fa parte Telespazio che oggi abbiamo contestato, senza dimenticarci di tutte le altre "degne compari" concentrate nel quadrante nord-est (Vitrociset, Alenia, Selex, solo per citarne alcune).

La Palestina infatti è un "laboratorio" a cielo aperto in cui si sperimentano tecniche e tecnologie di oppressione, in cui le aziende belliche studiano l'efficacia delle loro nuove creazioni: aerei drone senza pilota usati per bombardare e controllare i palestinesi e telecamere di ultima generazione per controllarli; il tutto con l'aperto consenso della comunità internazionale che legittima e appoggia l'operato di Israele.

Un esempio che ben dimostra la stretta connessione tra i 2 governi, le industrie belliche e non per ultima l'università è stata la conferenza tenutasi a La Sapienza sul tema della guerra cibernetica (cyber-war), organizzata dai centri di ricerca de La Sapienza e dell'università di Firenze in collaborazione con partner privati come Vitrociset, Finmeccanica e Maglan (quest'ultima società israeliana di difesa ed informazione leader nel settore della cyber-guerra), a cui erano invitate le più alte cariche dell'esercito italiano e vari ministri.

Nel periodo in cui chiede sacrifici da fame alle classi sociali più disagiate, il governo delle larghe intese, come i precedenti, continua nella politica di cooperazione con Israele, soprattutto in campo militare: ne sono dimostrazione le recenti esercitazioni militari congiunte tra Italia, Israele, U.S.A. e Grecia e l'acquisto dei tristemente noti F-35.

COMPLICI E SOLIDALI CON IL POPOLO PALESTINESE



Fonte: