Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


Visualizzazione post con etichetta morti sul lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta morti sul lavoro. Mostra tutti i post

sabato 14 settembre 2013

Lamezia Terme: morto l’operaio ferito

Venerdì, 13 Settembre 2013 12:48     Scritto da  Redazione Contropiano


Lamezia Terme: morto l’operaio ferito


Non ce l’ha fatta Enrico Amati, operaio di 47 anni originario di Sinalunga (Siena), rimasto gravemente ferito ieri a causa dell’esplosione di un silos all’interno di uno stabilimento industriale a San Pietro Lametino costato la vita a due colleghi. L’operaio è morto dopo esser stato ricoverato, in condizioni gravissime, all’ospedale di Catanzaro. Aveva ustioni sul 90% del corpo, così gravi che non era stato possibile neanche trasportarlo in un centro specializzato in grandi ustioni.
Le altre due vittime del rogo sono Daniele Gasbarrone di Latina e Alessandro Panella di Velletri in provincia di Roma, entrambi di 32 anni. I tre lavoravano come saldatori specializzati nella bonifica delle cisterne per la Ilsap Biopro, un'azienda con sede legale a Latina che produce oli raffinati, biomasse, glicerina e biodiesel ed erano in trasferta a Lamezia Terme. I due sono stati investiti in pieno dall’esplosione e sono morti sul colpo.
Una donna che ha assistito all'incidente ha raccontato di avere sentito uno scoppio e di avere visto una fiammata e qualcosa che volava in aria, mentre si diffondeva una nuvola di gas.



Fonte:

giovedì 12 settembre 2013

Lamezia Terme: esplode silos, due operi morti e uno gravemente ferito. Un morto sul lavoro anche a Pordenone

Giovedì, 12 Settembre 2013 18:54     Scritto da  Redazione Contropiano


Lamezia Terme: esplode silos, due operi morti


Nuova tragedia sul lavoro, questa volta in Calabria. Nella zona industriale di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, oggi pomeriggio un silos è esploso provocando la morte di due lavoratori. Oltre ai due operai che erano impegnati nella manutenzione dell’impianto e che non ce l’hanno fatta, un terzo lavoratore è rimasto gravemente ferito a causa dello scoppio, ed ha riportato ustioni su tutto il corpo.
L'esplosione è avvenuta all'interno dello stabilimento di San Pietro Lametino della Ilsap Biopro, un'azienda che produce oli raffinati, biomasse, glicerina e biodiesel. I vigili del fuoco stanno perciò accertando la natura dei gas che si sono liberati nell’aria, per evitare la diffusione di sostanze pericolose. La magistratura sta già indagando sulla dinamica dell’incidente.

Di seguito il comunicato della Federazione della Calabria dell'Usb

Ancora caduti sul lavoro!

 USB Calabria lista a lutto le sue bandiere e saluta i lavoratori colpiti.

La USB Calabria esprime tutta  la solidarietà e vicinanza alle famiglie dei lavoratori rimasti uccisi e di quello gravemente ferito, nell’esplosione alla fabbrica per la trasformazione di oli combustibili a Lamezia Terme.
Ancora una volta, purtroppo, ci viene chiesto di convivere con l’idea che delle persone escano da casa per andare a lavorare, senza farvi più ritorno.
Ma noi non ci riusciamo.
Anche in momenti come questi, infatti, non si può fare a meno di pensare come la crisi in atto sia stata l’occasione per far abbassare gli standard di sicurezza dei luoghi di lavoro e fatto passare in secondo piano problemi basilari come l’incolumità fisica e psichica di chi vi lavora.
Siamo sicuri che si dirà che gli impianti erano a norma e che è stato solo un terribile ed imprevedibile incidente, ma la triste realtà è che oggi tre famiglie del lametino sono state colpite da una terribile sciagura che sconvolgerà le loro vite e, almeno per rispetto loro, questa volta non tiriamo in ballo la fatalità.

Lamezia Terme, 12 settembre 2013
Federazione regionale

USB Calabria


Un morto sul lavoro anche a Pordenone 

Antonio di Bernardo, un operaio di 54 anni è morto, schiacciato da un mezzo cingolato, all'interno di un cantiere edile di Roveredo in Piano (Pordenone). L'incidente à avvenuto intorno alle ore 16 di oggi mentre l'uomo stava lavorando all'ampliamento di una cava. Secondo una prima ricostruzione l'uomo, originario di Frisanco (Pordenone) sarebbe salito sul cingolato per accendere il mezzo restando però imprigionato dalla macchina operatrice che sembrava avere la marcia innestata, ed è rimasto dilaniato  morendo all'istante.




Fonte:


 

martedì 10 settembre 2013

Lecce. Operaio morto, in manette l’amministratore della Scarlino

Martedì, 10 Settembre 2013 14:35     Scritto da  Luca Fiore

Lecce. Operaio morto, in manette l’amministratore della Scarlino

 E’ finito in manette l’amministratore unico del salumificio “Scarlino”, il 51enne Attilio Scarlino, arrestato questa mattina su ordine della Procura di Lecce. L’arresto è stato ordinato in conseguenza della morte, lo scorso 30 agosto, di Mario Orlando, l’operaio 53enne di Taurisano che è morto stritolato da un’impastatrice di carne alla quale stava lavorando. Nei guai non ci è finito solo Attilio Scarlino, ma nel registro degli indagati ci sono finito anche Antonio Scarlino, responsabile della sicurezza dell’azienda che produce salumi, in particolare wurstel, e Luigi De Paola, capo reparto.
Nei loro confronti erano stati ipotizzati i reati di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e di morte come conseguenza di altro reato. I macchinari utilizzati all’interno dell’azienda, infatti, erano dotati di un sistema di sicurezza che, in caso di avvicinamento alla stessa, ne prevedevano l’immediato stop. Un sistema che, secondo quanto appurato nel corso delle indagini, sarebbe stato però rimosso per ordine della direzione dell’azienda per accelerare i ritmi di lavoro. Un accorgimento per velocizzare la produzione che a Mario Orlando è costato la vita. Anche un collega della vittima, l’operaio Mario De Icco, è ancora indagato perché avrebbe inavvertitamente azionato l’impastatrice che ha ucciso Orlando mentre puliva il macchinario.

Secondo il procuratore Cataldo Motta, per ordine dei dirigenti era stato rimosso un cancelletto che inibiva l'accesso degli operai all'impastatrice durante le operazioni di pulizia. Allo stesso tempo però il dispositivo di sicurezza era stato bloccato in modo tale che il cancello risultasse esistente e chiuso adeguatamente. Mentre l'azienda era sotto sequestro dopo l’incidente mortale, inoltre, qualcuno ha violato i sigilli proprio per rimontare un cancello di sicurezza su un'insaccatrice, per dimostrare che l’azienda rispettava le misure di sicurezza. 



Fonte:




venerdì 30 agosto 2013

Lavoro: due vittime in Salento, uno in Liguria, uno in Sicilia

  •      Scritto da  Redazione Contropiano 


Lavoro: due vittime in Salento, uno in Liguria, uno in Sicilia
Ben due gli operai morti sul lavoro in Salento nelle ultime 24 ore. Un operaio di un noto salumificio ha perso la vita nel primo pomeriggio rimanendo stritolato in una delle impastatrici di carne alla quale stava lavorando. E' accaduto a Taurisano nello stabilimento 'Scarlino', sulla strada provinciale che conduce a Casarano. La vittima è Mario Orlando, di 53 anni, di Taurisano. Il dramma è accaduto poco dopo le 14, quando l’uomo è scivolato dentro un macchinario dalle lame particolarmente affilate usato nella preparazione degli insaccati.
Poche ore prima a Francavilla Fontana (in provincia di Brindisi), aveva perso la vita il 38enne di Aradeo (Lecce) Angelo Reschi, impiegato in una ditta che stava eseguendo lavori sulla condotta idrica per conto dell’Acquedotto pugliese. Reschi è deceduto per asfissia in seguito ad annegamento, dopo essere stato travolto da un violento getto d’acqua mentre si trovava nella condotta in cui sono posizionati i tubi della fognatura.
Un cantoniere di 44 anni, originario di Ganci (Palermo), Santo Gulino, è invece morto dopo essere stato travolto sull'autostrada Palermo-Catania. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l'uomo, é stato investito da un automobilista mentre era impegnato nell'attività di manutenzione stradale sulla corsia di soccorso, all'interno di in un cantiere mobile a 'Ponte Cinque Archi' sull'autostrada A19 'Palermo-Catania'.

Un’altra vittima del lavoro si è registrata sempre oggi più a nord, in Liguria. Un operaio di 23 anni, Luca P. é morto stamattina intorno alle 8,30 in un cantiere a Beverino (La Spezia) schiacciato dalla pala di un pesante mezzo escavatore. Immediati i soccorsi, ma per il ragazzo non c'é stato nulla da fare. 



Fonte:

 

giovedì 25 luglio 2013

Esplode fabbrica di fuochi d'artificio

Bilancio provvisorio: un morto, 8 feriti 3 dispersi. Tragedia nel pescarese 

 

L'incidente in contrada Villa Cipressi a Città Sant'Angelo, lungo la strada che porta a Elice. Tre esplosioni: la prima intorno alle 10.30, poi altri due scoppi, uno dei quali ha investito i soccorritori. Scenario da guerra nell'aria circostante: calcinaci, macerie e campi in fiamme. Sul posto i vigili del fuoco e il nucleo elicotteri per domare le fiamme partite dall'espolisione. Il morto è un ragazzo di 22 anni: Alessio Di Giacomo, 22 anni, figlio del proprietario della fabbrica (attualmente disperso insieme ad altre 2 persone, anche loro parenti). Disperso il padre Mauro (45) e altri due parenti: Roberto (39) e Federico (50). Le ricerche non riprenderanno prima dei due giorni necessari per bonificare l'area dell'esplosione.

 


  • da Il Centro 17.13
    Il 118: "Nessuna speranza di trovare i dispersi". «Purtroppo non abbiamo più speranze che trovare solo i resti dilaniati dei corpi dei tre dispersi». Lo ha detto il dottor Emanuele Cherubini, responsabile provinciale del 118 di Pescara che sta coordinando i soccorsi in collaborazione con le forze dell'ordine.
     
  • da Il Centro 17.12
    Sospese le ricerche: prima occorre bonificare la zona. Considerate le condizioni della zona non è possibile proseguire le ricerche dei tre dispersi se non dopo la bonifica. "I tempi previsti per la bonifica sono di 3-4 giorni e bisogna tenere conto che c’è un deposito di polvere pirica pericolosissima non coinvolto dall’incendio e la zona continua ad essere pericolosa", ha dichiarato il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini, titolare dell'inchiesta. "Cercheremo di fare tutto il possibile", ha aggiunto, "per ricostruire la dinamica, compatibilmente con i tempi tecnici.  È una ditta antica e molto seria". Le indagini saranno portate avanti da carabinieri, artificieri e vigili del fuoco.
     
  • da Il Centro 17.12
    Il bilancio: un morto e 8 feriti. I soccorritori: poche speranze per i dispersi. È di un morto (Alessio Di Giacomo, 22 anni), 3 dispersi e 8 feriti il bilancio al momento dell’esplosione avvenuta in una fabbrica di fuochi d’artificio a Pescara. Tra i feriti, due sono gravi ma non in pericolo di vita. Secondo i soccorritori le probabilità di ritrovare in vita i dispersi sono basse.
     
  • da Il Centro 16.49
    Il sindaco di Città Sant'Angelo: ''Scena mai vista, sembra un bombardamento''

  • da Il Centro 16.11
    Alessio è stato ucciso dalla seconda esplosione. Alessio Di Giacomo, figlio del titolare della ditta, Mauro, attualmente disperso, è stato soccorso dopo la prima esplosione dal personale del 118, racconta Emanuele Cherubini. Gli è stato detto di stare lontano dalla zona interessata al boato ma lui ha comunque voluto raggiungere l’area ed è stato investito dalla seconda esplosione che lo ha travolto.
     
  • da Il Centro 16.09
    Sequestrata l'area dell'esplosione, apert un'inchiesta. La Procura di Pescara, ha riferito il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini, anche lei a Villa Cipressi dopo l’esplosione insieme al pm Giusti, ha aperto un fascicolo per incendio colposo, disastro colposo e omicidio colposo forse plurimo, considerato che ci sono tre dispersi. L’area è stata sottoposta a sequestro. Si tratta, è stato spiegato, anche di un’area di deposito giudiziario: qui venivano depositati i botti illegali sequestrati dalle forze dell’ordine.
     
  • da Il Centro 15.52
    I vigili del fuoco: "C'è il rischio di nuove esplosioni".

  • da Il Centro 15.44
    Otto le persone presenti nel luogo dell'esplosione: un morto e tre dispersi. Le forze dell'ordine hanno così ricapitolato le presenze sul luogo della tragedia. Nel corpo fabbrica c'erano i tre Di Giacomo al momento ancora dispersi: Mauro (45), Roberto (39) e Federico (50). Nel corpo uffici, c'erano altri tre appartenenti alla famiglia: Gianmarco, Giordano (che ai soccorritori ha detto di essersi salvato gettandosi nel bunker di salvataggio) e Alessio, unica vittima finora accertata della tragedia. Salvi quindi la nonna della vittima e la badante entrambe nell'abitazione a fianco agli uffici.
     
  • da Il Centro 15.08

    Lo scenario apocalittico di contrada Villa Cipressi dopo l'esplosione
    da Il Centro on Jul 25, 2013 at 1:08 PM

  • da Il Centro 14.32

    Una casa sventrata dall'esplosione nella fabbrica di fuochi d'artificio
    da Il Centro on Jul 25, 2013 at 12:31 PM

  • da Info a cura di Il Centro 14.20
    In campo anche molti volontari. Tra gli uomini che stanno intervenendo ci sono anche molti volontari della protezione civile che si stanno occupando di circoscrivere le fiamme nelle zone adiacenti all'esplosione.
     
  • da Il Centro 14.18
    Canadair in azione per domare l'incendio. Si sta sviluppando un grosso incendio a nord della collina dove è esplosa la fabbrica Di Giacomo. Le fiamme stanno aggredendo ulivi e bosco infatti la Guardia forestale ha chiesto l'arrivo del Canadair per spegnere l'incendio. Sul luogo del disastro è arrivato anche il prefetto di Pescara, D'Antuono e in precedenza era arrivato anche il Questore, Paolo Passamonti. Proseguono intanto le operazioni di spegnimento dei focolai dentro gli edifici e nei luoghi più a rischio sono all'opera gli artificieri.
     
  • da Il Centro 14.12
    Nuovo bilancio: i feriti sono 8, due in prognosi riservata. Sono otto, secondo fonti ospedaliere, i feriti portati nei nosocomi di Pescara e di Penne (Pescara) dopo le prime cure nel posto medico avanzato allestito nei pressi del luogo dell'esplosione. Due di loro sono in prognosi riservata a Pescara. I rimanenti, meno gravi, a Penne. Sia nell' ospedale pescarese sia in quello di Chieti i reparti di rianimazione sono pronti per accogliere eventuali feriti gravi.
     
  • da Il Centro 14.09
    I dispersi appartengono tutti alla famiglia Di Giacomo. Gli investigatori in questi minuti hanno confermato che sono tre le persone attualmente disperse dopo l'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio di Villa Cipressi. Si tratta del titolare dell'azienda, Mauro Di Giacomo, di Federico Di Giacomo (fratello del titolare) e di Roberto Di Giacomo anche lui parente del proprietario.
     
  • da Il Centro 14.07
    Oltre cento uomini impegnati nei soccorsi. In zona stanno operando un centinaio di uomini con mezzi aerei e terrestri. In alcune zone limitrofe la fabbrica di fuochi d'artificio ci sono ancora fuoco e fiamme su cui stanno lavorando i Vigili del Fuoco. A Villa Cipressi sono arrivati i vertici provinciali delle forze dell'ordine con a capo del questore di Pescara Paolo Passamonti.
     
  • da Il Centro 13.41
    Vigile del fuoco investito da un'esplosione. Tra i feriti in gravi condizioni c'è anche un Vigile del Fuoco, trasferito con l'elisoccorso all'ospedale civile di Pescara. Il vigile, secondo le prime informazioni, è stato investito dalle macerie di una seconda esplosione della fabbrica. Il Vigile era con la camionetta a 20 metri dal fabbricato. Secondo una prima ricostruzione ha riportato fratture e un trauma grave all' addome. In zona stanno operando un centinaio di uomini con mezzi aerei e terrestri. In alcune zone limitrofe la fabbrica di fuochi d'artificio ci sono ancora fuoco e fiamme su cui stanno lavorando i Vigili del Fuoco. A Villa Cipressi sono arrivati i vertici provinciali delle forze dell'ordine con a capo del questore di Pescara Paolo Passamonti.

  • da Il Centro 13.38
    I parenti dei dipendenti assistiti dalla Croce rossa. I parenti dei dipendenti sono stati radunati dalla Croce rossa in un centro d'accoglienza. Sistemati sotto un gazebo sono assititi con acqua e viveri
     
  • da Il Centro 13.28
    Ecco Alessio Di Giacomo, 22 anni, il ragazzo morto nella fabbrica esplosa

  • da Il Centro 13.26
    Trovata illesa 92enne considerata dispersa. È stata trovata miracolosamente illesa l'anziana di 92 anni che in un primo tempo era stata data per dispersa nel crollo della fabbrica-palazzina saltata in aria a Villa Cipressi. L'anziana era in un'ala che ha resistito all'urto e ora è stata portata nel piccolo ospedale da campo della Misericordia di Pescara.

  • da Il Centro 13.25
    Il morto è il figlio del proprietario della fabbrica. La persona morta, il cui corpo è stato estratto dalle macerie, è Alessio Di Giacomo, 22 anni, nato ad Atri e residente a Città Sant'Angelo. Il giovane è il figlio del proprietario della fabbrica. Anche i tre dispersi (ma il bilancio potrebbe non essere definitivo) apparterrebbero allo stesso nucleo familiare: sarebbero fratelli e nipoti dei Di Giacomo.
     
  • da Il Centro 13.19
    Nuovo bilancio: un morto, sei feriti e tre dispersi. Per le forze dell'ordine è ancora difficile fare un bilancio della sciagura di Villa Cipressi. Secondo il capitano della compagnia di Montesilvano, Enzo Marinelli, "la situazione può cambiare di momento in momento però è accertato che il morto è un giovane della famiglia Di Giacomo di circa 20 anni, che in totale ci sono 6 feriti e che risultano tre dispersi". Non è chiaro se un'anziana donna che viveva in un'ala del fabbricato saltato in aria sia stata considerata tra i dispersi o meno.
     
  • da Il Centro 13.17
    Quattro vigili del fuoco feriti. I vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di soccorso nella fabbrica di fuochi artificiali di Picciano, sono rimasti feriti (uno in modo più serio, gli altri più lievemente) da una delle esplosioni che hanno seguito la prima e il divampare delle fiamme. La violenta onda d’urto avrebbe gravemente danneggiato anche un loro automezzo.
     
  • da Il Centro 13.10
    Ecco come è ridotta la collina dove si trovava la fabbrica di fuochi d'artificio (foto Giampiero Lattanzio)

  • da Il Centro 12.58
    Uno dei detriti ritrovato intorno alla fabbrica esplosa nel pescarese

  • da Il Centro 12.57
    Mezza collina rasa al suolo dall'esplosione. Mezza collina rasa al suolo, pezzi di cemento, mattoni, tegole sparse nel raggio di almeno un chilometro, campi, sterpaglie e perfino olivi in fiamme. lo spettacolo tremendo che accoglie il cronista in contrada Villa Cipressi di Città Sant'Angelo (Pescara) e non Elice (come scritto in precedenza). Sul luogo della fabbrica-deposito di petardi della ditta Di Giacomo, i Vigili del Fuoco sono ancora al lavoro per spegnere le fiamme. Continuano ad arrivare ambulanze ed elicotteri.
     
  • da Il Centro 12.54
    I vigili lottano con le fiamme per evitare una quarta esplosione. Soccorritori impegnati allo stremo per evitare una quarta esplosione a Villa Cipressi di Città Sant'Angelo (Pescara). La fabbrica era composta da diversi capannoni. In uno di questi, non ancora raggiunto dalle fiamme, c'è un deposito di polvere pirica

  • da Il Centro 12.54
    La Procura: almeno un morto, e tre feriti gravi. È di almeno un morto il bilancio dell'esplosione avvenuta nella fabbrica di fuochi d'artificio di Città Sant'Angelo (Pescara). Così acomunica la procura di Pescara che parla anche di tre feriti gravi. Secono alcune fonti però il bilancio sarebbe molto più pesante

  • da Il Centro 12.53
    Esplode fabbrica di fuochi d'artificio nel Pescarese. Violenta esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio nel pescarese, a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo (Pescara). Al momento, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, circa 6 persone risultano disperse. Un primo scoppio è avvenuto alle 10.30 ma poi ci sono state altre due esplosioni. Una di queste avrebbe colpito anche una squadra dei vigili del fuoco intervenuta sul posto per i soccorsi. Danneggiati degli edifici nell’area circostante, fiamme nei campi circostanti
     
  • da Il Centro 12.30
    Macerie a chilometri di distanza. La forza dell'esplosione è stata tale da far sì che detriti e pezzi di cemento siano arrivati a quasi un chilometro dalla ditta. Distrutte anche le cappelle del vicino cimitero
     
  • da Il Centro 12.23
    I vigili del fuoco: decine di chiamate, come se vi fosse stato un terremoto. Sono decine le richieste di intervento arrivate al 118 di Pescara dopo l’esplosione avvenuta in una fabbrica di fuochi d’artificio. Il boato, avvertito anche a oltre 20 chilometri di distanza, ha provocato crisi di panico e stati d’ansia, soprattutto nelle persone anziane, e una situazione generale di agitazione, spiega il 118, simile a quella provocata da un terremoto.
     
  • da Il Centro 12.17
    Le esplosioni sono state tre. Sono tre le esplosioni che hanno distrutto la fabbrica di fuochi d'artificio. La fabbrica è ancora in fiamme. Le case di Villa Cipressi hanno riportato molti danni: intonaci rotti e vetri spaccati.
     
  • da Il Centro 12.15

    I vigili del fuoco domano le fiamme partite dopo l'esplosione (foto di Pietro Lambertini)
    da Il Centro on Jul 25, 2013 at 10:15 AM

  • da Il Centro 12.14
    Estratto il primo cadavere dalle macerie. La questura di Pescara ha comunicato poco fa che è stato estratto dalle macerie della fabbrica di fuochi di artificio saltata in aria un morto, di cui si ignora l'identità. Sempre secondo la questura ci sono tre feriti gravi, in corso di ricovero in ospedale.

  • da Il Centro 11.58
    Le prime ambulanze arrivate sul luogo dell'esplosione (foto Giampiero Lattanzio)

  • da Il Centro 11.57

    I carabinieri: i dispersi sono sette. È di sette dispersi e non sei il bilancio provvisorio dell'esplosione nel pescarese. Lo ha confermato il comando dei carabinieri che sta operando in zona. Sul posto sono in arrivo altre unità dei Vigili del Fuoco.
  • da Il Centro 11.53

    Incendi e macerie intorno all'area dell'esplosione. Scenario da guerra nell'area dove è saltata in aria questa mattina una fabbrica di fuochi d'artificio nel pescarese nel comune di Elice. La zona è già interdetta al traffico privato, macerie e calcinacci intorno all'area, campi in fiamme stanno bruciando intorno alla fabbrica. Un'autentica scena apocalittica.

  • da Il Centro 11.51
    Allestito l'ospedale da campo. Il 118 ha mandato quattro ambulanze alla fabbrica di fuochi d’artificio di Villa Cipressi di Città Sant’Angelo, nel pescarese. Sul posto anche l’elisoccorso, mentre, in coordinamento con la prefettura, il 118, sta allestendo anche un posto medico avanzato.

  • da Il Centro 11.48
    Boato avvertito fino a 20 chilometri di distanza. L'allarme è partito dopo che è stato avvertito un boato, sentito anche a Pescara, cui è seguito un incendio che ha formato una densa nube di fumo. Un primo scoppio è avvenuto alle 10.15, poi c’è stata una seconda esplosione che ha colpito anche una squadra dei vigili del fuoco che era intervenuta sul posto per i soccorsi
     
  • da Il Centro 11.47
    IL fumo provocato dall'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio

  • da Il Centro 11.45
    L'esplosione in contrada Villa Cipressi. L'incidente è avvenuto a Città Sant'Angelo (Pescara) lungo la strada che porta a Elice. Una fabbrica di fuochi d'artificio, la Pirotecnica abruzzese di Mauro DI Giacomo, è saltata in aria intorno alle 10.15
     
     
     
     
     
    Fonte:
     


giovedì 17 gennaio 2013

Antonio Salerno Piccinino

Dal blog http://nomortilavoro.noblogs.org/ dedicato ad Antonio Salerno Piccinino e a tutti i morti sul lavoro:

 

Le chiamano “Morti Bianche” come se il tutto fosse frutto della casualità e della sfortuna.
Le chiamano morti bianche quasi non ci fossero dei responsabili dietro gli omicidi che si compiono ogni giorno sui posti di lavoro e negli incidenti stradali mentre ci rechiamo al lavoro Bianche come qualcosa di neutro, chiaro, puro.
Bianche come il ridicolo vitalizio che un figlio, una madre, una moglie, un marito ricevono dall’Inail come rimborso spese della violenza del lavoro.
Bianche, fredde ed inutili come le parole e le dichiarazioni d’intenti che si ripetono con costanza e ripetitività per celebrare i caduti sul lavoro, i martiri li chiamano.
Di una guerra si tratta…..con i suoi feriti, mutilati, reduci, ma senza prigionieri.
Il giorno in cui è morto quel 17 Gennaio del 2006, Antonio Salerno Piccinino stava lavorando e faceva una consegna straordinaria, un favore personale ad uno dei suoi dirigenti, un viaggio fino ad Ostia improvvisato probabilmente per la voglia di dimostrare affidabilità. Antonio è morto perchè andava troppo veloce a causa dei ritmi inarrestabili e delle  pressioni emotive costanti che ci vogliono disponibili, sorridenti e veloci, sempre.
Antonio era un pony exspress, il contratto di lavoro era scaduto a fine dicembre e formalmente, quando è morto sulla Cristoforo Colombo non gli era ancora stato rinnovato.
Antonio era in nero. Il suo lavoro di merda era quello di  corriere addetto ai ritiri presso gli ambulatori veterinari, percorreva sulle strade di Roma 130Km al giorno. 14 ritiri al giorno, 3 euro per ogni ritiro in città, 5 euro per ogni ritiro oltre il Grande Raccordo Anulare e 6 euro per ogni ritiro nella zona mare comprendente Ostia, Torvajanica e Fiumicino. E’ indispensabile andare veloce perché l’equazione è semplice: aumentare il numero di ritiri per aumentare la propria busta paga.
E’ così che è morto Antonio.

Fonte:




Qui invece, dal blog http://baruda.net/ di Valentina Perniciaro, una vecchia intervista alla madre di Antonio, Franca Salerno, che lo partorì in carcere:


martedì 30 ottobre 2012

Morti sul lavoro: nuovo incidente all’Ilva, muore un ragazzo di 29 anni. Altri cinque morti in sol giorno e articoli correlati



mercoledì 8 agosto 2012

Marcinelle, 56 anni fa la tragedia dei minatori

Il Belgio ricorda il 56/mo anniversario della tragedia di Marcinelle, in cui persero la vita 262 minatori di cui 136 italiani. L'ex miniera di carbone di Bois du Cazier è anche patrimonio mondiale dell'umanità.
Marcinelle
  •  Il Belgio ricorda il 56/mo anniversario della tragedia di Marcinelle, in cui persero la vita 262 minatori di cui 136 italiani. La cerimonia si è tenuta come sempre nell'ex miniera di carbone di Bois du Cazier, che dal primo luglio scorso non è più solo luogo della memoria per onorare i minatori che vi persero la vita, ma anche patrimonio mondiale dell'umanità riconosciuto dall'Unesco. La tragedia di Marcinelle, avvenuta l'8 agosto del 1956, è diventata nel tempo un simbolo importante non solo della storia dell'emigrazione italiana - è stata la sciagura più grave dopo quella avvenuta in un'altra miniera, quella di Monongah, in West Virginia (Usa) - ma anche del processo di integrazione europea. Nel secondo dopoguerra furono 140mila gli italiani che, insieme a migliaia di donne e bambini, partirono per il Belgio.

Un flusso di cui fecero parte anche i genitori dell'attuale primo ministro belga, Elio Di Rupo, partiti nel '47 da Valentino, in Abruzzo, allo volta dei pozzi minerari valloni. Nel ricordare Marcinelle, Di Rupo ha sottolineato che la tragedia provocò una «sorta di comunione che ha migliorato l'integrazione degli italiani in Belgio». «In quel momento, il mondo è cambiato», perché «gli italiani avevano pagato con il loro sangue la riuscita dell'economia belga», ha raccontato Di Rupo, che all'epoca dell'incidente al Bois du Cazier era bambino. Allora chi partiva dall'Italia in cerca di lavoro era gente che «non aveva scelta» e si è ritrovata in un «Paese sconosciuto del Nord» a lavorare nelle miniere «un pò come degli schiavi», ricorda il leader socialista che, ultimo di sette fratelli e orfano di padre all'età di un anno, ha portato avanti con onore il percorso dell'emigrante di San Valentino arrivato in Belgio con una valigia di legno.

IN ITALIA

«Vorrei rendere omaggio ai 262 minatori, 136 dei quali erano italiani, che l'8 agosto 1956 persero la loro vita in quella miniera», ha detto il Presidente del Senato, Renato Schifani, in una dichiarazione. «Il sacrificio di questi uomini è stato ed è ancora oggi per tutti noi emblema di una generazione che, spinta ad emigrare alla ricerca di un futuro migliore, si è trovata spesso a confrontarsi con condizioni difficili di vita e di lavoro. È il ricordo - aggiunge il presidente Schifani - di un martirio che si è fatto storia, ma che al contempo rinnova la sua attualità ogni volta che i fatti di cronaca ci danno testimonianza di nuovi incidenti sui luoghi di lavoro».

«Il nostro impegno - sottolinea - per garantire ai lavoratori condizioni ambientali sempre più sicure e rispettose della dignità umana e per evitare il ripetersi delle inaccettabili morti bianche deve fare tesoro di questa memoria storica. È un dovere irrinunciabile che ricade su ciascuno di noi, come dipendenti o imprenditori, cittadini o membri delle istituzioni rappresentative». «Nell'auspicio - conclude il presidente del Senato - che specialmente i giovani sappiano fare tesoro dell'abnegazione dei minatori di Marcinelle, porgo ai familiari delle vittime il mio commosso pensiero».