Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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venerdì 5 luglio 2013

Le voragini di San Berillo

Le voragini di San Berillo
 
Carlo Lo Giudice
Italy 10'
Sinossi Nel centro di Catania, tra banche e negozi, ci sono tre enormi voragini profonde trenta metri e larghe più di cento. E' ciò che rimane dello sventramento dello storico quartiere di S. Berillo, un tempo il cuore pulsante della città, raso al suolo a partire dal 1956 e ricostruito solo in parte. Una delle operazioni immobiliari più grosse della storia europea del dopoguerra e che da mezzo secolo è al centro di interessi politico-affaristici, sotto gli occhi dei cittadini ormai assuefatti allo scempio. Le voragini hanno ospitato negli ultimi anni una comunità di Bulgari. Il minidoc segue la storia di due di loro, Boian e Sansa, marito e moglie, che dopo nove anni di vita in baracca sono stati sgomberati nel mese di aprile. #italianslum
Scheda Tecnica Italia 2013

durata 10'
Regia Carlo Lo Giudice
Montaggio Chiara Russo
produzione ZaLab
con il sostegno di Open Society Foundation




Fonte:

http://www.zalab.org/progetti-it/52/#.UdXz0W1Ggm0 

lunedì 20 maggio 2013

Italeñas e INSIEME PER LO IUS SOLI

INSIEME PER LO IUS SOLI (hashtag #proiussoli)


comunicato stampa 


Italeñas

David Chierchini, Matteo Keffer, Davide Morandini
Italy, 2013 6'
Sinossi Italeñas unisce le storie di Melina e Domenica. Melina è una ragazza diciannovenne nata in Italia cui è stata rifiutata la cittadinanza perché è stata in Ecuador (il paese di origine dei suoi genitori) per meno di un anno quando ne aveva quattro. Melina e suo padre Omero hanno contattato Domenica, una giornalista peruviana che vive in Italia da 22 anni e si occupa di tematiche legate all'immigrazione. In una trasmissione radiofonica Domenica racconta la storia di Melina e parla dell'iniquità della legge italiana sulla cittadinanza. Un’ingiustizia parallela a quella che anche Domenica subisce, giornalista in Italia da anni, non può diventare direttrice di una testata perchè cittadina straniera.
è possibile sostenere l'iniziativa "Insieme per lo Ius Soli" diffondendo il video di Italeñas su blog e social network
Scheda Tecnica Fotografia: Matteo Keffer
Montaggio: Guido M. Coscino
Musiche: Gianmarco De Candia
prodotto con il sostegno di Open Society Foundations
con il patrocinio di Comitato Italiano per Unicef

chiediamo a tutti di aderire all’iniziativa, diffondendo il video di Italeñas su siti, blog, facebook e twitter, e utilizzando il semplice claim comune INSIEME PER LO IUS SOLI (hashtag #proiussoli) ed il logo dell'iniziativa.


Fonte:

lunedì 19 novembre 2012

Ariton Canaj, 25 anni ucciso dalla polizia ad un posto di blocco fra Siena e Grosseto

La notte fra il 20 e 21 giugno 2012 Ariton Canaj, un giovane di origine albanese di 25 anni, è stato ucciso dalla polizia italiana a un posto di blocco tra Siena e Grosseto. La sua storia è stata finora completamente ignorata dai mezzi d’informazione. I suoi genitori, contadini, hanno deciso di intentare una causa allo stato italiano dall’Albania, tra enormi difficoltà.

Eduardo Castaldo ed Eva de Prosperis hanno fatto un video che non è solo un documentario: è soprattutto un progetto collettivo per offrire visibilità e sostegno economico alla famiglia di Ariton gazie a un sito internet e un progetto di crowdfunding per sostenere le spese della famiglia.

 

giovedì 15 novembre 2012

“Uno al giorno”: il corto che denuncia lo sporco carbone di Enel

8 novembre, 2012
 
Alessandro Haber, Paolo Briguglia, Pino Quartullo e Sandra Ceccarelli formano il cast, Mimmo Calopresti firma la regia e i Subsonica mettono a disposizione la loro musica. Per denunciare i danni causati all’Italia dal carbone usato da Enel per produrre energia elettrica, questa volta abbiamo scelto il linguaggio del cinema.


Il titolo è “Uno al giorno” perché il carbone di Enel causa una morte prematura al giorno e 1,8 miliardi di euro l’anno di danni alla salute, all’economia e all’ambiente. Sono questi i veri numeri di ciò che Enel fa in Italia con il carbone. Numeri oscuri alla quasi totalità dei clienti dell’azienda, come i protagonisti di questo corto cinematografico.

La tranquilla mattinata di una giovane coppia viene interrotta dal suono insistente del campanello di casa. Lui va ad aprire la porta, e…





Cosa pensano gli italiani sentendo nominare il carbone? In genere più alla Befana che alla produzione di elettricità. La sfida che ho abbracciato con Greenpeace è proprio questa – spiega Mimmo Calopresti, regista del corto - raccontare agli italiani cosa sia realmente quel combustibile fossile, quali danni arrechi alla salute umana, al clima, alla nostra economia. Enel è una grande multinazionale, un'azienda cardine di questo Paese: ma il 41% della sua elettricità viene dal carbone. E vogliono pure costruire nuove centrali a carbone. Mi sembra una follia! 

Il carbone è la strada più rapida e dolorosa per alterare definitivamente il clima e per avvelenare ulteriormente l’aria che respiriamo. Enel deve cambiare subito i suoi piani di ulteriore sviluppo della produzione da questa fonte.

Da anni siamo impegnati nella denuncia dei danni causati dal carbone usato nella produzione di energia elettrica. Abbiamo chiesto a Enel la cancellazione dei nuovi progetti, il dimezzamento della produzione elettrica da carbone entro il 2020 e l’azzeramento al 2030, con un contestuale sviluppo di fonti rinnovabili e pulite.

Per ora, Enel ha tentato di censurare la nostra ultima campagna, trascinandoci in tribunale con una richiesta di oscuramento totale delle attività di informazione e protesta e una richiesta di risarcimento esorbitante. Il giudice ha dato ragione a Greenpeace, condannando Enel alla rifusione delle spese processuali.

La nostra campagna di denuncia contro lo sporco carbone di Enel continua perché, come ci ricorda Pino Quartullo, “Non possiamo sempre sperare che qualcun altro si occupi dei problemi inerenti alla distruzione del pianeta e del suo miracoloso equilibrio. Dovrebbe essere la preoccupazione primaria di tutti gli esseri umani. Ogni persona, con la sua imperturbabile indifferenza, è responsabile e connivente. Essere indifferenti è scandaloso. Pensare che se ne occuperà qualcun altro è sbagliato. Dobbiamo impegnarci tutti di più, ed agire al più presto”

Il nostro più sentito grazie a tutti gli artisti coinvolti in questo progetto, che hanno prestato gratuitamente la loro collaborazione, in difesa del clima, dell’ambiente, della salute, per un futuro energetico pulito.


Fonte:

http://www.greenpeace.org/italy/sporco_carbone/?utm_source=SilverpopMailing&utm_medium=email&utm_campaign=Uno%20al%20giorno_cyber%20%2812112012%29&utm_content=

Caponero capobianco


 

 
(doc, 6’, Italia, 2012)
di Rossella Anitori e Antonio Laforgia
Fotografia – Rossella Anitori, Antonio Laforgia, Raffaele Petralla
Montaggio – Rossella Anitori, Antonio Laforgia, Chiara Russo

Si svegliano quando è ancora buio; ammassati nei furgoni percorrono un labirinto di strade sterrate fino ai campi dove lavorano a testa bassa per oltre dieci ore. Sono i braccianti della grande piana del pomodoro italiano. Migliaia di migranti africani condannati dalla mancanza di alternative a nutrire il grande serbatoio di lavoro nero che sostiene i profitti dell’industria agroalimentare. Non conoscono buste paga, contratti né diritti. Vengono reclutati dai loro stessi connazionali, i “capineri”, dietro a cui si nasconde il “padrone bianco”. Due facce della stessa medaglia, quella di un sistema che dal 2011 la legge riconosce come reato, ma che nelle campagne italiane è ancora la regola.

Fonte:



martedì 16 ottobre 2012

In nome del popolo italiano

15 October 2012


Fotogramma del documentario tratto da Vimeo

di Gabriele Del Grande e Stefano Liberti
fotografia Enrico Parenti montaggio Chiara Russo
 
Padri di famiglia, lavoratrici, ragazzi e ragazze nati in Italia. Al centro di identificazione e espulsione (CIE) di Roma ne arrivano ogni giorno. Non hanno commesso alcun reato, eppure rischiano di passare 18 mesi dietro le sbarre in attesa di essere espulsi. La loro detenzione è convalidata da un giudice di pace. In nome del popolo italiano. Basta un permesso di soggiorno scaduto. Lo dice la legge e questo basta a tranquillizzare l'opinione pubblica e a rimuovere il problema. Noi però abbiamo deciso di andare a vedere. Ne è nato un mini-doc, un viaggio per immagini e storie nel CIE di Roma. Perché siamo convinti che mostrare quei luoghi e ascoltare quelle voci significa rompere una definizione. E ribadire che nessun essere umano è illegale. Nemmeno quando lo dice una legge.

"In nome del popolo italiano" è il primo di una serie di documentari brevi prodotti da Zalab con il contributo di Open Society.

Fonte:

http://fortresseurope.blogspot.it/2012/10/in-nome-del-popolo-italiano.html