Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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mercoledì 2 gennaio 2013

Il negozio griffato di Zorzi a due passi da piazza Fontana

Dopo il fallimento l'ex latitante risulta proprietario. Il neofascista è stato coinvolto nelle stragi e poi assolto

La vetrina del negozio «Oxus» in via Ugo Foscolo 3 (Fotogramma) 
 
 
 
 
 
 
  La vetrina del negozio «Oxus» in via Ugo Foscolo 3 (Fotogramma)
 
MILANO - Da piazza Fontana alla Galleria Vittorio Emanuele sono pochi passi. Eppure tra la strage neofascista del 1969 nella Banca Nazionale dell'Agricoltura e un negozio alla moda di borse e accessori che sta in via Ugo Foscolo 3 in forza di una concessione del Comune di Milano, non si immaginerebbe alcun nesso. E invece ora gli interrogatori di un amministratore, rimasto invischiato in una causa civile al tribunale di Milano e in una inchiesta per bancarotta in Procura, svelano che questo negozio monomarca «Oxus», tuttora attivo nel «salotto» del centro città, nell'estate 2010 è passato di mano insieme all'avviamento del marchio e a tutta la merce in magazzino, ma depurato dei debiti lasciati a zavorrare la società venditrice già in insolvenza per perdite apparenti di 15 milioni di euro: 3 mesi prima del fallimento di questo «Grup.P. Gruppo Pelle Italiana spa», teoricamente appartenente alla società di diritto cipriota «Meadcraft Holdings Limited», il 30 giugno 2010 il negozio in Galleria è stato infatti sfilato e venduto per un prezzo stracciato (quasi quattro volte inferiore ai soldi offerti poco prima da una grande casa di moda) a una società amministrata da uno svedese «di cui azionista - scrive il tribunale civile - era la stessa persona azionista del gruppo fallito e menzionata dall'amministratore al pm negli interrogatori, e cioè Hagen Roi, in italiano Delfo Zorzi».
Delfo Zorzi, alias Hagen Roi (Ap)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Delfo Zorzi, alias Hagen Roi (Ap)
 
Ovvero il neofascista riparato da molti anni in Giappone (dove ha avuto la cittadinanza) quand'era latitante per i processi per la strage di piazza Fontana, dai quali è stato assolto in Cassazione dopo una condanna in primo grado all'ergastolo, e per la strage di piazza della Loggia a Brescia nel 1974, dai quali è stato assolto anche in primo e secondo grado. È nel 2005 che voci nel settore della moda, ma soprattutto un articolo dell' Espresso , cominciano a ipotizzare legami tra il marchio «Oxus» e la seconda vita di Zorzi in Giappone, quella da imprenditore della pelletteria. Poi alla fine del 2010 è la Guardia di Finanza di Venezia, in un'operazione antievasione partita da una verifica fiscale alla società veneta «Svalduz srl», a comunicare di aver «scoperto, nel server di posta elettronica, un raffinato sistema di comunicazione criptata, fatta di acronimi, sigle e codici identificativi, attraverso il quale Delfo Zorzi, dal Giappone, disponeva dettagliatamente alle varie società tutte le operazioni da svolgere».

Eppure il fruttuoso negozio in Galleria Vittorio Emanuele sembra, nonostante tutto, essere rimasto nel portafoglio dell'ex latitante, e con modalità ora finite nel mirino della magistratura. Il tribunale civile, infatti, ha autorizzato il sequestro almeno di 700.000 euro sui beni dell'ultimo amministratore subentrato nel febbraio 2010 a un'amica di gioventù di Zorzi d'improvviso destituita dalla proprietà. In Procura il pm Laura Pedio indaga in un fascicolo per l'ipotesi di bancarotta. E «B&A srl» e «Euroteam», due società che dal 2003 e dal 2007 pianificavano le campagne pubblicitarie da centinaia di migliaia di euro l'anno commissionate dal «Grup.P. Italia», hanno ottenuto sequestri conservativi.

Il nodo è la lettura dei fatti del 30 giugno 2010, quando il «Grup.P.», tenendosi i debiti, decide di cedere per teorici 700.000 euro (che nemmeno si sa se davvero pagati e finiti dove) il ramo d'azienda rappresentato dall'avviamento del marchio «Oxus» e del negozio (più merce in magazzino) in Galleria Vittorio Emanuele, per il quale una casa di moda sette giorni prima aveva offerto 1,8 milioni sentendosi rispondere che ne valeva almeno 2 e mezzo, a una società in provincia di Venezia (appunto la «Svalduz srl») rappresentata dallo svedese Etrik Patrik Vistebrandt, nipote di Zorzi. «In questo modo - ha scritto il giudice Enrico Consolandi - è stato sottratto al fallimento un bene di rilevante valore, e non è chiarissimo dove siano finiti i denari costituenti il prezzo. Il contratto è di una povertà sconsolante, senza alcuna descrizione o valutazione del magazzino che già da solo poteva valere quella somma». E per il giudice è lampante che, «tenuto conto della prossimità al fallimento» e «della coscienza dello stato di insolvenza in cui versava la società a dire delle dichiarazioni al pm dello stesso amministratore, si tratta di una operazione assolutamente avventata», che ha depauperato i creditori del gruppo venditore di lì a poco fallito in ottobre.
 

domenica 5 agosto 2012

HIROSHIMA E NAGASAKI


Hiroshima  6 AGOSTO - ORE 8.15.17

QUESTI I PRIMI SINTETICI COMUNICATI STAMPA CHE INORRIDIRONO IL MONDO:


"Washington, 6 agosto - Il presidente Truman ha annunciato oggi che sedici ore fa aerei americani hanno sganciato sulla base giapponese di Hiroshima il pi� grande tipo di bombe finora usate nella guerra, la "bomba atomica", pi� potente di ventimila tonnellate di alto esplosivo. Truman ha aggiunto: "Con questa bomba noi abbiamo ora raggiunto una gigantesca forza di distruzione, che servir� ad aumentare la crescente potenza delle forze armate. Stiamo ora producendo bombe di questo tipo, e produrremo in seguito bombe anche pi� potenti"
(Comunic.Ansa, 6 agosto 1945, ore 20,45)

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" Guam, 8 Agosto - Il corrispondente della Reuter da Guam riferisce le impressioni del testimone oculare del lancio della prima bomba atomica. Il colonnello Paul V. Tibbits, pilota della "superfortezza volante" che ha sganciato su Hiroshina la bomba atomica, ha dichiarato; "E' difficile credere a quello che vedemmo. Sganciammo la bomba alle  9.35 precise (ora giapponese) e ci allontanammo al pi� presto possibile dall'obiettivo per evitare gli effetti dell'esplosione. Si lev� una tremenda colonna di fumo che fece scomparire completamente alla vista Hiroshima".
Al ritorno dalla sua missione il colonnello Tibbits � stato decorato".

(Comun. Ansa, 8 agosto, ore 03.30)


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"Tokyo - 8 Agosto - Radio Tokyo informa che la bomba atomica ha letteralmente polverizzato tutti gli esseri viventi che si trovavano a Hiroshima. I morti e i feriti sono assolutamente irriconoscibili e le autorit� non sono in grado di fornire dati  circa il numero approssimativo delle vittime. La citt� � un immenso cumulo di rovine" (Prima pagina del Corriere Lombardo, dell'8 agosto 1945).

"Londra, 8 settembre - Riferendo le ultime cifre rese note alle autorit�, la Domei ha dichiarato oggi che 254.000 persone sono rimaste vittime della bomba ad Hiroshima. 60.000 sono morte bruciate istantaneamente, 60.000 per ferite, 10.000 sono scomparse, 14.000 sono gravemente colpite e 100.000 leggermente. Soltanto 6.000 dei 250.000 abitanti della citt� sono rimasti incolumi. (Comun. Ansa. 8 settembre 1945, ore 18.25).
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Nagasaki, 9 agosto, ore 12.00


"Guam, 9 agosto - A  mezzogiorno di oggi, ora giapponese, Nagasaki � stata attaccata con una o pi� bombe atomiche. La notizia � stata data da uno speciale comunicato del generale Spaatz, il quale aggiunge che, secondo quanto ha riferito l'equipaggio, i risultati sono eccellenti" (Comun. Ansa, 9 agosto 1945, ore 09.45)
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"Londra, 5 settembre - Il corrispondente speciale della Reuter, Peter Burchett, telegrafa  che quanti sono ancora vivi senza nessuna ragione apparente, la loro salute comincia a declinare. Perdono l'appetito. I loro capelli cadono. Il loro corpo si cosparge di macchie azzurrognole. Le orecchie, il naso e la bocca cominciano a sanguinare. E poi muoiono" (Comun. Ansa, 5 settembre, ore 21,15)
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Più tardi in un messaggio agli intellettuali italiani Einstein ha scritto: « Il nostro mondo è minacciato da una crisi la cui ampiezza sembra sfuggire a coloro che hanno il potere di prendere le grandi decisioni, per il bene o per il male. La potenza scatenata dell'atomo ha tutto cambiato salvo il nostro modo di pensare, e noi stiamo scivolando così verso una catastrofe senza precedenti. Perché l'umanità sopravviva, un nuovo modo di pensare è ormai indispensabile".

Fonte: