Perchè questo nome:

Credo che la verità vada urlata contro ogni indifferenza mediatica e delle coscienze. Perciò questo è uno spazio di controinformazione su tutto ciò che riguarda le lotte sociali. Questo blog è antisionista perchè antifascista. Informatevi per comprendere realmente e per resistere.

Donatella Quattrone


mercoledì 4 aprile 2012

UN PENSIERO PER PASQUA

   
Luca Giordano, Resurrezione

“Considerare Gesù Cristo in tutte le persone e in noi stessi: Gesù Cristo come padre nel padre suo, Gesù Cristo come fratello nei suoi fratelli, Gesù Cristo come povero nei poveri, Gesù Cristo come ricco nei ricchi, Gesù Cristo come dottore e sacerdote nei sacerdoti; Gesù Cristo come sovrano nei principi, eccetera. Perché è attraverso la sua gloria tutto quanto c’è di grande, essendo Dio, e attraverso la sua vita mortale tutto quanto c’è di misero e di abietto. Ecco perché ha scelto questa infelice condizione [umana], per poter essere in tutte le persone, e modello di tutte le condizioni.”

B. Pascal, Pensieri. Misero, grande uomo, Demetra, Colognola ai Colli (Verona) 2000, pp. 144-145.

DEIR YASSIN

Il 9 aprile 1948 forze ebraiche occuparono il villaggio di Deir Yassin situato su una collina a ovest di Gerusalemme, ottocento metri sul livello del mare e vicino all’insediamento ebraico di Givat Shaul. […]
Come irruppero nel villaggio, i soldati ebrei crivellarono le case con le mitragliatrici, uccidendo molti abitanti. Le persone ancora in vita furono radunate in un posto e ammazzate a sangue freddo, i loro corpi seviziati, mentre molte donne vennero violentate e poi uccise. […]
Una recente ricerca ha ridotto il numero delle persone massacrate a Deir Yassin da 170 a 93. Naturalmente, a parte le vittime del massacro, decine di altri individui furono uccisi in combattimento e perciò non vennero inseriti nelle lista ufficiale delle vittime. Comunque, poiché le truppe ebraiche consideravano ogni villaggio palestinese una base militare nemica, la distinzione tra massacrare gli abitanti e ucciderli “in battaglia” era di scarsa importanza. Bisogna solo dire che tra le persone massacrate a Deir Yassen vi erano trenta neonati; si capisce così che il calcolo “quantitativo” – che gli israeliani hanno ripetuto recentemente, nell’aprile del 2002, nel massacro di Jenin – è privo di senso. Allora, la leadership ebraica annunciò orgogliosamente un alto numero di vittime, in modo da fare di Deir Yassin l’epicentro della catastrofe – un avvertimento per tutti i palestinesi: un destino simile attendeva coloro che si fossero rifiutati di abbandonare le loro case e fuggire.>>


I. Pappe, La pulizia etnica della Palestina, Fazi Editore, Roma 2008, pp. 116-118.