Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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domenica 8 settembre 2013

AFGHANISTAN: DRONE USA FA STRAGE DI CIVILI

Domenica, 08 Settembre 2013 14:49

Scritto da  Redazione Contropiano



 Afghanistan: drone USA fa strage di civili

















Mentre dal Pentagono e dalla Casa Bianca tuonano contro la violazione dei diritti umani e la strage di civili in Siria, almeno 10 persone sono state uccise nell'est dell'Afghanistan in un bombardamento aereo della Nato. Oltre ai civili, tra i quali donne e bambini, nel bombardamento sono rimasti uccisi anche 4 guerriglieri, stando alle informazioni fornite dalla polizia locale afghana. Da parte sua il governatore della provincia, Shujaul Mulk Jalala, parla invece di 12 vittime civili.
La Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) della Nato, come sempre, ha confermato il raid condotto da un drone comandato a distanza, parlando però di 10 talebani uccisi.


Fonte:



giovedì 29 agosto 2013

"E ora chiamatemi imperialista amico dei tagliagole": una riflessione sull'imminente attacco sulla Siria




E alla fine il momento arrivò. Dopo due anni e mezzo di sangue e oltre 120mila morti, l’opinione pubblica scoprì che in Siria era in atto un massacro. E via di inni pacifisti, di post contro Obama, di “vi-siete-dimenticati-dell’Iraq?” vari. Per carità, ben venga alimentare un sentimento condiviso contro la guerra, al cui sviluppo il nostro giornale non si è sicuramente tirato indietro. E mi ritrovo pienamente in accordo con la linea di Emergency, che dice: “Ai morti già causati dalla guerra in Siria se ne aggiungeranno altri, perché scegliere le armi oggi significa decidere sempre, consapevolmente, di colpire la popolazione civile: nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono sempre bambini, donne e uomini inermi”. Ma dove siamo stati, noi tutti, negli scorsi due anni e mezzo?
L’intervento paventato di Obama fa rabbrividire e abbiamo ancora tutti negli occhi, come una terribile sequenza di scene agghiaccianti tratte da un film dell’orrore, la distruzione “salvifica” in Serbia, Afghanistan, Iraq e Libia. Solo per rimanere nella contemporaneità e non citare altri ben noti esempi ancora vivi nell’immaginario collettivo. Da spettatori impotenti non possiamo che ridurre la Siria, i suoi morti e il suo futuro a un mero esercizio intellettuale da bistrot, di quelli che si fanno quando si è già detto tutto su calcio, meteo e Berlusconi. Nel nostro chiacchiericcio si formano fondamentalmente due schiere: quelli che “la guerra è brutta ma dobbiamo fermare un dittatore che sta sterminando il suo popolo” e quelli che “è tutto un bluff imperialista, c’è di mezzo anche il Mossad e Assad è amato dal suo popolo”. E via, in questo secondo caso, all’esaltazione dei Paesi non allineati, come se l’essere anti-americani esenti automaticamente da ogni analisi sul rispetto dei diritti umani e sul livello di democraticità.
Bene, vorrei che nel nostro bistrot ipotetico ci sia una terza tipologia di partecipante al dibattito. Quella delle persone che si informano, che da due anni e mezzo hanno un peso sullo stomaco per ciò che sta succedendo dall’altra parte del Mediterraneo. Quelli che sanno che in Siria operano gli shabiha, civili sciacalli al soldo del regime per reprimere nel sangue ogni dissenso. Quelli che allo stesso modo sanno che le ingerenze dei Paesi stranieri (Russia e Iran da un lato, Qatar, Arabia Saudita e Usa dall’altro), hanno letteralmente straziato la Nazione. E non è più tempo di fare il tifo. Non voglio più sentire interpretazioni geopolitiche basate sul sentito dire. Piuttosto si faccia un passo indietro e si cerchi di capire. Magari passeggiando per la città fermiamo qualche persona siriana, offriamo un caffè e facciamoci raccontare le loro storie.
Due mesi fa a Domiz, un campo rifugiati al confine tra Siria e Iraq, conobbi un ragazzo siriano che, per motivi di sicurezza della sua famiglia, mi chiese di non essere ripreso dalla telecamera. Era un soldato di Assad, a 25 anni aveva già molti uomini sotto di lui e tanta responsabilità sulle spalle. Poi un giorno il suo superiore gli chiese di mitragliare, insieme alla sua squadra, una schiera di civili disarmati. Sospettava che tra loro ci fossero informatori dell’Esercito libero. Così fu costretto ad aprire il fuoco verso vicini di casa e parenti. Decise di disertare. Da allora vive come un fantasma in un campo profughi nel deserto, senza aria condizionata (e credetemi, lì si raggiungono i 55 gradi) e con una tenda da condividere con altre sei persone. “Racconta la mia storia, fratello”, mi chiese supplicandomi. Ecco, devo a lui e alle decine di siriani che ho conosciuto negli ultimi due anni questo post.
Non possiamo cambiare le cose, non basta una petizione o una bandiera della pace sul proprio profilo Facebook per fermare la follia collettiva. Quello che però possiamo fare, e a questo punto diventa un obbligo morale al quale chi è sensibile al Medio Oriente non può fuggire, è cercare di capire e di essere pronti ad ascoltare, prima di sputare le nostre sentenze. Perché la follia omicida di al-Nusra e delle altre compagini qaediste infiltrate in Siria (in Rojava questi robot antropomorfi pseudo-religiosi hanno rapito 350 curdi yazidi, torturando alcuni di essi e tagliando la gola ad un uomo davanti agli altri rapiti) non ha nessuna giustificazione morale e la loro presenza i siriani la pagheranno a caro prezzo per anni e anni. Ma dare dei “tagliagola” a tutti i giovani ragazzi ancora sbarbati che cercano di difendere dal regime le proprie famiglie è intellettualmente disonesto oltre che privo di ogni rispetto.
Frontiere News continuerà a urlare NO alla guerra americana e a ogni soluzione che preveda attacchi stranieri. Ma tra l’essere contro la guerra e l’imperialismo occidentale e l’osannare un dittatore macellaio, persino più spietato del padre tiranno (amici anti-sionisti, avete dimenticato il massacro di Tel al-Zaatar perpetuato da Assad senior contro rifugiati palestinesi inermi?) ce ne passa. Quindi fatevi un esame di coscienza prima di dividere il mondo in buoni e cattivi e mettere nella prima lista chiunque vada “contro”. E ora chiamatemi imperialista amico dei tagliagole.



Fonte:

giovedì 22 agosto 2013

Eroi popolari o pericolosi criminali?

Le polizie degli stati li hanno cercati e braccati come fossero i peggiori serial-,killer;

 

-le cronache ce li hanno raccontati come persone che avevano messo in crisi la “sicurezza” mondiale;

 

chi sono?:

 

Snowden-1

 

-uno è Edward Joseph Snowden, trent’anni appena compiuti (nato a Elizabeth City il 21 giugno 1983) è un informatico statunitense. Ex tecnico della CIA, collaboratore della Booz Allen Hamilton, azienda informatica consulente della NSA, ha rivelato pubblicamente diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, programmi totalmente illegali e illegittimi, tenuti segreti dagli stati controllori. Snowden ha collaborato con il giornalista del The Guardian, Glenn Greenwald, che ha pubblicato queste rivelazioni. Le più clamorose di queste informazioni sono state quelle riguardanti i programmi di intercettazione telefonica tra Stati Uniti e stati dell’Unione Europea. Scandalo? Rottura dei rapporti diplomatici tra stati europei e Usa? Apertura di un contensioso diplomatico?…Macché… tutti uniti nella criminalizzazione di chi aveva fatto “opera di verità”!

 

Manning 

 

-l’altro è Bradley Manning, venticinque anni, condannato ieri dalla Corte a 35 anni di galera e congedato con disonore dall’esercito statunitense, per aver fornito a WikiLeaks (Julian Assange, altro personaggio braccato e perseguitato) centinaia di migliaia di documenti e materiali riservati, che sono stati diffusi pubblicamente per una conoscenza di tutti. È in carcere dal maggio 2010 per un anno e mezzo in isolamento in un carcere militare di massima sicurezza in Virginia. Manning dopo la sentenza ha commentato: che sconterà, «la condanna sapendo che talvolta si deve pagare un prezzo alto per vivere in una società libera».

Solo due esempi che hanno avuto l’«onore» della prima pagina di giornali. Ma sono migliaia e migliaia le vittime della verità. Le galere di questo mondo rigurgitano di chi paga un prezzo altissimo per non venir meno al principale dovere umano, quello della verità e della libertà!

Costa cara la verità! Ma questa non è una novità.

Soltanto i cretini pensano che gli stati democratici non applichino la feroce repressione nei confronti di chi mette in discussione il loro potere.

Anche nel passato i propagatori di verità venivano repressi e schiacciati anche più ferocemente. La differenza con oggi è che in altre società meno totali di queste si trovavano cantastorie, teatranti, giullari, menestrelli, narratori, musicisti e guitti che esaltavano queste persone facendole diventare eroi popolari. 

Nelle società odierne più articolate di quelle del passato, non si trova chi si spenda decisamente ed esalti queste gesta fuori dell’ordine statale. Oggi i media li insultano oppure restano indifferenti.

C’è un’omertà succube al potere vergognosa!!!. 

SVEGLIAMOCI!!!


 Fonte:









 

mercoledì 23 gennaio 2013

L'ITALIA RESPINGE IN GRECIA I PROFUGHI BAMBINI

tromaktiko12 


gennaio 23, 2013 in Hot News, L'informazione di Blackout
 
Dopo aver intervistato 29 bimbi e adulti respinti dai porti nostrani, Human rights watch ha stilato un rapporto in cui denuncia il comportamento delle autorità italiane che imbarcano in massa verso la Grecia profughi provenienti da paesi in guerra. Agli adulti non viene data la possibilità di fare domanda d’asilo, ai bambini non viene concessa l’ospitalità prevista dalle stesse leggi italiane.
In Grecia, i profughi, spesso provenienti dall’Afganistan, sono sottoposti ad abusi delle forze dell’ordine, condizioni detentive inumane e degradanti in un ambiente ostile, segnato da violenze xenofobe.
Nell’ultimo anno si sono moltiplicate le aggressioni contro gli stranieri dei neonazisti di “Xrisi Argi”, coperti e appoggiati dalla polizia. Solo le ronde antifasciste nei quartieri pongono un argine alle violenze naziste.
La maggior parte dei profughi considera la Grecia e l’Italia tappe di un viaggio con destinazione Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, ma la legislazione europea, che impone di fare richiesta di asilo nel primo paese dell’Unione in cui si arriva, rende questo percorso molto difficile e rischioso.
Non è la prima volta che l’Italia entra nel mirino delle istituzioni umanitarie o transnazionali per il trattamento inflitto ad immigrati e richiedenti asilo.
Basti pensare alla condanna della corte di Strasburgo per tortura e trattamenti inumani per i respingimenti verso la Libia.

Ne abbiamo parlato con Gabriele Del Grande, blogger di Fortresse Europe.
Ascolta l’intervista: 

0.6794324241846584
Listen to




Fonte:

 

martedì 8 gennaio 2013

G4S, COMPAGNIA PRIVATA MILITARE E DI SICUREZZA, E' COMPLICE DELL'OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA



La votazione si chiude il 23 di gennaio.
Vota qui: http://www.publiceye.ch/en/vote/
G4S è in lizza per il Public Eye People's Award del 2013, il premio 'fai i nomi e fai vergognare' che nessuna società vorrebbe vincere. G4S, la più grande compagnia privata militare e di sicurezza del mondo, è complice dell'occupazione israeliana della Palestina e trae profitti dal conflitto e dall'insicurezza in tutto il mondo. War on Want e altre organizzazioni europee hanno nominato G4S per i premi che aiutano a "puntare i riflettori internazionali sugli scandali delle corporation". L'azienda è stata selezionata ed è ora in lizza per il voto del pubblico.
Prendete un minuto per votare per G4S e poi dite ai vostri amici di fare lo stesso.

votaPerché votare per G4S?

G4S è complice dell'occupazione israeliana della Palestina attraverso la fornitura di attrezzature di sicurezza e di servizi per l'impiego ai posti di blocco e agli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata. Essa contribuisce anche a mantenere e trarre profitto dal sistema carcerario israeliano. Nel 2007, la filiale israeliana di G4S ha firmato un contratto con l'Autorità carceraria israeliana per la fornitura di sistemi di sicurezza per grandi prigioni israeliane.
L'Amministratore Delegato di G4S, Nick Fibbie, ha detto che gli ambienti ad alto rischio offrono "grandi opportunità" e ha confermato che G4S ha recentemente condotto un lavoro preparatorio con le compagnie petrolifere e del gas per i contratti in Iraq. G4S solo il mese scorso ha anche esteso il suo contratto in Afghanistan in un accordo del valore di circa £ 72 milioni.
Nonostante il suo curriculum di complicità nelle violazioni dei diritti umani nel Regno Unito e all'estero, G4S continua a ricevere appalti per servizi pubblici, tra cui quelli di pubblica sicurezza, alloggi per richiedenti asilo e gestione delle deportazioni. G4S svolge un ruolo diretto nella gestione dei centri di detenzione per immigrati nel Regno Unito e nelle deportazioni del Ministero degli Interni. Nel mese di ottobre del 2010, Jimmy Mubenga morì durante la sua deportazione forzata effettuata da G4S in Angola. Ma nel luglio del 2012 il Crown Prosecution Service ha deciso di non perseguire G4S o le sue guardie di sicurezza per la sua morte. In risposta a tale decisione, la moglie di Jimmy Mubenga ha dichiarato: "Non riusciamo a capire perché gli ufficiali e G4S non sono responsabili verso la legge come lo saremmo noi o qualsiasi altro membro del pubblico.".
E 'tempo di aumentare la pressione internazionale sulla G4S e accertarsi che entri a far parte dell'Albo della Vergogna delle aziende che sono state ritenute le peggiori aziende dell'anno.
Vota G4S per il Public Eye People's Award del 2013   http://www.publiceye.ch/en/vote/
La votazione si chiude il 23 di gennaio ed il vincitore sarà annunciato durante il World Economic Forum di Davos.

Fonte: War On Want

martedì 26 giugno 2012

Giovane madre suicida nel carcere di Sollicciano

Di Valentina Perniciaro dal blog http://baruda.net/

25 giugno 2012

Se si apre il sito di Repubblica oggi, in prima pagina da questa mattina, troviamo la notizia del Carabiniere morto in Afghanistan.
Un esperto, un volontario alla sua quinta missione in quel martoriato paese.
Per trovare la notizia del suicidio avvenuto ieri sera nel carcere di Sollicciano, durante i quarti di finale dei campionati europei di calcio, bisogna aprire la pagina di Firenze,
e scorrere scorrere scorrere,
fino a trovare la notizia.
Si è suicidata una giovane donna, una giovane mamma, tossicodipendente.
Era entrata in carcere a gennaio, per una pena di 12 mesi..
e s’è impiccata alle sbarre della sua finestra.
Perché una mamma di due bambini con un solo anno di condanna era in carcere?
Perché una tossicodipendente arriva a suicidarsi in una cella?
Che schifo è questo?
Ora ci son due bimbi senza la loro mamma,
due bimbi che cresceranno consapevoli che la loro mamma è stata uccisa,
uccisa da uno stato che invece di aiutarla l’ha rinchiusa,
uccisa da uno stato che chiude una madre, 36enne, per una condanna ad un anno.
Non c’è parola alcuna, maledetti assassini.

Fonte:

venerdì 13 gennaio 2012

IMMAGINI SHOCK: VIDEO MOSTRA SOLDATI AMERICANI MENTRE URINANO SUI CADAVERI DI TALEBANI

Il video dei soldati che urinano sui talebani

Il video dei soldati che urinano sui talebani

È apparso online ieri, il Pentagono lo ha definito «rivoltante» e ha aperto un'inchiesta


12 gennaio 2012


L’esercito americano ha aperto un’inchiesta riguardo un video apparso su Internet che sembra mostrare un gruppo di marines urinare sui cadaveri di tre combattenti, apparentemente talebani. Durante il video – che si può vedere qui sotto: immagini sgradevoli – si sentono delle voci, probabilmente delle persone riprese: una dice «Buona giornata, amico», un’altra dice «Come una doccia dorata». L’origine del video non è nota, così come le identità delle persone riprese: l’esercito ha detto di stare indagando.



ll portavoce del Pentagono, capitano John Kirby, ha detto che l’esercito è «profondamente preoccupato» dal video, che ha definito «rivoltante» e mostra «comportamenti inaccettabili per un membro dell’esercito». Anche i Marines hanno annunciato un’indagine e hanno detto che «le azioni ritratte non rispondono ai nostri valori».

Fonte:


DIECI ANNI DI GUANTANAMO





10/01/2012


Creato dall'Amministrazione Bush per i prigionieri della guerra in Afghanistan (e poi in Iraq), in un decennio Guantanamo ha ospitato 779 persone "sospette" di avere contatti con gruppi terroristici. Molti di questi individui sono stati imprigionati, interrogati e detenuti per anni in totale isolamento. Il tutto senza nemmeno la possibilità di vedere un avvocato.
A tutt'oggi, i prigionieri sono 171. Ognuno di loro costa al contribuente 800.000 dollari l'anno, una cifra 30 volte maggiore di quella spesa per un normale prigioniero sul suolo statunitense.
Le associazioni per i diritti umani sostengono che il solo detenere questi uomini a tempo indeterminato e senza un regolare processo costituisca una forma di tortura. Inoltre, i detenuti lamentano torture fisiche, umiliazioni sessuali, persecuzioni religiose e somministrazioni forzate di droghe. Gli ispettori della Croce Rossa hanno denunciato "forme di tortura" quali la privazione del sonno, la detenzione per lunghi periodi in celle di massima sicurezza a temperature minime e percosse fisiche di vario tipo.
In delle note dell'FBI rese pubbliche nel dicembre del 2004 degli agenti descrivono di aver assistito a una serie di maltrattamenti. "In un paio di occasioni," si legge in uno dei memorandum, "sono entrato in delle celle per interrogare i detenuti e li ho trovati sul pavimento incatenati mani e piedi in posizione fetale, senza acqua ne cibo. Il piu delle volte si erano urinati o defecati addosso, ed erano stati lasciati in quelle condizioni per 18-24 ore o ancora più a lungo." 
Come conseguenza di questi metodi, decine di detenuti hanno finito per suicidarsi. Secondo Amnesty Internationali suicidi "sono i tragici risultati di anni di detenzione arbitraria e a tempo indeterminato." Dopo che le Nazioni Unite hanno chiesto senza successo la chiusura del campo di detenzione di Guantanamo, un giudice dell'Alta Corte di Giustizia inglese ha osservato come "l'idea americana di ciò che costituisce tortura... non sembra coincidere con quella della maggior parte delle nazioni civili."
Nel 2007 Henry King Jr., ex pubblico ministero al processo di Norimberga (1945-1946), ha dichiarato alla Reuters che il Tribunale militare di Guantanamo creato ad hoc dal Congresso statunitense nel 2006 "viola i principi di Norimberga" ed è anche "contro lo spirito delle Convenzioni di Ginevra del 1949" sul trattamento dei prigionieri di guerra. Sempre secondo King, "Robert Jackson, l'architetto di Norimberga, si rivolterebbe nella tomba se venisse a sapere cosa sta succedendo a Guantanamo." 
Guantanamo e' stata definitivamente smascherata nel 2011, quando Wikileaks ha pubblicato più di 700 file segreti, dai quali emerge con chiarezza che persone innocenti sono stati imprigionate con pretesti banalissimi, internate e interrogate per anni senza la possibilità di avere un avvocato né di fare una chiamata alla propria famiglia. Tra le persone detenute ingiustamente c'erano anche ragazzini di 13 anni, anziani e malati di mente. Chi riesce a riottenere la libertà soffre spesso di problemi fisici e mentali.
Il governo di L'Avana rivendica la sovranità sul territorio della Baia di Guantanamo, situata all'estremità sud-orientale dell'isola di Cuba, che gli Stati Uniti presero in affitto nel lontano 1903. Dal 1960, un anno dopo la presa del potere, Fidel Castro rifiuta il pagamento di locazione da Washington, che ammonta alla cifra oramai ridicola di 5.000 dollari annui.
Durante la campagna presidenziale del 2008 Barack Obama  promise di chiudere Guantanamo, che definì "un capitolo triste della storia americana." Non ha mantenuto la parola. 

Dopo dieci anni dalla sua creazione, il campo di detenzione è ancora in funzione.
In un mondo pieno di ingiustizie, Guantanamo si erge a vergognoso simbolo dell'ipocrisia occidentale.

Alessio Fratticcioli

Fonte: