Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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sabato 8 febbraio 2014

ANTIPROIBIZIONISMO: A ROMA PER GRIDARE “ILLEGALE E’ LA LEGGE. AUTOPRODUZIONE!”

Notizia scritta il 08/02/14 alle 15:47. Ultimo aggiornamento: 08/02/14 alle: 18:31
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“Illegale è la legge, il suo costo è reale”. Dietro questo slogan oggi, sabato 8 febbraio, a Roma, una vasta galassia di realtà antiproibizioniste (sotto le adesioni) ha organizzato un corteo contro la legge Fini Giovanardi, per la legalizzazione delle sostanze e per l’autoproduzione dal basso, attraverso la rivendicazione del diritto a coltivare autonomamente la cannabis, al di fuori da monopoli e circuiti commerciali.
30mila per gli organizzatori le persone in corteo, partite da Bocca della Verità. Respinta al mittente la provocazione dei Radicali, dichiarati “non benvenuti” per le posizioni ultraliberiste e guerrafondaie del partito di Pannella & Co. Momenti di tensione, con i Radicali che per un’ora sono rimasti in piazza, circondati dalla polizia, impedendo di fatto la partenza della manifestazione antiproibizionista.
Il primo resoconto dal corteo #antipro di Roma con Enrico Fletzer, giornalista, esperto della materia e nostro collaboratore, che ha raccolto diversi voci dalla manifestazione.



Di seguito, le realtà che hanno aderito all’appello diffuso dal sito http://www.leggeillegale.org/ di  sabato 8 febbraio 2014 Manifestazione a Roma , in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale sulla Fini/Giovanardi, previsto il prossimo 11 febbraio. L’evento bocciatura della legge liberticida potrebbe dare il “la”, si augurano le realtà elencate qui sotto, di un generale ripensamento delle norme italiane sulle sostanze.

C.S.O.A. Forte Prenestino (Roma), C.S.O.A. Sans Papier (Roma), Laboratorio Puzzle (Roma), Infoshock C.S.O.A. Gabrio (Torino), Lab57 (Laboratorio Antiproibizionista Bologna), Osservatorio Antiproibizionista Canapisa Crew (Pisa), Laboratorio Occupato SKA (Napoli), Comitato Verità per Aldo Bianzino (Perugia), Studenti Scuole Superiori, European Coalition for Just and Effective Drug Policies (ENCOD Italia), Million Marijuana March (Italia), Ass.ne Ecorevolution, Ass.ne Attivamente, Ass.ne Tilt, Ass.ne Giovani per Turania, Ass.ne Ascia, Ass.ne Freeweed, Quadraro Massive Sound System, SEL, Overgrow Comunity, Sicilcanapa, P.I.C. – Pazienti Impazienti Cannabis, alcuni pazienti, Forum Droghe, Ass.ne Antigone, Teatro Valle Occupato (Roma), C.S.O.A. Le Macerie Baracche Ribelli (Molfetta- BA), Ass.ne Campagnano-r@p Rete Autorganizzazione Popolare, Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa (Milano), S.P.A. Leoncavallo (Milano), Ass.ne Cannabica La Kalada (Barcellona,Spain), Nuovo Cinema Palazzo (Roma), Comunità S. Benedetto al Porto (Genova), Radio Torre Sound System, ESC – Atelier Autogestito (Roma), Parsec Cooperativa Sociale (Roma), A.D.E.C. Assonabis, M.D.A. – Movimento Disoccupati Autorganizzati (Acerra – NA), C.S.O.A. Ex Macello (Acerra – NA), Strike spazio pubblico autogestito (Roma), Parasite Conspiracy, Folletto 25603 (Abbiategrasso – MI), P33racy – pirateria permanente in rete, TPO – Teatro Polivalente Occupato (Bologna), SMK Videofactory (Bologna), Centri Sociali del nord-est, Studenti medi Autorganizzati (Bologna), Centro sociale Làbas occupato (Bologna), CAT cooperativa Sociale (Firenze), La Terra Trema, Ass.ne LaTenda onlus (Roma), coordinamento FreeTAZ, Ass.ne Tivoli Liberatutti, Rete della Conoscenza, Unione degli Studenti, LINK – Coordinamento Universitario, Mestiza S.P.A. (Taranto), Ass.ne Culturale CanaPuglia, Movimento di Strada Liberi Tutti (artisti di strada – Roma), C.S.O.A. Corto Circuito (Roma), C.S.O.A. Terra di Nessuno (Genova), ArtLab Occupato (Parma), gruppo artistico/letterario dei Cardiopatici (Roma), C.S.A. La Torre (Roma), Movimento Canapa Catania, C.S.A. Lazzaretto (Bologna), Comunità in Resistenza di Empoli, S.P.A. Filorosso ’95 (Cosenza), Collettivo Universitario UniOn Parma, C.S.O.A. Zona 22 (San Vito Chietino), Ass.ne Ida – Iniziativa Donne Aids (Bologna), Gruppo Autonomo Viareggio Ultras, C.S.O.A. Sars (Viareggio), Collettivo Alternativa Ribelle (Varese e Gallarate), ARCI Nazionale, collettivo “L’otto per la legalizzazione”, C.S.A. La Talpa e l’Orologio (Imperia), Rototom Sunsplash, ITARDD – Rete Italiana della Riduzione del Danno, COBS – Coordinamento Operatori Servizi a Bassa Soglia del Piemonte, Fabrizio Dentini (autore del libro “Canapa Medica”), Luca Gibillini (Consigliere Comunale Milano – Sel)



Fonte:

mercoledì 1 gennaio 2014

SARDEGNA: NO RADAR, NE' QUI NE' ALTROVE



Sardegna


No Radar: né qui né altrove


di Laura Gargiulo



Nel 2010 la mobilitazione popolare aveva bloccato la costruzione di numerosi radar sulle coste sarde.
Oggi lo stato ritorna con il suo progetto di distruzione del territorio... e non solo.

 
Prima hanno invocato la lotta contro l'immigrazione clandestina, poi la pirateria, infine il controllo delle coste per evitare gli incidenti in mare, domani chissà. La fantasia non sembra mancare allo stato che, dopo il tentativo del 2010, fallito grazie ai comitati nati spontaneamente sul territorio, dimostra di non aver abbandonato i vecchi sogni di gloria e presenta un progetto di costruzione di tre nuovi radar Uts presso l'Isola della Bocca (Olbia), Capo Sandalo (Carloforte) e l'isola dell'Asinara (Porto Torres).


Porto Torres. Nell'orto del centro sociale Pangea


Ma cos'è un radar Uts e quali danni provoca?
Il radar proposto è un dispositivo di grande potenza e a forte impatto, tanto sulla salute ambientale che su quella umana; ne esistono due tipologie: uno di media portata, capace di emettere impulsi di microonde della potenza di 25Kw e un altro di profondità, capace di emettere impulsi della potenza di 50Kw, come previsto nel progetto presentato per l'Isola della Bocca di Olbia con un sistema di potenza superiore a 50Kw.
La pericolosità delle emissioni di microonde è oggetto di studio di numerose ricerche epidemiologiche che hanno dimostrato come siano causa sia di un aumento di patologie tumorali nell'uomo (leucemie e linfomi in particolare) sia nocive per l'ambiente, in particolare per gli uccelli migratori, gli insetti impollinatori e i grande cetacei che risultano fortemente disturbati dalle emissioni. È facile immaginare, quindi, quale impatto un sistema del genere possa avere ad esempio sull'Isola dell'Asinara, classificata sia come zona Sic (sito di interesse comunitario) sia come zona di protezioni speciale per i volatili.



Il fisico Massimo Coraddu, intervenuto durante
l'assemblea pubblica No Radar Asinara, per spiegare
gli effetti delle microonde


Ucci ucci sento odor di soldatucci
Ma la vita dei pennuti cos'è in confronto agli interessi della Nato? E sì, perché le rassicurazioni della guardia costiera, che sottolinea come i radar siano a solo uso civile, vengono messe in discussione, o meglio sbugiardate, niente poco di meno che da una delle massime autorità Nato, l'ammiraglio Samuel J. Locklear III, comandante per il Sud Europa e per l'Africa, il quale ha affermato nel corso del vertice Nato tenutosi a La Maddalena (4-5 luglio 2011) che “i nuovi radar sono indispensabili per la Nato”. E per fare cosa? Salvaguardare le coste? Non rientra nelle mansioni proprie della Nato. La rete dei radar, infatti, verrà integrata in un sistema militare di intelligence e di sorveglianza, denominato C4isr, ossia un sistema di controllo ramificato sul territorio, basato sulla centralizzazione delle informazioni e finalizzato alla pianificazione di azioni militari in tempo reale. L'idea di creare una perfetta mappa elettronica del territorio, dove esercitare quello che viene denominato “l'ampio spettro del dominio totale”, rientra nel progetto denominato Forza Nec finalizzato a costruire in maniera diffusa sul territorio sensori capaci di canalizzare le informazioni verso i centri decisionali in tempo reale, decidendo così l'intervento sul campo in modo più tempestivo. Basti pensare che gli investimenti previsti per il progetto Forza Nec girano intorno ai 22 miliardi di euro in un arco di 25 anni, di cui attualmente ne sono stati spesi 475 milioni, per capire l'importanza che questo riveste nei prossimi scenari internazionali.
Il carattere militare di queste strutture, inoltre, è definito dalla stessa legislazione (articolo 33 della legge 1 agosto 2002 n.166), con la quale si stabilisce che “le opere di edilizia relative a fabbricati da destinarsi a comandi e reparti delle capitanerie di porto e guardia costiera, comprese quelle dei sistemi di controllo dei traffici marittimi, sono equiparati alle opere destinate alla difesa militare”. In poche parole, qui non si tratta di strutture civili ma a tutti gli effetti di strutture militari.
Se tutto ciò non bastasse per nutrire qualche dubbio sulla natura di questi radar, basta riflettere sull'effettiva capacità dei radar Uts di prevenire gli incidenti navali. In Sardegna, ad esempio, dove è operativo uno di questi radar, in cima al faro di Guardia Vecchia nell'isola de La Maddalena, il traghetto che svolge servizio Palau-La Maddalena è finito fuori rotta andando in secca per ben tre volte negli ultimi due anni. Nello stretto di Messina, dove sono operative tre di queste installazioni, un mercantile è andato fuori rotta sfiorando la tragedia. Le motivazioni degli incidenti in mare, quindi, sembrano avere altra natura, come denunciano gli stessi sindacati dei portuali, tra cui il cattivo stato delle navi, gli equipaggiamenti ridotti all'osso, mal pagati e poco professionali, oltre ai controlli di sicurezza insufficienti. In risposta, dunque, alle motivazioni portate avanti dalla guardia costiera, il sistema Uts mostra di non rappresentare una valida alternativa al sistema Ais, già in uso, basato su trasmissioni radio in banda Vhf con una potenza assai minore rispetto a quella dei radar Uts.



30 giugno 2013, assemblea pubblica del
Comitato No Radar Asinara presso il Csoa Pangea


Ci mobilitiamo perché...
Se lo stato si attrezza per mettere in atto i propri progetti, le comunità non stanno a guardare. Nelle tre zone interessate si sono costituiti, infatti, dei comitati spontanei con l'obiettivo di lottare contro la costruzione dei radar attraverso il coinvolgimento delle comunità locali poiché, come si legge nel volantino del comitato No Radar Asinara, “solo attraverso la partecipazione diretta e di tutti è possibile ridisegnare una nuova prospettiva per il territorio”. Oltre al rifiuto di questa ennesima servitù militare (ricordiamo che l'isola dell'Asinara è stata per anni ceduta all'uso del carcere di massima sicurezza) e i suoi danni, c'è la volontà di riappropriarsi del proprio territorio a partire dalla sua naturale vocazione e potenzialità. Il comitato No Radar Asinara, ad esempio, rivendica la necessità di:
- investire in progetti di ricerca sul patrimonio archeologico, paesaggistico e faunistico dell'isola;
- costruire un modello di turismo a impatto zero dal punto di vista ambientale che valorizzi la cultura fuori dai cliché folkloristici;
- organizzare percorsi di agricoltura sociale tesi al rilancio del comparto agricolo e alla realizzazione di percorsi di inclusione sociale;
- creare occupazione per il personale del comparto industriale in dismissione nell'ambito del recupero e della tutela del territorio attraverso la formazione professionale;
- includere il comparto della piccola marineria di Porto Torres nel potenziamento del sistema di collegamento tra l'isola e la terra ferma.
La lotta contro il radar, quindi, diventa lotta per la riappropriazione del proprio territorio e rilancio dell'Asinara come esempio di sviluppo alternativo per tutto il territorio circostante che oggi più che mai vede i frutti della politica industriale: macerie, inquinamento e disoccupazione.
Lottare contro i piani dello stato per iniziare a ridisegnare una nuova idea di 

territorio. 


Laura Gargiulo




L'esperienza del comitato No Radar di Olbia
raccontata da chi combatte contro l'installazione
né qui né altrove

La lotta No Radar a Olbia parte nel novembre del 2011 quando, grazie ai contatti che si avevano con il movimento No Radar Sardegna, scopriamo che Italia Nostra riceve risposta dalla capitaneria di porto in merito alla loro istanza sulle installazioni radar in Sardegna. Da questo, la certezza che ci sia da parte loro la volontà di installare i radar a Olbia, Golfo Aranci e Siniscola. Immediatamente ci attiviamo, in pochi, ma molto incazzati! Come prima cosa organizziamo un'assemblea informativa a Olbia sull'installazione del radar con la presenza del fisico Massimo Coraddu; all'assemblea assiste anche il presidente della commissione scientifica del comune di Olbia che, come prima cosa, ci chiede di inglobarci nei gruppi ambientalisti già presenti sul territorio.
Qui la nostra prima risposta ferma e chiara, che ha fatto in modo di tenerci uniti nel combattere fino ad oggi: l'indipendenza del comitato da qualsiasi gruppo già presente e un'identità apolitica e apartitica (come gli altri comitati No Radar sardi), lontano dalla delega istituzionale come speranza della risoluzione dei problemi. La nostra convinzione, infatti, è che solo la mobilitazione popolare possa veramente fermare queste installazioni.
Con questo spirito muoviamo i primi passi organizzando una passeggiata informativa, informative scolastiche, volantini, sit in e altro. Nel 2012 riusciamo a scuotere anche Siniscola, che si organizza con un comitato proprio ottenendo un buon interesse cittadino e il no del consiglio comunale tutto all'installazione del radar, e in contemporanea il quasi no (quasi perché tranne a parole non c'è niente di ufficiale) della commissione ambiente di Olbia all'installazione del radar all'Isola della Bocca. L'ennesima svolta ad aprile, quando ci avvertono che la guardia costiera ha convocato comitati ambientalisti e non solo, comunicando loro che causa crisi economica i siti per le installazioni da undici passano a tre: Asinara, Olbia, Carloforte.
Ripartiamo all'attacco, facciamo nuovi volantini, organizziamo presidi sulla spiaggia di fronte all'Isola della Bocca (zona scelta per l'installazione), volantinaggio porta a porta nella zona residenziale più vicina al sito di installazione e assemblee cittadine. Intanto il comune viene chiamato dalla capitaneria per discutere sul radar (qui la certezza di un'imminente volontà di installazione); ci chiedono aiuto per il confronto e, anche se non riusciamo a farci invitare, accettiamo. Quello che sappiamo di questa riunione è che le nostre domande mettono in difficoltà la guardia costiera convincendo i presenti a dire no all'installazione. Questo non basta: la priorità è informare e creare un blocco popolare che vigili e sia pronto a contrastare questa installazione. Cresciamo di numero. A metà agosto facciamo un'altra assemblea informativa con l'ingegnere aeronautico Luigi Fenu; da qui decidiamo di puntare di più sulle scuole proponendo informative negli istituti e naturalmente condividendo azioni con il comitato No Radar dell'Asinara. Da poco, c'è stata una proposta della capitaneria (pubblicata sul giornale locale La Nuova Sardegna) che tende una mano al comune proponendo (se proprio insistiamo), di abbandonare la proposta di sito all'Isola della Bocca cercandone insieme (con il comune) un altro.
La nostra risposta è: No Radar né qui né altrove.





Fonte:

http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/?nr=385&pag=21.htm 

giovedì 26 dicembre 2013

Roma: nuovo incendio al Csoa La Strada

Giovedì 26 Dicembre 2013 20:46 

A soli due giorni dall'incendio che ha danneggiato gravemente lo storico centro sociale romano La Strada, la scorsa notte intorno alle 2 è stato appiccato nuovamente il fuoco allo spazio sociale della Garbatella.
Se nel primo caso la matrice dell'attacco non era del tutto chiara, alla luce invece del secondo incendio - avvenuto in modo così ravvicinato al primo - non ci sono ora più dubbi sul fatto che si tratti di gesti intimidatori contro uno spazio che da vent'anni è punto di riferimento e di aggregazione per il territorio che lo ospita.
Fortunatamente l'attacco della scorsa notte non ha creato danni rilevanti grazie alla segnalazione tempestiva di quanto stava accadendo.
I compagni e le compagne del csoa La Strada hanno lanciato per questo sabato un corteo per le strade di Garbatella che si concluderà con un'assemblea pubblica; di seguito il loro comunicato diffuso dopo il secondo attacco incendiario.
Per chi volesse sostenere la ricostruzione è possibile effettuare un bonifico intestato a APS MOMPRACEM - IBAN : IT87 T076 0103 2000 00004916 461 - con causale: ricostruiamo la strada.
...ci sono cose che non bruciano!


Nuovo attacco incendiario al Csoa La Strada
altQuesta notte un nuovo incendio è stato appiccato nei locali del CSOA La Strada.
Fortunatamente questo nuovo episodio non ha prodotto danni rilevanti, eppure è la riprova che, sin dal primo momento, ci troviamo davanti a un tentativo doloso di minaccia nei confronti del centro sociale e della comunità territoriale che gli ruota attorno.
Sin dal primo attentato incendiario eravamo scettici sulla natura accidentale dell'innesco del rogo. Per senso di responsabilità non abbiamo gridato ad allarmi infondati, ma avremmo voluto aspettare le dovute perizie tecniche per trarre conclusioni.
Gli eventi che si abbattono su di noi precedono i riscontri tecnici, di cui siamo ancora in attesa, e rivelano la natura intimidatoria e di stampo mafioso dell'escalation violenta nei nostri confronti. Riteniamo infatti sia possibile escludere una matrice politica di queste azioni per la modalità dei fatti.
La storia ventennale del nostro spazio parla di lavoro nel territorio, di contrasto all'emarginazione e al degrado sociale. Le modalità intimidatorie e di stampo mafioso con cui si stanno susseguendo gli eventi non ci impediranno di proseguire il percorso intrapreso che, anzi, porteremo avanti con più entusiasmo e motivazione.
Perciò sabato pomeriggio invaderemo le strade di garbatella con un corteo colorato e festoso che si concluderà con un'assemblea pubblica in Piazza Bartolomeo Romano (davanti al teatro Palladium).

I compagni e le compagne del CSOA La Strada




Fonte:


mercoledì 25 dicembre 2013

domenica 21 luglio 2013

NO TAV, NO MUOS, SINDACATI DI BASE E CENTRI SOCIALI LANCIANO LA CAMPAGNA PER L'AMNISTIA SOCIALE. ADERISCI ANCHE TU!



Ormai siamo all’emergenza. L’intensità e la capillarità degli attacchi repressivi e preventivi mossi contro il semplice dissenso sociale crescono ogni giorno di più. Tutto ciò avviene mentre al deficit di legittimazione delle rappresentanze istituzionali si aggiunge anche la loro desovranizzazione di fronte all’azione di organismi sovranazionali come la Troika o le agenzie di rating che programmano il “pilota automatico”. Quanto più gli esecutivi sono svuotati di poteri reali (i parlamenti fanno parte del decoro da tempo), tanto più si incrementano i margini di intolleranza dei governi e si riducono gli spazi di agibilità politica per chiunque è costretto a dover subire le conseguenze di drastiche politiche economiche e sociali supportate da minacciose politiche penali. Sì, perché a quanto pare l’unica materia sovrana rimasta nelle mani dei governi è lo strumento della penalità. Perseguo, giudico e condanno, ergo come Stato nazionale esisto ancora.
E’ chiaro che di fronte ad una situazione del genere ogni forma di azione collettiva dovrà misurarsi, volente o nolente, con questo tipo di problema. Lo sa bene persino uno come Beppe Grillo che fresco di un 25% di consensi elettorali, cioè 2/3 di quelli espressi, ha dovuto rinunciare ad un presidio davanti a Montecitorio, vivamente sconsigliato dai vertici del Viminale. Un disegno di legge depositato in parlamento mira a sanzionare pesantemente ogni forma di contestazione sonora di piazza. Quanto basta per capire qual è il clima.
Se si vuole tornare a far respirare la società bisogna allargare il più possibile le maglie che la contengono. Non c’è critica dell’attuale società liberista che possa aver successo senza una contemporanea rimessa in discussione dell’apparato penale che la sostiene. Riassorbire la legislazione d’emergenza nella quale si annidano le tipologie di reato più insidiose, ma ancor di più la forma mentis che ispira l’azione della magistratura, ovvero l’idea che la materia sociale, l’azione collettiva, sia una questione di ordine pubblico se non di chiara eversione. Per farlo bisogna scardinare l’impalcatura giustizialista costruita negli ultimi decenni. Da qui l’esigenza, condivisa oggi, di aprire una vertenza per l’indulto e l’amnistia in favore dei reati politici, sociali e per sfollare le carceri.


Qui sotto le condivisioni fino ad ora pervenute

Adesioni collettive
ACAD, Associazione contro abusi in divisa onlus, Acoustic Impact, gruppo musicale, ASP (Associazione Solidarietà Proletaria), Assalti Frontali, gruppo musicale, ATTAC Italia, Azione antifascista Teramo, Banda Bassotti, gruppo musicale, BandaJorona, gruppo musicale, Baracca Sound, gruppo musicale, Blocchi Precari Metropolitani, Roma,Centro sociale 28 maggio, Rovato (BS), Coordinamento regionale dei Comitati NoMuos, Comitato Amici e Familiari Davide Rosci, Comitato di Quartiere Torbellamonaca, Roma, Comitato Piazza Carlo Giuliani-Genova, Communia, Spazio di mutuo soccorso, Roma, Confederazione COBAS, Confederazione COBAS Pisa, Confederazione COBAS Terni, Consiglio Metropolitano di Roma, CPOA Rialzo, Cosenza, CSA Depistaggio, Benevento, CSA Germinal Cimarelli, Terni, CSOA Angelina Cartella, Reggio Calabria, Ginko (Villa Ada Posse) & Shanty Band, gruppo musicale, ISM-Italia, Ital Noiz Dub System, gruppo musicale, L@p Asilo 31-Laboratorio per l’Autorganizzazione Popolare Asilo 31, Benevento, LOA Acrobax, Lavoratori Autorganizzati Ministero dell’Economia e delle Finanze, Legal Team Italia, Madri per Roma città aperta, Movimento No Tav, Occupazioni Precari Studenti OPS area Castelli romani, Osservatorio sulla repressione, Radici nel cemento, gruppo musicale, Radio Maroon, gruppo musicale, RAT-Rete Antifascista Ternana, Redgoldgreen, gruppo musicale, Rete Bresciana Antifascista, Rete 28 aprile Fiom-opposizione Cgil, Spazio Popolare Occupato S. Ermete, Pisa, Terradunione, gruppo musicale, Tribù Acustica, gruppo musicale, Unione Sindacale di Base, USB Umbria coordinamento Regionale, Wu Ming – scrittori, 99 Posse, gruppo musicale

Adesioni individuali
Alessandro Dal Lago, Alessandra Magrini (AttriceContro), Roma, Alfredo Tradardi, coordinatore ISM-Italia, Alfonso Perrotta, Roma, Andrea Bitonto, Anna Balderi, Ladispoli, Antonino Campenni, ricercatore Università della Calabria, Antonio Musella, giornalista, Napoli, Assia Petricelli, Beppe Corioni, Bianca «la Jorona» Giovannini, musicista, Carlo Bachschmidt, consulente tecnico processi G8, Carlo Pellegrino, medico chirurgo, Caterina Calia, avvocato, Roma, Cesare Antetomaso, giuristi democratici, Checchino Antonini, giornalista di Liberazione, Claudia Urzi, insegnante, Claudio Dionesalvi, insegnante, Cosimo Maio, Benevento, Cristiano Armati, scrittore, Daniele Catalano, Daniela Frascati, scrittrice, Davide Rosci, detenuto per i fatti del 15 ottobre 2011, Dario Rossi, avvocato, Genova, Daniele Sepe, musicista, Davide Steccanella, avvocato, Milano, Donatella Quattrone, blogger, Don Vitaliano Della Sala, parroco, Elena Giuliani, sorella di Carlo Giuliani, Emanuela Donat Cattin, Milano, Emidia Papi, Usb, Enrico Contenti, ISM-Italia, Ermanno Gallo, scrittore, cittadino, Erri De Luca, scrittore, Fabio Giovannini, scrittore e autore televisivo, Federico Mariani, Roma, Federico Micali, Francesca Panarese, Benevento, Francesco Barilli, coordinatore reti-invisibili.net, Francesco Caruso, ricercatore Università della Calabria, Francesco Romeo, avvocato, Roma, Franco Coppoli, Cobas Terni, Franca Gareffa, Dipartimento sociologia Università della Calabria, Franco Piperno, docente di Fisica, Università della Calabria, Fulvia Alberti, regista, Gabriella Grasso, Milano, Gigi Malabarba, Gilberto Pagani, avvocato, presidente Legal Team Italia, Giovanni Russo Spena, responsabile giustizia Prc, Giulio Bass, musicista, Giulia Inverardi, scrittrice, Giulio Laurenti, scrittore, Giuseppina Massaiu, avvocato,  Roma, Guido Lutrario, Usb Roma, Gualtiero Alunni, portavoce Comitato No Corridoio Roma-Latina, Haidi Gaggio Giuliani, Comitato Piazza Carlo Giuliani, Italo Di Sabato, Osservatorio sulla repressione, Laura Donati, Lello Voce, poeta, Lorenzo Guadagnucci, giornalista, Comitato Verità e Giustizia per Genova, Luciano  Muhlbauer, Ludovica Formoso, praticante avvocato, Roma, Luigi Fucchi, coordinamento regionale USB Umbria, Manlio Calafrocampano, musicista, Marco Arturi, Rete 20 aprile, Torino, Bersani, Attac Italia, Marco Clementi, storico, Marco Rovelli, scrittore e musicista, Marco Spezia, Tecnico della sicurezza su lavoro, Sarzana (SP), Mario Battisti, Roma, Mario Pontillo, responsabile carceri Prc, Massimo Carlotto, scrittore, Michele Baronio, attore, Mc Shark, Terradunione, musicista, Michele Capuano, regista-scrittore, Michele Vollaro, storico e giornalista, Miriam Marino, scrittrice, Rete ECO, AMLRP, Nicoletta Crocella, responsabile edizioni Stelle Cadenti, Nunzio D’Erme, Paolo Caputo, ricercatore Università della Calabria, Paolo Di Vetta, Blocchi Precari Metropolitani, Paolo Persichetti, insorgenze.wordpress.com, Paolo “Pesce” Nanna, comico periferico, Paola Staccioli, Osservatorio sulla repressione, Pino Cacucci, scrittore, Rasta Blanco, musicista, Renato Rizzo, segreteria romana Unione Inquilini, Roberto Ferrucci, scrittore, Roberto Vassallo, Direttivo CGIL Milano, RSU FIOM Almaviva Milano, Rodolfo Graziani, poeta, Salvatore Palidda, Università di Genova, Sergio Bellavita, portavoce nazionale Rete 28 aprile Fiom, Sergio Bianchi, casa editrice DeriveApprodi, Serge Gaggiotti (Rossomalpelo), cantautore, Sergio Riccardi, Silvia Baraldini, Simonetta Crisci, avvocato Roma, Stefano Poloni, Milano, Tamara Bartolini, attrice, Tatiana Montella, avvocato, Tiziano Loreti, Bologna, Vincenzo Brandi, ingegnere, ISM-Italia, Valentina Perniciaro, blogger baruda.net, Valerio Evangelisti, scrittore, Bologna, Valerio Mastandrea, attore, Valerio Monteventi, Bologna, Vincenzo Miliucci, Cobas, Vittorio Agnoletto, Wsw Wufer, musicista


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