Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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venerdì 16 agosto 2013

VENERDI' DELLA RABBIA IN EGITTO

venerdì 16 agosto 2013 10:24

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20 
80 MORTI IN PIAZZA RAMSES, EDIFICI IN FIAMME
Sarebbero 80 i morti solo in Piazza Ramses al Cairo. Lo riferiscono fonti locali. In gran parte sono attivisti e simpatizzanti dei Fratelli Musulmani. La polizia avrebbe sparato anche dagli elicotteri. Nella piazza sono stati dati alle fiamme alcuni edifici. Notizie di numerosi morti arrivano anche da altre citta', a conferma che quella di oggi e' stata un'altra giornata di sangue in tutto il Paese.
AGGIORNAMENTO ore 18.30
FRATELLANZA: AL CAIRO ALMENO 45 VITTIME

Secondo il braccio politico dei Fratelli Musulmani, il partito Giustizia e Libertà, al Cairo le forze di sicurezza avrebbero ucciso almeno 45 persone, oltre 250 i feriti. Per il Ministero della Salute, in tutto il Paese, le vittime sarebbero 27.
AGGIORNAMENTO ore 16.30
TRE MORTI A FAYOUM. SI DIMETTE PORTAVOCE DEL FRONTE DI SALVEZZA

Tre vittime a Fayoum fanno salire ancora il bilancio delle vittime che tocca ormai quota 40. A livello politico, dopo le dimissioni del vicepresidente ad interim El Baradei, giungono anche quelle di Khaled Dawd, portavoce del Fronte di Salvezza Nazionale, ombrello delle opposizioni al regime di Morsi e oggi sostenitori dell'esecutivo provvisorio. Secondo alcuni osservatori, un'ammissione di colpa per aver avallato e sostenuto un golpe che si sta rivelando incapace di gestire la crisi egiziana.
AGGIORNAMENTO ORE 16.00 25 MORTI IN PIAZZA RAMSES, FRATELLI MUSULMANI
I Fratelli Musulmani denunciano che ci sarebbero stati 25 morti a Piazza Ramses, al Cairo, dove si fronteggiano i sostenitori del deposto presidente, Mohammed Morsi e la polizia. La televisione di Stato egiziana riferisce che 12 persone hanno perso la vita negli scontri scoppiati dopo la preghiera di mezzogiorno a nord ed est del Cairo.
AGGIORNAMENO ore 15.30
OTTO MORTI A DAMIETTA, SCONTRI AD ALESSANDRIA

Secondo fonti mediche, sarebbero stati uccisi almeno otto manifestanti a Damietta, facendo salire il bilancio di oggi a dodici morti. Scontri in corso ad Alessandria e Tanta.
AGGIORNAMENTO ore 14.30
QUATTRO MORTI A ISMAILIYA, UN POLIZIOTTO UCCISO AL CAIRO

Sono in corso le manifestazioni indette dai sostenitori del presidente Morsi. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, ad Ismailiya le forze di sicurezza avrebbero ucciso quattro persone, undici i feriti.
Al Cairo un poliziotto è stato ucciso ad un checkpoint. A Tanta, la polizia lancia gas lacrimogeni per disperdere la folla, che sta lanciando pietre in risposta. I manifestanti stanno marciando verso la sede del governatorato.
AGGIORNAMENTO ore 11.35
L'ESERCITO CIRCONDA TAHRIR SQUARE, TAMAROD A DIFESA DEI COPTI

Le forze armate egiziane hanno chiuso con filo spinato tutte le entrate e le uscite per Tahrir Square. La piazza simbolo della rivoluzione del 25 gennaio 2011 è circondata da veicoli blindati. Chiusa anche la fermata della metropolitana in attesa delle manifestazioni di oggi.
Intanto, dopo gli attacchi alle chiese copte, il gruppo Tamarod - la campagna di raccolta firme che ha avviato le proteste anti-Morsi di luglio e il successivo intervento dell'esercito - ha detto che difenderà le chiese e le moschee, in particolare i luoghi di culto cristiani presi di mira da gruppi islamisti nei giorni scorsi.
dalla redazione

Roma, 16 agosto 2013, Nena News - Il Venerdì della Rabbia attende oggi l'Egitto, ormai ad un passo dalla guerra civile. Dopo i durissimi scontri dei giorni scorsi (con un bilancio che oscilla tra le 500 e le 700 vittime), i sostenitori del deposto presidente Morsi hanno indetto per oggi manifestazioni contro il golpe militare in tutto il Paese. "Manifestazioni contro il colpo di Stato partiranno dalle moschee del Cairo e si dirigeranno verso piazza Ramsis - ha annunciato il portavoce dei Fratelli Musulmani, Gehad Al-Haddad - Dopo gli arresti e le uccisioni che stiamo subendo, le emozioni sono troppo forti per essere guidate da qualcuno". Ovvero, difficile prevedere cosa accadrà nelle piazze, soprattutto dopo l'ordine dato dal Ministero degli Interni a polizia ed esercito: aprite il fuoco contro chiunque attacchi le forze di sicurezza o gli edifici governativi.

L'Alleanza per il Sostegno della Legittimità fa altrettanto e chiama milioni di egiziani a scendere in strada dopo la preghiera del venerdì, da 28 diverse moschee della capitale: "La nostra rivoluzione è pacifica. La violenza non è la nostra dottrina e il vandalismo è usato dai leader del golpe militare per mantenere il controllo del Paese".

A livello internazionale, si muove l'Unione Europea. Oggi l'inviato speciale di Bruxelles in Medio Oriente, Bernardino Leon, ha fatto sapere che le forze armate egiziane hanno rifiutato un accordo di pace con la Fratellanza, qualche ora prima dei sanguinari sgomberi di mercoledì. L'accordo era stato raggiunto con l'aiuto della UE e degli Stati Uniti: "Avevamo un piano politico sul tavolo, accettato dalla Fratellanza. L'esercito avrebbe potuto accettare tale opzione".

I ministri degli Esteri della UE si vedranno nei prossimi giorni, al massimo martedì come richiesto dall'italiana Emma Bonino, per affrontare la questione della crisi egiziana. Intanto la Danimarca chiede la sospensione dei progetti bilaterali con l'Egitto e la Svezia lo stop ai finanziamenti del Fondo Monetario Internazionale.

Richieste che seguono alla decisione dell'amministrazione statunitense di interrompere le esercitazioni militari congiunte con l'Egitto, previste per il prossimo mese, seppur Obama continui ad affermare di non voler prendere le parti né dell'esercito né degli islamisti. Gli errori della comunità internazionale stanno venendo a galla, insieme alle loro atroci conseguenze. L'appoggio incondizionato alla Fratellanza - previa accettazione di determinati parametri economici e misure liberiste, così da ottenere i prestiti dell'FMI - hanno trascinato l'Egitto in una crisi economica peggiore dell'era Mubarak. Una crisi che si è aggiunta alle politiche antidemocratiche e non inclusive dei Fratelli Musulmani, provocando la rabbia popolare e il conseguente intervento militare.

Il risultato è una guerra civile. Nena News



 Fonte:

mercoledì 19 giugno 2013

Ucciso Anonymous svedese del gruppo che ha fornito la diretta streaming dalla Turchia

 

Arriva una brutta notizia dalla Rete, per tutti i cittadini liberi, e quelli che ammirano e seguono il mondo Anonymous. La mattina del  17/06/2013 è stato ucciso in un incidente d’auto l’Anon FSCKzine, aka CryptNode, Doa. Faceva parte del gruppo degli Anonymous svedesi che ha permesso la diretta streaming dalla Turchia, e che ogni giorno permette a tutto il mondo di seguire gli eventi. Un pezzo di libertà che abbiamo perso,  e un amico di tutti gli Anon del Mondo. La redazione tutta, porge le più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici stretti, “ciao brothers ci rivedremo in paradiso”.


Ecco la lettera postata dal suo amico:
Il mio amico e collega Anon FSCKzine, aka CryptNode, è stato ucciso in un incidente stradale questa mattina. Era DOA.
Fsck, sopra ogni altra cosa, era un d0xer, che era forse più noto per la fuoriuscita CISPA e NSA, e la sua ossessione con pr0n ascii. Egli era un fiero sostenitore della OpSafeKids, OpLiberation, FreeAnons, e altro ancora, e il suo unico senso dell’umorismo mancherà a tutti quelli che lo conoscevano.
La sua famiglia ha chiesto di non rivelare la loro ubicazione o Pubblicità che, una volta che essi sono fatti, la visione e il funerale dettagli, nell’interesse di anonimato e la sicurezza dei suoi amici. Noi non chiediamo donazioni. Chi volesse lasciare la sua famiglia / amici possono Tweet un messaggio a @FSCKzine. Io trasmetterle.
Era LEGION. Noi non dimentichiamo. ”Quando l’angelo della morte viene a cercarmi, mi auguro che ero tutto ciò che avrei dovuto essere.” Ti voglio bene, fratello. Mi dispiace tanto. =, (
(traduzione di google)



Fonte:

mercoledì 2 gennaio 2013

Obama peggio di Bush: “extraordinary rendition” e omicidi mirati coi droni

Mercoledì 02 Gennaio 2013 20:43 




Barack Obama continua i rapimenti e i trasferimenti di sospetti nemici negli Stati Uniti. Sempre più spesso  eliminati attraverso i droni che bombardano indisturbati in Yemen, Somalia, Pakistan. L’ultimo caso: due svedesi e un britannico rapiti a Gibuti.
L'Fbi continua a portare avanti la pratica delle "rendition", ovvero l'arresto-rapimento all'estero di “sospetti terroristi” con trasferimento forzoso all’interno dei confini statunitensi senza regolare processo e in violazione delle stesse leggi di Washington.
A denunciarlo è il quotidiano Washington Post, rivelando l'ultimo caso che ha coinvolto tre cittadini europei, due svedesi e un britannico, rapiti illegalmente nella piccola repubblica africana di Gibuti perché sospettati di essere membri di al-Shabab, formazione armata islamista attiva nella vicina Somalia. Il ministero degli Esteri svedese ha confermato l'arresto, in agosto, e la successiva estradizione clandestina, di Ali Yashin Ahmed, 23 anni, e Mohamed Yusuf, 29, poi trattenuti dall'Fbi per oltre due mesi e a lungo interrogati.
I due imputati sarebbero stati portati in un tribunale di Brooklyn lo scorso 21 dicembre. La polizia federale statunitense ha annunciato in un comunicato la comparsa dei due svedesi e del britannico - Mahdi Hashi, 23 anni - davanti ai giudici della corte newyorkese, ma non ha rivelato il luogo e le condizioni della loro detenzione. Secondo il legale di Yusuf non esiste una motivazione valida per processare l'assistito negli Stati Uniti e le autorità svedesi e britanniche non hanno riscontrato alcuna attività criminale negli spostamenti degli imputati tra Yemen, Gibuti e Somalia. I tre protagonisti dell’ultimo caso venuto alla luce erano stati fermati per un motivo apparentemente futile lo scorso agosto a Gibuti ma una volta in cella sono stati interrogati da agenti speciali statunitensi. Due mesi dopo il loro arresto i tre sono stati incriminati durante un'udienza segreta di un grand jury federale a New York e poi trasferiti in un carcere segreto sempre negli Stati Uniti.

Gibuti, il piccolo paese del Corno d'Africa controllato politicamente e militarmente dagli Stati Uniti, ospita la grande base di Camp Lemonnier, snodo strategico da cui partono i droni spia statunitensi e le cosiddette “operazioni antiterrorismo”.
"In un certo senso ora le rendition sono ancora più importanti di prima" afferma alla stampa statunitense Clara Gutteridge, attivista del gruppo per la difesa dei diritti umani “Equal Justice Forum”, spiegando che queste detenzioni segrete vengono utilizzate dagli Stati Uniti in maniera complementare rispetto ai sempre più frequenti e sanguinosi raid in Medio Oriente, in Asia Centrale e in diversi territori africani. Del resto Obama si è ben guardato dal chiudere il lager di Guantanamo, all’interno della base USA a Cuba, dove da anni i ‘sospetti’ rapiti in diverse parti del mondo vengono portati e poi interrogati e torturati. Nonostante gli sforzi dei giuristi agli ordini della Casa Bianca, non è stato trovato nessun cavillo che permetta, rispettando le leggi statunitensi, di elaborare un percorso legale che arrestare ‘sospetti terroristi’ all'estero e portarli davanti alla giustizia negli Stati Uniti. Tanto da far rivalutare i rapimenti e i trasferimenti illegali e da far ritenere spesso più breve e rapida la soluzione degli omicidi mirati o dei veri e propri bombardamenti indiscriminati attraverso i droni utilizzati per attacchi molto frequenti in Pakistan, Yemen, Somalia. Una opzione non disponibile ai tempi di Bush, che per il lavoro sporco era costretto a utilizzare squadre di agenti o militari.

Non è noto quante siano le extraordinary rendition che sono state portate a termine nel primo mandato di Obama. Nel 2009, nonostante le dichiarazioni di condanna rispetto all’operato dell’amministrazione precedente repubblicana, Obama ha autorizzato la prosecuzione dei rapimenti illegali di ‘sospetti’ al di fuori dei confini degli Stati Uniti e il loro trasferimento e interrogatorio negli USA, anche se con la ‘raccomandazione’ di evitare le torture come il waterboarding o la deprivazione sensoriale. 

 

mercoledì 24 ottobre 2012

ULTIMI AGGIORNAMENTI DAL SITO DELLA FREEDOM FLOTILLA

Comunicato Ship to Gaza, 24 ottobre 2012

Gli ultimi attivisti svedesi sono arrivati all’aeroporto di Arlanda a Stoccolma alle 15 di questo pomeriggio dove alcuni di loro hanno tenuto una conferenza stampa.
Comunicato stampa Ship to Gaza, 24/10/2012, sintesi :
Ship to Gaza chiede ad Israele la restituzione anche di Estelle e del suo carico e si aspetta che i Governi del mondo reagiscano con determinazione al violento attacco, avvenuto in acque internazionali. E’ una questione e una responsabilità che riguarda i cittadini, la società civile e i Governi del mondo.La violenza che Estelle e gli attivisti a bordo hanno incontrato è, comunque, solo un riflesso della violenza insita nelle politiche dell’assedio. In realtà, non è comparabile alla situazione di intrappolamento in cui vive la società palestinese. Ribadiscono la ferma convinzione di  che ciò di cui Gaza ha bisogno non sia maggiori “aiuti” ma la possibilità di funzionare, come società e come economia. Questo include la Libertà di movimento e di scambi commerciali, accesso al resto della Palestina, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
L’ultima considerazione, la più importante: chiediamo la fine dell’assedio di Gaza.

Comunicato stampa di Ship to Gaza,  testo integrale con lista passeggeri su Estelle  Continue reading

M. Ramazzotti, sequestrato su Estelle, deposita oggi denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma

Oggi, 24 Ottobre 2012, Marco Ramazzotti Stockel, con l’assistenza legale del Legal Team Italia (in particolare dell’Avvocato Gilberto Pagani e dell’Avvocato Simonetta Crisci) ha depositato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma un Atto di Denuncia per:                                
a) sequestro di persona
b) violenza privata
c) rapina
d) impossessamento di nave (reato p.e p. dall’art. 3 L. n. 422/1989)
chiedendo che vengano disposte indagini al fine di pervenire all’identificazione dei colpevoli, tra cui ufficiali e marinai delle unità che hanno condotto l’operazione, indicando comunque le seguenti persone, nella loro qualità di massimi responsabili dello stato di Israele, che hanno ordinato l’azione e la commissione dei reati di cui al presente esposto: Shimon PERES (presidente dello Stato di Israele), Benjamin NETANYAHU (primo Ministro), Ehud BARAK (ministro della Difesa), Avigdor LİEBERMAN(ministro degli Esteri),
Benny GANTZ (Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate), Ram ROTHBERG (comandante della Marina).
 
Qui di seguito il testo integrale della denuncia:  Continue reading
 

ROMA, 26 OTTOBRE: INCONTRO CON MARCO RAMAZZOTTI STOCKEL


Venerdì 26 ottobre, dalle 18.30 in poi, a Roma, in Via Baldassarre Orero n. 61, incontro-dibattito con Marco Ramazzotti Stockel e aperitivo robusto per sottoscrivere per la Freedom Flotilla Italia.

Menu dell’aperitivo:
Green Isaac’Special di Ernest Hemingway ( Isole nella Corrente)
Vino rosso rinvigorente all’ippocrasso di Piero Lorenzoni (Gli eroscopi)
Libum Catone (De Agri Cultura)
Sedano al formaggio molle di capra di Isabel Allende (Afrodita)
Caponatina del commissario Montalbano di Andrea Camilleri
Pane e pomodoro di M.V.Montalban (Ricette immorali)
Epityrum di Catone (De Agri Cultura)

 

Aggiornamento su attivisti Estelle


Shipt to Gaza Svezia riporta ieri sera 23 ottobre:
“TUTTI GLI ATTIVISTI SARANNO DEPORTATI STANOTTE
 Secondo gli avvocati Israeliani di Ship to Gaza, tutti gli attivisti saranno deportati domani mattina alle 4.30 AM. Gli attivisti Svedesi arriveranno all’aeroporto di Arlanda alle 15.”

Riporteremo conferma quando i 12 attivisti saranno effettivamente arrivati negli aeroporti dei paesi d’orgine e dicharazione e racconti che faranno.
Stay tuned

 

A ROMA “BELLA CIAO” PER ESTELLE

La manifestazione romana per Estelle davanti a Monte Citorio si è conclusa con il canto di Bella Ciao dedicato ad Estelle, ai compagni ancora nelle mani dei sionisti ed alla Palestina.
 


L’AVVICINAMENTO DEI BANDITI ISRAELIANI AD ESTELLE

Queste immagini sono state girate a bordo di Estelle e documentano la prima fase dell’aggressione israeliana.
 

Immagini di pirateria nel Mediterraneo

 


Maria-Pia Boëthius, 65 anni, a casa dopo giorni di orrore. “Hanno usato pistole stordenti contro di me”

22 ottobre 2012
 

Non ha dormito in questi giorni, con tutti i suoi beni sequestrati e è rimasta seduta durante le 10 ore di interrogatorio.
La scrittrice Maria-Pia Boëthius, 65 anni, è sbarcata in Svezia, dopo il periodo di orrore che ha subito per mano delle Forze di Sicurezza di Israele.
Hanno usato pistole stordenti contro di me, dice a Aftonbladet.
Le contusioni sono visibili sulle braccia nude, quando Maria-Pia Boëthius incontra la stampa alla sala arrivi dell’aeroporto.
L’aereo da Francoforte è atterrato alle 18:30. Quando si è svegliata, questa mattina, era in un carcere israeliano.
- Siamo stati trattati come merda. Siamo rimasti seduti, durante l’interrogatorio, per 10 ore di fila e umiliati in carcere. Poi sono stata portata davanti le Autorità dell’Immigrazione e, anche lì, sono stata umiliata.
La sua voce trema, quando parla.
In aeroporto, ha incontrato, tra gli altri, Victoria Beach di Ship to Gaza Svezia, che ha portato un mazzo di fiori.
Tutto è stato confiscato. Continue reading

 

Elik Elhanan : “Eccessivo uso di forza contro di noi, senza ragione: taser e odio vendicativo

Gli attivisti israeliani a bordo di Estelle sono stati rilasciati.
 

Elik Elhanan: “Uso eccessivo di forza contro di noi, senza alcuna ragione. Scosse elettriche con taser con odio vendicativo. Un parlamentare Greco è stato picchiato dagli addetti all’interrogatorio del Servizio di Sicurezza Shabak.
“Adesso sto tornando a casa, ma continuo a pensare ai miei compagni di viaggio, ai miei compagni attivisti di altri Paesi che sono ancora detenuti in condizioni durissime e sottoposti ad interrogatori condotti dal Servizio di Sicurezza Shabak, tra di loro ci sono Parlamentari di diversi Paesi” ha detto Elik Elhanan, uno degli attivisti israeliani che era a bordo di Estelle, barca svedese diretta a Gaza. Oggi, il tribunale ha ordinate il suo rilascio e quello di altri due detenuti israeliani, Yonatan Shapira and Reut Mor. “All’inizio hanno tentato di accusarci di ogni tipo di reati molto gravi, come “aiutare il nemico”. La Corte ha respinto. Oggi hanno provato a far applicare un articolo di legge che si chiama “Tentata infiltrazione in una parte della Terra di Israele che non è parte dello Stato di Israele” (sic). Ma la Corte ha respinto anche questa accusa.” Gli attivisti detenuti erano rappresentati dal Procuratore Gaby Lasky e dal suo team, che sono parecchio esperti in casi riguardanti i diritti umani. Continue reading

lunedì 22 ottobre 2012

ESTELLE: COMUNICATI STAMPA SULLA DETENZIONE DEI MEMBRI DELL'EQUIPAGGIO


 


Dror Feiler accusato di “aiutare consapevolmente il nemico”

Comunicato stampa di Ship to Gaza Sweden

21 ottobre 2012

Dror Feiler, uno dei portavoce di Ship to Gaza Sweden, è stato separato, domenica, dagli altri passeggeri svedesi con la motivazione che è un cittadino israeliano e dovrebbe rispondere alle accuse in quanto tale.

Come sicuramente sanno le Autorità israeliane, questo non è vero. Feiler, sebbene sia nato e vissuto in Israele, ha lasciato il Paese quarant’anni fa, in parte come protesta contro la politica di occupazione. E’ da molti anni cittadino svedese e non ha più la cittadinanza israeliana. Cosa vogliano ottenere le autorità israeliane con le loro osservazioni, palesemente false, non è chiaro.

I passeggeri svedesi hanno deciso, insieme alla maggior parte del resto dell’equipaggio/passeggeri, di non firmare il documento che contiene la confessione di ingresso illegale in Israele. Nove degli altri passeggeri – un italiano, tre spagnoli e cinque greci, hanno scelto di firmare il documento e sono quindi stati deportati nei loro rispettivi Paesi.

I tre cittadini israeliani – Reut Mor, Elik Elhanan e Yonatan Shapira – sono stati sottoposti a un’udienza preliminare domenica mattina. Il giudice ha deciso di rigettare la loro richiesta di celebrare il processo a porte aperte.
Sono accusati di:
- aiutare consapevolmente il nemico;
- aver incitato la ribellione:
- aver agito contro un provvedimento legale, infrangendolo, cioè il divieto di accesso a Gaza

La loro detenzione è quindi stata estesa a 48 ore, entro le quali si terrà un’altra udienza.
La stessa accusa è stata ora rivolta contro il cittadino svedese Dror Feiler.

Fonte:

http://shiptogaza.se/en/Pressrum/Pressmeddelanden/dror-feiler-accused-%E2%80%9Daiding-enemy-knowingly%E2%80%9D

Traduzione di Elena Bellini
https://www.facebook.com/groups/WeAreAllOnTheFreedomFlotilla2/

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Preoccupazione internazionale per Jim Manly e l’equipaggio di Estelle

Comunicato stampa di Freedom Flotilla Coalition - per diffusione immediata

La Freedom Flotilla Coalition è preoccupata per il trattamento dell’equipaggio di Estelle da parte delle autorità israeliane

Montreal, 21 ottobre 2012, ore 11.45

Estelle è stata attaccata dall’IDF alle 10 di mattina di sabato. Diciotto ore dopo, l’equipaggio non ha ancora incontrato i rappresentanti consolari o gli avvocati. Le testimonianze sull'uso della forza e dei taser durante l’attacco a Estelle aumentano i nostril timori sulle condizioni dei membri dell’equipaggio.

La Freedom Flotilla Coalition è anche preoccupata per alcuni report secondo cui i membri israeliani dell’equipaggio sono stati trasferiti al carcere di Ashkelon per essere perseguiti.

“Nonostante la conferma della deportazione di alcuni dei membri dell’equipaggio (quelli provenienti da Grecia e Italia), siamo profondamente preoccupati per la perdurante detenzione degli altri, compreso Jim Manly” ha detto Ehab Lotayef, sottolineando che Manly è un ex parlamentare canadese (1980 – 88) e ministro della Chiesa Unitaria in pensione.

“Chiediamo a tutti i governi di incrementare la pressione sul governo israeliano per assicurare che l’equipaggio di Estelle venga trattato con dignità, che i loro diritti come attivisti nonviolenti vengano rispettati e perché tutti loro vengano immediatamente rilasciati” ha detto Lotayef.

Per maggiori informazioni: 
Ehab Lotayef: 514-941-9792   Sandra Ruch: 416-716-4010       Nino Pagliccia: 604-831-9821     

Fonte:

http://www.gazaark.org/2012/10/21/release-international-concern-for-jim-manly-and-the-crew-of-the-estelle/

Traduzione di Elena Bellini 
 https://www.facebook.com/groups/WeAreAllOnTheFreedomFlotilla2/

domenica 21 ottobre 2012

A Roma per Estelle e la Palestina

MARTEDI’ A ROMA PER ESTELLE E LA PALESTINA



I PIRATI ISRAELIANI ATTACCANO ESTELLE. BASTA CON LE COMPLICITA’ CON TEL AVIV! MARTEDI’ 23 TUTTE E TUTTI A PALAZZO CHIGI!

La marina da guerra di Tel Aviv ha assaltato Estelle, il veliero della Freedom Flotilla 3 diretto a Gaza assediata con il suo carico di umanità e solidarietà. Si tratta dell’ennesimo atto di pirateria e di illegalità commesso dallo Stato di Israele, il solo al mondo ad aver collezionato centinaia di Risoluzioni dell’ONU disattese e violate, senza per questo aver mai subito alcuna sanzione.
Oltre ad una ventina fra parlamentari europei ed attivisti, fra cui l’italiano Marco Ramazzotti Stockel, Estelle trasporta 2 alberi di ulivo, 41 tonnellate di cemento, sedie a rotelle, deambulatori, stampelle, stetoscopi ostetrici, libri per bambini, giocattoli, 300 palloni da calcio, strumenti musicali, attrezzature teatrali, radio VHF – per la navigazione  ed  un’ancora per l’Arca di Gaza, la nave in costruzione per poter esportare le merci dalla Striscia.
Il viaggio di Estelle è iniziato tre mesi fa dal Mare del Nord ed ha toccato i porti di Svezia, Norvegia, Francia, Spagna ed Italia: ogni tappa è stata segnata da manifestazioni di solidarietà, come a Napoli, dove in migliaia abbiamo salutato la nuova  sfida ad un blocco illegale alla navigazione imposto dallo stato di Israele, un blocco che condanna quasi due milioni di persone ad una vita da prigionieri.
Siamo stanchi della complicità dei governi del mondo con l’arroganza, la violenza e l’illegalità di Israele. Vogliamo la fine dell’assedio di Gaza e dell’occupazione della Palestina. Vogliamo l’affermazione dei diritti umani in Palestina ed in tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. CONTRO L’ASSEDIO E L’OCCUPAZIONE 10 – 100 – 1000 ESTELLE!!!
MARTEDI’ 23, ALLE 17, TUTTE E TUTTI DAVANTI A PALAZZO CHIGI

Fonte:

http://www.freedomflotilla.it/

PALESTINA. FERMATO IL VIAGGIO DI "ESTELLE" VERSO GAZA


Abbordata in acque internazionali la nave "Estelle" della Freedom Flottilla III diretta a Gaza. La Marina militare israeliana la circonda e la costringe a invertire la rotta verso il porto di Ashdod. 

 

 

di Cecilia Dalla Negra 

 

La mattinata era cominciata con una bella immagine: una foto che mostrava persone di spalle sulla costa di Gaza, sguardo verso il mare, in attesa dell’arrivo di Estelle.

Il veliero della Freedom Flottilla III, partito tre mesi fa dal Mare del Nord, era diretto verso la Striscia di Gaza: “Estelle sta navigando verso il sole. Sono le 7 del mattino e tutto sembra calmo”, si leggeva nel primo aggiornamento odierno di Ship to Gaza Svezia, che dalla partenza della nave ha aggiornato minuto per minuto migliaia di utenti sui suoi spostamenti. 

Poi, alle 10,20, le prime notizie rimbalzano sui social network: i passeggeri della nave – 30 persone tra membri del parlamento di Svezia, Grecia, Norvegia e Spagna e attivisti internazionali – fanno sapere che 5, forse 6 navi della marina militare israeliana li stanno circondando.

L’imbarcazione, a quanto risulta dalle informazioni diffuse, si trovava in quel momento a 17 miglia nautiche dalla località egiziana di Arish, in acque internazionali, e a 30 miglia nautiche di distanza dalla sua destinazione finale: la costa di Gaza. 

La notizia fa il giro del web, gli attivisti e le reti solidali si attivano. Dall’italiano Marco Ramazzotti Stockel, della Rete Ebrei contro l’Occupazione, a bordo della nave, arriva il videomessaggio pre-registrato che invita ad attivarsi per dimostrare solidarietà ad Estelle, e soprattutto perché se ne parli sui media.

Lo spettro della Mavi Marmara – l’imbarcazione della prima Flottilla che venne assaltata dall’esercito israeliano e che vide 9 dei suoi passeggeri uccisi dai militari – è un ricordo ancora vivo, un crimine ancora impunito.

Il messaggio è chiaro: non lasciare da sola Estelle. La rete risponde: passano pochi minuti, e vengono annunciate manifestazioni in solidarietà a Barcellona, Madrid, Napoli, Firenze. 

A Roma appuntamento il prossimo 23 ottobre alle 17, davanti a Palazzo Chigi. 

Poi la conferma ufficiale: l’esercito israeliano prima, via Twitter, poi Tel Aviv con un comunicato, confermano l’abbordaggio. E’ circa mezzogiorno quando arriva anche la nota della Farnesina: “Su istruzione del ministro Giulio Terzi – si legge – l’ambasciata italiana a Tel Aviv si è immediatamente attivata e, in raccordo con la Farnesina, segue costantemente l’evolversi della situazione per assicurare ogni assistenza affinché venga garantita l’incolumità del nostro connazionale che risulta imbarcato sulla Flottilla”. 

La nave, da quanto risulta attualmente, sarebbe stata abbordata dalla marina militare israeliana e condotta forzatamente nel porto israeliano di Ashdod.

Nel comunicato, Tel Aviv sottolinea inoltre che il raid “è stato condotto in conformità al diritto internazionale” e solo “dopo che tutti i tentativi di impedire alla nave di raggiungere la Striscia di Gaza erano stati effettuati, sia attraverso contatto diretto che per via diplomatica, senza alcun risultato”. 

I passeggeri sarebbero stati ripetutamente raggiunti telefonicamente, secondo l’esercito, ma non avrebbero dimostrato “volontà di cooperare, ignorando gli inviti a cambiare rotta. La decisione è stata quindi di salire a bordo e condurre la nave nel porto di Ashdod”. 

Un’affermazione falsa, se verrà confermato che la nave, al momento dell’assalto, si trovava in acque internazionali.

E una reazione ampiamente prevista, visti i tentativi da parte israeliana di impedire al veliero di giungere a destinazione. Nei giorni scorsi Israele si era rivolto anche alle Nazioni Unite invitandole ad intervenire per fermare Estelle, e annunciando che altrimenti la reazione sarebbe stata autonoma. 

Una nave partita per portare alla popolazione civile di Gaza, da anni sotto assedio israeliano, strumentazione medica, sedie a rotelle, stampelle e stetoscopi. E ancora, strumenti musicali e palloni da calcio, libri e giocattoli per bambini, 41 tonnellate di cemento per una ricostruzione ancora negata da Israele, dopo la devastazione dell’offensiva “Piombo Fuso” del 2008.

E 2 alberi di ulivo, per portare anche un simbolo di pace nella Striscia. 

La “nave che sembra uscita dalle fiabe”, come l’aveva definita il suo capitano, Dror Feiler, era partita dalla Svezia e aveva toccato i porti di Norvegia, Francia, Spagna e Italia, sempre accolta da manifestazioni di solidarietà. L’ultima a Napoli, per salutare Estelle e il suo equipaggio, augurare buona fortuna, assicurare che l’attenzione sarebbe stata mantenuta alta durante tutto il suo tragitto verso Gaza. 

Un viaggio che si è interrotto stamattina. Forse perché, come si legge tra i tanti tweet inviati in rete, il veliero portava con sé anche “Rachel Corrie, Vittorio Arrigoni, gli attivisti della Mavi Marmara e una speranza di giustizia”.

Che a Gaza, ancora una volta, non doveva arrivare. 

 

Per seguire gli sviluppi su Twitter #Estelle @FreedomFlotIta e @ShiptoGazaSthlm

 

20 ottobre 2012 

Fonte:

http://www.osservatorioiraq.it/palestina-fermato-il-viaggio-di-estelle-verso-gaza

venerdì 19 ottobre 2012

INFO SU ESTELLE, L'IMBARCAZIONE DI AIUTI UMANITARI CHE STA NAVIGANDO VERSO GAZA

Estelle e Protector. Due barche, due modi diversi di intendere pace e sicurezza.

 

 

 

Estelle è un’imbarcazione dallo scafo in acciaio di 53 metri, originariamente costruita per la pesca a strascico nel Mare del Nord. Prima di essere convertita in un’imbarcazione per il commercio equo, nel 1980, ha passato circa 15 anni trasportando ghiaia da Vuolahti a Helsinki.
Nel 2012 Estelle è stata acquistata da Ship to Gaza Sweden per tentare di rompere ed eliminare il blocco su Gaza.

(citazione dalla pagina web ufficiale di Estelle )

 

 

 

Protector è un sistema navale integrato da combattimento, costituito da mezzi di superficie privi di equipaggio, autonomi, comandati a distanza. Molto maneggevole e praticamente invisibile, il Protector può condurre un ampio spettro di missioni cruciali, senza esporre personale e beni a rischi inutili.
Il modulo di intervento anti-terrorismo include sensori e sistemi d’arma. Il radar di ricerca e lo scudo elettro-ottico Toplite (EO) permettono il rilevamento, l’identificazione e le operazioni di targeting (presa di mira).
I sistemi d’arma si basano su Typhoon, stazione di controllo armi creata dalla società Rafael, controllata a distanza, consolidata, in grado di rendere operative diverse armi di piccolo calibro. La stazione di controllo armi, di massima precisione e consolidata, ha un’eccellente probabilità di colpire-e-uccidere”. Secondo il Jerusalem Post, l’obiettivo di Protector è “impedire ai pescatori palestinesi di oltrepassare l’area a loro consentita o evitare che flotille navighino verso la Striscia di Gaza”. (citazione dalla pagina ufficiale della società israeliana produttrice di armi Rafael)

 

(traduzione di Elena Bellini)

 

NOVITA’ : Estelle minacciata di arrembaggio in acque internazionali

 

da Ship to Gaza, 19 ottobre 14.30: 

 

I passeggeri di Estelle hanno ricevuto una chiamata dal dipartimento degli esteri finlandese, che comunicava di essere stato contattato dal dipartimento degli esteri israeliano per dire che Estelle sarebbe stata abbordata e fermata in acque internazionali e i suoi passeggeri portati ad Ashdod.

Estelle received a phone call from the Finnish foreign department, who said that they received a mssage from their Israeli counterpart, stating that Estelle will be boarded on international water, and its passengers brought to Ashdod.

Fonte:

http://www.freedomflotilla.it/