Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


Visualizzazione post con etichetta enrico letta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta enrico letta. Mostra tutti i post

martedì 10 dicembre 2013

BLOCCATE LE RUSPE DI #EXPO2015

ruspa2

E’ successo questa mattina poco dopo le 7. Nel freddo e tra la bruma del nord-ovest milanese una cinquantina di abitanti del Gallaratese, del comitato No Canal e della rete No Expo sono entrati nel cantiere della Via d’Acqua nel parco di Trenno e hanno bloccato i lavori. La ruspa aveva iniziato a scavare ieri pomeriggio proprio mentre cittadini e comitati stavano protestando sotto al palazzo del Comune di Milano. Una beffa.
Lavori iniziati senza alcuna comunicazione ufficiale su tipo e quantità di inquinanti contenuti nei terreni dentro cui scorreranno i 30/40cm d’acqua dei 20km di canale che collegherà la Darsena con il sito di Expo. E con tanto di veleni declassati dal Commissario unico Giuseppe Sala, lo abbiamo raccontato qui.
Alla fine del presidio di ieri davanti a Palazzo Marino il sindaco Giuliano Pisapia è sceso a parlare con alcuni rappresentanti del comitato No Canal. Pisapia, dicono dal comitato, ha sostanzialmente ammesso di aver sottovalutato un progetto molto costoso (90 milioni di euro) e che impatterà negativamente su quattro parchi cittadini, ma che ora non può fare niente perchè l’opera è gestita direttamente dal Commissario di Expo spa Sala con i poteri di “speciali” di deroga dati dal governo Letta.
La rabbia tra i cittadini di zona è alta e questa mattina si è materializzata nel blocco della ruspa. Il presidio nel corso della mattinata è cresciuto di numero, la promessa: portare la protesta sotto alla sede di chi decide, Expo spa.

Le foto dal cantiere di Trenno bloccato questa mattina, via @ufo_inthesky e @LMonocrom


ruspa7
ruspa1
ruspa2
ruspa4
ruspa5
ruspa6






Fonte:

http://www.milanox.eu/bloccate-le-ruspe-di-expo2015/ 

martedì 3 dicembre 2013

ITALIA-ISRAELE: NESSUN VERTICE SULLE NOSTRE TESTE

3 dicembre, 2013 - 00:00

2 DICEMBRE 2013 - NESSUN VERTICE SULLE NOSTRE TESTE!

Oggi si tiene a Roma un vertice tra il "nostro" capo di governo Letta e Nethanyau, primo ministro israeliano.

L'Italia è il quarto partner commerciale nel mondo di Israele, il secondo in Europa, col quale ha stretto numerosi accordi di cooperazione, commercio e ricerca in vari campi tra cui esportazioni di gas israeliano, produzione di energie rinnovabili, comparto aereospaziale, sicurezza informatica, Expo 2015 di Milano, agricoltura innovativa, ricerca biomedica e compravendita di sistemi di sorveglianza di produzione israeliana (usati nella costruzione del muro dell'Apartheid e destinati ad essere installati sulle coste delle grandi isole e del meridione italiano contro i migranti).

A trarre maggiore profitto dalla situazione palestinese sono le industrie che speculano sulla morte delle persone, prima su tutte il "fiore all'occhiello" dell'industria italiana Finmeccanica (primo produttore di armi in Italia) di cui fa parte Telespazio che oggi abbiamo contestato, senza dimenticarci di tutte le altre "degne compari" concentrate nel quadrante nord-est (Vitrociset, Alenia, Selex, solo per citarne alcune).

La Palestina infatti è un "laboratorio" a cielo aperto in cui si sperimentano tecniche e tecnologie di oppressione, in cui le aziende belliche studiano l'efficacia delle loro nuove creazioni: aerei drone senza pilota usati per bombardare e controllare i palestinesi e telecamere di ultima generazione per controllarli; il tutto con l'aperto consenso della comunità internazionale che legittima e appoggia l'operato di Israele.

Un esempio che ben dimostra la stretta connessione tra i 2 governi, le industrie belliche e non per ultima l'università è stata la conferenza tenutasi a La Sapienza sul tema della guerra cibernetica (cyber-war), organizzata dai centri di ricerca de La Sapienza e dell'università di Firenze in collaborazione con partner privati come Vitrociset, Finmeccanica e Maglan (quest'ultima società israeliana di difesa ed informazione leader nel settore della cyber-guerra), a cui erano invitate le più alte cariche dell'esercito italiano e vari ministri.

Nel periodo in cui chiede sacrifici da fame alle classi sociali più disagiate, il governo delle larghe intese, come i precedenti, continua nella politica di cooperazione con Israele, soprattutto in campo militare: ne sono dimostrazione le recenti esercitazioni militari congiunte tra Italia, Israele, U.S.A. e Grecia e l'acquisto dei tristemente noti F-35.

COMPLICI E SOLIDALI CON IL POPOLO PALESTINESE



Fonte:

domenica 20 ottobre 2013

ROMA, 19 OTTOBRE 2013


Sabato 19 Ottobre 2013

intestazione19o

Un primo commento: è stata una grande giornata di mobilitazione. Almeno 100,000 persone hanno manifestato contro l'Austerity e le politiche del governo Letta, nonostante il clima di paura creato ad arte dai media per scoraggiare la partecipazione al corteo. Ma come da copione, adesso inizia a circolare la trita e ritrita boiata sugli “infiltrati”. Dobbiamo dirlo con chiarezza: nessun infiltrato, nessun provocatore, nessun black bloc dall'estero (gli unici “neri” erano davanti a Casa Pound); solo una composizione sociale e militante, compagne e compagni che hanno praticato gli obiettivi che si erano posti. Assedio doveva esserci al ministero dell'economia, e assedio è stato. Far sentire la propria rabbia davanti al ministero del lavoro, all'ambasciata tedesca e ad altri obiettivi riconoscibili, e così è andata. Nessun servizio d'ordine ha impedito nulla, perchè la maturità del movimento non aveva bisogno. Dalla testa alla coda un corteo unito, che non si è fatto spezzare neanche dalle provocazioni della guardia di finanza e dei carabinieri. Non è stata una passeggiata - undici compagni sono attualmente ancora in stato di fermo – ma pompieri e politicanti per una volta sono stati alla finestra, limitandosi ad osservare, senza tirare fuori la solita favoletta della “trappola”, che come un disco rotto ci siamo dovuti sorbire da Genova 2001 in poi.
La settimana che ha preceduto il corteo già forniva indicazioni importanti per la mobilitazione di oggi; unità, maturità, per costruire una soggettività sociale in grado di fare dello scontro e del conflitto senza mediazioni il proprio dna: radicalità e pratica dell'obiettivo. Sono dunque segnali importanti quelli che vengono da questa manifestazione, che auspichiamo vengano riprodotti, in altri territori, in altre metropoli. Infine, un ringraziamento ad Anonymous per la precisione e puntualità degli attacchi.



20:45 si confermano 15 fermati tra compagni e compagne 5 romani, 2 napoletani, uno da pesarese, un albanese, un casertano, uno proveniente da Arezzo, un genovese, un ciociaro e uno di Barletta.
20:20 Prefetto e questore "salvano" la giornata in zona cesarini: disinnescato dagli artificieri ordigno "più forte e pericoloso di una bomba a mano". Sfidano il senso del ridicolo pur di rimanere attaccati alla poltrona in bilico.
19:50 Dal camion giunge la notizia che ci si sta organizzando per la cena
19:35 Le voci dalla piazza parlano di un clima sereno che le intimidazioni delle forze dell'ordine non hanno saputo scalfire.
19:27 La polizia continua a circondare la piazza.
19:48 Dal camion del corteo dicono che si sta organizzando la cena in piazza!
19:17 La piazza conquistata resiste e non cede di un passo. Continuano musica e interventi dal camion.
19:15 Carica a freddo sull'acampada a Porta Pia. La polizia provoca ulteriormente i manifestanti che stanno organizzandosi per la notte.
19:05 Continua l'acampada ci si prepara per la notte bianca del dissenso
BW9I2GmIIAAmmcy
18:58 Confermato il fermo di 11 persone.
18:43 Le tende continuano a moltiplicarsi. L'assedio si prepara per la notte.
18:30 Il servizio d'ordine del corteo si schiera davanti alla celere per difendere la piazza
IMG00565-20131019-1830
18:25 Porta Pia è conquistata le tende iniziano a spuntare a decine, l'assedio continua!
18:20 Il corteo sta convergendo su Porta Pia da due tragitti differenti
18:15 Sanzionata anche la sede di Trenitalia con molti petardi mentre un carabiniere lancia un lacrimogeno sulla folla dall'interno di una camionetta
18:13 Sanzionata l'ambasciata tedesca contro #merkel e #austerity
18:12 La testa del corteo è ormai giunta a Porta Pia di fronte al ministero delle Infrastrutture.
18:10 La coda del corteo si è ricomposta con la testa, si procede oltre il ministero dell'economia
18:05 Barricate in via quintino sella per proteggere il corteo
18:00 La testa del corteo è ormai quasi arrivata a Porta Pia mentre si susseguono gli scontri di chi è rimasto indietro
17:58 Il corteo riesce comunque a compattarsi e proseguire nonostante le cariche e provocazioni della guardia di finanza. Un cassonetto brucia di fronte al ministero dell'economia
17:57 Claudio in diretta su RadioBlackout:
 
17:55 Vengono effettuati i primi fermi, mentre l'assedio continua: si innalzano le prime barricate oer difendersi dalle cariche della Guardia di Finanza.
primi_fermicarrozinacariche
17:53 sviluppoeconomico.gov.it TangoDown! #19o #Assedio #Roma #SollevazioneGenerale
17:52 Caroselli di camionette contro i manifestanti
17:50 Lacrimogeni e cariche hanno diviso il corteo che risponde determinato cercando di ricompattarsi
17:45 Carica della polizia davanti al ministero dell'economia,
17:40 Sotto attacco sembrerebbero anche il sito del corriere e di repubblica
17:40 Anche la cassa depositi e prestiti è stata sanzionata con fumogeni e petardi
17:35 In tango down anche il sito del messaggero
ministero_fumogeno17:35 Fumogeni e petardi contro il ministero dell'Economia ribatezzato dal corteo ministero della #precarietà
17:30 Il comunicato di anonymous sul suo assedio ai ministeri 
17:30 Il Ministero è adesso completamente circondato da migliaia di manifestanti
17:25 Dal corteo volano uova verso il Ministero dell'Economia che sta per essere circondato, sanzionate anche una sede dei Monte dei paschi di Siena
17:20 Il corteo è a pochi metri dal ministero dell'economia. L' #assedio sta per cominciare!
17:00 Il corteo continua a crescere ormai più di centomila persone invadono Roma per assediare i ministeri
16:43 Adesso è il turno del sito della Cassa depositi e prestiti (Cassaddpp.it) in tango down
16:43 Anche Corteconti.it in tango down
16:40 Provocazione dei fascisti di CasaPound su via Farini il corteo prosegue, qualche lancio verso i fascisti protetti dalla polizia. Su twitter la gente si chiede perché casapound può scorrazzare con caschi e mazzi senza che vi siano sequestri?
fascifasci_mazze
16:40 Il sito del ministero delle infrastrutture e dei trastporti è giù : Tangodown http://mit.gov.it/anon_mit
16:35 Il corteo è ormai nei pressi del Ministero dell'Economia e delle Finanzea_merde
16:30 il corteo sta arrivando in piazza Esquilino, manca poco all'assedio
16:10 Dal corteo si dicono 70.000 partecipanti, mentre la testa giunge a Santa Maria Maggiore piazza San giovanni è ancora piena
16:00 Gian Luca su RadioOndarossa:
15:50 8 compagni di Modena fermati in macchina  mentre  raggiungevano il corteo
15:40 da Spinoza: "In Piazza San Giovanni centinaia di tende. Sembrava Decathlon a inizio giugno."
15:32 Da RadiOndarossa: dallo spezzone per il diritto all'abitare moltissime le mamme con carrozine in apertura del corteo: #19O qui la paura non è di casa
15:30 Dai migranti slogan contro la Bossi Fini e rabbia espressa per i morti di Lampedusa
15:20 Anche i cittadini dell'Aquila presenti alla manifestazioneaquila
15:10 Una studentessa di RadioBlackout  presente alla manifestazione:
15:05 La testa del corteo inizia ad imboccare via merulana, l'assedio ai ministeri si avvicinacasa
15:00 Fermato al  casello e ripartito pullman da Bologna

14:55 Anche i vigili del fuoco sono NoTav
vigili_urbanivvff2

14:55 Nella piazza anche Erri De Luca de_luca
14:50 Anche i pulman milanesi e bergamaschi sono nuovamente in marcia, mentre gli studenti dei diversi collettivi cittadini sono giunti nella piazza.
14:50 La Polizia dichiara tra i 50 ed i 60 mila manifestanti, la piazza stracolma obbliga il corteo a partire, movimento per la casa e  migranti in testa
14:40 Una prima diretta dalla piazza con i Blocchi Precari Metropolitani realizzata da RadioBlackout:
14:35 Pullman da Milano fermato a Roma Nord, Napoletani rilasciati dopo  le perquisizioni grazie allla minacciata occupazione dell'autostrada se non li avessero lasciati proseguire verso verso Piazza San Giovanni
14:30 Da tweet 99 Posse: Buona manifestazione ai tantissimi che ci sono, ai tantissimi che avrebbero voluto esserci ma non hanno potuto, e buone polemiche virtuali ai tastieristi.
14:30 Nonostante i tentativi di creare panico e paura i bar lungo il tragitto del corteo sono tutti aperti
14:25 Fermato pullmano proveniente da Firenze a Fiano, al momento è incorso la terza perquisizione successiva.
14:20 Nella piazza giungono anche le bandiere blu dei comitati per l'acqua pubblica
14:16 il pullman con i compagni di Brescia fermati alle porte di Roma è ripartito senza problemi e sta raggiungendo la città
14:15 Un manifestante  'armato' di megafono scandisce uno dietro l'altro i posti di Roma dove ci sono edifici occupati, e la risposta dei manifestanti ogni volta è "occupato!"
14:14 Gli studenti partiti dalla Sapienza anche loro giunti in piazza
migranti.jpg14:10 Lo spezzone dei migranti è giunto in Piazza San Giovanni.
14:00 Si confermano 14 fermi preventivi mentre su tutto il grande raccordo anulare si registrano numerosi posti di blocco
13:50 Pullman da #palermo appena arrivato a #Roma direzione piazza San Giovanni splende il sole . Tutti in piazza # sollevazione #19o #assedio
13:40 Bus da Napoli: La fermezza dei manifestanti presenti sui bus ha evitato un lungo e inutile fermo. Si riparte, non vediamo l'ora di raggiungere la piazza!
Si parte e si torna tutti insieme, cantando LAVORARE TUTTI! LAVORARE MENO! #19O

degage13:30 Partito il corteo degli universitari dalla Sapienza. Centinaia di studenti contro l'austerity. Le prime foto da Piazza San Giovanni parlano di una folla che cresce di minuto in minuto
13:09 I bus partiti da Napoli sono stati fermati a Roma Sud e stanno per essere perquisiti. Altri bus sempre da Napoli fermati alla prartenza, tutti identificati e sequestrate pericolosissime bandiere...
Nella notte, il viaggio dei #NoTav verso roma.



Piazza San Giovanni già affollata da ieri sera inizia a riempirsi di manifestanti in arrivo da Roma e da tutta Italia, molti i pullman che arrivano da fuori. Intanto i media continuano con il delirio securitario imbastito da ieri.
All'ingresso di Roma fermati i pullman in arrivo da Piacenza e da Pisa. Quelli partiti da Torino hanno trovato i caselli sgombri e la polizia con una volante sul carro attrezzi.
Molti i bus fermati e perquisiti all'entrata in Roma. Ma la determinazione è molta e non basta l'intimidazione a fermare il #19o.

wifiDa diverse ore sta circolando la voce (alimentata anche da alcuni giornali come Il Corriere della Sera di Roma, Il tempo ed il Giornale) che FFOO e questura di Roma si stiano prodigando per isolare le celle telefoniche dislocate lungo il tragitto del corteo del #19o. Anonymous Italia lancia l'appello agli abitanti di Roma sul percorso: tenete i wirless aperti!






Fonte:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/prima-pagina/item/9352-diretta-dal-#19o 

venerdì 18 ottobre 2013

ROMA: CARICA "A FREDDO" NEL QUARTIERE PIGNETO





 




Dal blog di Bob Fabiani http://bob-fabiani.blogspot.it/:


Oggi a Roma è una giornata di passione, la prima di "una due giorni" che da settimane e forse mesi, sta tenendo impegnati i Palazzi del Potere e dell'ordine sul fronte , sempre sensibile, dell'ordine pubblico. Mentre lo Sciopero Generale indetto dai Sindacati di Base prendeva il via, a metà mattinata, poco prima delle 12, in un quartiere di Roma, il Pigneto si registravano attimi di terrore. Che cosa è accaduto? -LA CRONACA Nel Quartiere popolare del Pigneto , non molto distante da Piazza S. Giovanni, meta ultima della manifestazione sindacale dell'Usb e di tutti gli altri sindacati di base e dei movimenti  che hanno aderito alla giornata di lotta contro il governo Letta e i programmi di austerità; un gruppo di studenti si trovava per le vie del quartiere per  distribuire un volantino in cui si spiegava tra l'altro il senso della manifestazione del 19 ottobre  che vedrà tra gli altri anche il movimento No Tav ma insieme ad altre realtà che sono in lotta per la rivendicazione dei diritti al welfare, all'abitare, all'istruzione e, che ha uno slogan eloquente "Una sola grande opera: casa e reddito per tutt*!"; un plotone di Carabinieri schieratosi in assetto antisommossa decideva, appunto, intorno alle ore 12, di effettuare una carica "a freddo". Si sono succeduti lunghi attimi di spavento e terrore per il quartiere. La carica repentina e muscolare dei carabinieri si è spinta fin tra i banchi del mercato. E' accaduto all'altezza dell'Isola Pedonale. In mazzo al parapiglia tra chi scappava - o tentava di farlo - (gli studenti,n.d.r.) ci si son trovate anche alcune donne che, in quel momento, si trovavano lì per fare la spesa: sono state letteralmente travolte al pari degli studenti. I carabinieri poi hanno provveduto ad effettuare diversi fermi. Ora ,in questi minuti, la polizia e i carabinieri, sempre in assetto antisommossa, si trovano vicino all'occupazione di via Fortebraccio. Questi i fatti. Nudi e crudi. -LA "STRATEGIA DELLA TENSIONE" FUNZIONALE AL POTERE. I fatti del Pigneto meritano un'analisi nell'immediata vigilia della manifestazione di domani, sabato 19 ottobre. Lo meritano per il semplice fatto che non si è trattato di una normale "azione di prevenzione" da parte delle forze dell'ordine e, se attentamente vagliate, dimostrano che in questo paese è in atto - ormai da molto tempo - uno "stato di polizia". Alzare il tiro come dimostrano i fatti del quartiere romano del Pigneto, a poche ore da una manifestazione che - si badi bene - non è una manifestazione indetta per "fare solo casino e terrorismo" - come qualche benpensante, solone, buontempone si è affrettato a dichiarare ad uso e costume di televisioni e media compiacenti con il "Pensiero unico imperante" ma, invece, una vera è propria manifestazione politica. Non di parte. E' una manifestazione che pone l'accento - come oggi lo Sciopero Generale del Sindacato di Base  - su aspetti fondamentali: mettere un freno alle spese folli (e in odore di mafia...) delle grandi opere anzi, sospenderle di netto e destinare quelle ingenti somme per risolvere un problema esplosivo (questo sì se non risolto può davvero degenerare...) quale quello dell'emergenza dell'abitare a Roma come altrove. Una manifestazione che evidentemente è mal digerita dal Potere, dalle lobby, dalle istituzioni repubblicane di questo paese. Non potendola vietare - siamo pur sempre in una pseudo-democrazia - allora ecco che, ad arte, e con tempismo davvero scientifico si torna "ai soliti sistemi".  Se ci si riflette gli ultimi mesi è stato tutto un crescendo (grottesco, menzogniero, ipocrita) rossiniano: fare in modo di crimanalizzare un movimento (in questo momento in Italia quello che più disturba il Palazzo è quello No Tav) e, allo stesso tempo creare intorno "un'aria ostile", infondere nella cittadinanza quella "dittatura del terrore" tipica dei regimi. Quando mancavano alcune settimane alla data della mobilitazione poi, si è provveduto a resuscitare il sempre funzionale "fantasma del brigatismo rosso". Ricorderete le lettere, le presunte lettere che alcuni mebri delle BR avrebbero indirizzato al Movimento No Tav. L'altro ieri, a Bologna si è provveduto a mettere sul tavolo  un altro piccolo tassello: far rinvenire dei volantini BR. Poi i fatti di questa mattina al Pigneto. Il quadro dunque è sempre lo stesso: mettere in circuito lo spauracchio dell'ordine pubblico per non parlare realmente dei contenuti che ci sono dietro una manifestazione come quella del 19 ottobre. E' la solita vecchia storia italiana. Tuttavia però ci sono sempre le "variabili impreviste e imprevedibili": una carica lanciata "a freddo" - come quella al Pigneto di questa mattina" poteva finire in tragedia. Capita un pò troppo spesso che, in questo paese, le forze dell'ordine si ritrovino a pestare inermi cittadini e, spesse volte sono donne (chiedere alle Donne No Muos; tra l'altro uno dei movimenti che parteciperanno alla manifestazione di domani;n.d.r.) stavolta addirittura in mercato. Come se Roma fosse improvvisamente piombata in un "teatro di guerra" di Damasco, Il Cairo o Tunisi. Un fatto di inaudita gravità: fermare in modo così violento un semplice volantinaggio la dice lunga sulla situazione che cova sotto la cenere di questo paese, ha un significato politico preciso e, allora, tornano alla mente, le parole della (re)investitura di Napolitano quando alla Camera disse che, non sarebbero stati tollerati dissensi di piazza e, chi si azzardasse a schierarsi contro il "pensiero unico" verrà severamente punito. Come accaduto al Pigneto. 

Bob Fabiani

  Link

-www.dinamopress.it;

-www.usb.it;

-www.notav.info
     





giovedì 17 ottobre 2013

Mare monstrum

Scritto da Giulio Marcon, il manifesto | 16 Ottobre 2013  


SBARCHI
L'iniziativa militare-umanitaria Mare Nostrum ha finalità ambigue e tutte da verificare. Lo spiegamento di navi da guerra e velivoli di vario genere nel Mediterraneo sembra avere un duplice e contraddittorio scopo: soccorrere - come dice Letta - i profughi e gli immigrati delle carrette del mare e - come dice Alfano - il controllo delle frontiere. Tanto è vero che il vicepremier ha dichiarato: non è detto che se interviene una nave italiana porti i migranti in un porto italiano.
Il messaggio è chiaro. Il soccorso italiano potrebbe essere finalizzato solamente a riportare a "casa loro" i migranti. E quali saranno le "regole di ingaggio" delle navi, delle fregate e dei pattugliatori nell'esercitare, come dice Alfano, un «effetto deterrente con la possibilità di intercettare i mercanti di morte»? Ancora non è dato di sapere. E la questione delle regole di ingaggio non è di poco conto, visto come andarono le cose nel marzo 1997 quando la corvetta Sibilia (impegnata in analoga opera di pattugliamento nel Canale di Otranto) speronò la Kater I Rades, provocando oltre 100 vittime tra i migranti albanesi. Cosa significa avere un «effetto deterrente» e «intercettare i mercanti di morte»? Il rischio di nuovi incidenti è all'ordine del giorno. Che poi il governo pensi di portare avanti questa iniziativa raccordandosi con le autorità dei paesi di provenienza delle navi ci mostra tutto il carattere velleitario dell'operazione: si pensi a cosa voglia dire raccordarsi con il governo libico colluso con i trafficanti di migranti.
La miscela di comportamenti militari e afflato umanitario (a loro copertura) produce sempre effetti nefasti e ambigui e l'esperienza del passato, tra guerre umanitarie e imperialismo democratico, ci dimostra tutta l'ipocrisia di politiche belliciste e in questo caso securitarie che camuffano da buoni sentimenti interventi ispirati a pure logiche di potenza, di chiusura e egoismo nazionale. Colpisce poi come l'impostazione di un'iniziativa come questa riproponga il solito approccio: la riduzione di un dramma sociale e umano a problema di sicurezza. Lo stesso meccanismo che porta alla criminalizzazione del disagio sociale e al sovraffollamento delle nostre carceri di immigrati e di tossicodipendenti per piccoli reati che dovrebbero essere depenalizzati o affrontati in altro modo.
Invece di questa esibizione militar-umanitaria, il governo avrebbe fatto meglio ad affrontare i nodi veri del dramma dei migranti del mediterraneo: creare un corridoio umanitario per le navi, cancellare il reato di clandestinità e quello di favoreggiamento per chi - come i pescherecci siciliani - si è trovato spesso nel dilemma se aiutare o meno le barche dei migranti in difficoltà. Ma quello che, al fondo, sarebbe necessario è un cambio di rotta nelle politiche sulle migrazioni: accanto all'abrogazione della Bossi Fini, una politica positiva fondata sull'accoglienza, l'integrazione, la cooperazione internazionale.
Questa iniziativa, se prevarrà l'impostazione umanitaria, potrebbe portare aiuto e sollievo a tanti migranti. Se invece sarà l'approccio securitario e militarista a avere la meglio, allora il Mediterraneo rischia di trasformarsi in un Mare Monstrum per chi lo deve attraversare, con il terrore di essere speronato dalla corvetta di turno o di essere riportato indietro, magari negli stessi paesi in cui si rischia di tornare nelle mani dei "signori della guerra" o dei dittatori di turno. È una prospettiva da evitare: bisogna riportare nei porti le navi da guerra e le corvette e mettere in campo politiche di accoglienza e di rispetto dei diritti umani.