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CHIEDIAMO UN AIUTO PER I NOSTRI FRATELLI RECLUSI NEL CARA E NEL CIE DI
ROMA COLPITI DALL'ALLUVIONE. INVITATE TUTTI I VOSTRI AMICI A QUESTO
EVENTO E CERCHIAMO DI DIFFONDERE SU BACHECHE, GRUPPI, SITI E BLOG QUESTO
EVENTO NEL QUALE SPIEGA LE CONDIZIONI DEL CARA E DEL CIE. CI SARANNO
AGGIORNAMENTI NELL'EVENTO APPENA CI SARANNO NUOVE INFO.
CHIUNQUE ABBIA DELLE INFORMAZIONI PUò MANDARLE PER MESSAGGIO A CHUCKY VECCHIOLLA... POI VERRANNO INSERITE NELL'EVENTO. Nel bel mezzo del diluvio su Roma, una occhiata a chi sta dentro a delle gabbie. Intanto gli “ospiti” del Cara di Castelnuovo del Porto che, secondo quanto racconta una diretta di Radio Onda Rossa, sono stati lasciati chiusi dentro mentre l’acqua saliva e si son trovati costretti a cercare scampo sui tetti. Il Centro - costruito su una piana alluvionale del Tevere - è completamente allagato mentre un operatore è gravemente ferito a causa di un corto-circuito. Nonostante la situazione sia critica pure nella zona di Ponte Galeria, le gabbie continuano a rimanere chiuse. Questa mattina, anzi, c’è stata una protesta giacché da tre giorni nella baracche non c’è l’acqua calda e i soldati non volevano distribuire la colazione a chi, nel Centro, non sta facendo lo sciopero della fame: i prigionieri hanno ammassato un bel po’ di masserizie di fronte alla caffetteria e hanno appiccato un piccolo incendio. Spento l’incendio, il cibo è subito arrivato. FONTE: http://www.autistici.org/ ASCOLTA LA DIRETTA: http://www.ondarossa.info/ Inoltre ci viene segnalata una situazione che potrebbe essere pericolosa nel CIE di Ponte Galeria: tutta la zona è in condizioni critiche ma al momento non ci sono dichiarazioni su come si intende garantire la sicurezza dei reclusi e delle recluse. Antirazzist* invitano a chiamare il centralino del CIE di Ponte Galeria per sollecitare prese in carico della situazione ed intervento per la sicurezza delle recluse e dei reclusi. Nr.centralino: 06/65854224 P.S.: La data dell'evento è casuale EVENTO CREATO DA: Chucky Vecchiolla membro del Coordinamento Nazionale delle Lotte |
Mai
più CIE – Diritti e accoglienza per tutti Sabato 15 febbraio 2014
corteo al Centro d'Identificazione ed Espulsione di Roma-Ponte Galeria Dopo le mobilitazioni dell’autunno per casa e reddito, la Roma Meticcia è tornata in piazza il 18 dicembre. Un corteo numeroso e determinato ha attraversato le strade della capitale nella “giornata internazionale dei migranti” per chiedere una legge organica che garantisca il diritto d’asilo, la chiusura dei CIE, un’accoglienza dignitosa contro il business delle cooperative a partire dal diritto all’abitare e l’abrogazione di tutti i provvedimenti legislativi in materia di immigrazione che minano la libertà e il diritto di scelta delle persone a muoversi e risiedere dove meglio credono. La mobilità transnazionale dei migranti sfida infatti le politiche neoliberali di austerity e confinamento, ponendo il tema della costruzione di un nuovo modello sociale, di una diversa modalità di vita in comune, che forza gli angusti confini degli stati nazionali ed al tempo stesso le retoriche bipartisan dell’accoglienza e del multiculturalismo. Mentre da piazza del Popolo qualche “forcone” rivendicava una “soluzione italiana” alla crisi, noi affermavamo con determinazione che “le lotte contro l’austerità non hanno frontiere”. Pochi giorni dopo in diversi nodi decisivi del sistema di governo dei flussi migratori esplodevano proteste auto-organizzate. A Mineo, nel CARA più grande d’Italia, i richiedenti asilo riprendevano la mobilitazione contro le condizioni di vita indegne e i tempi di attesa infiniti. A Lampedusa, i migranti intrappolati sull’isola e trattati come animali nel Centro di Prima Accoglienza chiedevano dignità e il trasferimento immediato. A Ponte Galeria, numerosi reclusi si cucivano la bocca e iniziavano uno sciopero della fame contro una detenzione ingiusta e illegittima e per la liberazione di tutti i migranti imprigionati nei Centri di Identificazione ed Espulsione. Anche nel dibattito politico le questioni connesse con le migrazioni e con il carattere meticcio della nostra società sono all’ordine del giorno dall’inizio dell’autunno appena trascorso. Da una parte, la Lega Nord e le formazioni neofasciste continuano a usare il colore della pelle di un ministro per promuovere una campagna razzista e dare visibilità alle posizioni anti-immigrati. Dall’altra, dopo ogni nuova strage in mare o "scandalo" sulla gestione dei CIE, i partiti di governo si lanciano in false dichiarazioni d’intenti, senza avere in realtà intenzione di modificare le politiche di controllo dell’immigrazione, se non in senso peggiorativo o per operazioni di facciata. La questione del reato di clandestinità e l’emendamento ipocrita appena approvato al Senato sulla materia ne sono l’ultima dimostrazione. In questo contesto, crediamo necessario mobilitarci per rivendicare dal basso una radicale trasformazione delle leggi che governano la vita di migliaia di cittadini migranti. In continuità con le proteste degli ultimi mesi dentro e fuori i CIE, chiediamo l’immediata chiusura di questi lager, dove migliaia di persone vengono detenute senza aver commesso alcun reato, dove i diritti fondamentali vengono calpestati quotidianamente. I CIE costituiscono uno degli ingranaggi del sistema di governo dei flussi migratori, che rende la popolazione migrante illegale e ricattabile, ai fini dello sfruttamento nel/del lavoro e nella/della vita e della collocazione in un ruolo subalterno nella società. I CIE hanno un costo umano e un costo economico - di soldi pubblici - che non abbiamo più intenzione di pagare. Al momento, oltre la metà dei CIE italiani sono stati chiusi grazie alle rivolte e alle proteste che li hanno interessati. È arrivato il momento di chiudere anche Ponte Galeria! Proprio oggi i cittadini migranti detenuti in quel luogo si sono cuciti nuovamente la bocca, ricominciando lo sciopero della fame: perché le promesse fatte dai rappresentanti delle istituzioni dopo la protesta di dicembre non sono state mantenute, perché i CIE non si possono riformare ma vanno chiusi per sempre. Vogliamo sostenere questa mobilitazione, aprendo una campagna condivisa e includente per mettere fine all’orrore di Ponte Galeria. Vogliamo farlo con i migranti auto-organizzati delle occupazioni, i movimenti per il diritto all’abitare, le reti e le associazioni anti-razziste, le comunità straniere e tutti coloro che credono che non debba esserci alcuno spazio per i CIE e per le leggi discriminatorie. Vogliamo avviare questa campagna nel mese di febbraio, anche verso un 1 marzo di mobilitazione meticcia che non lasceremo alle passerelle dei politici, recuperandone il significato originario della partecipazione e della pratica dei diritti messa in atto dai migranti.
Invitiamo tutti e tutte a partecipare a un’assemblea pubblica mercoledì 5 febbraio alle ore 17.00 al Nuovo Cinema Palazzo, per discutere insieme della campagna che ci porterà il 15 febbraio in corteo a Ponte Galeria per dire “mai più CIE” e “diritti e accoglienza x tutti”.
Reti antirazziste Movimenti per il diritto all'abitare
#cieNO
#FacciamoliUscire
#RomaMeticcia
Mercoledì 5 febbraio h. 17:00 Assemblea pubblica Nuovo Cinema Palazzo (piazza dei Sanniti 9A) Sabato 15 febbraio h.15:00 CORTEO AL CENTRO D’IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE DI ROMA #MAIPIUCIE chiudiamo Ponte Galeria
Fonte:
http://www.infoaut.org/index.php/blog/migranti/item/10429-mai-piu-cie-15-febbraio-manifestazione-a-roma








17:35 Fumogeni e petardi contro il ministero dell'Economia ribatezzato dal corteo ministero della #precarietà









Da
diverse ore sta circolando la voce (alimentata anche da alcuni giornali
come Il Corriere della Sera di Roma, Il tempo ed il Giornale) che FFOO e
questura di Roma si stiano prodigando per isolare le celle telefoniche
dislocate lungo il tragitto del corteo del 












