Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


Visualizzazione post con etichetta mobilitazioni studentesche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mobilitazioni studentesche. Mostra tutti i post

domenica 20 ottobre 2013

ROMA, 19 OTTOBRE 2013


Sabato 19 Ottobre 2013

intestazione19o

Un primo commento: è stata una grande giornata di mobilitazione. Almeno 100,000 persone hanno manifestato contro l'Austerity e le politiche del governo Letta, nonostante il clima di paura creato ad arte dai media per scoraggiare la partecipazione al corteo. Ma come da copione, adesso inizia a circolare la trita e ritrita boiata sugli “infiltrati”. Dobbiamo dirlo con chiarezza: nessun infiltrato, nessun provocatore, nessun black bloc dall'estero (gli unici “neri” erano davanti a Casa Pound); solo una composizione sociale e militante, compagne e compagni che hanno praticato gli obiettivi che si erano posti. Assedio doveva esserci al ministero dell'economia, e assedio è stato. Far sentire la propria rabbia davanti al ministero del lavoro, all'ambasciata tedesca e ad altri obiettivi riconoscibili, e così è andata. Nessun servizio d'ordine ha impedito nulla, perchè la maturità del movimento non aveva bisogno. Dalla testa alla coda un corteo unito, che non si è fatto spezzare neanche dalle provocazioni della guardia di finanza e dei carabinieri. Non è stata una passeggiata - undici compagni sono attualmente ancora in stato di fermo – ma pompieri e politicanti per una volta sono stati alla finestra, limitandosi ad osservare, senza tirare fuori la solita favoletta della “trappola”, che come un disco rotto ci siamo dovuti sorbire da Genova 2001 in poi.
La settimana che ha preceduto il corteo già forniva indicazioni importanti per la mobilitazione di oggi; unità, maturità, per costruire una soggettività sociale in grado di fare dello scontro e del conflitto senza mediazioni il proprio dna: radicalità e pratica dell'obiettivo. Sono dunque segnali importanti quelli che vengono da questa manifestazione, che auspichiamo vengano riprodotti, in altri territori, in altre metropoli. Infine, un ringraziamento ad Anonymous per la precisione e puntualità degli attacchi.



20:45 si confermano 15 fermati tra compagni e compagne 5 romani, 2 napoletani, uno da pesarese, un albanese, un casertano, uno proveniente da Arezzo, un genovese, un ciociaro e uno di Barletta.
20:20 Prefetto e questore "salvano" la giornata in zona cesarini: disinnescato dagli artificieri ordigno "più forte e pericoloso di una bomba a mano". Sfidano il senso del ridicolo pur di rimanere attaccati alla poltrona in bilico.
19:50 Dal camion giunge la notizia che ci si sta organizzando per la cena
19:35 Le voci dalla piazza parlano di un clima sereno che le intimidazioni delle forze dell'ordine non hanno saputo scalfire.
19:27 La polizia continua a circondare la piazza.
19:48 Dal camion del corteo dicono che si sta organizzando la cena in piazza!
19:17 La piazza conquistata resiste e non cede di un passo. Continuano musica e interventi dal camion.
19:15 Carica a freddo sull'acampada a Porta Pia. La polizia provoca ulteriormente i manifestanti che stanno organizzandosi per la notte.
19:05 Continua l'acampada ci si prepara per la notte bianca del dissenso
BW9I2GmIIAAmmcy
18:58 Confermato il fermo di 11 persone.
18:43 Le tende continuano a moltiplicarsi. L'assedio si prepara per la notte.
18:30 Il servizio d'ordine del corteo si schiera davanti alla celere per difendere la piazza
IMG00565-20131019-1830
18:25 Porta Pia è conquistata le tende iniziano a spuntare a decine, l'assedio continua!
18:20 Il corteo sta convergendo su Porta Pia da due tragitti differenti
18:15 Sanzionata anche la sede di Trenitalia con molti petardi mentre un carabiniere lancia un lacrimogeno sulla folla dall'interno di una camionetta
18:13 Sanzionata l'ambasciata tedesca contro #merkel e #austerity
18:12 La testa del corteo è ormai giunta a Porta Pia di fronte al ministero delle Infrastrutture.
18:10 La coda del corteo si è ricomposta con la testa, si procede oltre il ministero dell'economia
18:05 Barricate in via quintino sella per proteggere il corteo
18:00 La testa del corteo è ormai quasi arrivata a Porta Pia mentre si susseguono gli scontri di chi è rimasto indietro
17:58 Il corteo riesce comunque a compattarsi e proseguire nonostante le cariche e provocazioni della guardia di finanza. Un cassonetto brucia di fronte al ministero dell'economia
17:57 Claudio in diretta su RadioBlackout:
 
17:55 Vengono effettuati i primi fermi, mentre l'assedio continua: si innalzano le prime barricate oer difendersi dalle cariche della Guardia di Finanza.
primi_fermicarrozinacariche
17:53 sviluppoeconomico.gov.it TangoDown! #19o #Assedio #Roma #SollevazioneGenerale
17:52 Caroselli di camionette contro i manifestanti
17:50 Lacrimogeni e cariche hanno diviso il corteo che risponde determinato cercando di ricompattarsi
17:45 Carica della polizia davanti al ministero dell'economia,
17:40 Sotto attacco sembrerebbero anche il sito del corriere e di repubblica
17:40 Anche la cassa depositi e prestiti è stata sanzionata con fumogeni e petardi
17:35 In tango down anche il sito del messaggero
ministero_fumogeno17:35 Fumogeni e petardi contro il ministero dell'Economia ribatezzato dal corteo ministero della #precarietà
17:30 Il comunicato di anonymous sul suo assedio ai ministeri 
17:30 Il Ministero è adesso completamente circondato da migliaia di manifestanti
17:25 Dal corteo volano uova verso il Ministero dell'Economia che sta per essere circondato, sanzionate anche una sede dei Monte dei paschi di Siena
17:20 Il corteo è a pochi metri dal ministero dell'economia. L' #assedio sta per cominciare!
17:00 Il corteo continua a crescere ormai più di centomila persone invadono Roma per assediare i ministeri
16:43 Adesso è il turno del sito della Cassa depositi e prestiti (Cassaddpp.it) in tango down
16:43 Anche Corteconti.it in tango down
16:40 Provocazione dei fascisti di CasaPound su via Farini il corteo prosegue, qualche lancio verso i fascisti protetti dalla polizia. Su twitter la gente si chiede perché casapound può scorrazzare con caschi e mazzi senza che vi siano sequestri?
fascifasci_mazze
16:40 Il sito del ministero delle infrastrutture e dei trastporti è giù : Tangodown http://mit.gov.it/anon_mit
16:35 Il corteo è ormai nei pressi del Ministero dell'Economia e delle Finanzea_merde
16:30 il corteo sta arrivando in piazza Esquilino, manca poco all'assedio
16:10 Dal corteo si dicono 70.000 partecipanti, mentre la testa giunge a Santa Maria Maggiore piazza San giovanni è ancora piena
16:00 Gian Luca su RadioOndarossa:
15:50 8 compagni di Modena fermati in macchina  mentre  raggiungevano il corteo
15:40 da Spinoza: "In Piazza San Giovanni centinaia di tende. Sembrava Decathlon a inizio giugno."
15:32 Da RadiOndarossa: dallo spezzone per il diritto all'abitare moltissime le mamme con carrozine in apertura del corteo: #19O qui la paura non è di casa
15:30 Dai migranti slogan contro la Bossi Fini e rabbia espressa per i morti di Lampedusa
15:20 Anche i cittadini dell'Aquila presenti alla manifestazioneaquila
15:10 Una studentessa di RadioBlackout  presente alla manifestazione:
15:05 La testa del corteo inizia ad imboccare via merulana, l'assedio ai ministeri si avvicinacasa
15:00 Fermato al  casello e ripartito pullman da Bologna

14:55 Anche i vigili del fuoco sono NoTav
vigili_urbanivvff2

14:55 Nella piazza anche Erri De Luca de_luca
14:50 Anche i pulman milanesi e bergamaschi sono nuovamente in marcia, mentre gli studenti dei diversi collettivi cittadini sono giunti nella piazza.
14:50 La Polizia dichiara tra i 50 ed i 60 mila manifestanti, la piazza stracolma obbliga il corteo a partire, movimento per la casa e  migranti in testa
14:40 Una prima diretta dalla piazza con i Blocchi Precari Metropolitani realizzata da RadioBlackout:
14:35 Pullman da Milano fermato a Roma Nord, Napoletani rilasciati dopo  le perquisizioni grazie allla minacciata occupazione dell'autostrada se non li avessero lasciati proseguire verso verso Piazza San Giovanni
14:30 Da tweet 99 Posse: Buona manifestazione ai tantissimi che ci sono, ai tantissimi che avrebbero voluto esserci ma non hanno potuto, e buone polemiche virtuali ai tastieristi.
14:30 Nonostante i tentativi di creare panico e paura i bar lungo il tragitto del corteo sono tutti aperti
14:25 Fermato pullmano proveniente da Firenze a Fiano, al momento è incorso la terza perquisizione successiva.
14:20 Nella piazza giungono anche le bandiere blu dei comitati per l'acqua pubblica
14:16 il pullman con i compagni di Brescia fermati alle porte di Roma è ripartito senza problemi e sta raggiungendo la città
14:15 Un manifestante  'armato' di megafono scandisce uno dietro l'altro i posti di Roma dove ci sono edifici occupati, e la risposta dei manifestanti ogni volta è "occupato!"
14:14 Gli studenti partiti dalla Sapienza anche loro giunti in piazza
migranti.jpg14:10 Lo spezzone dei migranti è giunto in Piazza San Giovanni.
14:00 Si confermano 14 fermi preventivi mentre su tutto il grande raccordo anulare si registrano numerosi posti di blocco
13:50 Pullman da #palermo appena arrivato a #Roma direzione piazza San Giovanni splende il sole . Tutti in piazza # sollevazione #19o #assedio
13:40 Bus da Napoli: La fermezza dei manifestanti presenti sui bus ha evitato un lungo e inutile fermo. Si riparte, non vediamo l'ora di raggiungere la piazza!
Si parte e si torna tutti insieme, cantando LAVORARE TUTTI! LAVORARE MENO! #19O

degage13:30 Partito il corteo degli universitari dalla Sapienza. Centinaia di studenti contro l'austerity. Le prime foto da Piazza San Giovanni parlano di una folla che cresce di minuto in minuto
13:09 I bus partiti da Napoli sono stati fermati a Roma Sud e stanno per essere perquisiti. Altri bus sempre da Napoli fermati alla prartenza, tutti identificati e sequestrate pericolosissime bandiere...
Nella notte, il viaggio dei #NoTav verso roma.



Piazza San Giovanni già affollata da ieri sera inizia a riempirsi di manifestanti in arrivo da Roma e da tutta Italia, molti i pullman che arrivano da fuori. Intanto i media continuano con il delirio securitario imbastito da ieri.
All'ingresso di Roma fermati i pullman in arrivo da Piacenza e da Pisa. Quelli partiti da Torino hanno trovato i caselli sgombri e la polizia con una volante sul carro attrezzi.
Molti i bus fermati e perquisiti all'entrata in Roma. Ma la determinazione è molta e non basta l'intimidazione a fermare il #19o.

wifiDa diverse ore sta circolando la voce (alimentata anche da alcuni giornali come Il Corriere della Sera di Roma, Il tempo ed il Giornale) che FFOO e questura di Roma si stiano prodigando per isolare le celle telefoniche dislocate lungo il tragitto del corteo del #19o. Anonymous Italia lancia l'appello agli abitanti di Roma sul percorso: tenete i wirless aperti!






Fonte:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/prima-pagina/item/9352-diretta-dal-#19o 

venerdì 18 ottobre 2013

ROMA: CARICA "A FREDDO" NEL QUARTIERE PIGNETO





 




Dal blog di Bob Fabiani http://bob-fabiani.blogspot.it/:


Oggi a Roma è una giornata di passione, la prima di "una due giorni" che da settimane e forse mesi, sta tenendo impegnati i Palazzi del Potere e dell'ordine sul fronte , sempre sensibile, dell'ordine pubblico. Mentre lo Sciopero Generale indetto dai Sindacati di Base prendeva il via, a metà mattinata, poco prima delle 12, in un quartiere di Roma, il Pigneto si registravano attimi di terrore. Che cosa è accaduto? -LA CRONACA Nel Quartiere popolare del Pigneto , non molto distante da Piazza S. Giovanni, meta ultima della manifestazione sindacale dell'Usb e di tutti gli altri sindacati di base e dei movimenti  che hanno aderito alla giornata di lotta contro il governo Letta e i programmi di austerità; un gruppo di studenti si trovava per le vie del quartiere per  distribuire un volantino in cui si spiegava tra l'altro il senso della manifestazione del 19 ottobre  che vedrà tra gli altri anche il movimento No Tav ma insieme ad altre realtà che sono in lotta per la rivendicazione dei diritti al welfare, all'abitare, all'istruzione e, che ha uno slogan eloquente "Una sola grande opera: casa e reddito per tutt*!"; un plotone di Carabinieri schieratosi in assetto antisommossa decideva, appunto, intorno alle ore 12, di effettuare una carica "a freddo". Si sono succeduti lunghi attimi di spavento e terrore per il quartiere. La carica repentina e muscolare dei carabinieri si è spinta fin tra i banchi del mercato. E' accaduto all'altezza dell'Isola Pedonale. In mazzo al parapiglia tra chi scappava - o tentava di farlo - (gli studenti,n.d.r.) ci si son trovate anche alcune donne che, in quel momento, si trovavano lì per fare la spesa: sono state letteralmente travolte al pari degli studenti. I carabinieri poi hanno provveduto ad effettuare diversi fermi. Ora ,in questi minuti, la polizia e i carabinieri, sempre in assetto antisommossa, si trovano vicino all'occupazione di via Fortebraccio. Questi i fatti. Nudi e crudi. -LA "STRATEGIA DELLA TENSIONE" FUNZIONALE AL POTERE. I fatti del Pigneto meritano un'analisi nell'immediata vigilia della manifestazione di domani, sabato 19 ottobre. Lo meritano per il semplice fatto che non si è trattato di una normale "azione di prevenzione" da parte delle forze dell'ordine e, se attentamente vagliate, dimostrano che in questo paese è in atto - ormai da molto tempo - uno "stato di polizia". Alzare il tiro come dimostrano i fatti del quartiere romano del Pigneto, a poche ore da una manifestazione che - si badi bene - non è una manifestazione indetta per "fare solo casino e terrorismo" - come qualche benpensante, solone, buontempone si è affrettato a dichiarare ad uso e costume di televisioni e media compiacenti con il "Pensiero unico imperante" ma, invece, una vera è propria manifestazione politica. Non di parte. E' una manifestazione che pone l'accento - come oggi lo Sciopero Generale del Sindacato di Base  - su aspetti fondamentali: mettere un freno alle spese folli (e in odore di mafia...) delle grandi opere anzi, sospenderle di netto e destinare quelle ingenti somme per risolvere un problema esplosivo (questo sì se non risolto può davvero degenerare...) quale quello dell'emergenza dell'abitare a Roma come altrove. Una manifestazione che evidentemente è mal digerita dal Potere, dalle lobby, dalle istituzioni repubblicane di questo paese. Non potendola vietare - siamo pur sempre in una pseudo-democrazia - allora ecco che, ad arte, e con tempismo davvero scientifico si torna "ai soliti sistemi".  Se ci si riflette gli ultimi mesi è stato tutto un crescendo (grottesco, menzogniero, ipocrita) rossiniano: fare in modo di crimanalizzare un movimento (in questo momento in Italia quello che più disturba il Palazzo è quello No Tav) e, allo stesso tempo creare intorno "un'aria ostile", infondere nella cittadinanza quella "dittatura del terrore" tipica dei regimi. Quando mancavano alcune settimane alla data della mobilitazione poi, si è provveduto a resuscitare il sempre funzionale "fantasma del brigatismo rosso". Ricorderete le lettere, le presunte lettere che alcuni mebri delle BR avrebbero indirizzato al Movimento No Tav. L'altro ieri, a Bologna si è provveduto a mettere sul tavolo  un altro piccolo tassello: far rinvenire dei volantini BR. Poi i fatti di questa mattina al Pigneto. Il quadro dunque è sempre lo stesso: mettere in circuito lo spauracchio dell'ordine pubblico per non parlare realmente dei contenuti che ci sono dietro una manifestazione come quella del 19 ottobre. E' la solita vecchia storia italiana. Tuttavia però ci sono sempre le "variabili impreviste e imprevedibili": una carica lanciata "a freddo" - come quella al Pigneto di questa mattina" poteva finire in tragedia. Capita un pò troppo spesso che, in questo paese, le forze dell'ordine si ritrovino a pestare inermi cittadini e, spesse volte sono donne (chiedere alle Donne No Muos; tra l'altro uno dei movimenti che parteciperanno alla manifestazione di domani;n.d.r.) stavolta addirittura in mercato. Come se Roma fosse improvvisamente piombata in un "teatro di guerra" di Damasco, Il Cairo o Tunisi. Un fatto di inaudita gravità: fermare in modo così violento un semplice volantinaggio la dice lunga sulla situazione che cova sotto la cenere di questo paese, ha un significato politico preciso e, allora, tornano alla mente, le parole della (re)investitura di Napolitano quando alla Camera disse che, non sarebbero stati tollerati dissensi di piazza e, chi si azzardasse a schierarsi contro il "pensiero unico" verrà severamente punito. Come accaduto al Pigneto. 

Bob Fabiani

  Link

-www.dinamopress.it;

-www.usb.it;

-www.notav.info
     





mercoledì 2 ottobre 2013

2 ottobre 1968: il massacro di Tlatelolco


http://www.repubblica.it/online/mondo/foto/foto/esterne002a92c6cxw200h269c00.jpg 



Il massacro di Tlatelolco (circa 300 vittime) avvenne il 2 ottobre 1968 nella Piazza delle tre culture a Tlatelolco, Città del Messico, dieci giorni prima dell’inizio dei Giochi della XIX Olimpiade che si svolsero a Città del Messico dal 12 ottobre al 27 ottobre 1968.
Il presidente di allora Gustavo Diaz Ordaz, settimane prima del massacro ordinò all’esercito di occupare il Campus universitario. L’esercito indiscriminatamente picchiò molti studenti e per protesta il rettore Javier Barros Sierra si dimise il 23 settembre.
Le proteste degli studenti non diminuirono. Le manifestazioni crebbero a tal punto che il 2 ottobre dopo 9 settimane di sciopero studentesco, 15.000 studenti di varie università marciarono per le vie della città, protestando contro l’occupazione del campus. Al calare della notte 5.000 studenti e lavoratori, molti dei quali con la famiglia, si raccolsero nella Plaza de las tres Culturas di Tlatelolco.
Alla fine della giornata le forze militari e politiche con carri blindati e veicoli da combattimento circondarono la piazza e aprirono il fuoco, puntando sulle persone che protestavano o che semplicemente passavano di lì. In breve tempo una massa di corpi copriva tutta la superficie della piazza. Fra i feriti, anche la scrittrice fiorentina Oriana Fallaci, che si trovava in un grattacielo sovrastante la piazza per controllare al meglio le azioni fra manifestanti e forze dell’ordine. Ferita da un elicottero in volo, fu creduta morta e portata in obitorio, dove un prete si rese conto che era ancora viva. La giornalista riportò tre ferite d’arma da fuoco.
Il massacro continuò tutta la notte, i soldati si accamparono negli appartamenti vicini alla piazza. Testimoni riferirono che i corpi furono spostati con camion dell’immondizia. La spiegazione ufficiale fu che facinorosi armati iniziarono a sparare verso le forze dell’ordine che per difesa personale iniziarono a sparare. I media di tutto il mondo diffusero le immagini.



Fonte:

domenica 8 settembre 2013

MANIFESTAZIONI E SCONTRI AD ANKARA E ISTANBUL


Sabato 07 Settembre 2013 18:58 

altLa polizia ha attaccato diverse migliaia di manifestanti che questo pomeriggio stavano marciando in direzione della Middle East Technical University (ODTÜ nella sigla turca), ad Ankara. I manifestanti, che si oppongono alla costruzione dell' autostrada ad 8 corsie che significherebbe la distruzione di migliaia di alberi nel campus e nel quartiere limitrofo,sono stati inizialmente respinti dalla polizia con uso di proiettili di gomma, lanci di lacrimogeni e getti d'acqua. Attualmente stanno avvenendo scontri in tutto il quartiere nei pressi del Campus Universitario, dopo che già ieri notte gli studenti avevano fatto pressione intorno alla zona dove sono partiti i lavori, con sassaiole e mortaretti a fronte dell'ingente uso di gas lacrimogeni da parte della polizia.

Il Rettore della METU, intanto, si è espresso stamattina invocando una soluzione democratica che ponga fine al conflitto e metta d'acccordo gli schieramenti politici in campo. In solidarietà con il movimento ad Ankara, anche a Istanbul molte persone stanno scendendo in strada. In Via Istiklal la polizia ha creato uno sbarramento artificiale per impedire l'accesso ai manifestanti, diretti manco a dirlo verso Piazza Taksim.

La nottata tra oggi e domani si preannuncia all'insegna del conflitto sociale anche in altre città della Turchia.



Fonte:


 http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/8900-manifestazioni-e-scontri-ad-ankara-e-istanbul



domenica 16 giugno 2013

16 giugno 1976: la rivolta di Soweto

Domenica 16 Giugno 2013 06:52

E' il 16 Giugno 1976 quando a Soweto in Sudafrica iniziano violenti scontri tra gli studenti neri e la polizia segregazionista del 16 giugnoNational Party, partito nazionalista al governo del paese.
Il motivo specifico della protesta studentesca di Soweto fu un decreto governativo che imponeva a tutte le scuole in cui erano segregati i neri, di utilizzare l'afrikaans come lingua paritetica all'inglese.
Quest' ultimo episodio, preceduto da una lunga serie di imposizioni da parte degli afrikaner, fu percepito come direttamente associato alla logica generale dell'apartheid.
L'inglese era la lingua più diffusa presso la popolazione nera ed era stata scelta come lingua ufficiale da molti bantustan al contrario dell'afrikaans, la lingua degli oppressori.
Il Ministro per l'Istruzione Bantu, Punt Janson, incurante del volere della popolazione arrivò ad affermare « Non ho consultato gli africani sulla questione della lingua e non intendo farlo. Un africano potrebbe trovarsi di fronte a un "capo" che parla afrikaans o che parla inglese. È nel suo interesse conoscere entrambe le lingue. »
Queste ultime dichiarazioni suscitarono numerose proteste da parte del corpo docenti e degli studenti neri delle scuole dov'erano segregati.
Il 30 aprile 1976, i bambini della "Orlando West Junior School" diedero inizio a uno sciopero, rifiutandosi di andare a scuola.
Gli studenti di Soweto intanto formarono un comitato d'azione, il "Soweto Students' Representative Council" per organizzare la protesta, indicendo una manifestazione di massa per il 16 giugno.
Migliaia di studenti e docenti neri si riversarono nelle piazze e si diressero verso lo stadio di Orlando.
Si decise per la linea pacifica, pianificando in modo accurato il tutto, in modo tale che fosse chiaro: nelle prime file del corteo erano esposti cartelli con scritte come "Non sparateci - non siamo armati".
Il corteo incontrò la polizia, che aveva preparato delle vere e proprie barricate.
Si optò per una deviazione del corteo su di un percorso alternativo: anziché andare allo stadio, giunsero presso la Orlando High School.
Qui, nuovamente trovarono la polizia ad attenderli che cercò subito di disperdere la folla con i gas lacrimogeni.
Dal corteo cominciarono a levarsi slogan di protesta ed i bambini esasperati dalla condizione di segregazione in cui si trovavano costretti a vivere sin dalla nascita e dal crescendo di angherie che erano costretti a subire, cominciarono a tirare pietre verso la polizia.
La polizia prontamente e senza alcuno scrupolo, aprì il fuoco uccidendo quattro bambini, fra cui il tredicenne Hector Pieterson di cui la fotografia del suo corpo martoriato divenne un simbolo della violenza della polizia sudafricana.
Negli scontri che seguirono durante la giornata morirono altre 23 persone.
Dopo il massacro del 16 giugno, la tensione fra gli studenti neri di Soweto e la polizia continuò a crescere.
Il giorno successivo, le forze dell'ordine sudafricane giunsero a Soweto armate di fucili automatici, inoltre furono dispiegate anche forze dell'esercito.
Soweto era pattugliata da elicotteri e automobili della polizia e diverse fonti riportarono di agenti in borghese che giravano in automobili civili e sparavano a vista sui dimostranti neri.
Le contestazioni durarono circa 10 giorni e si dovette arrivare alla morte di più di 500 manifestanti e il ferimento di oltre 1000, perchè il regime dell'apartheid crollasse.
La rivolta contribuì a consolidare il sentimento anti-afrikaner nelle masse nere e la posizione predominante dell'ANC come principale interprete di questo sentimento.
Molti dei cittadini bianchi sudafricani presero parte in modo deciso a favore dei dimostranti.
Alle manifestazioni di studenti neri si andarono ad aggiungere quelle degli studenti bianchi.
Dal mondo studentesco, inoltre, la protesta si allargò a diversi settori produttivi con una catena di scioperi da parte degli operai di molte fabbriche.
La rivoltà che si estese in tutto il Sudafrica pagò ed ebbe un ruolo fondamentale nella caduta del National Party e nella fine dell'apartheid, sancita definitivamente nel 1994.


Fonte:

venerdì 25 gennaio 2013

Istanbul: processo farsa alla sociologa Pinar Selek, ergastolo per terrorismo

Giovedì 24 Gennaio 2013 18:56 





Dopo la retata contro gli avvocati della scorsa settimana e la richiesta di 21 anni di carcere per un'Erasmus francese, la magistratura turca processa per la quarta volta una sociologa accusata di collaborare con il PKK. E la condanna all'ergastolo. Ma secondo le perizie l'attentato di cui è accusata fu un'esplosione accidentale.

Sono quasi cento gli osservatori internazionali che hanno assistendo oggi a Istanbul al quarto processo - sempre per gli stessi fatti - contro la nota sociologa di sinistra Pinar Selek, che ora vive in esilio in Francia, a Strasburgo. La donna è stata accusata dalla magistratura turca di complicità in un'esplosione che causò sette morti nel 1988 al Bazar delle Spezie della città sul Bosforo.
Selek era già stata assolta tre volte - nel 2006, nel 2008 e nel 2011 - e la matrice terroristica dell'esplosione, a suo tempo attribuita al Pkk, è stata di fatto smentita. Già nel 2000 una perizia ne aveva attribuito l'origine a una fuga di gas accidentale.
E nel pomeriggio, a dimostrazione del carattere pilotato del procedimento penale, la donna è stata condannata all'ergastolo. La sentenza ha provocato reazioni di sgomento e di indignazione fra i suoi numerosi sostenitori presenti nell'aula del processo. Ci sono state grida ''fascisti! fascisti!'' da parte di alcune attiviste straniere rivolte ai giudici. 
La decisione di sottoporla a un nuovo processo e di annullare i tre procedimenti precedenti presa alla fine dell'anno scorso dalla Corte di Cassazione turca aveva già provocato forti polemiche sia in Turchia sia nel resto del mondo. 
Numerosi artisti e intellettuali laici e di sinistra si sono mobilitati nel paese in difesa della nota sociologa. L'attrice Deniz Turkali ha ad esempio denunciato pubblicamente quello che ha definito un 'processo farsa'.
Anche il sindaco di Strasburgo, il socialista Roland Ries, si é schierato a fianco della sociologa turca, denunciando ''l'accanimento giudiziario di alcuni magistrati, per motivi politici''. Numerosi comitati di solidarietà con l’intellettuale turca si sono costituiti negli ultimi anni in tutta Europa. 
Pinar Selek, allora giovane sociologa nota per le ricerche sulle minoranze, in particolare sui curdi, fu arrestata nel 1998 per collaborazione con il Pkk, dopo aver pubblicato alcune interviste agli esponenti della formazione curda. Nonostante le torture subite ed il carcere duro non confessò i nomi dei dirigenti della guerriglia che aveva incontrato e dopo un mese fu accusata di avere aiutato il Pkk ad organizzare il presunto attentato. Nel 2000, dopo la pubblicazione della perizia che definiva di origine accidentale l'esplosione, era stata scarcerata.
La Selek giudicando iniquo e pilotato il processo nei suoi confronti ed avendo già scontato ingiustamente ben due anni e mezzo di carcere nel 2009 è espatriata in Francia ed ha deciso di non tornare in Turchia per assistere al procedimento.
La sentenza di condanna all'ergastolo arriva oggi dopo l’ondata di arresti che la scorsa settimana ha portato all’arresto di parecchie decine di avvocati aderenti a un’associazione di legali progressisti, di artisti della band Grup Yorum, di giornalisti, insegnanti e studenti universitari. Nei giorni scorsi un altro tribunale turco aveva chiesto 21 anni di carcere per una giovanissima studentessa francese di origini turche, accusata di collaborare con una organizzazione di estrema sinistra fuorilegge.


Leggi anche:

Turchia: arresti di massa contro avvocati e musicisti di sinistra

 

Fonte:

http://www.contropiano.org/it/esteri/item/14062-istanbul-processo-farsa-alla-sociologa-pinar-selek-ergastolo-per-terrorismo

 

 

 

Da Radio Onda Rossa:

 

http://www.ondarossa.info/newsredazione/condannata-pinar-selek 

 

http://www.ondarossa.info/newsredazione/considerazione-sulla-condanna-pinar-selek 

mercoledì 9 gennaio 2013

14 NOVEMBRE: AGGIORNAMENTI

 08 gennaio 2013

#14N Brescia: Dopo le cariche, la repressione. Denunciati 17 compagne e compagni

A Brescia il 14 novembre scorso, giorno dello sciopero sociale europeo, era stato caratterizzato dalla violente cariche poliziesche fuori dalla stazione ferroviaria: studentesse/i e attiviste/i, a mani nude, erano stati aggrediti a colpi di manganello dalla polizia, che colpì ripetutamente alla testa compagne e compagni, molti giovanissimi, mandando diverse persone in ospedale.

Nonostante questo il corteo respinse l'aggressione senza disperdersi, restando compatto e determinato e riuscendo ad occupare per diversi minuti i binari prima di tornare in città e andare ad occupare l'hotel Sirio di via Capriolo 24, oggi ancora liberato e reso vivo da compagne e compagni impegnati a dare risposte dal basso all'emergenza abitativa, visto il continuo lassismo istituzionale, che continua tutt'ora.

A due mesi di distanza, la Questura bresciana dimostra di non aver dimenticato le parole del ministro dell'Istruzione Profumo, impegnato pochi mesi fa a dispensare "carota e bastone" ai movimenti antiausterity che proprio nelle scuole hanno avuto uno dei punti di forza. Sono infatti in arrivo da oggi numerosi avvisi di chiusura delle indagini preliminari ai danni di altrettante/i attiviste/i in relazione alla giornata di mobilitazione europea, dal basso, contro la crisi del capitalismo e chi l'ha provocata.

A Brescia fioccano quindi le denunce, che per ora riguardano 17 fra compagne e compagni: sono in maggioranza studenti medi e universitari di Ksl e Cua, ma non mancano attiviste/i del Comitato provinciale contro gli sfratti, compagne/i del centro sociale Magazzino 47 e più in generale esponenti del movimento antagonista bresciano. Si tratta di maggiorenni, a cui potrebbe presto aggiungersi altri studenti, ancora minorenni.


Guarda qui sotto i video di Ctv girati il 14 novembre fuori dalla stazione ferroviaria di Brescia:

Il primo video – clicca qui

Il secondo video – clicca qui

La trasmissione dedicata a questa notizia con il commento dell'avvocato Sergio Pezzucchi. Ascolta

 Fonte:

 

 

07 gennaio 2013

#14N: Retata a Padova contro i centri sociali



All’alba di oggi è scattata una operazione di polizia, a Padova, nei confronti di alcuni attivisti che hanno partecipato allo sciopero e alle manifestazioni dello scorso 14 novembre, che si erano concluse nel capoluogo veneto con cariche della polizia nel piazzale della stazione.
Le accuse riguardano i fatti del 14 novembre 2012 (ovvero la giornata di mobilitazione europea) e sono quelle di interruzione di pubblico servizio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesioni in concorso. L'operazione è firmata dal PM Matteo Stuccilli.
I provvedimenti giudiziari riguardano 4 persone: per due di queste sono stati disposti gli arresti domiciliari, per gli altri due invece ci sarà l'obbligo di firma. Dovranno rispondere di lesioni in concorso (per gli agenti feriti negli scontri), di uso di armi improprie (gli scudi e i caschi utilizzati) e di resistenza a pubblico ufficiale.
Sotto accusa altre dieci persone, alcune delle quali sottoposte a perquisizione. Secondo la Questura di Padova verranno denunciate per interruzione di pubblico servizio per aver interrotto tram e autobus su corso del Popolo.
Il 14n come in tutta Europa anche a Padova in migliaia studenti, precari, lavoratori erano scesi in piazza e dopo un lungo corteo per la libertà di movimento, la polizia aveva caricato i manifestanti nel piazzale della stazione.
Padova 7 gennaio ore 10.30 - E' confermato che sono state effettuate 4 perquisizione e sono stati notificati 2 arresti domiciliari e 2 obblighi di firma oltre a risultare denunciate altre 5 persone.






lunedì 19 novembre 2012

Resoconto di una giornata particolare di un operaio della Carbosulcis

sabato 17 novembre 2012


Martedi 12 novembre ore 21.35 prendo il mezzo aziendale per recarmi a lavoro devo fare il turno notturno . Lavoro dalle 23.00 fino alle 07.00. Mercoledi 13 alle 07.10 riprendo il mezzo aziendale e mi faccio lasciare davanti alla vecchia miniera di Serbariu a Carbonia . Mi faccio un giro all’interno e noto tanti cellulari della polizia e molti uomini della Digos. Arrivo nella zona dove si doveva svolgere l’incontro con i ministri Passera e Barca . Mi rendo subito conto che la zona è recintata da transenne ed è stat formata una sorta di zona rossa. Penso in mezzo a tutto c'e' l'incontro con i ministri, un incontro "blindato" a cui solo pochi eletti potevano partecipare. Alle ore 08 00 mi incateno ad una transenna , intanto iniziano ad arrivare operai, pensionati , commercianti e tanti volti conosciuti in anni di lotte. Inoltre iniziano ad essere presenti parecchi mass-media , che iniziano a fare interviste ed a filmare . Il motivo per cui mi sono incatenato è molto semplice : è un protesta contro i rappresentanti del governo Monti e i suoi sudditi politici sardi . Governo e politica che manda in malora la scuola, la sanità e gli altri servizi pubblici, aggravano la devastazione del territorio e l’inquinamento, accrescono la disperazione e la miseria? Effetti collaterali, come le stragi di civili dei “missili intelligenti” a stelle e strisce! Colonizzano la mia Nazione sardigna che negli ultimi mesi vi è stata un ulteriore drammatica accelerazione della crisi economica. Esiste un malessere diffuso in atto in Sardegna e nel Sulcis, visibile da una grande ripresa del flusso migratorio. In Sardegna coi processi di deindustrializzazione in atto si sono persi e si stanno perdendo migliaia di posto di lavoro. Il paradosso del tutto è che molte di queste fabbriche in crisi hanno fatto danni gravissimi per quanto riguarda la salute dei cittadini. Pensate quanti lavoratori e cittadini sono stati esposti ad agenti cancerogeni, chimici, radiazioni.Poi le fabbriche chiudono e restano immensi danni al territorio. Molte volte per il puro profitto delle aziende si è ribaltata l’utilità ( posti di lavoro ) in devastazione ambientale depredando il territorio senza risarcimento. Intanto in Sardegna vi sono:- 13 carceri;- 66% delle servitù militari presenti in Italia;- Poligono di Quirra ecc. Questi sono stati i motivi della mia protesta, intorno alle 10.30 arrivano gli studenti, subito dopo gli operai dell’Alcoa la situazione inizia a farsi calda. Io allora mi sgancio la catena dalla transenna. Intorno alle 11.00 vengono rovesciate le transenne ed iniziano i primi scontri con tanto di manganellate e lanci di lacrimogeni. Le forze dell’ordine allora mettono due cellulari di traverso per impedire ai manifestanti di andare avanti. Dopo questi primi scontri e i primi lanci di lacrimogeni parlo con la mia collega Tiziana presente al sit-in di fronte alla miniera di Serbariu. Lei mi dice “quando ho visto i vari tafferugli, la mia parte incazzata e animale si trovava d'accordo e pensava che fuoco, fiamme e distruzione fossero la giusta risposta per la nascita di un mondo nuovo; tuttavia, la parte razionale chiede sempre se tutto cio' giova e a chi “. Ragiono e penso che a costoro che gestiscono il potere restano solo i manganelli e i lacrimogeni. Che possono frenare i movimenti per un attimo, ma alla lunga rischiano di “incattivirli”. Nel contempo i ministri non sono ancora arrivati , giungono a destinazione qualche ora dopo . Io penso tra di me “ prima di sapere l’esito della riunione “ e sono convinto che il governo in carica mente come e peggio di quelli precedenti. “Come”, perché racconta frottole di comodo, studiate alla bisogna, valide per un giorno e smentite il successivo. “Peggio”, perché si ripara dietro una presunta “serietà e onestà”, sbugiardata ad ogni passo concreto ma ribadita mediaticamente da un coro inqualificabile di leccapiedi. Durante la sera finisce la tanto attesa riunione con tanto di proclami !!!!!!! I lavoratori avevano capito che non avevano portato niente di utile al tavolo e si sono leggermente incazzati e hanno bloccato giustamente le uscite della miniera. A quel punto sono arrivati gli elicotteri per portare via quei pagliacci di ministri. Per i lavoratori la manifestazione era finita lì, perché avevano dato il messaggio che non è più il caso di venire a prendere per il culo la gente! Stavano già decidendo di andare via quando a qualcuno è venuta la brillante idea di dare l'ordine di sparare i lacrimogeni (ad altezza d'uomo) e da li sono nati i grossi scontri , che avete visto in tutti i mezzi di comunicazione. Quindi condivido senza se e senza ma , l’azione e la lotta prodotta dal popolo sardo sulcitano, che mercoledi 13 è stato provocato dalle forze dell’ordine ed ha giustamente reagito. Siamo un periodo di repressione disoccupati,operai delle fabbriche che chiudono e minatori sardi caricati mentre il ministro Passera fugge in elicottero dalle proteste. Studenti che manifestano chiedendo ai sindacati uno sciopero vero contro tagli e austerity che vengono presi a manganellate e arrestati. Mezzi di informazione servi del padrone ( tranne qualche eccezione ), vertici sindacali confederali e PD-UDC-PDL (i partiti di sostegno al governo della BCE) uniti nel propagandare la favoletta dei manifestanti violenti, nel voler separare i presunti "buoni" dai "cattivi", i lavoratori dagli studenti. In questi giorni non ci sono stati manifestanti violenti, presunti infiltrati o extraterrestri nei cortei ma solo decine di migliaia di studenti e lavoratori incazzati contro le politiche di austerity, la precarietà e la disoccupazione di massa. Ognuno ha manifestato con le proprie modalità ma tutti avevamo lo stesso obiettivo: levare un muro di resistenza all'arroganza di chi ci vuole cancellare il futuro per salvare i profitti di banche e imprese. 

sabato 6 ottobre 2012

STUDENTI IN CORTEO IN TUTTA ITALIA; LA POLIZIA RISPONDE CON UNA MEGA MAGANELLATA IN TUTTA ITALIA...

05 ottobre 2012


 

Violente cariche delle forze dell'ordine contro gli studenti a Roma, Milano e Torino. Nel capoluogo piemontese, gli agenti hanno hanno fermati 15 manifestanti per essere identificati. Un fermato anche a Roma.  La manifestazione su Twitter. Guarda la FOTOGALLERY. (VIDEO)

5 ottobre, tornano in piazza in tutta Italia gli studenti e le studentesse dei licei e degli istituti tecnici, tornano in piazza contro il governo Monti e le sue politiche di austerity in una data lanciata dalla rete di collettivi studenteschi StudAut.

segui su InfoAut la diretta dalle piazze, su Twitter segui @StudAut e l'hashtag #5ott.


"Vergognosa repressione degli studenti che oggi, a migliaia, in diverse città italiane, Torino, Roma, Milano e tante altre, sono scesi in piazza contro i tagli di Profumo all'istruzione e alla formazione pubbliche - dichiara Paolo Ferrero, Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista - Aumentano le tasse in scuole e università, i costi di libri e trasporti, le strutture cadono a pezzi e la democrazia nei luoghi del sapere viene consapevolmente ridotta. Oggi siamo in piazza con gli studenti, come lo saremo il prossimo 12 ottobre, perché il mondo della formazione sta pagando un prezzo altissimo per colpa di Monti e dei “tecnici”. È scandaloso che il governo dei poteri forti invece che rispondere alle giuste rivendicazioni degli studenti mandi le forze dell'ordine a caricare i ragazzi in corteo".


"Solleva il cuore - dichiara Fabio Alberti, Segretario romano di Rifondazione Comunista - vedere migliaia di giovanissimi studenti colorare le vie di Roma in difesa di una scuola pubblica, democratica e veramente aperta a tutti. Si tratta di una importante lezione di senso civico - aggiunge - Gli studenti hanno dato un segnale a tutta la città: non bisogna rassegnarsi. Al dominio della finanza e alla abdicazione di una classe politica - conclude - i cittadini, studenti, lavoratori, devono prendere la parola e la strada. Altri devono raccogliere questo segnale. Una occasione sarà la manifestazione "no Monti" del 27 ottobre".

Dai promotori della No Monti Day solidarietà agli studenti oggi brutalmente manganellati nelle strade del nostro paese.


Il Comitato promotore della manifestazione No Monti Day, esprime piena solidarietà agli studenti che oggi a migliaia hanno manifestato in tutta Italia, contro il governo Monti e le misure di austerity imposte dai governi e dalle istituzioni finanziarie dell’Unione Europea.
Gli studenti sono stati brutalmente inseguiti e manganellati dalla polizia in diverse città, segno questo che tale era l’indicazione che veniva dal governo: stroncare sul nascere le proteste, soprattutto se vengono dalle nuove generazioni fortemente penalizzate e ipotecate sul futuro proprio dalle misure del governo Monti.
I promotori del No Monti Day sono solidali con gli studenti aggrediti e li invitano ad essere insieme in piazza il prossimo 27 ottobre alla manifestazione nazionale a Roma, con gli stessi obiettivi, con la stessa determinazione e con le stesse aspettative di cambiamento per il futuro.

Fonte:

http://www.osservatoriorepressione.org/2012/10/studenti-in-corteo-in-tutta-italia-la.html