Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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martedì 8 gennaio 2013

G4S, COMPAGNIA PRIVATA MILITARE E DI SICUREZZA, E' COMPLICE DELL'OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA



La votazione si chiude il 23 di gennaio.
Vota qui: http://www.publiceye.ch/en/vote/
G4S è in lizza per il Public Eye People's Award del 2013, il premio 'fai i nomi e fai vergognare' che nessuna società vorrebbe vincere. G4S, la più grande compagnia privata militare e di sicurezza del mondo, è complice dell'occupazione israeliana della Palestina e trae profitti dal conflitto e dall'insicurezza in tutto il mondo. War on Want e altre organizzazioni europee hanno nominato G4S per i premi che aiutano a "puntare i riflettori internazionali sugli scandali delle corporation". L'azienda è stata selezionata ed è ora in lizza per il voto del pubblico.
Prendete un minuto per votare per G4S e poi dite ai vostri amici di fare lo stesso.

votaPerché votare per G4S?

G4S è complice dell'occupazione israeliana della Palestina attraverso la fornitura di attrezzature di sicurezza e di servizi per l'impiego ai posti di blocco e agli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata. Essa contribuisce anche a mantenere e trarre profitto dal sistema carcerario israeliano. Nel 2007, la filiale israeliana di G4S ha firmato un contratto con l'Autorità carceraria israeliana per la fornitura di sistemi di sicurezza per grandi prigioni israeliane.
L'Amministratore Delegato di G4S, Nick Fibbie, ha detto che gli ambienti ad alto rischio offrono "grandi opportunità" e ha confermato che G4S ha recentemente condotto un lavoro preparatorio con le compagnie petrolifere e del gas per i contratti in Iraq. G4S solo il mese scorso ha anche esteso il suo contratto in Afghanistan in un accordo del valore di circa £ 72 milioni.
Nonostante il suo curriculum di complicità nelle violazioni dei diritti umani nel Regno Unito e all'estero, G4S continua a ricevere appalti per servizi pubblici, tra cui quelli di pubblica sicurezza, alloggi per richiedenti asilo e gestione delle deportazioni. G4S svolge un ruolo diretto nella gestione dei centri di detenzione per immigrati nel Regno Unito e nelle deportazioni del Ministero degli Interni. Nel mese di ottobre del 2010, Jimmy Mubenga morì durante la sua deportazione forzata effettuata da G4S in Angola. Ma nel luglio del 2012 il Crown Prosecution Service ha deciso di non perseguire G4S o le sue guardie di sicurezza per la sua morte. In risposta a tale decisione, la moglie di Jimmy Mubenga ha dichiarato: "Non riusciamo a capire perché gli ufficiali e G4S non sono responsabili verso la legge come lo saremmo noi o qualsiasi altro membro del pubblico.".
E 'tempo di aumentare la pressione internazionale sulla G4S e accertarsi che entri a far parte dell'Albo della Vergogna delle aziende che sono state ritenute le peggiori aziende dell'anno.
Vota G4S per il Public Eye People's Award del 2013   http://www.publiceye.ch/en/vote/
La votazione si chiude il 23 di gennaio ed il vincitore sarà annunciato durante il World Economic Forum di Davos.

Fonte: War On Want

giovedì 22 novembre 2012

Piero Bruno

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Giovedì 22 Novembre 2012 07:31 

 Il 22 Novembre del 1975 a Roma si tiene una manifestazione di solidarietà con la lotta del popolo dell’Angola, ormai liberatasi dal colonialismo portoghese ma in attesa di un riconoscimento da parte di molti Stati occidentali.
Quando il corteo giunge all’altezza dell’Ambasciata dello Zaire una decina di manifestanti si stacca per andare a compiere un’azione contro tale sede, simbolo di uno dei paesi il cui regime ha preso parte attiva nell’attacco imperialista all’Angola.
Ma arrivato sul posto il gruppo trova ad attenderli un nutrito schieramento di polizia e carabinieri che al grido di “Eccoli!” comincia a sparare ad altezza uomo contro i manifestanti, che scappano coprendo la propria fuga con il lancio di alcune bottiglie molotov.
Vengono esplosi decine di proiettili: Piero Bruno, studente diciottenne e militante di Lotta Continua, crolla a terra colpito alla schiena, mentre altri due vengono presi di striscio alla testa ma riescono a proseguire la fuga fino a mettersi in salvo.
Un compagno si avvicina a Piero per cercare di trascinarlo via ma le forze dell’ordine continuano a sparare all’impazzata in una sorta di tiro al bersaglio contro chiunque tenti di raggiungere il corpo del giovane militante.
Uno degli agenti si avvicina al corpo ormai agonizzante di Piero Bruno e, puntandogli la pistola a pochi centimetri, urla: “Così ti ammazzo!”.
E così è: ancora una volta i fedeli esecutori della Legge Reale sparano per uccidere.
Una donna testimonierà: “La mia attenzione è stata immediatamente attratta da un giovane disteso per terra in Via Muratori, sul lato opposto alla mia abitazione a circa 5 o 6 metri dal piazzale antistante l'ambasciata; ho notato poliziotti o carabinieri, anzi credo più poliziotti disporsi alla fine di Via Muratori, evidentemente per isolare la zona. Ho quindi sentito che il ragazzo disteso per terra si lamentava e contemporaneamente ho visto un uomo in borghese sbucare attraverso i poliziotti che si è avvicinato di corsa al ragazzo disteso per terra urlando, presso a poco “ Ti pare questo il modo di ammazzare un collega” e quindi, “ Cane, bastardo, carogna ”, ho quindi visto che l'uomo ha puntato la pistola verso il ragazzo disteso per terra, urlando “Ti ammazzo” ed ho sentito il clic del grilletto. Il ragazzo ha gridato “No ” ed ha fatto il gesto di coprirsi il volto con le mani. Quindi l'uomo, chinandosi sul ragazzo gli ha detto “ ma io ti ammazzerei veramente ” e lo ha scosso.”
Piero Bruno muore il giorno successivo mentre è ancora piantonato in ospedale.
I suoi assassini verranno identificati nel tenente dei carabinieri Bosio, nel suo collega Colantuomo e nell’agente in borghese Tammaro che, come per i molti altri casi di omicidi eseguiti con freddezza all’ombra della Legge Reale, verranno tutti assolti con abili giri di parole ed insabbiamenti delle prove.

Fonte:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/storia-di-classe/item/3268-22-novembre-1975-muore-piero-bruno