Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


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domenica 20 ottobre 2013

ROMA, 19 OTTOBRE 2013


Sabato 19 Ottobre 2013

intestazione19o

Un primo commento: è stata una grande giornata di mobilitazione. Almeno 100,000 persone hanno manifestato contro l'Austerity e le politiche del governo Letta, nonostante il clima di paura creato ad arte dai media per scoraggiare la partecipazione al corteo. Ma come da copione, adesso inizia a circolare la trita e ritrita boiata sugli “infiltrati”. Dobbiamo dirlo con chiarezza: nessun infiltrato, nessun provocatore, nessun black bloc dall'estero (gli unici “neri” erano davanti a Casa Pound); solo una composizione sociale e militante, compagne e compagni che hanno praticato gli obiettivi che si erano posti. Assedio doveva esserci al ministero dell'economia, e assedio è stato. Far sentire la propria rabbia davanti al ministero del lavoro, all'ambasciata tedesca e ad altri obiettivi riconoscibili, e così è andata. Nessun servizio d'ordine ha impedito nulla, perchè la maturità del movimento non aveva bisogno. Dalla testa alla coda un corteo unito, che non si è fatto spezzare neanche dalle provocazioni della guardia di finanza e dei carabinieri. Non è stata una passeggiata - undici compagni sono attualmente ancora in stato di fermo – ma pompieri e politicanti per una volta sono stati alla finestra, limitandosi ad osservare, senza tirare fuori la solita favoletta della “trappola”, che come un disco rotto ci siamo dovuti sorbire da Genova 2001 in poi.
La settimana che ha preceduto il corteo già forniva indicazioni importanti per la mobilitazione di oggi; unità, maturità, per costruire una soggettività sociale in grado di fare dello scontro e del conflitto senza mediazioni il proprio dna: radicalità e pratica dell'obiettivo. Sono dunque segnali importanti quelli che vengono da questa manifestazione, che auspichiamo vengano riprodotti, in altri territori, in altre metropoli. Infine, un ringraziamento ad Anonymous per la precisione e puntualità degli attacchi.



20:45 si confermano 15 fermati tra compagni e compagne 5 romani, 2 napoletani, uno da pesarese, un albanese, un casertano, uno proveniente da Arezzo, un genovese, un ciociaro e uno di Barletta.
20:20 Prefetto e questore "salvano" la giornata in zona cesarini: disinnescato dagli artificieri ordigno "più forte e pericoloso di una bomba a mano". Sfidano il senso del ridicolo pur di rimanere attaccati alla poltrona in bilico.
19:50 Dal camion giunge la notizia che ci si sta organizzando per la cena
19:35 Le voci dalla piazza parlano di un clima sereno che le intimidazioni delle forze dell'ordine non hanno saputo scalfire.
19:27 La polizia continua a circondare la piazza.
19:48 Dal camion del corteo dicono che si sta organizzando la cena in piazza!
19:17 La piazza conquistata resiste e non cede di un passo. Continuano musica e interventi dal camion.
19:15 Carica a freddo sull'acampada a Porta Pia. La polizia provoca ulteriormente i manifestanti che stanno organizzandosi per la notte.
19:05 Continua l'acampada ci si prepara per la notte bianca del dissenso
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18:58 Confermato il fermo di 11 persone.
18:43 Le tende continuano a moltiplicarsi. L'assedio si prepara per la notte.
18:30 Il servizio d'ordine del corteo si schiera davanti alla celere per difendere la piazza
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18:25 Porta Pia è conquistata le tende iniziano a spuntare a decine, l'assedio continua!
18:20 Il corteo sta convergendo su Porta Pia da due tragitti differenti
18:15 Sanzionata anche la sede di Trenitalia con molti petardi mentre un carabiniere lancia un lacrimogeno sulla folla dall'interno di una camionetta
18:13 Sanzionata l'ambasciata tedesca contro #merkel e #austerity
18:12 La testa del corteo è ormai giunta a Porta Pia di fronte al ministero delle Infrastrutture.
18:10 La coda del corteo si è ricomposta con la testa, si procede oltre il ministero dell'economia
18:05 Barricate in via quintino sella per proteggere il corteo
18:00 La testa del corteo è ormai quasi arrivata a Porta Pia mentre si susseguono gli scontri di chi è rimasto indietro
17:58 Il corteo riesce comunque a compattarsi e proseguire nonostante le cariche e provocazioni della guardia di finanza. Un cassonetto brucia di fronte al ministero dell'economia
17:57 Claudio in diretta su RadioBlackout:
 
17:55 Vengono effettuati i primi fermi, mentre l'assedio continua: si innalzano le prime barricate oer difendersi dalle cariche della Guardia di Finanza.
primi_fermicarrozinacariche
17:53 sviluppoeconomico.gov.it TangoDown! #19o #Assedio #Roma #SollevazioneGenerale
17:52 Caroselli di camionette contro i manifestanti
17:50 Lacrimogeni e cariche hanno diviso il corteo che risponde determinato cercando di ricompattarsi
17:45 Carica della polizia davanti al ministero dell'economia,
17:40 Sotto attacco sembrerebbero anche il sito del corriere e di repubblica
17:40 Anche la cassa depositi e prestiti è stata sanzionata con fumogeni e petardi
17:35 In tango down anche il sito del messaggero
ministero_fumogeno17:35 Fumogeni e petardi contro il ministero dell'Economia ribatezzato dal corteo ministero della #precarietà
17:30 Il comunicato di anonymous sul suo assedio ai ministeri 
17:30 Il Ministero è adesso completamente circondato da migliaia di manifestanti
17:25 Dal corteo volano uova verso il Ministero dell'Economia che sta per essere circondato, sanzionate anche una sede dei Monte dei paschi di Siena
17:20 Il corteo è a pochi metri dal ministero dell'economia. L' #assedio sta per cominciare!
17:00 Il corteo continua a crescere ormai più di centomila persone invadono Roma per assediare i ministeri
16:43 Adesso è il turno del sito della Cassa depositi e prestiti (Cassaddpp.it) in tango down
16:43 Anche Corteconti.it in tango down
16:40 Provocazione dei fascisti di CasaPound su via Farini il corteo prosegue, qualche lancio verso i fascisti protetti dalla polizia. Su twitter la gente si chiede perché casapound può scorrazzare con caschi e mazzi senza che vi siano sequestri?
fascifasci_mazze
16:40 Il sito del ministero delle infrastrutture e dei trastporti è giù : Tangodown http://mit.gov.it/anon_mit
16:35 Il corteo è ormai nei pressi del Ministero dell'Economia e delle Finanzea_merde
16:30 il corteo sta arrivando in piazza Esquilino, manca poco all'assedio
16:10 Dal corteo si dicono 70.000 partecipanti, mentre la testa giunge a Santa Maria Maggiore piazza San giovanni è ancora piena
16:00 Gian Luca su RadioOndarossa:
15:50 8 compagni di Modena fermati in macchina  mentre  raggiungevano il corteo
15:40 da Spinoza: "In Piazza San Giovanni centinaia di tende. Sembrava Decathlon a inizio giugno."
15:32 Da RadiOndarossa: dallo spezzone per il diritto all'abitare moltissime le mamme con carrozine in apertura del corteo: #19O qui la paura non è di casa
15:30 Dai migranti slogan contro la Bossi Fini e rabbia espressa per i morti di Lampedusa
15:20 Anche i cittadini dell'Aquila presenti alla manifestazioneaquila
15:10 Una studentessa di RadioBlackout  presente alla manifestazione:
15:05 La testa del corteo inizia ad imboccare via merulana, l'assedio ai ministeri si avvicinacasa
15:00 Fermato al  casello e ripartito pullman da Bologna

14:55 Anche i vigili del fuoco sono NoTav
vigili_urbanivvff2

14:55 Nella piazza anche Erri De Luca de_luca
14:50 Anche i pulman milanesi e bergamaschi sono nuovamente in marcia, mentre gli studenti dei diversi collettivi cittadini sono giunti nella piazza.
14:50 La Polizia dichiara tra i 50 ed i 60 mila manifestanti, la piazza stracolma obbliga il corteo a partire, movimento per la casa e  migranti in testa
14:40 Una prima diretta dalla piazza con i Blocchi Precari Metropolitani realizzata da RadioBlackout:
14:35 Pullman da Milano fermato a Roma Nord, Napoletani rilasciati dopo  le perquisizioni grazie allla minacciata occupazione dell'autostrada se non li avessero lasciati proseguire verso verso Piazza San Giovanni
14:30 Da tweet 99 Posse: Buona manifestazione ai tantissimi che ci sono, ai tantissimi che avrebbero voluto esserci ma non hanno potuto, e buone polemiche virtuali ai tastieristi.
14:30 Nonostante i tentativi di creare panico e paura i bar lungo il tragitto del corteo sono tutti aperti
14:25 Fermato pullmano proveniente da Firenze a Fiano, al momento è incorso la terza perquisizione successiva.
14:20 Nella piazza giungono anche le bandiere blu dei comitati per l'acqua pubblica
14:16 il pullman con i compagni di Brescia fermati alle porte di Roma è ripartito senza problemi e sta raggiungendo la città
14:15 Un manifestante  'armato' di megafono scandisce uno dietro l'altro i posti di Roma dove ci sono edifici occupati, e la risposta dei manifestanti ogni volta è "occupato!"
14:14 Gli studenti partiti dalla Sapienza anche loro giunti in piazza
migranti.jpg14:10 Lo spezzone dei migranti è giunto in Piazza San Giovanni.
14:00 Si confermano 14 fermi preventivi mentre su tutto il grande raccordo anulare si registrano numerosi posti di blocco
13:50 Pullman da #palermo appena arrivato a #Roma direzione piazza San Giovanni splende il sole . Tutti in piazza # sollevazione #19o #assedio
13:40 Bus da Napoli: La fermezza dei manifestanti presenti sui bus ha evitato un lungo e inutile fermo. Si riparte, non vediamo l'ora di raggiungere la piazza!
Si parte e si torna tutti insieme, cantando LAVORARE TUTTI! LAVORARE MENO! #19O

degage13:30 Partito il corteo degli universitari dalla Sapienza. Centinaia di studenti contro l'austerity. Le prime foto da Piazza San Giovanni parlano di una folla che cresce di minuto in minuto
13:09 I bus partiti da Napoli sono stati fermati a Roma Sud e stanno per essere perquisiti. Altri bus sempre da Napoli fermati alla prartenza, tutti identificati e sequestrate pericolosissime bandiere...
Nella notte, il viaggio dei #NoTav verso roma.



Piazza San Giovanni già affollata da ieri sera inizia a riempirsi di manifestanti in arrivo da Roma e da tutta Italia, molti i pullman che arrivano da fuori. Intanto i media continuano con il delirio securitario imbastito da ieri.
All'ingresso di Roma fermati i pullman in arrivo da Piacenza e da Pisa. Quelli partiti da Torino hanno trovato i caselli sgombri e la polizia con una volante sul carro attrezzi.
Molti i bus fermati e perquisiti all'entrata in Roma. Ma la determinazione è molta e non basta l'intimidazione a fermare il #19o.

wifiDa diverse ore sta circolando la voce (alimentata anche da alcuni giornali come Il Corriere della Sera di Roma, Il tempo ed il Giornale) che FFOO e questura di Roma si stiano prodigando per isolare le celle telefoniche dislocate lungo il tragitto del corteo del #19o. Anonymous Italia lancia l'appello agli abitanti di Roma sul percorso: tenete i wirless aperti!






Fonte:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/prima-pagina/item/9352-diretta-dal-#19o 

giovedì 17 ottobre 2013

Scampati dalla guerra e dal naufragio in mare ma non dalla legge

Fuga in massa dei migranti sbarcati a Reggio Calabria
Molti bloccati alla stazione e sui treni per il Nord

 

Hanno cercato di dileguarsi dal palazzetto dello sport di Pellaro dove erano stati radunati dopo lo sbarco di domenica notte, quando sono arrivati anche numerosi bambini. Sono stati rintracciati quasi tutti, mentre cercavano di partire per risalire l'italia

di GIOVANNI VERDUCI

Fuga in massa dei migranti sbarcati a Reggio Calabria
Molti bloccati alla stazione e sui treni per il  Nord
ORMAI è diventata una prassi, legata al fatto che la Calabria è solo un punto geografico di passaggio per i migranti. Scappare dei centri di prima accoglienza, per chi ha rischiato di morire in mare inseguendo la speranza di lasciare il proprio Paese in fiamme e trovare una nuovo vita in nord Europa, rischia di non essere più una notizia, così a Crotone come a Reggio Calabria. 
Ieri sera, infatti, alcuni gruppi di profughi che sono stati accolti presso la palestra di Pellaro, dopo il loro sbarco sulla banchina del porto di Reggio Calabria, hanno provato ad abbandonare il centro e tentato una fuga disperata approfittando della vicinanza della stazione ferroviaria al palazzetto dello sport di Pellaro che, dopo lo sbarco, era stato trasformato in un centro di accoglienza temporaneo. 
Alcuni gruppi di immigrati, dopo il riconoscimento e la foto segnalazione, avevano già lasciato il palazzetto dello sport di Pellaro per essere destinati ai centri di espulsione.
Ieri pomeriggio, però, le forze dell’ordine si sono dovute attivare per rintracciare diversi nuclei familiari che hanno provato a lasciare Reggio Calabria per risalire lo stivale e ricongiungersi con i parenti disseminati in diversi Paesi del nord Europa.
Dopo i primi controlli e le verifiche delle assenze dalla struttura di accoglienza provvisoria di Pellaro, è scattato il piano di ricerca da parte delle forze dell’ordine. Numerosi migranti, che stavano cercando di abbandonare Reggio Calabria a bordo di alcuni treni diretti a nord, sono stati rintracciati e fermati presso la stazione “Centrale” delle Ferrovie dello Stato dagli uomini dell’Ufficio di prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato. Donne, uomini e bambini con borsoni e giocattoli in bella vista sono stati fatti scendere dai convogli ferroviari e trasferiti nell’androne dello scalo. Qui sono stati raggruppati, rifocillati e tenuti sotto controllo dagli uomini delle forze dell’ordine.
Il traffico ferroviario ha subito qualche ritardo per i controlli effettuati a bordo dei treni in partenza da Reggio Calabria dagli uomini delle forze dell’ordine.
Un episodio simile si era registrato ad agosto, quando gruppi di immigrati - dopo il loro sbarco a Reggio Calabria ed il trasferimento presso lo “Scatolone” - avevano provato a scappare dalla palestra e far perdere le tracce per le vie della città dello Stretto. Approfittando della debolezza della cintura di recinzione della struttura sportiva, diversi migranti avevano provato a rifugiarsi fra le case del viale Messina, altri erano riusciti ad arrivare sino in centro città. La maggior parte di loro, però, anche in quell’occasione venne rintracciata e fermata dagli agenti delle Volanti della Polizia di Stato.

REGGIO CALABRIA - Ormai è diventata una prassi, legata al fatto che la Calabria è solo un punto geografico di passaggio per i migranti. Scappare dai centri di prima accoglienza, per chi ha rischiato di morire in mare inseguendo la speranza di lasciare il proprio Paese in fiamme e trovare una nuova vita in nord Europa, rischia di non essere più una notizia, così a Crotone come a Reggio Calabria.  Ieri sera, infatti, alcuni gruppi di profughi che sono stati accolti presso la palestra di Pellaro hanno provato ad abbandonare il centro e tentato una fuga disperata approfittando della vicinanza della stazione ferroviaria al palazzetto dello sport di Pellaro che era stato trasformato in un centro di accoglienza temporaneo. Si tratta dei migranti approdati domenica nel porto di Reggio Calabria in quello che è stato definito l'esodo dei bambini, per il quale è stata poi intercettata la nave madre.
Alcuni gruppi di immigrati, dopo il riconoscimento e la foto segnalazione, avevano già lasciato il palazzetto dello sport di Pellaro per essere destinati ai centri di espulsione.
Ieri pomeriggio, però, le forze dell’ordine si sono dovute attivare per rintracciare diversi nuclei familiari che hanno provato a lasciare Reggio Calabria per risalire lo stivale e ricongiungersi con i parenti disseminati in diversi Paesi del nord Europa. Dopo i primi controlli e le verifiche delle assenze dalla struttura di accoglienza provvisoria di Pellaro, è scattato il piano di ricerca da parte delle forze dell’ordine. Numerosi migranti, che stavano cercando di abbandonare Reggio Calabria a bordo di alcuni treni diretti a nord, sono stati rintracciati e fermati presso la stazione “Centrale” delle Ferrovie dello Stato dagli uomini dell’Ufficio di prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato. Donne, uomini e bambini con borsoni e giocattoli in bella vista sono stati fatti scendere dai convogli ferroviari e trasferiti nell’androne dello scalo. Qui sono stati raggruppati, rifocillati e tenuti sotto controllo dagli uomini delle forze dell’ordine.
Il traffico ferroviario ha subito qualche ritardo per i controlli effettuati a bordo dei treni in partenza da Reggio Calabria dagli uomini delle forze dell’ordine.Un episodio simile si era registrato ad agosto, quando gruppi di immigrati - dopo il loro sbarco a Reggio Calabria ed il trasferimento presso lo “Scatolone” - avevano provato a scappare dalla palestra e far perdere le tracce per le vie della città dello Stretto. Approfittando della debolezza della cintura di recinzione della struttura sportiva, diversi migranti avevano provato a rifugiarsi fra le case del viale Messina, altri erano riusciti ad arrivare sino in centro città. La maggior parte di loro, però, anche in quell’occasione venne rintracciata e fermata dagli agenti delle Volanti della Polizia di Stato.

giovedì 17 ottobre 2013 11:29



Fonte:



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Il sogno di libertà dei migranti sbarcati domenica sera sulle coste reggine finisce qui, su questa stessa città che li ha aiutati a scampare dal naufragio e aveva subito cominciato una gara di solidarietà perchè ricevessero tutti gli aiuti necessari. Quello che è successo non se lo aspettava nessuno perchè si diceva che sarebbero stati qui una ventina di giorni e poi sarebbero scappati all'estero in cerca dei parenti sparsi per il nord Europa. Invece ieri pomeriggio c'è stato il trasferimento di alcuni gruppi di migranti nei centri di espulsione, al quale è seguita la fuga in massa di tutti gli altri, in molti bloccati alla stazione centrale. Sicuramente saranno trasferiti anche loro nei centri di espulsione. Evidentemente sono senza documenti e quindi le forze dell'ordine hanno dovuto eseguire quanto previsto per legge. Il nodo è sempre lo stesso: finchè esisteranno leggi, come la Bossi-Fini, che (per l'ossessione verso una sicurezza che pone confini inviolabili verso ciò che è il 'nostro' o 'nostrum' - che dir si voglia - mare, stato, continente) trasformano le vittime di guerra e/o povertà in criminali colpevoli di vivere, questo è quel che accade. E in casi come questo salvarsi dalla guerra e dalla morte in mare non cambia la vita di persone che speravano in un futuro migliore.

Donatella Quattrone


Mare monstrum

Scritto da Giulio Marcon, il manifesto | 16 Ottobre 2013  


SBARCHI
L'iniziativa militare-umanitaria Mare Nostrum ha finalità ambigue e tutte da verificare. Lo spiegamento di navi da guerra e velivoli di vario genere nel Mediterraneo sembra avere un duplice e contraddittorio scopo: soccorrere - come dice Letta - i profughi e gli immigrati delle carrette del mare e - come dice Alfano - il controllo delle frontiere. Tanto è vero che il vicepremier ha dichiarato: non è detto che se interviene una nave italiana porti i migranti in un porto italiano.
Il messaggio è chiaro. Il soccorso italiano potrebbe essere finalizzato solamente a riportare a "casa loro" i migranti. E quali saranno le "regole di ingaggio" delle navi, delle fregate e dei pattugliatori nell'esercitare, come dice Alfano, un «effetto deterrente con la possibilità di intercettare i mercanti di morte»? Ancora non è dato di sapere. E la questione delle regole di ingaggio non è di poco conto, visto come andarono le cose nel marzo 1997 quando la corvetta Sibilia (impegnata in analoga opera di pattugliamento nel Canale di Otranto) speronò la Kater I Rades, provocando oltre 100 vittime tra i migranti albanesi. Cosa significa avere un «effetto deterrente» e «intercettare i mercanti di morte»? Il rischio di nuovi incidenti è all'ordine del giorno. Che poi il governo pensi di portare avanti questa iniziativa raccordandosi con le autorità dei paesi di provenienza delle navi ci mostra tutto il carattere velleitario dell'operazione: si pensi a cosa voglia dire raccordarsi con il governo libico colluso con i trafficanti di migranti.
La miscela di comportamenti militari e afflato umanitario (a loro copertura) produce sempre effetti nefasti e ambigui e l'esperienza del passato, tra guerre umanitarie e imperialismo democratico, ci dimostra tutta l'ipocrisia di politiche belliciste e in questo caso securitarie che camuffano da buoni sentimenti interventi ispirati a pure logiche di potenza, di chiusura e egoismo nazionale. Colpisce poi come l'impostazione di un'iniziativa come questa riproponga il solito approccio: la riduzione di un dramma sociale e umano a problema di sicurezza. Lo stesso meccanismo che porta alla criminalizzazione del disagio sociale e al sovraffollamento delle nostre carceri di immigrati e di tossicodipendenti per piccoli reati che dovrebbero essere depenalizzati o affrontati in altro modo.
Invece di questa esibizione militar-umanitaria, il governo avrebbe fatto meglio ad affrontare i nodi veri del dramma dei migranti del mediterraneo: creare un corridoio umanitario per le navi, cancellare il reato di clandestinità e quello di favoreggiamento per chi - come i pescherecci siciliani - si è trovato spesso nel dilemma se aiutare o meno le barche dei migranti in difficoltà. Ma quello che, al fondo, sarebbe necessario è un cambio di rotta nelle politiche sulle migrazioni: accanto all'abrogazione della Bossi Fini, una politica positiva fondata sull'accoglienza, l'integrazione, la cooperazione internazionale.
Questa iniziativa, se prevarrà l'impostazione umanitaria, potrebbe portare aiuto e sollievo a tanti migranti. Se invece sarà l'approccio securitario e militarista a avere la meglio, allora il Mediterraneo rischia di trasformarsi in un Mare Monstrum per chi lo deve attraversare, con il terrore di essere speronato dalla corvetta di turno o di essere riportato indietro, magari negli stessi paesi in cui si rischia di tornare nelle mani dei "signori della guerra" o dei dittatori di turno. È una prospettiva da evitare: bisogna riportare nei porti le navi da guerra e le corvette e mettere in campo politiche di accoglienza e di rispetto dei diritti umani.



lunedì 7 ottobre 2013

LEGGE BOSSI-FINI - AFFONDA I NAUFRAGHI, INCRIMINA I SOPRAVVISSUTI: ECCO PERCHE' VA CANCELLATA

 7 ottobre 2013

Indagati per reato di immigrazione irregolare (10bis) i sopravvissuti al naufragio di Lampedusa

Mentre non si ferma la passerella di visite a Lampedusa, la Procura di Agrigento apre un procedimento, a sua detta dovuto, nei confronti dei sopravvissuti al naufragio di giovedì scorso.
Intanto il dibattito intorno a quanto accaduto ha aperto una discussione sulla necessità di cancellare la legge Bossi Fini. Osteggiato da molti, agitato da altri, rischia però di riempire le pagine della cronaca senza che però nulla di concreto si faccia.
Il pericolo insomma è che se ne parli molto per non cambiare nulla.
Ed infatti chi oggi parla di "fare di più" perché non si ripetano queste tragedie, propone poi di rifinanziare e rinforzare le operazioni di Frontex, riorganizzare i respingimenti, riscrivere in maniera più restrittiva nuovi accordi bilaterali con il solo scopo di rinforzare quel sistema di controllo delle frontiere e quel mosaico di normative europee sull’immigrazione che ha alla base della strage di Lampedusa.
L’iscrizione nel registro degli indagati dei superstiti di quel naufragio è qui a ricordarci quale sia il quadro normativo in cui si consumano queste tragedie, una sceneggiatura scritta tra egoismi degli stati e mancanza di un’ Europa dei diritti.
Perché cancellare la Bossi-Fini? Perché diritto d’asilo europeo?
Perché è la legge Bossi-Fini a rendere impossibile l’ingresso legale in Italia, perché il sistema dei flussi per lavoro, dei ricongiungimenti, delle restrizioni nel rilascio dei visti, si traducono in mercati di compravendita di vite umane.
Perché se in gioco c’è la vita di chi fugge dalla guerra, dei loro figli, delle loro famiglie, non c’è procedura o controllo che tenga. Se si restringono le possibilità di ingresso legale, cresceranno le strade di ingresso irregolare. Perché chi non muore viene incriminato, internato nei CIE, sottoposto al ricatto ed allo sfruttamento, politicamente e culturalmente messo ai margini, continuamente ricacciato nell’ombra del non diritto.
Perché se il diritto d’asilo in Europa è una gabbia che costringe i richiedenti asilo, con il regolamento Dublino, a rimanere nel primo paese d’approdo senza poter raggiungere altri Stati, si cercheranno altre vie per raggiungerli, quelle più rischiose, lasciando al Governo italiano la possibilità di gridare all’allarme e di invocare l’intervento europeo per coprire la sua incapacità di gestire l’arrivo di poche migliaia di persone.
Insomma, se vogliamo evitare che ancora si ripetano tragedie come quelle dello scorso giovedì, non c’è altra strada se non quella di cancellare la Bossi-Fini, il sistema di internamento diffuso che ha costruito, ed insieme ad essa l’ approccio generale delle politiche europee.
Iniziamo da qui.



Fonte: